Provato Dragon Quest Heroes: L'Albero del Mondo e Le Radici del Male

Dragon Quest Heroes arriverà in Europa il 16 Ottobre in esclusiva su Playstation 4. In attesa della recensione, abbiamo trascorso alcune ore pad alla mano in compagnia di Slime e Golem

provato Dragon Quest Heroes: L'Albero del Mondo e Le Radici del Male
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  • Pc
  • PS4
Nicolò Pellegatta Nicolò Pellegatta va matto per il chinotto, i fumetti europei (anche quelli francesi), non sopporta le code. Ha un debole per i videogiochi giapponesi, ma Kojima proprio non gli sta simpatico. Apprezza i giochi di breve durata, ma poi finisce sempre per iniziarne uno da 40 ore! Dissuadetelo su Facebook, Twitter o su Google Plus.

Dragon Quest Heroes é l'esempio palpabile della distanza ormai incolmabile tra i gusti dei giocatori nipponici e quelli occidentali.
Stesso gioco, ma pubblici ben diversi: da 0 a 99 anni nel Sol Levante, complice il gameplay molto intuitivo, pochi e hardcore qua da noi visti i trascorsi come serie di nicchia.
Ma forse il ritorno su una console Sony e specificatamente PlayStation 4 -che domina incontrastata sia in madrepatria che nel Vecchio Continente- può dare nuovi spunti a Square Enix per la promozione della saga firmata Yuji Horii anche fuori dai confini natii.
In attesa della pubblicazione prevista per il 16 Ottobre, abbiamo avuto modo di giocare alcune missioni, cogliendo le specificità sia della campagna principale che delle molte side quest.

Non il solito Dinasty Warriors...

Dragon Quest Heroes sarà pure sviluppato da Omega Force, la software house responsabile dei Dinasty Warriors, ma non sembra discostarsi molto dalla classica struttura dei JRPG made in Enix.
La struttura di gioco, infatti, progredisce proprio come un gioco di ruolo: la minaccia ultra-terrena, il party di eroi in divenire, dialoghi, una mappa da esplorare in lungo e in largo, dialoghi, aree specificatamente dedicate al grinding, dialoghi, città e personaggi da proteggere, devastanti boss e infine altri dialoghi.
Ascoltare gli sproloqui jrpgistici degli NPC non è solo doveroso per comprendere l'evolvere della storia, ma anche utile per capire quale sia l'obiettivo della successiva missione. Infatti, Dragon Quest Heroes si discosta dalla struttura canonica degli spin off di Dinasty Warriors, basata sul controllo di aree della mappa soffiate ai generali nemici, per proporre qualcosa di ancora più semplice ed alla portata di tutti: il giocatore si troverà a sostenere un certo numero di ondate di nemici, che si susseguiranno una dopo l'altra fino a che la scritta "Questa è l'ultima ondata" comparirà sullo schermo. Purtroppo non vi è alcun indicatore a schermo del numero effettivo di ondate da sostenere, ma solo appunto un chiaro segnale di quando siamo agli sgoccioli della missione.
Durante il nostro hands-on abbiamo provato l'arco narrativo centrato nella città di Colossea, una città fortificata ed arabeggiante circondata dal deserto e sabbie mobili. In una missione abbiamo dovuto difendere il portone d'ingresso della città, golosa preda delle ondate di mostri, mentre nella successiva ci siamo trovati all'interno ad affiancare il sindaco, particolarmente propenso al proprio sacrificio peraltro. Sono entrambe missioni simili ma non ripetitive, che richiedono di eliminare i mostri classici della saga (dagli Slime ai Golem, e anche più su con Ciclopi alti quanto un palazzo!) con un certo criterio e tattica. Verificheremo senz'altro in fase di recensione se tale struttura applicata a buona parte delle missioni principali può essere sostenibile nel lungo periodo, beneficiando di varianti e innesti...
Ereditando la struttura dei JRPG, Dragon Quest Heroes pullula anche di missioni secondarie. Qui i dialoghi sono ridotti al minimo e non ci sono praticamente cut scene, poichè sono state studiate per il grinding, l'uccisione continua di mostri debolucci funzionale all'avanzamento rapido di livello. Speriamo comunque che anche in questo caso ci si possa imbattere in una buona varietà di missioni, che magari introducano anche alcune sotto-trame o ci consentano di reincontrare volti familiari dei precedenti Dragon Quest.

Non il solito Dragon Quest...

Dragon Quest Heroes è ospitato nel solito continente dalla forma stramba tipico della serie: a questo giro sono due isole quasi simmetriche che si guardano in faccia, sebbene la loro morfologia sia alquanto diversa e si spazi dalla pianure ai deserti, passando per impervie foreste. Il luogo più importante, però, resta il castello di Arba, un luogo ameno al cui centro svetta il gigantesco Albero del Mondo, la cui importanza avrà un ruolo centrale all'interno della trama.
In principio di avventura il giocatore incontrerà Lucyus e Aurora, disegnati ex novo dalla matita di Akira Toriyama, cui si aggiungeranno via via altri personaggi. Nel corso della nostra prova ai poteri del fuoco di Lucyus e quelli del ghiaccio (notevole la magia freeze per bloccare un nemico particolarmente coriaceo) di Aurora si è aggiunto il boomerang di Juliette ed il bastone del massiccio Dirk, ma sappiamo per certo che ce ne saranno altri come ad esempio il mercante Terry e la principessa Alena.
Ogni personaggio ha dalla sua un proprio peculiare stile di combattimento, già reso noto nel corso degli scontri a turni dei vari episodi JRPG, ma ricollocato nel contesto action di Drogon Quest Heroes. Tanto le animazioni quanto i colori scelti dagli sviluppatori di Omega Force sono veramente ottimi, sopratutto tenendo conto che fino ad ora le tre dimensioni in Dragon Quest sono sempre state filtrate dal cel shading: Heroes, invece, è completamente poligonale, ma anche piuttosto morbidoso nel modo di presentarsi, ricordando un po' l'esperimento su binari di Dragon Quest Monsters su Wii.
Infine parlando di gameplay vero e proprio, Dragon Quest Heroes consente ai giocatori di trafficare un poco con la magia. Una barra di colore blu si ricarica a suon di combo e permette di eseguire alcuni attacchi magici: premendo il tasto cerchio i nemici più prossimi a Lucyus saranno colpiti da una scarica di fulmini, premendo quadrato ecco arrivare un tornado che inghiotte le creature dinnanzi all'eroe ed infine con triangolo si manifesta un attacco congelante.
Infine, il contatore viola del Tension Mode consente una volta raggiunto il 100% di entrare nello stato di Super High Tension, beneficiando di una velocità maggiore e di mosse speciali definibili in nessun altro modo se non devastanti: il Gigaslash senza troppi complimenti vaporizza tutti nemici sullo schermo, i quali cadranno faccia al suolo all'unisono.

Dragon Quest Heroes: L'Albero del Mondo e Le Radici del Male Dragon Quest Heroes sarà pubblicato il 16 Ottobre in Europa in esclusiva su Playstation 4. Le impressioni sono decisamente positive, sia per quanto riguarda l'aderenza ai canoni della serie ruolistica nipponica, sia nella resa grafica (piuttosto buona per un titolo cross-gen, almeno in Giappone) e nella struttura di gioco, che è una rilettura semplice ma interessante dei Dinasty Warriors. In attesa della recensione consigliamo ai fan della serie là fuori di correre a preordinare sia l'edizione Day One (che contiene qualche arma esclusiva), sia la Slime Edition contenuta in uno scrigno, al cui interno si trovano anche peluche e gadget a tema. Una bella iniziativa per solleticare i fan hardcore della serie che vivono in Europa!