Provato Elite: Dangerous - Horizons

La Season 2 del simulatore di David Braben è proprio come il primo allunaggio umano: un piccolo passo per l'uomo, e un grande passo per il gameplay. Ecco tutte le novità dell'ultima espansione.

provato Elite: Dangerous - Horizons
Articolo a cura di
    Disponibile per:
  • Pc
  • Xbox One
Francesco Serino Francesco Serino ha videogiocato tanto e a tutto, posseduto due diversi Tamagotchi e abbandonato un Furby in autostrada. Mentre cresceva i pixel rimpicciolivano, mentre leggeva ha iniziato a scrivere. E ora eccolo qua, dopo un salto nello spaziotempo atterra su Everyeye, ma già da tempo è su Facebook, su Twitter e su Google Plus.

È passato quasi un anno dall'ultima volta che vi abbiamo parlato di Elite: Dangerous (no, ora il buon porting su Xbox One non conta), e in un anno il gioco di David Braben è cambiato così tanto che, a ripensare a quei primi giorni, sembra incredibile che abbia fatto così tanta strada in così poco tempo. Ogni singolo elemento del gioco ha continuato a crescere mese dopo mese: il numero di missioni, la loro varietà, persino i dettagli grafici e gli effetti sonori. Anche le possibilità di gameplay offerte ai giocatori sono aumentate, e se l'introduzione dei wingmen ha portato finalmente a un concreto co-op tra amici, il Powerplay ha introdotto il pericoloso gioco della politica portando con sé un nuovo strato di gameplay, elaborato ed entusiasmante. Poi è stata la volta del close quarter combat, una nuova modalità tutta incentrata sul PVP. Naturalmente anche il dialogo tra appassionati e sviluppatori è proseguito, e oggi alcune delle meccaniche più fumose sono spiegate con dovizia di particolari da cento e passa f.a.q. che non aspettano altro che essere lette e messe in pratica. Una rinnovata conoscenza che ha aiutato la nascita delle prime fazioni create da giocatori e ufficialmente riconosciute dal gioco, e già al comando di una manciata di sistemi. Insomma: è lo stesso Elite: Dangerous di sempre, ma più eccitante e immersivo che mai.

Arriva Horizons

Horizons non è un'espansione, ma una vera e propria "Seasons 2", che una volta acquistata vi darà accesso a tutti gli aggiornamenti, grandi e piccoli, del 2016. Aggiornamenti che -stando alle promesse- lasciano presagire grandissime cose. Ma già da ora è impossibile rimanere delusi. Horizons aggiunge come ben saprete una novità enorme: la possibilità di atterrare su tutti i pianeti privi di aria (sono circa il 61% del totale; per gli altri dovremo aspettare ancora un anno). L'immenso universo di Elite: Dangerous diventa così improvvisamente molto più grande, e l'esplorazione si trasforma in qualcosa che può addirittura far paura. Horizons è attualmente in fase beta, e noi non potevamo che essere lì, in prima fila a cavalcare le stelle. Appena fatta partire questa nuova espansione abbiamo avuto l'impressione concreta di un ulteriore passo in avanti dal punto di vista audio e grafico: il nostro Adder sembra avere nuove voci, nuovi scricchiolii, le astronavi nei paraggi ruggiscono con una diversa intensità, e lo spazio appare più vivido e mobile che mai. Girovagando tra la strumentazione dell'astronave scopriamo tante nuove scorciatoie nell'interfaccia, come la possibilità di utilizzare dei filtri che rendono immediatamente la vita più comoda in fase di navigazione. Per poter provare finalmente l'attrazione più importante di tutte ci servono però un hangar interno alla nave, dove mettere il mezzo da sbarco SRV, e un modulo per la guida in atmosfera. Una volta installati entrambi, non ci abbiamo pensato un attimo di più e ci siamo subito gettati tra le braccia di un gigantesco pianeta ghiacciato. Quando ci si avvicina a un pianeta in cui è possibile atterrare (sull'HUD come sulla mappa sono quelli cerchiati in blu) e si raggiunge una certa distanza col suolo, il sistema di guida dell'astronave esce immediatamente dalla modalità supercruise. Se però in entrata si mantiene il muso dell'astronave nei pressi dell'orizzonte, possiamo sfruttare la nuova modalità planata, grazie alla quale è possibile mantenere la stessa velocità. Planare è estremamente utile quando si è già entrati nell'atmosfera ma il luogo che si vuole raggiungere è ancora troppo lontano, ma non è possibile farlo all'infinito: è necessario aggiustare continuamente l'assetto del vascello per prolungare la planata il più possibile.

Arrivati a terra, è finalmente possibile aprire la pancia della nave e passare direttamente ai comandi del mezzo da sbarco SRV, che verrà calato lentamente fino a toccare il suolo. E qui c'è da divertirsi, specialmente se in compagnia. Ai comandi, l'SRV è reattivo come un insetto: le sue ruote divorano il terreno e con la pressione di un tasto è possibile lanciarlo in aria grazie all'uso di alcuni piccoli motori a propulsione, funzione che a seconda della gravità (diversa per ogni pianeta) e delle pendenze, può dar vita a dei salti da mozzare il fiato. L'SRV è anche dotato di un radar e di un "cargo scoop" per raccogliere oggetti e materiali preziosi, esattamente come avviene nello spazio.

Surf Surface

Come avrete avuto modo di vedere attraverso gli innumerevoli filmati messi in rete dagli sviluppatori, la tecnologia che si cela dietro la costruzione di questi mondi è straordinaria. Durante la creazione procedurale dei pianeti sono stati presi in considerazione dati come lo spostamento delle placche tettoniche, e ogni cratere, vallata e montagna è unica, come lo sono l'orbita e le stelle nei paraggi. Un mix di elementi che dà vita a dei panorami talmente imponenti che a volte sono persino in grado di far tremare le gambe. Quando vedi sorgere un sole grande tre volte tanto il pianeta in cui ti trovi, quando all'improvviso scende il buio e il silenzio si fa assordante, quando il pianeta gemello di quello che stiamo esplorando provoca un'eclissi che dura ore, hai la certezza che di Elite: Dangerous ce ne è soltanto uno, che non esistono altri giochi simili, in cui la fantascienza riesce a fondersi perfettamente con il realismo estremo perseguito dalla Frontier Development ad ogni costo.

Ma la poesia ogni tanto va anche spezzata, altrimenti diventa patetica. Se la natura non ci sorprende con le sue sinfonie interstellari, forse è arrivato il momento di dare gas e lanciarsi nell'esplorazione come farebbe un pazzo pilota di rally, e magari anche in compagnia. Se poi, come avviene, si possono usare indipendentemente SRV e astronavi, capirete che ci vuole un attimo a trasformare il tutto in una puntata della versione galattica di Jacksass: "Parcheggia la nave vicino quella duna, che provo a superarla con un salto!". C'è naturalmente altro da fare in Horizons, i pianeti hanno la loro versione dei "signal source" che si trovano nello spazio, che potranno essere esplorati alla ricerca di eventi speciali. A volte ospitano anche vere e proprie basi, con tanto di zone atterraggio e bullettin board dalla quale scegliere la prossima missione, e insediamenti che faranno da scenario a frenetiche battaglie, alle quali potrete partecipare sia da terra che ai comandi della vostra navicella.
In Horizons fa la sua prima timida comparsa anche il crafting: con i materiali che è possibile trovare a bordo dell'SRV si potranno creare munizioni e carburanti, con i quali salvarvi la pellaccia quando le situazione si farà spinosa. Dal fronte degli esploratori, sui forum ufficiali sembra che con Horizons arriveranno anche i primi segnali dell'avvento dei Thargoids, una razza aliena che potrebbe cambiare per sempre gli equilibri dell'universo simulato di Elite: Dangerous.

Elite: Dangerous Elite Dangerous: Horizons è un prodotto eccezionale, ma anche limitato, proprio come accadde con il gioco base quando venne lanciato. Quello che sta per uscire è infatti solo la punta dell'iceberg dei contenuti previsti lungo il 2016 e a cui potranno accedere tutti coloro che acquisteranno questa nuova espansione. Ben presto potremo finalmente creare il nostro personaggio fin nei minimi dettagli, una funzione che aprirà le porte all'introduzione della modalità multi-crew, in cui più persone potranno pilotare la stessa astronave. Astronavi che aumenteranno di numero, e se abbastanza grandi potranno includere anche piccoli vascelli da ricognizione, da utilizzare per muoversi più agilmente in certe condizioni. Durante il 2016 arriveranno anche missioni più complesse e articolate, in cui saranno presenti anche combattimenti speciali, per fornire ai giocatori una maggiore sensazione di progressione. E le novità in cantiere non sono finite qui. Horizons, insomma, è un acquisto obbligatorio per i fan di Elite: Dangerous, impossibile avere dei dubbi; ma rappresenta anche un momento straordinario per entrare a far parte per la prima volta dell'universo creato da David Braben. Ci si vede tra le stelle!