Provato Far Cry Primal

Dopo averci portato in luoghi incontaminati da mettere a ferro e fuoco con arsenali militari, l’open world di Ubisoft torna con un nuovo episodio ambientato all’età della pietra. Lo abbiamo provato a Londra.

Far Cry Primal

Videoanteprima
Far Cry Primal
Articolo a cura di
    Disponibile per:
  • Pc
  • PS4
  • Xbox One
Sergio Pennacchini Sergio Pennacchini Giornalista freelance, scrive di videogame da troppo tempo per ricordarsi esattamente quando ha iniziato. Vive a Londra ma non è un cervello in fuga perché mancano le basi, cioè il cervello. Lo trovate su Facebook e Twitter.

Il trucco è riuscire a distrarre la bestia, magari aspettare che rivolga le sue attenzioni verso un'altra preda. Ti accucci, cerchi rifugio in qualche cespuglio, attendi. Intanto prepari l'esca: c'è quel pezzo di carne di quel lupo che hai ucciso ieri notte che dovrebbe andare bene. Aspetti. È uno splendido esemplare di tigre coi denti a sciabola, il manto color ruggine, la luce della luna che accende le due zanne, dritte e appuntite. Lanciamo l'esca, un ruggito e la belva si avventa sulla carne, concedendoci il tempo di avvicinarla indisturbati. Allunghiamo la mano sul muso, sguardo fisso nei suoi occhi gialli, incuranti di quelle fauci che si aprono, pronte a strapparci la gola. L'animale si agita, sembra aggressivo, eppure non attacca. Sta fermo, e col passare dei secondi il suo temperamento si fa sempre più mansueto. Sembra quasi voglia diventare nostra amica...

I will survive

Eccola, la grande novità di Far Cry Primal, atteso nuovo episodio della serie Ubisoft ambientato circa 10.000 anni fa, nell'età della pietra. La possibilità di addomesticare diverse bestie, dagli orsi ai lupi, dai giaguari alle tigri, e poi usarle in battaglia, per uccidere altri animali o membri delle tribù rivali, in un Far Cry molto diverso dai precedenti titoli, molto più impostato sulla sopravvivenza che sullo scontro fine a se stesso. Lo abbiamo provato a Londra, in un edificio a pochi passi dal London Eye, la ruota panoramica della capitale inglese. Così abbiamo fatto conoscenza con Takkar, il protagonista di Primal. Takkar è un cacciatore di una tribù della regione di Oros. Siamo nell'età della pietra, più o meno diecimila anni fa, e Takkar si trova in ricognizione insieme ad alcuni amici cacciatori. Ubisoft non ha voluto svelare alcun dettaglio sulla trama. Quello che sappiamo è che, all'inizio del gioco, Takkar e i suoi amici cadono in un'imboscata: lui è l'unico a uscirne vivo. Nelle terre di Oros ci sono altre due tribù che combattono tra loro per la supremazia, in un mondo dove l'essere umano non è ancora all'apice della catena alimentare. Anzi, è una delle prede di una terra selvaggia abitata da bestie feroci e letali. Far Cry Primal è strutturato in maniera estremamente simile ai precedenti episodi: un vasto mondo open world dove dovremo andare in giro a cacciare, recuperare materiali, attaccare gli avamposti dei nemici per farli diventare nostro territorio e, ovviamente, seguire le missioni della trama principale. A variare, e parecchio, è l'ambientazione: il fatto di portare tutto all'età della pietra non significa soltanto che dovremo vedercela con enormi e inarrestabili mammut, ma anche che lo stile del gioco, oltre che sull'azione, è molto basato sulla sopravvivenza. Dovremo cercare di sfruttare la natura a nostro vantaggio, se vogliamo davvero avere qualche possibilità di farcela.

A me gli occhi

Per ragioni che non ci è dato sapere, Takkar ha un potere molto speciale: può addomesticare gli animali e farli combattere al suo fianco. Basta avere un'esca, avvicinarsi alla bestia e premere il tasto quadrato abbastanza a lungo per convincere la belva che potete diventare migliori amici. Una volta addomesticata, potrete dare semplici comandi all'animale, come fargli raggiungere un punto, aspettare sul posto oppure attaccare un certo nemico.

Se il vostro compagno viene ucciso in combattimento, avrete qualche manciata di secondi per curarlo, altrimenti dovrete addomesticarne un altro oppure richiamarlo dal menu apposito, utilizzando uno speciale fiore rosso per riportarlo in vita. Ci saranno circa una ventina di bestie disponibili ma, almeno per quel che abbiamo capito, ci saranno anche alcuni animali unici, molto speciali, che richiederanno probabilmente il completamento di missioni apposite per essere ammaestrati. A differenza di Wild, di cui abbiamo parlato qualche giorno fa e che guarda caso è sviluppato dall'ex star di Ubisoft Michel Ancel, in Far Cry Primal non si può prendere direttamente il controllo degli animali (almeno per quel che abbiamo visto nella demo). C'è però un'eccezione: Takkar ha infatti un altro amico molto prezioso, una specie di gufo extra-large. Il gufo ha una serie di abilità molto speciali (che vanno sbloccate nell'apposito albero delle abilità, ma di questo parliamo più avanti). Può fare ricognizione su un avamposto, segnalare tutti i nemici, scendere in picchiata per uccidere un avversario oppure sganciare delle specie di bombe incendiare. Una volta utilizzato il gufo bisognerà aspettare circa un minuto prima di poterlo usare di nuovo (anche qui, il tempo di cooldown può essere diminuito tramite abilità speciali). Da quel poco che abbiamo potuto provare, non è strettamente necessario avere un animale: è una cosa che potete fare, a vostra scelta, ma è ovvio che il gioco ha tutto un altro gusto se affrontato con una tigre dai denti a sciabola al vostro fianco. In ogni caso, le attività che dovrete fare sono più o meno le solite, tipiche di Far Cry.

Oltre alle missioni della trama principale, ci sono gli immancabili avamposti, piccoli villaggi di tribù nemiche che dovrete liberare. Questi funzionano come da tradizione: dovrete uccidere tutte le guardie presenti, cercando di non farvi scoprire o un nemico potrebbe chiamare rinforzi usando un corno. Per colpire avrete numerose armi a disposizione: arco corto, lungo, mazze, lance. Strumenti tutti abbastanza efficaci se la vostra idea è fare meno rumore possibile. La prima cosa che facciamo nel corso della demo è proprio attaccare un avamposto, un piccolo agglomerato di capanne che la mappa ci dice essere di difficoltà media. Prima facciamo un giro con il gufo per scovare le guardie e soprattutto il capovillaggio, poi aspettiamo il calare della notte per colpire nell'ombra. Acquattandoci nella boscaglia tentiamo l'aggiramento: la nostra tigre ci segue fedele, anche lei silenziosa e attenta.

L'ingresso secondario è sorvegliato da due guardie. Mandiamo la tigre verso quella a sinistra, mentre noi con una freccia ci occupiamo dell'altra. Entriamo, attaccando a distanza con l'arco e aizzandola tigre contro tutti i nemici che ci vengono contro. Il sistema funziona e dopo un paio di minuti ci troviamo di fronte il capo villaggio. Passiamo alla doppia mazza e attacchiamo frontalmente, insieme alla nostra bestia: due secondi dopo, l'avamposto è nostro, arrivano i nostri compagni per popolarlo, mentre noi andiamo nella capanna principale del villaggio per raccogliere il bottino (che di solito consiste in materiali extra, dal legno al cibo). Oltre agli avamposti (che una volta conquistati attivano il viaggio veloce), ci sono anche degli accampamenti più piccoli, falò di segnalazione più facili da conquistare. Ci sono poi altre attività secondarie, come le caverne, che di solito nascondono pitture preistoriche da scoprire (sono uno dei collezionabili del gioco). Non sappiamo esattamente quali altre attività sarà possibile affrontare in Primal, ma certamente la caccia e il reperimento di materiali avranno un ruolo fondamentale. Del resto, in Primal, tutto quello che utilizzerete dovrete fabbricarvelo da soli...

Art attack

Takkar può raccogliere legna, scuoiare gli animali per ottenere pelli e carne, raccogliere erbe. Tutti materiali che vi permetteranno di costruire quello che vi servirà per sopravvivere. Le armi, ovviamente, ma anche le munizioni per l'arco, oppure il rampino che serve a raggiungere le zone più alte e scalare le montagne: tutto in Primal deve essere costruito, non troverete niente in giro. Ci sono poi alcune zone del mondo di gioco che potrebbero essere troppo fredde: in questi casi sarà necessario avere una torcia oppure vestiti più pesanti, altrimenti rischierete di morire (c'è una barra di resistenza al congelamento che lentamente si svuota: fatela arrivare a zero e dovrete ricominciare dall'ultimo salvataggio).

Uccidendo avversari e completando missioni potremo guadagnare dei punti da spendere in abilità secondarie: combattimento, sopravvivenza e ovviamente crafting, più una serie di abilità dedicate al gufo. Da quello che abbiamo capito, ci sarà un villaggio principale nel gioco, la nostra città natale, dove si troveranno alcuni personaggi che potranno insegnarci nuove abilità. Inoltre, tramite alcune voci del menu dedicato al crafting, sembra abbastanza chiaro che dovremo gestire questo villaggio, migliorarlo creando nuove strutture, probabilmente per difenderlo dagli attacchi delle altre due tribù. Peccato non aver potuto vedere o provare di più: quella dedicata al villaggio e all'espansione del nostro territorio potrebbe essere una delle meccaniche più interessanti di Primal. Chiudiamo la nostra prima presa di contatto con Primal con due parole sull'aspetto tecnico. Abbiamo provato una versione pre-alpha su PlayStation 4. Nessun problema da segnalare: tutto era molto fluido, anche nelle situazioni più concitate. Molto bene il passaggio dal giorno alla notte, così come gli effetti dedicate alle fiamme. Non è chiaro se il gioco avrà le condizioni meteo variabili: noi ci siamo imbattuti in una fitta nebbia, ma niente di più. In generale, comunque, il gioco non stupisce per la sua qualità grafica. Chiariamoci, è un titolo ben realizzato, ma se avete già giocato Far Cry 4 sapete cosa aspettarvi.

Far Cry Primal C’è spazio per un nuovo Far Cry ogni anno? Dopo l’ottimo quarto capitolo, Ubisoft rilancia con un Far Cry molto diverso dal solito. Un’ambientazione originale, spietata, che costringe a giocare in maniera diversa. Se nei precedenti Far Cry la natura era solo un passivo testimone delle vostre avventure, in Primal diventa protagonista: può aiutarvi oppure può uccidervi, senza pietà. Dovrete proteggervi dal freddo, raccogliere materiali per costruire frecce per il vostro arco, stare attenti alle bestie che si aggirano su Oros, una minaccia che molto spesso è decisamente più letale rispetto alle tribù nemiche. Ma la natura può esservi anche amica: non solo attraverso la possibilità di addomesticare animali, ma anche per offrirvi un riparo dagli avversari, o magari utili distrazioni. Provate ad attaccare un mammut e poi attiratelo verso un avamposto: potrete uccidere decine di nemici senza nemmeno sprecare una freccia. Da questo punto di vista, Far Cry Primal ci ha convinto. Potrebbe davvero essere una bella svolta per questa saga. D’altra parte, però, rimane qualche dubbio. La meccanica degli avamposti comincia a essere un po’ stancante, soprattutto se avete già giocato i precedenti episodi: la speranza è che ci siano abbastanza attività secondarie da distrarvi a lungo, e che la trama principale offra sfide sempre nuove. Dubbi che potremo risolvere solo dopo aver giocato più a lungo al titolo Ubisoft, addomesticando tutte le bestie a disposizione di Takkar. Intanto, per sicurezza, cominciate ad allenarvi col gatto del vicino.