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Provato Far Cry 4

Voliamo in esclusiva negli studi di Montreal per scoprire le nuove missioni dello sparatutto Free Roaming

provato Far Cry 4
Articolo a cura di
    Disponibile per:
  • Xbox 360
  • Ps3
  • Pc
  • PS4
  • Xbox One
Francesco Fossetti Francesco Fossetti scrive di videogiochi -fra una cosa e l'altra- da più di dieci anni, e non ha ancora perso la voglia di esplorare il mercato con vorace curiosità. Ammira lo sviluppo indie e lo sperimentalismo, divora volentieri tutto il resto. Lo trovate su Facebook, su Twitter e su Google Plus.

Pagan Min è un despota folle, brutale e spietato, che ha assoggettato militarmente il Kyrat e adesso si lascia cullare dai propri deliri di onnipotenza, assaporando un potere smisurato e inebriante.
La sua follia è ben diversa da quella di Vaas, predone sanguinario che fu nemesi di Jason Brody in Far Cry 3. Vaas era arrabbiato, impulsivo, ipereccitato, gonfio di cocaina e sostanzialmente autodistruttivo. Pagan Min è astuto, obliquo e calcolatore, quasi capriccioso.
Eppure, fin da quando Far Cry 4 è stato presentato, i giocatori non hanno fatto fatica a riconoscere le enormi somiglianze tra questo progetto cross-gen e l'FPS open-world che due anni fa ha stregato i fan del genere.
Da un certo punto di vista è normale: lo sviluppo è cominciato proprio nel 2012, e in buona sostanza il gioco è stato plasmato dalle stesse menti che hanno costruito l'Isola. Si tratta, più che di un'evoluzione, di un titolo che corre parallelo all'episodio precedente, recuperandone non solo certe suggestioni, ma anche il gameplay.
Eppure, in Far Cry 4 potrebbe esserci qualcosa di più. In attesa dell'uscita fissata per il 20 Novembre su Xbox One, PS4, PC e piattaforme Old-Gen, Ubisoft ci ha fatto volare fino a Montreal, per dare un'occhiata - in esclusiva - alle novità non ancora presentate. E' stato un incontro interessante, in cui abbiamo scoperto le doti nascoste di un prodotto che vuole puntare tutto sulle suggestioni, “raccontandoci” atmosfere e leggende dei territori Himalayani, per immergerci in un ambiente eterogeneo, affascinante e splendidamente ricostruito.

Free-Roaming

Nella sostanza ludica, Far Cry 4 è davvero vicino al suo predecessore. L'estensione della mappa è più o meno la solita, ma qui c'è una spiccata verticalità ed un level design che non ha paura a riempirsi di gole e massicci, declinandosi in dislivelli vertiginosi. L'esplorazione del mondo di gioco diventa più tesa, partecipe: dimenticatevi delle distese pianeggianti dell'Isola, perché qui dovrete fare ampio uso della swingsuit per planare dalle vette fino ai villaggi che sorgono a valle, o al contrario del rampino per arrampicarvi sulle pareti rocciose. La possibilità di passare, nell'arco di qualche centinaio di metri, dalla sommità di un rilievo impervio ai campi di una radura che si apre fra due montagne, regala al titolo Ubisoft dei panorami davvero mozzafiato.
La mappa, in ogni caso, sarà come sempre costellata da avamposti, ma stavolta si tratta di fortezze di dimensioni molto più cospicue delle vecchie baraccopoli marittime. Purtroppo ancora non abbiamo avuto la possibilità di girellare liberamente nella mappa di gioco, e non sappiamo quanto densa sarà la componente Open-World.
Per un titolo come Far Cry 4, l'anima “sandbox” non è sicuramente secondaria, e buona parte del suo successo dipenderà anche da questo aspetto. Quello che vorremmo è una serie di missioni varie e ispirate, ma soprattutto che sappiano interfacciarsi con il level design, allontanando quindi l'idea di un avanzamento iterativo.

Purtroppo, per il momento tutto tace su questo fronte: sappiamo solo che i ritmi dell'azione saranno identici a quelli del predecessore, e si manterrà invariata anche la pluralità di approcci. Ogni avamposto, ad esempio, potrà essere liberato come un predatore silenzioso (prendendo nota della posizione delle guardie con il binocolo e poi uccidendole con le frecce precise della balestra), oppure con un assalto frontale ad armi spianate. In questo senso, Far Cry 4 sembra voler esagerare un po' più del suo antecedente, infilando nell'equazione elefanti che possono travolgere i nemici e addirittura venire imbottiti di esplosivi (non si va per il sottile, in Kyrat), elicotteri monoposto muniti di lanciagranate, e istant kill alla Indiana Jones, saltando da un veicolo in corsa all'altro.
Per quel poco che abbiamo potuto provare, tutto funziona alla grande: le meccaniche di gioco sono molto piacevoli, e sebbene manchi ancora un po' di interattività ambientale ed un'intelligenza artificiale più raffinata, le sparatorie sono ancora piacevolmente serrate. Spesso e volentieri si può usare un po' di fantasia, ad esempio minando qualche barile esplosivo per poi farlo volare in testa ad un drappello di avversari, oppure attirando nell'area uno dei predatori della zona, in modo che faccia un po' di casino.
In buona sostanza, comunque, sul fronte delle meccaniche di gioco non aspettatevi stravolgimenti, perchè per stessa ammissione di Alex Hutchinson, Creative Director di Far Cry 4, l'obiettivo non era quello di riscrivere le regole.

Dall'Himalaya a Shangri-La

La nostra visita esclusiva agli studi canadesi si è concentrata invece su due interessanti tipologie di missioni che condiranno l'avanzamento nel corso della campagna principale, tratteggiando insomma un'avventura più eterogenea rispetto a quella di Jason Brody.
Ci saranno, ad esempio, una serie di incarichi ambientati proprio sulle vette dei massicci Himalayani. Pagan Min sembra aver collocato alcuni dei suoi luogotenenti in degli avamposti arroccati sul “Tetto del Mondo”, e noi dovremo andare a stanarli.
Il cambio di atmosfera si percepisce fin da subito, e -non fosse bastata l'interfaccia in stile National Geographic - ribadisce ancora una volta quanto attenta e meticolosa sia stata la costruzione di un ambiente di gioco eterogeneo e credibile. Nelle aree a valle, in cui si consuma tutta la componente Free-Roaming, ci sono ancora sprazzi di verde, ruscelli che si allargano in enormi acquitrini in cui si bagnano gli elefanti, e mulattiere che salgono lungo i dirupi. Ci sono ponti sospesi che si estendono da una parte all'altra di terribili crepacci, e ancora si percepisce la traccia di una presenza umana. I festoni colorati risaltano fra le rocce grige, e statue votive si ergono lungo i sentieri dei pastori.
Le vette dei monti, invece, sono solitarie e inospitali. Una coltre spessa di neve sovrasta ogni cosa, dalle guglie naturali e acuminate alle rovine di un villaggio Sherpa. Il vento sembra entrare nelle ossa, sollevando di tanto in tanto sbuffi candidi che si perdono nell'aria gelida.
Ancora una volta, insomma, Far Cry 4 dimostra di volersi distinguere soprattutto sul fronte dei panorami e delle prospettive, andando alla ricerca -stavolta- di una maggiore varietà degli ambienti di gioco.
C'è da dire che poi, sul fronte strutturale, la missione himalayana che abbiamo giocato si riduceva ad un avamposto da liberare, fermandosi magari a raccogliere le pelli di qualche animale che vive solo ad alta quota, indispensabili per il sistema di crafting ancora avvolto nel mistero.

Per fortuna il team ha pensato di spingersi ancora oltre, e ci lascia davvero ammaliati quando ci presenta le sequenze Shangri-La. Si tratta di una serie di missioni parallele che raccontano la storia di Kalineg, eroe leggendario del Kyrat. Il nostro protagonista, Ajay Ghale, troverà nel corso delle sue peregrinazioni alcune pergamene che racconteranno il mito di Kalineg:entrando in trance grazie alla meditazione, potrà rivivere le sue gesta. Si tratta di un'idea legata a doppia mandata al sistema di progressione del personaggio, visto che superare questi stage sarà l'unico modo per sbloccare le abilità dello skill tree, stavolta diviso in due rami (Assalto e Stealth) e non più in tre.
Quello che colpisce, in questi livelli, è anzitutto l'impatto scenico: Shangri-La è una regione mitica abitata da demoni e divinità, e si apre di fronte a noi con i suoi panorami illogici e surreali. Isole fluttuanti si stagliano di fronte ad un cielo rosso fuoco, e dal suolo bruciato si levano alberi coperti di foglie giallo e arancio.
I ragazzi del team di Toronto, responsabili di queste sezioni, sono riusciti a caratterizzare al meglio Shangri-La, spulciando fra i racconti e i miti del Nepal e dei territori tibetani. In questi luoghi, ad esempio, domina il rosso, il colore del sangue, che si diffonde anche tra le acque dei ruscelli. Si racconta che sia colpa della dea Kyra, che per la sua smania di conoscenza ha colpito troppo forte una delle “campane della conoscenza”, ferendosi una mano e lasciando che il suo sangue si disperdesse.
Anche nei panni di Kalineg l'obiettivo sarà quello di raggiungere queste campane, e ascoltarne il suono per raggiungere l'illuminazione. Dovremo prima liberare la zona dai demoni che la profanano, decapitando le bestie sacre e lasciandone i corpi a marcire.
In queste sezioni il gameplay di Far Cry 3 cambia leggermente: il nostro eroe leggendario ha a disposizione solo un arco, che attiva una sorta di bullet time ogni volta che si incocca una freccia: colpire alla testa i demoni e vederli sparire in una nuvola di fumo colorato è un'operazione che regala gradi soddisfazioni.
Oppure è possibile utilizzare la nostra compagna, una enorme tigre bianca a cui possiamo indicare un bersaglio. Alle volte, ad esempio quando affrontiamo i nemici più coriacei, l'aiuto dell'animale sacro ci sarà indispensabile: dovremo utilizzarlo per distrarre l'avversario, e raggiungerlo così alle spalle per produrci in una spettacolare uccisione istantanea.
A dare un sapore nuovo a queste sezioni, oltre al look profondamente mutato, c'è anche un level design molto particolare, quasi onirico, che alterna le stanze chiuse di templi titanici alle foreste riarse che sembrano sanguinare. Senza mezzi termini, le sequenze Shangri-La sono esattamente quello di cui il titolo aveva bisogno per allontanarsi dal predecessore e risaltare, anche sul fronte creativo. Sperando che sia queste che gli stage himalayani siano ben integrati nella storia principale e piuttosto frequenti, non ci resta dunque che aspettare il day one e scoprire se Far Cry 4 avrà anche qualche altro asso nella manica.

Vuoi giocare con me?

Gli utenti che acquisteranno Far Cry 4 su piattaforme PlayStation, riceveranno ben 10 codici da regalare agli amici, con cui sarà possibile scaricare una versione particolare del titolo. Grazie a questo client speciale i giocatori potranno essere invitati nella partita di chi gli ha dato il codice, per affrontare in cooperativa tutte le missioni free-roaming. Non ci sarà nessun limite: tutta la mappa potrà essere esplorata, e le quest secondarie, dalla liberazione degli avamposti alle missioni di caccia, potranno essere concluse. Ubisoft spera che questa iniziativa riesca a far entrare Far Cry 4 nelle case di più utenti possibile, e che questi siano invogliati ad acquistare il gioco completo per vivere poi l'avventura principale.
Chi deciderà di acquistare il titolo completo, dovrà scaricare solo un aggiornamento per sbloccare tutti i contenuti.

Far Cry 4 Per fare in modo che il Kyrat fosse una regione credibile e realistica, i ragazzi di Ubisoft sono andati fino in Nepal, mescolandosi con la cultura e i panorami di quelle terre. E' il segno lampante che i pregi più evidenti di Far Cry 4 arriveranno soprattutto dal comparto scenico, dalle atmosfere e dalle suggestioni che il titolo saprà regalare. Il gameplay, del resto, funziona già alla grande, ed evidentemente il team ha pensato di non cambiare una formula vincente. E' normale che alcuni giocatori storcano il naso di fronte a questa scelta, soprattutto perchè almeno una più massiccia interattività ambientale ed un'ottimizzazione dell'IA sarebbero state gradite; ma insomma l'FPS Ubisoft ha già dimostrato le sue qualità, e un sequel così affine ai ritmi del terzo episodio, a due anni di distanza dalla sua uscita, non rischia certo di saturare il mercato. Soprattutto se di congeneri, quest'anno, non se ne vedranno così tanti. Lo studio di Montreal ha poi ben pensato di premere sul pedale della varietà, accompagnando alla struttura free roaming una main quest con missioni più eterogenee: sono sopratutto quelle ambientate nelle aree mistiche di Shangri-La che ci hanno compiaciuto. La prova è stata comunque molto rapida, e bisogna ancora scoprire molto, di Far Cry 4: dalla qualità delle missioni secondarie al sistema di crescita del personaggio, passando per la caratterizzazione dei comprimari. Per il momento, tuttavia, il fascino della nuova ambientazione ci convince sempre più.

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