GDC 2015

Provato Fable Legends

Un confronto fra la versione PC e quella Console dello Spin-Off Multiplayer di Fable.

provato Fable Legends
Articolo a cura di
    Disponibile per:
  • Pc
  • Xbox One
Francesco Fossetti Francesco Fossetti scrive di videogiochi -fra una cosa e l'altra- da più di dieci anni, e non ha ancora perso la voglia di esplorare il mercato con vorace curiosità. Ammira lo sviluppo indie e lo sperimentalismo, divora volentieri tutto il resto. Lo trovate su Facebook, su Twitter e su Google Plus.

Microsoft si presenta alla GDC 2015 con una visione coraggiosa, ambiziosa e potenzialmente vincente: quella, cioè, di trasformare Windows 10 in una sorta di piattaforma condivisa tra console, PC e dispositivi Mobile, in modo da cambiare radicalmente le prospettive di produzione e diffusione dei titoli che decideranno di entrare in questo poliedrico ambiente di sviluppo.
Dopo l'annuncio del multiplayer cross-platform, arriva anche quello del cross-buy, e la promessa - incantevole agli occhi di qualsiasi team - di tempi e investimenti ridottissimi per il porting dei prodotti da Xbox One e PC.
Una strategia aggressiva,con cui il colosso di Redmond prova ad ammaliare le software house, ma al contempo un rischio per la forza del marchio Xbox, che potrebbe trovarsi a perdere qualche esclusiva, e vedere sempre più titoli fare il salto dall'ambiente console a quello PC.
Del resto sono gli stessi titoli sviluppati dai team interni di Microsoft a seguire questa strada: il primo ad abbracciare la nuova filosofia sarà infatti Fable Legends, che qui all'evento di San Francisco ha permesso di testare le funzionalità del multiplayer inter-piattaforma. Sullo showfloor della GDC la nuova proposta di Lionhead era giocabile in quattro postazioni: due PC e due Xbox One, disposti in file parallele, ci hanno permesso di affrontare, assieme ad altri tre giocatori, le macchinazioni di un quinto “dungeon master” (anche lui alle prese con mouse e tastiera).

Windows Wins

Fable Legends non è il classico Fable. Per questo spin off, il team orfano di Peter Molyneux decide di seguire una strada molto particolare. Il gioco si configura quindi come un action in terza persona cooperativo dove, nei panni di quattro Eroi, altrettanti giocatori cercano di espugnare piccole fortezze infestate da nemici. La variante ad una formula altrimenti sin troppo piatta è rappresentata dalla possibilità, per un quinto giocatore, di impersonare il "cattivo" della situazione, guidando gli eserciti del male tramite una visuale dall'alto. Quello che pensiamo della produzione l'abbiamo ormai raccontato più volte: Fable Legends non ci è sembrato particolarmente ispirato sul fronte delle meccaniche di gioco, e questa nuova demo non fa altro che confermare le prime impressioni.
Nonostante qualche trovata interessante, si ha la netta sensazione che il titolo abbia davvero il fiato tremendamente corto. Il level design non brilla particolarmente, e l'azione nei panni degli eroi di Albion è abbastanza meccanica, ripetitiva, incline al button mashing. Senza meccaniche specifiche che possano incentivare la cooperazione, e per via di un'azione dai ritmi non particolarmente accesi, il titolo si presenza come un hack'n'slash pigro e tendenzialmente monotono (anche se il team giura e spergiura che la varietà di situazioni, nel corso dei livelli della campagna, sarà sufficientemente accentuata).

Quello che salva il prodotto dalla mediocrità, oltre ad un character design abbastanza ispirato (a tratti caricaturale ed esagerato, tanto da essere paragonabile ad un Overwatch in salsa fantasy), è il multiplayer asimmetrico 4 vs 1, che sembra andare tanto di moda di questi tempi. A mettere i bastoni fra le ruote del party, infatti potrebbe arrivare un quinto giocatore pronto a sostituire l'IA. In questo caso, abbandonata la visuale in terza persona, il gioco si tramuta in un tower defense limitato ma vivace. Senza attardarsi ulteriormente nell'analisi di meccaniche ampiamente testate (la cui tenuta sarà valutata in fase di review), ci preme fare in questa occasione un discorso legato alla componente tecnica. Messe letteralmente di fronte le versioni Xbox One e PC, il confronto risulta impietoso. L'edizione per Personal Computer, a parità di diagonale dello schermo e qualità della connessione video, distrugge su tutti i fronti quella console. Non che la superiorità tecnica del PC sia mai stata messa in discussione, ma Fable Legends, giocato su una piattaforma invece che sull'altra, sembra veramente un altro gioco. La risoluzione su Xbox One è evidentemente inferiore, così come la definizione delle texture. Su console il filtro anti-aliasing non è troppo avanzato, e questo risulta in una scena terribilmente più sporca. Non solo: a fronte dei 60 fps granitici dell'edizione PC, su Xbox One il gioco gira a 30 e mostra qualche incertezza. E' proprio quest'ultimo aspetto che rende sensibilmente migliori, più fluide e piacevoli, le partite su Personal Computer. Da una parte, insomma, c'è un action un po' zoppicante, dall'altra invece un hack'n'slash sostenuto da un combat system che appare davvero più reattivo.

Quello che ci preme sottolineare, comunque, non è tanto questa disparità tecnica, quanto il fatto che Fable Legends sia un prodotto nato inizialmente su Xbox One e poi trascinato su Windows. Con tempi di sviluppo, a sentire Spencer, estremamente ridotti. Questo è quello che intendiamo quando diciamo che il brand Xbox potrebbe correre qualche rischio: se un'operazione di porting avvenuta “in corso d'opera” e con investimenti moderati riesce a produrre un titolo di questa qualità, non vediamo come chi sviluppa su Xbox One possa lasciarsi sfuggire un'occasione del genere.
Per avere una sua collocazione distintiva sul mercato, una console ha bisogno anche di esclusive “assolute”, e siamo convinti che Microsoft commetterebbe un errore strategico e comunicativo se lasciasse che tutte le IP “distintive” della One finissero anche su altri lidi.
Speriamo quindi che il colosso di Redmond voglia in qualche modo “vigilare” sulla questione, lasciando ai giocatori da salotto brand del calibro di Forza Motorsport e Halo, e prodotti come Quantum Break.

Fable Legends Al netto di una sincera preoccupazione per questa possibile “emorragia” di esclusive (preoccupazione per il “carattere” della macchina da gioco, s'intenda, non certo per un'avversione nei confronti del PC Gaming), bisogna ammettere che la proposta di Microsoft potrebbe irretire tante terze parti, convincendole ad allontanarsi dalla piattaforma rivale e quindi garantendosi un notevole vantaggio “di ritorno”. Se la presenza di Fable Legends alla GDC 2015 doveva servire a stuzzicare gli appetiti di chi, partendo dallo sviluppo console, vuole guardare anche all'immenso bacino di utenti PC, l'obiettivo può dirsi più che riuscito.

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