Provato Evolve

Impressioni dalla Big Alpha del nuovo shooter dei creatori di Left 4 Dead

provato Evolve
Articolo a cura di
    Disponibile per:
  • Pc
  • PS4
  • Xbox One
Sergio Pennacchini Sergio Pennacchini Giornalista freelance, scrive di videogame da troppo tempo per ricordarsi esattamente quando ha iniziato. Vive a Londra ma non è un cervello in fuga perché mancano le basi, cioè il cervello. Lo trovate su Facebook e Twitter.

Non mi è rimasta molta energia. Quei maledetti cacciatori mi hanno quasi ucciso all’inizio, mentre cercavo di saziarmi su qualche carcassa di animale che avevo massacrato con un paio di colpi dei miei lunghi tentacoli. Hanno piazzato una specie di gabbia azzurra, una sfera di energia che mi ha reso impossibile la fuga per qualche secondo di troppo. Per fortuna sono molto più veloce di loro, e anche più furbo, e sono riuscito a scappare. Ma non senza aver versato qualche goccia di troppo del mio sangue. Ero debole, ho cercato di evitare lo scontro fino a quando non avevo mangiato abbastanza, poi mi sono diretto verso il generatore di energia, per distruggere questa foresta di metallo e fumo che gli umani cercano di difendere. Pensavano li avrei attaccati frontalmente, che avrei provato a distruggerli usando la mia rinnovata forza. Si sbagliavano. Mi sono nascosto, sospeso in aria, in un angolo della loro strana struttura. Hanno girato a vuoto per un po’, non mi trovavano. Poi si sono fermati, proprio sotto di me. Che stupidi.

Lotta impari

Usare il mostro, in Evolve, è davvero un’esperienza insolita. È difficile, soprattutto all’inizio quando al primo stadio di evoluzione sei piuttosto debole e la tua resistenza ai colpi nemici è praticamente nulla. Eppure, se uno è abbastanza bravo da sopravvivere, mangiare ed Evolversi e arrivare al terzo stadio di evoluzione, il più potente, giocare nei panni del mostro regala una bella scarica di adrenalina, una sensazione di onnipotenza che raramente mi è capitato di provare in un gioco del genere. Peccato che, durante i circa cinque giorni della Alpha di Evolve, riuscire a giocare è stato quasi un miracolo. Ci sono stati mille problemi con i server e il sistema di matchmaking e il tutto è coinciso con l’aggiornamento 2.0 del PlayStation Network che, tra i tanti problemi causati, ha anche costretto Turtle Rock a rinviare di un paio di giorni l’inizio dell’alpha su PS4. Poco male, per fortuna avevamo anche un codice Xbox One. Ora, sulla console Microsoft mi è capitato a volte di aspettare più di mezz’ora per l’inizio di una partita per poi vedere il gioco disconnettersi o, peggio ancora, crashare del tutto, ma con un po’ di pazienza sono riuscito a giocare per diverse ore. Di Evolve abbiamo già parlato diverse volte, ormai dovreste sapere più o meno tutto: è il nuovo titolo di Turtle Rock, quelli di Left 4 Dead, e si basa ancora una volta su uno stile di gioco 4 vs 1. Da una parte quattro cacciatori, ognuno con il suo ruolo nel team, dall’altra la bestia, che è da sola ma può evolversi e acquisire nuovi poteri.

A preoccupare, in un titolo del genere, è il bilanciamento, che deve essere assolutamente perfetto. Nelle occasioni precedenti in cui abbiamo provato il gioco, la sensazione è sempre stata una: la bestia all’inizio è troppo debole e, quando raggiunge il terzo stadio evoluto, diventa quasi imbattibile. In questa alfa, è cambiato qualcosa? La risposta, molto semplicemente, è no. La sensazione è che il bilanciamento ottimale non sia ancora stato raggiunto. I cacciatori all’inizio sono molto, molto forti, ma non evolvono, non acquisiscono nuovi poteri a parte qualche buff che possono trovare uccidendo le creature secondarie più forti (ma la stessa cosa può farla la bestia). Quando il mostro Evolve al terzo stadio, lo scontro diventa parecchio sbilanciato in suo favore. Per tutte le partite che abbiamo fatto, la sensazione è sempre stata che agli hunter manchi qualcosa, strumenti per fronteggiare la belva quando questa è al massimo della sua forza. Certo, è un discorso complicato. Da una parte c’è la necessità di premiare quei giocatori che riescono a scappare e mangiare abbastanza cibo per arrivare allo stage 3, un’operazione non complicatissima ma nemmeno così semplice, perché avrete sempre i cacciatori alle vostre calcagna. Dall’altra però c’è l’obbligo di rendere il gioco comunque equilibrato, lasciando una chance agli umani anche contro la più forte delle bestie. Il fatto è che, a parte qualche partita in cui il giocatore che usava la bestia non era particolarmente esperto, arrivati al terzo stadio di evoluzione abbiamo quasi sempre perso contro la bestia.

Team building

Evolve ha anche un altro “problema”, strettamente collegato alla sua stessa natura. Giocare nelle vesti dei cacciatori è fantastico solo se lo fate in un team che si parla, che collabora. È un gioco dove il teamplay è fondamentale, dove dividersi equivale molto spesso alla morte e dove è necessario avere sempre chiaro quello che stanno facendo i compagni. L’Assault, il soldato tutto muscoli che dovrebbe fare più danno alla bestia, deve ad esempio avere sempre il medico vicino. Il supporto e il trapper devono fare in modo che la bestia non si muova troppo, assicurandosi nel frattempo di aiutare gli altri compagni quando necessario. Nei panni della bestia, se si gioca contro un buon team di cacciatori, è importantissimo sapere dove colpire. Uccidere il medico subito, ad esempio, è un ottimo modo per assicurarsi il successo.

Insomma, c’è tanta strategia, una profondità senza dubbio maggiore rispetto agli sparatutto classici, ma questo è un lato che apprezzerete solo giocando in squadra con gente che ha voglia di parlarsi, di comunicare a voce. La big alpha è stata anche l’occasione per capire, finalmente, quale sarà la progressione del giocatore in Evolve. Ci spieghiamo meglio: di solito negli sparatutto siamo abituati a creare il nostro personaggio, a modificarne l’equipaggiamento e ad aggiungere abilità sempre più efficaci, da sbloccare con l’esperienza. Insomma, Call of Duty e compagnia. In Evolve i personaggi sono sempre gli stessi, non cambiano e non migliorano. Si possono sbloccare dei perk da attivare a inizio partita, se ne sceglie uno e via, non si può cambiare fino alla fine del round. Non c’è altro. O almeno così pensavamo. Perché in realtà, anche se non è possibile arrivare alla profondità di un Call of Duty per ragioni di semplice bilanciamento, anche in Evolve si può crescere di livello e sbloccare diversi contenuti. Ecco come.

Io vorrei fare il mostro

Quando ci si connette al gioco per la prima volta, bisogna stilare una graduatoria dei nostri ruoli preferiti: il sistema di matchmaking cercherà, per quanto possibile, di accontentarci. In ogni caso, a prescindere dal ruolo che svolgeremo, guadagneremo dei punti per ogni partita. Se siamo bravi con il fucile, se intrappoliamo tot volte il mostro, se mangiamo abbastanza animali: ogni classe in Evolve propone delle sfide, completatele e guadagnerete punti per salire di livello. Salendo, potrete sbloccare nuove abilità iniziali, nuove skin, o addirittura nuovi personaggi e nuovi mostri. Nella big alpha c’erano due team di cacciatori e due mostri: Goliath, il Donkey Kong troppo cresciuto, e il Kraken, sorta di piovra volante che sembra uscita da un libro di H.P. Lovercraft. Niente di nuovo, tutto materiale che si era già visto nelle precedenti demo in giro per E3 e Gamescom. Ma nella big alpha, per avere accesso al Kraken oppure sbloccare la seconda skin di Maggie, uno dei due trapper disponibili insieme a Griffin, bisognava raggiungere un certo livello. Il sistema funziona e tiene conto delle nostre prestazioni sul lungo periodo, indicando dove siamo più bravi e dove dobbiamo invece migliorare. Certo, non aspettatevi di poter cambiare armi o stile di gioco con un personaggio, Evolve funziona in maniera diversa. Le mappe dell’alpha erano le tre già conosciute: centrale nucleare, distilleria e la diga.

Anche qui, luci e ombre. Luci perché tutte le mappe sono ben disegnate, hanno diversi vantaggi strategici da sfruttare, soprattutto per il mostro. Ci sono alcuni animali molto aggressivi, ad esempio, che da belva abbiamo sfruttato più volte per creare problemi ai cacciatori, magari per guadagnare tempo extra per fuggire. Ci sono corsi d’acqua dove ci si muove più lentamente ma dove non si lasciano tracce, vegetazione alta per nascondersi, gole e caverne per tendere imboscate (ma dove è anche molto facile rimanere intrappolati dai cacciatori). Insomma, tutto bene? Non proprio, perché sinceramente le mappe si somigliano tutte un po’ troppo, tanto nella scelta cromatica quanto nella struttura. Sono divertenti da giocare, disegnate benissimo e ricchissime di dettagli, si estendono anche in verticale con rocce e piattaforme da raggiungere con salti o jetpack. Il problema non è certo nel level design, che è curatissimo, quanto nella ripetizione: come detto, le tre viste fino a ora si somigliano un po’ troppo. Speriamo che il gioco completo abbia una maggiore varietà, altrimenti si corre il rischio di stancarsi in fretta. Anche per questo, gli annunci di questi giorni, con il nuovo trapper Abe e soprattutto la nuova mappa Orbital Drill, con la sua pioggia acida che può complicare la vita tanto ai cacciatori quanto alla bestia, non paiono casuali. Sembra quasi che Turtle Rock abbia voluto dare un messaggio, del tipo: “non preoccupatevi, c’è molto altro che ancora non avete visto”. E, vi dirò, non vedo l’ora, perché Evolve è un titolo che ha delle potenzialità enormi.

Evolve Evolve potrebbe essere davvero uno dei titoli più interessanti del prossimo anno, uno sparatutto diverso dal solito, una produzione di alta qualità per un team, Turtle Rock, che sembra ormai pronto per fare il salto di qualità. Però c’è ancora del lavoro da fare. Il bilanciamento non è ancora perfetto, le tre mappe disponibili tendono a essere un po’ troppo simili e il sistema di matchmaking ci è sembrato ancora molto lontano dal traguardo: a parte i problemi su PS4 dovuti all’aggiornamento Sony, anche su Xbox One i tempi di attesa per una partita spesso erano lunghissimi, con crash piuttosto frequenti. Certo è un’alpha, ma è un’alpha piuttosto vicina all’uscita, dato che a Febbraio non manca poi tantissimo. Evolve ha tutte le carte in regola per diventare uno dei migliori sparatutto di questa generazione, un titolo diverso da tutti gli altri. Penso che le meccaniche di base, il cuore del gioco, siano davvero vincenti. Ma funzioneranno solo se saranno perfettamente bilanciate e se riusciranno a mettere a proprio agio i giocatori da subito, anche quelli meno esperti. Evolve dovrebbe tornare a breve con una beta a gennaio, in esclusiva su Xbox One: presto, insomma, ne riparleremo.