Rainbow Six Siege Oggi alle ore 21:00

Scopriamo le ultime novità dello sparatutto Ubisoft!

GCom14

Provato Fable Legends

Lo spin-off della famosa saga di Lionhead continua a non convincerci

provato Fable Legends
Articolo a cura di
    Disponibile per:
  • Pc
  • Xbox One
Lorenzo Lorenzo "Kobe" Fazio ama il basket, o per meglio dire i Los Angeles Lakers, l’Hip Hop e il teatro. Dopo aver rincorso la carriera del finto regista, dal 2007 si spaccia anche per finto esperto di videogiochi scrivendo su Everyeye.it. Lo appassionano le belle storie e gli stili visivi ricercati. Cercatelo su Twitter e su Google Plus.

E’ probabile che una fiera di videogiochi come la Gamescom non sia il posto migliore del mondo per provare, un po’ di corsa, una demo di Fable Legends. E’ probabile che l’essere incappati in un clamoroso freeze di sistema, nel bel mezzo della prima battaglia (eventualità comunque non rarissima avendo a che fare con versioni alfa dei giochi), non abbia migliorato la situazione. E’ probabile che tirando in ballo una IP celebre come Fable, già provata da spin-off non proprio esaltanti come The Journey e Heroes, noi per primi ci saremmo aspettati qualcosa di più sostanzioso (e magari rivolto al single player) di un action-RPG 4 VS 1 che si innesta nello stesso sentiero inaugurato da Evolve.
Sia quel che sia, anche questa volta, dopo il primo incontro all’E3, la creatura di Lionhead Studios non è riuscita a convincerci, lasciandoci la netta sensazione che si tratterà di un prodotto sviluppato con congnizione di causa, ma al quale mancherà quel lampo creativo che possa innescare la scintilla dell’esaltazione.

Buoni o cattivi che siate, la sostanza resta quella

Dimenticatevi le scelte morali, la minuziosa creazione di un avatar da controllare per l’intera avventura, l’esplorazione lenta e sistematica di un continente ricco di paesaggi meravigliosi e personaggi eccentrici. Fable Legend è un action-RPG/tower defense che contrappone quattro utenti, nei panni di altrettanti eroi, contro un unico videogiocatore che interpreterà il male sotto forma di orde di mostriciattoli e trappole mortali. Il gameplay è bipartito e offre sostanzialmente due esperienze sensibilmente differenti tra loro.
Armati di ascia, scudo, arco o scettro magico, avrete a che fare con un gioco di ruolo in terza persona fortemente action, classicissimo nella sua impostazione generale e privo di qualsivoglia guizzo d’originalità. L’obbiettivo del quartetto è sopravvivere alle ondate nemiche, farsi strada nello scenario disseminato di tranelli e superare il portale che conduce alla successiva ambientazione. Se è praticamente impossibile evitare mine e spuntoni nascosti nel terreno, il quartetto può molto contro i numerosi mostri che tenteranno in tutti i modi di sbarrargli la strada.
A ciascuno dei pulsanti frontali è affidato un attacco, potenziabile in tecnica speciale con la contemporanea pressione di uno dei trigger. Il ritmo piuttosto sostenuto della partita è garantito da un sistema di controllo piuttosto reattivo e un combat system immediato e fulmineo nell’esecuzione di ciascuna mossa. Come se non bastasse, i ristretti tempi di cool down di ogni abilità invitano implicitamente l’utente ad abusarne ogni volta che può. Guai però a non adottare un approccio minimamente strategico. Il team funziona quando è unito: senza l’arciere a dare supporto dalle retrovie, il mago ad indebolire le creature sensibili agli incantesimi e il guerriero a sfrondare le linee nemiche, anche il più esiguo dei manipoli avversari può rappresentare un problema non da poco.
Nonostante le buone intenzioni e qualche trovata interessante, già dopo questa breve prova si ha la netta sensazione che Fable Legends abbia il fiato tremendamente corto. Il level design della mappa non brillava particolarmente. Inoltre, sebbene andranno testate la profondità dello skill tree e le possibilità di personalizzazione del proprio personaggio, rotti gli iniziali indugi il tutto appariva lineare, sciatto e privo di sorprese. Che si avesse a che fare con arcieri o nemici che di punto in bianco sparivano nel nulla, a fare da padrone era il button mashing. Inoltre, sebbene l’accento sia posto sulla cooperazione, mancavano mosse combinate o meccaniche specifiche, magari legate all’interazione con lo scenario, che promuovessero un effettivo gioco di squadra: solo l’elevata inferiorità numerica degli eroi garantiva un minimo di coesione del gruppo.
Le cose si fanno più interessanti quando invece si vestono i panni del villain, sebbene anche in questo senso si intuiscono immediatamente i limiti di un progetto evidentemente a corto di idee brillanti.

Abbandonata la visuale in terza persona, il gioco si tramuta in un tower defense piuttosto limitato, ma vivace. Prima dell’inizio di ogni battaglia, l’utente avrà una manciata di minuti per piazzare trappole e punti di spawn delle sue fidate truppe. Difficile dire se nel prodotto finito le cose andranno diversamente, ma in questa demo il loro numero era predeterminato e il videogiocatore poteva solo spostare a piacimento, ma senza troppa libertà, quelli già piazzati sul campo.
Ogni unità gode di poteri speciali, attivabili in qualsiasi momento: si va dai bombardamenti al suolo, all’invisibilità per un periodo limitato di tempo, passando per colpi speciali in grado di avvelenare gli avversari. A partire da una visuale isometrica, il villain dovrà indirizzare gli attacchi e guidare gli spostamenti dei suoi, preoccupandosi al contempo di attivare, con il giusto tempismo, parte delle trappole piazzate. I muri, ad esempio, erano particolarmente efficaci in quanto potevano isolare un solo membro del team in modo da renderlo facile preda di orchi e mostruosità assortite.
Non bisogna avere paura di sacrificare i propri uomini per un bene superiore, ma guai a sprecarli: gli eroi hanno molte vite e tendono a sopraffare i nemici con estrema facilità. Solo un’acculata disposizione delle trappole ha potuto garantirci un effettivo vantaggio, visto che il level design, oltre a qualche insenatura da utilizzare a mo’ di Termopili, non si è dimostrato particolarmente adatto per tendere efficaci e mortifere imboscate.
Purtroppo anche nelle vesti del cattivissimo overlord il divertimento è piuttosto effimero, vista la bassa interazione durante le fasi di scontro: si guarda molto, ci si danna per le perdite e poco altro.
A tutto ciò va aggiunto un comparto grafico tutt’altro che esaltante. L’art design si rifà a quello dei capitoli regolari e riesce a tratteggiare qualche panorama degno di un secondo sguardo. Tecnicamente manca sia la mole poligonale, sia la densità di dettaglio per restare minimamente sbalorditi dal lavoro di Lionhead.

Fable Legends Dopo Heroes e Journey, Fable sembra destinato ad un altro titolo non proprio eccelso. Quasi di sicuro non si tratterà di una caduta rovinosa, ma chi di noi si potrà mai accontentare, da un’IP del genere, di un semplice compitino per quanto ben svolto? Numerosi ambiti restano da verificare, tanto che un barlume di speranza permane: quantità e qualità delle mappe, tanto per cominciare, possibilità di personalizzazione del personaggio e soprattutto numero e tipologia di poteri speciali di cui godranno eroi e villain. Un buon bilanciamento in questo senso, vista la natura fortemente votata all’azione del progetto, potrebbe, almeno in parte, salvare Fable Legends.

Quanto attendi: Fable Legends

Media Hype Utenti
Voti Hype totali: 42
68%
nd