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Provato F1 2016

A poco più di due settimane dal lancio, abbiamo avuto modo di provare F1 2016, il titolo di Codemasters che promette di ridare pepe alla serie.

provato F1 2016
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    Disponibile per:
  • Pc
  • PS4
  • Xbox One

Codemasters, si sa, è sinonimo di racing. I suoi titoli sono realizzati con cura e amore per le corse, e il recente Dirt Rally, un insperato ritorno alla simulazione dura e pura, è lì a dimostrarlo. Il brand dedicato alla Formula 1, salutato con comprensibile giubilo sei anni fa al suo debutto sulle console di penultima generazione, ha però messo più volte a dura prova l'amore incondizionato dei fan della software house britannica. Del resto, i risultati sono stati spesso altalenanti, talvolta persino nel salto da una console all'altra (per qualche oscuro motivo, dopo un ottimo F1 2010, la serie su PS3 subì un tracollo tecnico clamoroso a partire dall'edizione successiva). F1 2015, esordio della serie su PS4 e Xbox One, non ha smentito l'ormai consolidato adagio, affiancando a scelte indubbiamente azzeccate una teoria di défaillance che sulla distanza ne ha non poco penalizzato la resa. Un modello di guida gradevole, equilibrata via di mezzo tra un buon afflato simulativo e un approccio user friendly, faceva il paio con una grafica di sicuro impatto, per quanto gravata, di tanto in tanto, da un eccessivo tearing e da sporadici cali di framerate. I problemi veri stavano altrove: dall'estrema penuria di modalità disponibili (niente Carriera e opzioni di gara "bloccate", solo in seguito corrette con l'introduzione di alcune patch), passando per una AI decisamente poco credibile, per non parlare di un erratico sistema di penalità e bug assortiti.

La volta buona?

La strada per un gioco di Formula 1 maturo era però ormai tracciata, e l'attesa per F1 2016 è cresciuta nel corso dei mesi di pari passo con la speranza di poter avere tra le mani, nel corso dell'estate, un titolo finalmente solido. Abbiamo avuto la possibilità di provare una build non definitiva di F1 2016 presso gli uffici milanesi di Koch Media, ideale primo approccio con un gioco che, nella sua versione finale, vedrà gli scaffali a partire dal prossimo 19 agosto. Come detto, la versione da noi provata non era completa e disponeva solo del single player, peraltro a sua volta "potato" di alcune modalità e opzioni: assente la Stagione Singola e solo sei circuiti a disposizione (Australia, Cina, Gran Bretagna, Azerbaijan, Germania e Bahrein). Nonostante queste assenze, è stata tuttavia una presenza a farsi notare. Dopo le proteste dello scorso anno, Codemasters ha reintrodotto la Carriera, rivista in maniera sostanziale rispetto al passato. Chi scrive non ha mai considerato la Carriera una modalità realmente azzeccata per titoli di guida su licenza (per motivi contrattuali non vedremo mai cambi di casacca tra i piloti gestiti dalla AI tra una stagione e l'altra, con buona pace del realismo), ma il suo ritorno non può che giovare alla longevità del prodotto. All'inizio sarà possibile scegliere le fattezze del nostro alter ego, oltre ovviamente al nome e al casco, ampiamente personalizzabile. Lascia un po' perplessi la possibilità di poter scegliere fin da subito qualsiasi team per cui correre. Certo, gli obiettivi da centrare saranno più impegnativi al volante di una Mercedes piuttosto che di una Manor, ma la progressione ne esce in buona parte alterata. Tra un Gran Premio e l'altro, potremo gestire dal nostro motorhome tutte le incombenze del caso, dalle email ai colloqui con la nostra assistente.

Più cura per i particolari

Una volta in pista, F1 2016 mostra subito le sue carte vincenti. La grafica, basata su un'evoluzione ulteriore dell'EGO Engine visto di recente con Dirt Rally, è pulita e di impatto, soprattutto nella resa dei modelli 3D delle vetture, dettagliatissimi e del tutto fedeli alle controparti reali. Molto bene anche i circuiti, in particolare la new entry Baku, che già si era fatta ammirare per il suo layout spettacolare nel corso del vero Gran Premio d'Europa, disputato lo scorso 19 giugno sulle strade della capitale dell'Azerbaijan. Di primo acchito, anche nelle situazioni più confuse, il framerate non pare soffrire più di tanto e la fluidità complessiva è già fin d'ora superiore a quella del predecessore. Il modello di guida, a sua volta, è un'evoluzione senza strappi di quanto già visto nelle edizioni precedenti. Non aspettiamoci quindi il rigore simulativo di Dirt Rally, ma neppure un piatto arcade senz'anima. Basterà disattivare qualche aiuto per rendere l'esperienza decisamente appagante. In uscita di curva le scodate di potenza non saranno sempre facili da controllare, specie se con un pad tra le mani, così come le reazioni delle vetture sul bagnato, ricreate con un buon livello di realismo.

Più realistica anche la gestione dei danni, con ali e sospensioni assai vulnerabili, tanto da costringerci a una guida attenta e guardinga, in particolare nelle prime fasi di gara.
E a proposito di gara, come già anticipato dalla stessa Codemasters, ecco comparire Safety Car, Virtual Safety Car, giro di formazione, un nuovo sistema di partenza e l'entrata manuale ai box: feature introdotte per eliminare anche gli ultimi residui di artificioso che da tempo indispettivano i fan più ortodossi. Non abbiamo avuto modo di constatare l'accuratezza della gestione delle gomme, dal loro degrado all'utilizzo delle varie mescole, come da regolamento FIA, ma sulla carta F1 2016 dovrebbe dare a questi aspetti, cruciali nella realtà, uno spessore maggiore rispetto al passato. Stesso discorso per l'AI: nel tempo a nostra disposizione abbiamo osservato un comportamento tutto sommato credibile, con staccate "ragionate" e persino qualche testacoda ed errori vari.

F1 2016 Se il buongiorno si vede dal mattino, F1 2016 potrebbe finalmente rappresentare quel passo avanti nella serie che i fan attendono da anni. Tra qualche settimana avremo una risposta a tutte le nostre domande. Nel mentre non possiamo non apprezzare un accresciuto numero di modalità, con il ritorno della Carriera, oltre ad accorgimenti che, seppur non rivoluzionari, migliorano senza dubbio il grado di realismo dei weekend di gara (Safety Car, Virtual Safety Car, giro di formazione, entrata manuale in pit lane, ecc.). Il modello di guida, sempre a metà strada tra simulazione e solido arcade, fa il paio con una grafica di sicuro impatto, degna cornice di un gioco che promette davvero bene.