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E3 2015

Provato FIFA 16

Il simulatore calcistico più venduto nel mondo si rinnova proponendo un comparto tecnico migliorato e numerose novità relative al gameplay, come l'introduzione delle squadre nazionali femminili.

provato FIFA 16
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    Disponibile per:
  • Xbox 360
  • Ps3
  • Pc
  • PS4
  • Xbox One

L'Electronic Entertainment Expo è una gran cosa. Tutti felici. Tutti depressi. Incazzati. Meravigliati. Perplessi. Hypezzati. Una bolgia ormonale incontrollabile fatta di altissimi e bassissimi che intaccano a manetta le coronarie dei videogiocatori. Poveri cari.
Tutto questo però avviene a Los Angeles, che anche senza buttare l'occhio su Maps è decisamente bello lontano. E' vero che la nostra bellissima redazza è lì per farvelo vivere in modalità FPS, cioè in prima persona, però dai, torniamo seri e con i tacchetti per terra. Nello stivalozzo tricolore si gioca a calcio, e si videogioca a calcio. Punto. Il resto non è noia, semplicemente viene dopo. Basta sbirciare, senza farsi sgamare chiaramente, la classifica dei videogiochi più venduti nel Paese che ospita con orgoglio Expo 2015, dove il franchise Fifa sembra partecipare ad un campionato a parte. Fifa domina, Fifa "è un fenomeno culturale" (cit.). Tutto molto bello e calzantissimo per un'indagine socio-culturale che qui attiene ben poco. In soldoni, non ce ne frega una mazza. Ora, non fraintendiamoci, noi amiamo Fifa. Ci giochiamo da sempre, sì, anche da quando faceva pena e tanta tenerezza. Ci giochiamo dagli albori, vuoi perché siamo appassionati, vuoi perché è il nostro lavoro, vuoi perché siamo pure anzianotti, ma tant'è, di pad ne abbiamo buttati in quantità per colpa di EA. Ecco perché possiamo affermare che Fifa 15 è stato forse un passo falso per il franchise. Il primo, dopo la rivoluzione programmata ed impostata circa 8 anni fa dal team di David Rutter. Non intendiamo rimangiarci il voto che gli affibbiammo, e che comunque fu promotore di una serie di aspri confronti fra i redattori, quanto prendiamo atto, dopo quasi 10 mesi di gioco, di un invecchiamento precoce, di una leggera stanchezza di fondo che sembrava, fino a Fifa 14 old gen, francamente impensabile. Succede, soprattutto nel mezzo di un cambio generazionale complicato come quest'ultimo: l'urgenza di dimostrare la bontà del tuo engine grafico, ponendo in secondo piano le istanze ludiche può provocare flessioni di questo tipo. E sì, anche ad un franchise come Fifa.
Lo spirito con cui ci avviciniamo a Fifa 16, presentato dal sempre skillatissimo Sebastian Enrique, è dunque diverso dal solito. C'è un ciccino di diffidenza, una puntina di disappunto, la voglia di recriminare: in sostanza c'è la perfetta atmosfera da bar prima di un grande match. E va benissimo così.


Calcio femminile

Fifa 16, com'è risaputo, introdurrà la giocatrici femminili, attualmente impegnate nella Coppa del Mondo: 12 Nazionali per un gameplay che prende vie sostanzialmente diverse. La biomeccanica delle donne, le animazioni, così come la prestanza agonistica sono figlie di una completa riscrittura delle routine. Un investimento importante da parte di EA, che si traduce in un gameplay più compassato, e basato su geometrie ancora più arzigogolate. Il feeling di gioco è genuinamente diverso, ed una metrica delle caratteristiche delle giocatrici che disapprova sortite solitarie. Da provare.

E allora parliamo di gameplay, come da prassi. Fifa 15 sciupava in parte la sua straordinaria base in nome di uno sbilanciamento radicale verso l'azione offensiva, con cambi di campo troppo repentini che svuotavano la duplice funzione di filtro e demiurgo del centrocampo, lasciando i difensori in balia di attaccanti mediamente ipertrofici, e affidando poi le sorti della partita a portieri che in talune situazioni, semplicemente, soffrivano di lag nella connessione corpo-cervello. Una gioia per i cultori delle imprecazioni fantasiose.
La propensione verso la sfera offensiva del gioco è un carattere del franchise: è altrettanto vero però che uno squilibrio eccessivo comporta una sensibile decurtazione delle possibilità di gioco, così come dello spettacolo complessivo. Un piccolo tuffo al cuore, ed un peccato al contempo, soprattutto quando anni fa la battle for possession e lo studio delle geometrie parevano essere sempre più centrali nello sviluppo dei vari Fifa.
Da qui, si riparte con Fifa 16. Sebastian Enrique, producer del gioco, è stato il primo a rimarcare tanto i pregi, quanto soprattutto i difetti della precedente incarnazione, corroborando il suo desiderio di cambiamenti con fatti concreti. Dunque, andiamo con ordine che se no fate casino e non vi raccapezzate.


Difesa

La sfera difensiva ha subito diversi trattamenti di bellezza, alcuni dei quali davvero di livello. Più che altro, è stata ripensata la difesa come un'entità unica, che funziona quando lavora -veramente- di concerto. L'elemento centrale, unito ai nuovi algoritmi dell'intelligenza artificiale, è un principio fisico tanto elementare quanto assente nei precedenti capitoli del franchise: parallelamente ai vari parametri di scatto, allungo e potenza di un calciatori, un calciatore senza palla è più veloce di uno con la sfera tra i piedi. Nulla di più semplice, e nulla di più tremendamente scompaginante. Perché se è vero che Cristiano Ronaldo rimane comunque una scheggia, fermarlo, o meglio arginarlo, assume ora tutto un altro senso. Aiutano poi le nuove funzioni del motore fisico, che calcola con maggior perizia peso/postura/capacità difensive del singolo calciatore, rendendo molto meno facile la vita alle trottoline impazzite ed imprendibili che spadroneggiavano lo scorso anno. Prendiamo ad esempio i cambi di direzioni, magari fatti con mega top player come Messi. In Fifa 15 erano un piccolo incubo. Il difensore, mediamente, non aveva l'attitudine fisica per gestire al meglio un cambio improvviso, rimanendo tagliato fuori.

Ora non solo è molto più reattivo e in grado di compiere un'animazione consona, ma è anche concettualmente favorito dall'assenza della palla tra i piedi. E ancora, palla alta. Un pugno nello stomaco per ogni giocatore di Fifa, soprattutto quando si deve difendere. Di norma se la palla passa vicino al testone di due compagni, entrambi saltano come bambini alla ricerca del palloncino perduto. Fifa 16 vede invece l'inserimento di nuovi calcoli che consentono, ad esempio, ad un difensore di non raddoppiare inutilmente di testa bensì di arretrare cercando di coprire la porzione di campo scoperta o dove potrebbe schizzare la palla.
Interessante anche la velocità di reazione dopo un tackle a vuoto: la nuova agilità nel rialzarsi è cosa buona e giusta, soprattutto perché consente, a seconda delle circostanze, di redimersi, tornando nel vivo dell'azione anziché stare sdraiati come bradipi in spiaggia.
La difesa dunque assume un ruolo del tutto nuovo nell'economia di gioco: Fifa resta dunque dannatamente attratto dallo spettacolo, ma questo non può esistere se i mezzi che si hanno a disposizione per coprire sono inferiori a quelli per offendere. Da questo nuovo approccio si beano anche i portieri. Ah, i portieri di Fifa 15. Hanno provato a fixarli, ad aiutarli, a renderli più degni del nostro amore, riuscendoci solo in parte: ancora oggi, sulle palle alte e sui tiri dentro l'area piccola, denunciano delle evidenti carenze, salvo poi prodursi in interventi fantastici nelle azioni immediatamente successive. Questa mancanza di stabilità, di sicurezza, è finalmente un ricordo. Il portiere non si fa più uccellare da tiri di precisione da 35 metri, né rientra con la palla in porta dopo un pallonetto: in linea generale la consapevolezza tra i pali è rimasta invariata, a cambiare sono le routine deputate alle gestione delle palle alte, così come dei contrasti ravvicinati e/o uscite. Insomma, un bel vedere.

Centrocampo

Succose novità anche in mezzo al campo, oggetto del mistero in Fifa 15 poiché spesso saltato in fase di impostazione e dunque poco utile come filtro mentre si difende. In linea generale Fifa 16 garantisce un'attitudine diversa dei centrocampisti, da passivi ad attivi: molto più aggressivi in fase di pressing (e aiutati dal motore fisico), fanno quello che era solo un sogno nelle precedenti incarnazioni... anticipano.
Vedere un attaccante spalle alla porta venire bruciato dal difensore è davvero bellissimo, così come notare la quasi assenza di linee di passaggio semplici. Gli avversari tentano in ogni modo di intercettare il passaggio, allargando le gambe, mettendoci il piedino o semplicemente tentando la scivolata che vale il break. La densità del gioco ne guadagna senza dubbio, con nuove possibilità per capovolgere il fronte d'attacco, o per spezzare le trame agli abbonati alla melina sistematica.

Attacco

I significativi passi in avanti raccontati poco sopra, trovano vari riverberi anche quando si cerca di fare goal. L'impostazione di gioco passa sia dalla necessità di trovare nuove linee di passaggio per ovviare alla rinnovata prontezza degli avversari, sia per premiare alcuni movimenti di taglio degli attaccanti, del tutto assenti in Fifa 15. Vedere Neymar che finta l'entrata in anticipo per poi passare dietro ad un difensore e dettare il filtrante solletica non poco il nostro appetito ludico. Altrettanto funzionale il nuovo passaggio teso, attivabile premendo il tiro di precisione ed il passaggio/filtrante, così come l'introduzione, da metabolizzare con tutta calma, del No Touch Dribblling, mutuato dai fuoriclasse citati poc'anzi. La possibilità, dunque, di mandare a vuoto l'avversario senza toccare il pallone, ma giocando con le finte di corpo ed eludendone le intenzioni. Per essere efficace servono chiaramente tempismo e giusti giocatori e condizioni, ma i risultati in velocità sono comunque altamente apprezzabili.
Assai più importante e richiesto a gran voce da milioni di fan, è lo svecchiamento dei cross. Definito dynamic crossing, tale feature sblocca finalmente nuove traiettorie per i cross dalle fasce, inserendo più variabili nella classica "fight for possession" di Fifa 15, che gestiva il salto di due difensori, anziché il targeting dei giocatori meglio posizionati. Una piccola rivoluzione che comunque abbisogna di alcune migliorie, soprattutto nell'apparato difensivo, che ancora confessa delle amnesie. Fantastici invece i nuovi movimenti in area, per liberarsi o anche solo per portare fuori l'uomo: una coralità di situazioni che cambia di molto le carte sulla tavola della diversificazione.
Non mancano poi rifiniture in fase di conclusione, che va a rifocillare uno spettro di tiri possibili già pantagruelico, e le nuovissime animazioni, molte delle quali deputate al solo spettacolo. In sostanza Fifa non tradisce Fifa, e anzi sostanzia la tagline Play Beautiful, con giocate circensi per ringalluzzire il pubblico e farsi odiare dagli avversari.
Tutti questi elementi confluiscono in una esperienza di gioco sinceramente più bilanciata, produttiva e divertente. Il ritmo di gioco guadagna nuove geometrie, e sebbene la velocità standard non sia stata ritoccata verso il basso, le nuove funzionalità del motore fisico rendono gli scontri più efficienti, investendo il pressing di un valore diverso, al pari della copertura della sfera. Buonissimi i movimenti corali del gruppo, sia in copertura che durante le incursioni, mentre ancora da limare è il ritorno in posizione dei compagni richiamati manualmente dal giocatore per il raddoppio, ed il posizionamento (ma non il salto: abbiamo spesso assistito a difensori in grado di schiacciare letteralmente l'attaccante per terra) durante i cross. Il costrutto di gioco è ancora più variegato, e meno legato alla velocità esplosiva media degli attaccanti, qui finalmente in difficoltà. Il passo in avanti con il recente passato è dunque netto, le feature inserite specificatamente per rimpinguare la qualità e la diversificazione della manovra, mentre il corredo tecnico spinge con forza su una componente fisica asfissiante e dunque bellissima. Infine, i portieri non sono più degli epigoni del Dida ultima maniera: tanta roba.

FIFA Trainer

Fifa Trainer non è nuova modalità, né una rivisitazione del tutorial, quanto un suggeritore in tempo reale. Attivando la feature, infatti, sulla testa del giocatore controllato compariranno una serie di comandi relazionati alla situazione contingente, con suggerimenti fattivi su quali potrebbero essere le prossime mosse vincenti. Non si tratta puramente di un indicatore di prodezze, quanto una visione distaccata su come si potrebbe giocare al meglio nelle singole situazioni di gioco. Sappiamo bene che siete i migliori e non vi servirà. Almeno fatevi dire che funziona in maniera egregia, predicendo alcune giocate che mai avremmo osato immaginare. Quando non vi vede nessuno, attivatelo. Potrebbe sorprendervi.

Beautiful
Luci, ancora una volta. Il primo step del Fifa che verrà è pesantemente condizionato dalle sorgenti luminose, con un progetto dedicato espressamente alle condizioni climatiche, per una cornice tecnica diverse volte superiore -perlomeno in quanto a diversificazione durante le varie ore del giorno- a Fifa 15. Modelli poligonali: il percorso di perfezionamento cominciato lo scorso anno procede a gonfie vele, soprattutto per quanto riguarda le definizione dei visi, oggettivamente bellissimi, e capacissimi di sottolineare anche i difetti della pelle. Migliorano anche le animazioni, aggiunte a manciate di migliaia, comprese le microanimazioni, così come il lavoro a bordo campo e sugli spalti, già ottimi, ma incrementati sotto il profilo numerico e di varietà di animazioni. Ottima anche la visione ambientali dei giocatori, sempre più contestualizzati e partecipativi a ciò che succede sul manto erboso: espressioni facciali, occhi che seguono la sfera con cognizione, più siparietti duranti gli scontri fra calciatori (reazioni plateali, repliche all'arbitro), tutti fattori che alimentano la prestanza scenica dell'opera, soprattutto agli occhi dei più sportivi. Migliorie tecniche sono comunque in arrivo, visto che la pre-alpha provata era completa solo al 50%.

FIFA 16 Fifa rialza la testa. Per un attimo, lo ammettiamo, abbiamo pensato al peggio. Perché in effetti Fifa 15 è stato apprezzato da milioni di persone, e commercialmente ha conseguito risultati clamorosi. EA poteva tranquillamente sedersi, e accontentarsi del minimo sindacale. Fortunatamente ha proseguito sulla via della rifinitura necessaria, precisa, meticolosa, la quale, tra picchi altissimi e qualche caduta di stile frutto anche di una filosofia sportiva peculiare, ha saputo produrre una serie sportiva di caratura mondiale. Ora che l’asticella si è alzata, e i venti giapponesi ricominciano a soffiare in maniera potente, EA Sports sembra più che mai pronta a giocarsela senza troppi patemi. In attesa di scoprire nuovi dettagli alla prossima Gamescom, possiamo cominciare a scaldarci con un po’ di stretching. Fifa 16 uscirà a fine settembre su Xbox One, PS4, PC e console old gen.

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