Provato Dreadnought

Yager torna alla carica seguendo le orme lasciate da Wargaming, con uno titolo d'azione lento e ragionato che non lascia spazio agli errori. Ci abbiamo passato diverse ore sopra, ecco cosa abbiamo scoperto.

provato Dreadnought
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  • Pc

Wargaming ha ottenuto un successo enorme con i suoi titoli e il semplice fatto di essere arrivata sul mercato con una formula competitiva completamente nuova gli ha permesso di fare terra bruciata intorno a sé, raggiungendo risultati economici impressionanti per una piccola società Bielorussa. Nel giro di qualche anno però, anche a causa di investimenti e scelte non proprio oculatissime, questo dominio ha lasciato campo ad abili concorrenti che non solo hanno iniziato a ostacolare l'avanzata del colosso, ma sono stati capaci di infilarsi in particolari nicchie di mercato lasciate ingenuamente scoperte. E' proprio questo il caso di Yager Entertainmet, che porterà sui nostri PC nel 2016 Dreadnought, uno strategico concentrato su spettacolari battaglie spaziali, non particolarmente dissimile come meccaniche da World of Tanks e i suoi "parenti". I ragazzi di Yager non sono tra le altre cose perfetti sconosciuti, e se il loro nome ha fatto suonare una campanella nel vostro orecchio è perché questo team di sviluppo ha già dato vita ad altre produzioni di successo, un certo Spec Ops The Line su tutti. Il nostro interesse è quindi schizzato alle stelle e la recente closed beta ci ha dato l'occasione che aspettavamo per scoprire qualcosa di più sul titolo.

Nello spazio cannonate a profusione

Prendete World of Warships, alleggerite la componente pay to win del titolo e infilate il tutto in un contesto sci-fi per avere un quadro preciso di ciò che Dreadnought è pronto ad offrirvi. Nel titolo Yager impersoneremo un capitano di vascello che al suo servizio avrà un'intero hangar di astronavi da battaglia, divise per classi e dai ruoli estremamente diversificati.

Come sempre potremo affidarci a corazzate armate di potenti cannoni in grado di generare un volume di fuoco abnorme, ma anche decidere di entrare in battaglia a bordo di piccole corvette che fanno dell'invisibilità e della velocità i propri punti di forza, perfette per punzecchiare inamovibili bestioni di acciaio, a loro volta capaci di sfondare qualsiasi cosa si trovino di fronte grazie a precisi laser. Non mancano poi astronavi di supporto con raggi curativi, scudi energetici e droni riparatori, per un'amalgama davvero soddisfacente. Non c'è molta originalità nelle classi scelte, questo è vero, ma il sistema di gioco ci ha convinto e soddisfatto. Scelta la nostra nave ed entrati in battaglia i primi momenti sono abbastanza disorientanti, e il semplice tutorial che apre le danze non è sufficiente a farvi entrare in circolo tutti i comandi base. Ogni nave ha infatti la possibilità di sparare con un cannone principale, un'arma secondaria solitamente utile a respingere i nemici troppo vicini, e tutta una serie di abilità offensive e difensive da attivare in momenti specifici della battaglia. La lentezza di manovra dei vascelli rende necessaria una gestione accurata delle manovre di spostamento, così da non trovarsi scoperti nei momenti cruciali dello scontro, e nel malaugurato caso in cui venissimo presi di mira, sparare un muro di laser per intercettare i missili in arrivo o attivare speciali sovrascudi potrebbe essere l'unico modo per salvarsi. Dreadnought non è il classico titolo di dogfight veloce dove i riflessi la fanno da padrone e anche le corvette, per quanto molto manovrabili, richiedono strategie precise per divenire efficaci. Il titolo sarà quindi apprezzato da chi predilige il ragionamento alla frenesia, e per emergere vincitori dagli scontri tra squadre sarà indispensabile puntare sulle proprie abilità di pilotaggio e sulla consapevolezza accumulata con l'esperienza. Un capitano di vascello che sa muoversi adeguatamente per le mappe, che conosce tutti i punti deboli e di forza degli avversari e sa quando scaricare le munizioni sul nemico sarà in grado di fare la differenza, persino trovandosi da solo contro due o tre navi avversarie disorganizzate.

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Colossi spaziali

Il peso e la lentezza dei Dreadnought è palpabile, e il movimento inerte a motori spenti efficace e ben riprodotto. La sensazione è quella di muovere una immenso sottomarino, con la possibilità tra le altre cose di spostarsi su una linea immaginaria verticale e attaccare dal basso o dall'alto restando fuori dalla linea di vista dei vostri nemici. Non è possibile tuttavia fare manovre evasive particolarmente dinamiche o tantomeno effettuare roll laterali per schivare colpi in arrivo: una volta agganciati non vi resterà che fuggire o pregare che gli scudi reggano. Oltre al semplice combattimento fino a qui descritto Yager ha introdotto all'interno del gioco una speciale funzione di potenziamento degli strumenti della nostra nave.

Ogni vascello è dotato di una propria scorta energetica, che può essere indirizzata su vari sistemi, ed è quindi utilizzabile per potenziare il danno, incrementare velocità pompando energia ai motori, o alimentare i sovrascudi per pochi secondi. E' una scelta difficile da fare mentre si è sotto il fuoco nemico, ma prendere questa decisione con un po' di sangue freddo può stravolgere l'esito dello scontro.
Tecnicamente siamo rimasti sbalorditi dalla qualità grafica del gioco e dalla leggerezza del motore, in grado di offrire ottimi effetti di luce e riflessi sulle navi, così come esplosioni e laser piacevoli da guardare. Le mappe di gioco, sebbene varie, non sono invece ancora perfezionate a dovere e mostrano indubbiamente una minor cura. A chiudere il cerchio di una produzione molto interessante ci pensano ovviamente uno store con una buona quantità di vascelli da acquistare (con moneta reale o virtuale) ma anche armamentari e gadget da aggiungere alle navi per modificarne l'efficacia in battaglia, oltre che ovviamente a un numero spropositato di decal e personalizzazioni estetiche.

Dreadnought Dreadnought, durante questa prima prova, ci è apparso un titolo interessante e con del gran potenziale. La gratuità della produzione, unita a meccaniche riuscite, dovrebbero bastare per gli amanti dei combattimenti spaziali tattici. Yager sembra insomma sulla strada giusta per catturare una nicchia interessante e nei prossimi mesi, di questo progetto, ne sentiremo sicuramente parlare di più. Su Everyeye.it non mancheremo di tenervi come sempre aggiornati.

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