Provato Exgenesis

Creazionismo videoludico

provato Exgenesis
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  • Pc
Giuseppe Arace Giuseppe Arace ha iniziato a venerare i videogiochi e il cinema quando, a soli 4 anni, è rimasto folgorato dalla schermata d’avvio del Sega Mega Drive e dai titoli di testa di Toy Story. Nato con un pad tra le braccia, vorrebbe morire con un Oscar. Non ama molto i social network e bazzica raramente solo su Google Plus.

Uno dei più grandi nemici degli studi indipendenti è la mancanza di fondi da investire nella produzione delle loro creazioni. A questo problema, negli ultimi anni, si è tentato di porre rimedio con alcune campagne di crowdfunding, come Kickstarter e IndieGogo, tramite le quali molti giochi spesso nascono grazie alla generosità e alla lungimiranza degli investitori, i così detti “backers”.  Ma una volta richiesto un finanziamento, per un giovane team di sviluppo sorge ancora un altro ostacolo da superare: il tempo. Le raccolte fondi presentano, infatti, una data di scadenza, e se entro tale limite non sarà raccolta la cifra necessaria, numerose idee potenzialmente valide non potranno essere realizzate e finiranno, sfumate come sogni, nel dimenticatoio. Poco più di un’idea è, per ora, anche Exgenesis, nuova, interessante avventura grafica dei ragazzi del team italiano 48h Studio, che annovera nel curriculum il peculiare Avoid - Sensory Overload. Quella di Exgenesis (votabile anche su Steam Greenlight) è una lotta contro il tempo nella speranza di ottenere su IndieGogo denaro sufficiente per raggiungere l’obiettivo prefissato.  Noi abbiamo potuto provare una build giocabile del titolo ancora in fase profondamente embrionale,  la quale, pur nella sua essenzialità, tenta di introdurci le meccaniche di gameplay e di incuriosirci con una narrativa enigmatica e con la promessa di una storia che si adatta alle scelte del giocatore.

THE TREE OF LIFE

La storia della Creazione, come la conosciamo noi, è una menzogna. Insieme alla verità sull'origine dell’esistenza, anche lo scopo ultimo della nostra vita è stato dimenticato nel tempo, perduto dagli antenati che hanno tentato invano di conservarlo attraverso i secoli. E tutto, negli anni, è cambiato: la più grande guerra che si sia mai combattuta sulla terra ha indotto la razza umana a perdere la propria spiritualità, pervasa solo da materiali istinti di sopravvivenza. Il bisogno impellente di un cambiamento si avverte nel degrado in cui la società riversa, alla mercé di un giogo distopico che annichilisce ogni barlume di umanità. E tale necessità si manifesta anche per l’influsso di qualcuno che ci osserva e ci giudica dall'alto: forse un demiurgo, forse un’entità superiore che ci guida e monitora le nostre azioni per comprendere se saremo degni di mirare la nuova alba del mondo. Il giocatore si rivelerà essere uno dei pochi prescelti, destinati alla suprema conoscenza? Nulla, a quanto sembra dalle intenzioni degli sviluppatori, è predeterminato: le scelte che compiremo durante l’avventura influenzeranno profondamente lo svolgersi degli eventi e con esso quello del nostro percorso spirituale e della nostra morale. Un progetto decisamente ambizioso, che sembra intenzionato a seguire i perigliosi sentieri della filosofia creazionista, provando a dare risposte a domande universali attraverso una prospettiva più intima e personale, un punto di vista soggettivo in cui saranno le nostre decisioni a modellare la verità sul mito della genesi e sul senso della vita.

L’idea è satura d’indubbio fascino, ma mancano allo stato attuale di sviluppo solide basi per valutare quanto simile ambizione (sia sul piano narrativo che ludico) possa concretizzarsi in un gioco funzionale sotto tutti gli aspetti. Nella brevissima build testata mancava la possibilità di compiere scelte multiple: l’assenza di tale feature è legata alla precisa volontà di 48h Studio di affinarne le meccaniche prima di una release ufficiale al pubblico, per evitare che una realizzazione ancora acerba fornisca un’impressione diversa da quella che gli sviluppatori stessi desiderano trasmettere. Exgenesis è a conti fatti un’avventura grafica punta e clicca, vissuta in prima persona tramite gli occhi del nostro alter ego, con sfondi 2D renderizzati da foto reali e mescolati a dettagli in computer grafica. All’inizio del gioco ci troviamo in una grande piazza nella quale si evince chiaramente che la natura si è espansa a briglia sciolta proprio dove prima dominava la mano dell’uomo, in particolare su di un tempio monoptero avvolto da una cupola di metallo situato nella parte remota dello sfondo. Prendiamo subito confidenza con il sistema di controllo, legato quasi totalmente all'uso del mouse, che ci permette di interagire con alcuni elementi dello scenario tramite il passaggio del cursore. Scopriamo così alcune informazioni sull'ambiente circostante, e sin da subito la sensazione è quella di trovarsi in un mondo desolato, piegato da un ignoto cataclisma. Presentimento che si tramuta poi in certezza nel momento in cui decidiamo di cambiare quadro, quando il reticolo del mouse ci suggerisce con una specifica icona la possibilità di farlo. Davanti a noi si delinea allora la scena di una strada urbana e del suo decadimento, con un treno non più in funzione, dismesso tra le rotaie, e con maxi schermi pubblicitari ancora attivi, ma le cui trasmissioni producono solo un fastidioso sfarfallio causato dall'assenza di segnale. Sul lato sinistro, in primo piano, possiamo scorgere una porta, che scopriamo essere l’entrata della nostra abitazione. Interagendo con un inventario posto sulla parte alta del nostro desktop, ci rendiamo conto di possedere un mazzo di chiavi: un click del mouse e siamo dentro l’asettico, bianco appartamento dal design futuristico e minimalista.

Veniamo qui colti da una visione mistica: ecco prender forma dal nulla un deserto, nel quale si erge unicamente un piccolo arbusto che via via espande i suoi rami e le sue radici. È l’albero della vita, simbolo stesso del gioco e faro guida del nostro viaggio, un percorso che già da ora sembra coniugare sogno e realtà, esperienza concreta e visione intangibile. Al termine di questa sequenza epifanica, ci risvegliamo nel nostro appartamento. D’improvviso un terremoto scuote le fondamenta e innanzi a noi compare fluttuando un libro luminescente, che provvediamo subito a porre nell'inventario. Una volta tornati all'esterno, l’ambiente ci appare modificato dal suddetto cataclisma, con nuovi oggetti sparsi al suolo, tra le macerie, dove prima non c’era altro che asfalto. Con la pressione della barra spaziatrice, che evidenzia gli elementi con cui interagire, raccogliamo un tubo di metallo che si rivelerà utile successivamente per la risoluzione di un enigma ambientale. Tornati al quadro da cui siamo partiti, possiamo ora notare che al centro della scena, al posto del monumento avvolto dalla cupola, si stanzia il maestoso Albero della Vita. Per proseguire occorrerà risolvere un paio di enigmi legati alla combinazione giusta di simboli da inserire per aprire il lucchetto del misterioso libro e all'attivazione di un meccanismo esoterico che spalanca le porte per un’altra dimensione. Già da queste prime battute pare evidente che Exgenesis basi la maggior parte del gameplay sull'interazione e l’osservazione attenta dell’ambiente di gioco: lo sguardo del giocatore e la sua capacità di ragionamento permetteranno di risolvere i puzzle ambientali e scoprire, analizzando nel dettaglio gli elementi dello scenario, il background del mondo in cui ci avventureremo. Un mondo che, stando alle promesse del team di sviluppo, avrà numerose diramazioni legate al complesso sistema di scelte morali, pubblicizzato come elemento primario dell’esperienza ludica ma che rimane ancora una feature impossibile da valutare nel suo complesso. 
In virtù della sua natura da avventura grafica in due dimensioni, l’aspetto visivo di Exgenesis si basa principalmente sulla capacità di creare un contesto scenico credibile ed evocativo, magico e suggestivo, senza scadere nel patinato né far smorzare la forza dell’impatto grafico, con l’utilizzo di strutture architettoniche futuribili tratte a piene mani dai classici stereotipi dello stile distopico. La mescolanza tra elementi catturati dal vero e dettagli in CGI conferisce agli ambienti un maggiore realismo estetico, che si fregia già da ora di un nutrito numero di particolari a schermo, molti dei quali però statici e non interattivi. Inoltre, accanto alla possibilità di settare la risoluzione, vi è anche un’opzione che regola la qualità grafica, che nella build da noi provata è impostabile soltanto sulla generica voce “default”. Non è da escludere quindi il futuro inserimento di un gradiente del livello di dettaglio che forse andrà a interessare quei pochi elementi dinamici presenti nello scenario, come particellari o effetti di luce.

Exgenesis Essendo un progetto ancora ben lungi dall'essere completato, di Exgenesis può essere valutata, per ora, solo l’affascinante idea che vi è alla base. Accanto ad una storyline che nelle premesse si preannuncia piuttosto coinvolgente, si accompagna sia un sistema di controllo  che rimanda alle avventure grafiche punta e clicca degli anni ’90, sia la promessa di poter compiere scelte morali significative, quest’ultimo un aspetto legato invece agli stilemi propri di una certa maturità videoludica moderna. Mancano ancora molte features ufficiali e le meccaniche di gameplay nella demo testata sono volutamente limitate, ma già si avverte palpabile la volontà di 48h Studio di creare un titolo dalla narrativa potente e caratterizzata da un sistema di scelte libero e non banale, del quale gli sviluppatori rivendicano con orgoglio una certa ambizione ed originalità.

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