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GamesCom 2017 Dal 22/08/2017 al 26/08/2017

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FIFA 18 scende in campo alla Gamescom con una nuova demo

Electronic Arts ha portato alla Gamescom di Colonia una nuova demo di FIFA 18: l'abbiamo provata, ecco le nostre impressioni.

FIFA 18

Videoanteprima
FIFA 18
Articolo a cura di
    Disponibile per:
  • Xbox 360
  • Ps3
  • Pc
  • PS4
  • Xbox One
  • Switch
Giuseppe Arace Giuseppe Arace ha iniziato a venerare i videogiochi e il cinema quando, a soli 4 anni, è rimasto folgorato dalla schermata d’avvio del Sega Mega Drive e dai titoli di testa di Toy Story. Nato con un pad tra le braccia, vorrebbe morire con un Oscar. Non ama molto i social network e bazzica raramente solo su Google Plus.

La Gamescom comincia nel segno del calcio: insieme al recente fischio d'inizio del campionato di Serie A, infatti, prende di nuovo il via anche la decennale sfida tra i due colossi di Konami ed EA. Entrambi i contendenti, prima di scendere in campo agli inizi di settembre, mostrano poco alla volta la loro formazione ai tifosi esultanti: dopo essersi presentato in piena forma nel corso dell'E3 di Los Angeles, Fifa 18 torna nello stadio videoludico di Colonia con una nuova build, pronto a mettere in mostra tutte le sue rinnovate potenzialità atletiche. Quello che abbiamo potuto osservare e provare con mano, del resto, è un calcistico ambizioso, estroso e convincente, dotato di una personalità al contempo tradizionale ed innovativa. Una squadra, insomma, che, senza fare il passo più lungo della gamba, riesce a mutare buona parte della propria strategia di gioco pur mantenendo inalterata la sua formula vincente.

Siamo una squadra fortissimi

Ce ne accorgiamo dopo aver toccato il primo pallone: Fifa ha rallentato il ritmo della partita, lo ha reso più calcolato, più ponderato. E questo è, nelle intenzioni di EA, un primo, significativo passo in avanti verso la simulazione, con la ferrea intenzione di abbandonare le corse rapide e scattanti degli episodi precedenti, in cui la velocizzazione di passaggi, sovrapposizioni, cross e ripartenze era orientata maggiormente verso l'aspetto più "spettacolare" di questo bellissimo sport. I fan di lunga data se ne renderanno conto immediatamente e l'impressione iniziale, a dirla tutta, è quasi straniante. Ma l'illusione dura solo qualche istante, giusto il tempo di comprendere appieno che il cuore pulsante di Fifa è rimasto invariato: parliamo del sistema di controllo e del feeling di piena padronanza che si avverte quando si muove un atleta, del quale ogni singola azione è gestibile con assoluta precisione.

Anche nelle mischie più confusionarie in area di rigore, quando i calciatori capitombolano l'uno sull'altro, quando i rimpalli più improbabili ci faranno girar la testa, conserveremo comunque un'ottima leggibilità della scena, che difficilmente si lascia andare ai capricci della CPU. Ne deriva una sensazione davvero appagante di "dominio" del campo, proprio come la serie ci ha solitamente abituato. In Fifa 18, però, tutto è elevato in modo esponenziale, complice una responsività fisica dei campioni parecchio più rifinita rispetto al passato. Ora non solo cambia lo stile di gameplay a seconda della squadra selezionata, ma anche la capacità di agire e di variare la strategia di gioco in base al giocatore in possesso palla. Nella demo presente a Colonia, ad esempio, abbiamo affrontato due match utilizzando ora la Juventus, ora il Real Madrid. Pur al netto di una dinamica ludica familiare, in ogni caso, era facile notare che, per padroneggiare al meglio entrambi i team, era necessario sfruttare approcci "tattici" di tipo differente.

Questo avviene perché gli atleti (o quantomeno quelli più famosi) in Fifa 18 posseggono una propria "personalità" che li rende subito riconoscibili. La cosiddetta "real player motion technology"- come il nome suggerisce a chiare lettere - prende forma da complesse e notevoli sessioni di motion caputre che hanno reso sempre più "reali" gli undici protagonisti del terreno di gioco. I volti dei campioni e le reazioni dei corpi senza palla, in sostanza, variano da calciatore a calciatore: in questo modo, si modifica anche l'approccio più "strategico" ad ogni partita.
L'obbligo di considerare la capacità di quasi tutti i membri della rosa rende i match più ardui e meno prevedibili: ciò non significa, tuttavia, che il mutamento della velocità di gameplay abbia in qualche modo minato il gusto per il divertimento. In Fifa 18, dunque, convivono, senza mai entrare in aperto conflitto, sia un'anima simulativa sia una votata alla pura spettacolarizzazione. Ma se dal punto di vista dei controlli e della maneggevolezza lo sportivo di EA vanta una qualità complessa da eguagliare, d'altro canto non mancano lo stesso alcune "scivolate" che ne indeboliscono parzialmente l'appeal. Parliamo, nello specifico, di un sistema di contrasti abbastanza inferiore a quello del diretto rivale: i corpi inciampano con meno credibilità, e si scontrano in modo un po' macchinoso e rigido. La fluidità che si respira palla al piede non è la stessa dei calciatori che s'involano sulle fasce in copertura, minati, anche in questa edizione, da movimenti a tratti leggermente sconnessi, nonché troppo simili tra di loro. Come avviene per Pro Evolution Soccer, infatti, gli atleti meno importanti seguono pattern di corsa uniformi e scarsamente differenziati: la colpa è da imputare anche ad un Frostbite che, quando s'impegna, è in grado sì di inscenare un corredo visivo da applausi, ma che, quando si adagia sugli allori, mostra il fianco a qualche debolezza francamente evitabile.

Non conta la meta, ma il viaggio

Il cammino di Alex Hunter nel calcio professionistico riparte in pompa magna: a tenerlo d'occhio è nientemeno che un club come il Real Madrid, nella cui rosa il protagonista desidera entrare a far parte sin da bambino. Con un connubio tra cutscene (che mettono in mostra il potenziale grafico del Frostbite) e sequenze interattive, la modalità Il Viaggio di Fifa 18 promette di migliorare in tutto e per tutto quella della passata edizione. Una dimensione più emotiva del racconto fa però il paio con una sceneggiatura che, dalle poche battute iniziali cui abbiamo potuto assistere, viaggia sui binari della semplicità e della banalità. Nel corso delle scene d'intermezzo non mancano inoltre alcuni momenti dialogici a scelta multipla che ci porteranno a modificare il carattere del buon Hunter, e - conseguentemente - anche l'apprezzamento da parte del suo pubblico.

Ci riferiamo anzitutto alla modellazione complessiva dei giocatori, meno "fisici" e "verosimili" di quanto fosse lecito aspettarsi, soprattutto se prendiamo in considerazione alcune reazioni poco realistiche al termine di un brusco contrasto. In secondo luogo, risulta ambivalente anche la realizzazione dei volti: se Buffon e Ronaldo sono riprodotti con un'attenzione fuori dal comune (benché ancora incapace di raggiungere i livelli del suo oppositore di casa Konami), campioni di una certa notorietà come Higuain dispongono di una raffigurazione pigra e poco somigliante. Stesso discorso vale per le reazioni non molto "espressive" delle star dopo un gol subito o dopo un fallo parecchio aggressivo, che nei close up evidenziano quindi palesemente un lavoro poco approfondito. Tutto cambia nelle inquadrature sulla distanza, quando la telecamera si focalizza sull'incessante via vai di calciatori in campo, sul pubblico plaudente, sulle eccellenti rifiniture degli stadi e, più in generale, sull'imprescindibile atmosfera calcistica, capace di restituire l'illusione (grafica e sonora) di osservare una vera partita.
Stesso discorso può essere applicato anche per i particolari meno invadenti, come piccole, ma impeccabili animazioni al passaggio della sfera, o nel bel mezzo di dribbling eleganti e ben elaborati. Dinanzi a quelli che sembrano sostanziali e potenti cambiamenti alla dinamica ludica dei capitoli precedenti, Fifa 18 resta ancorato ad un tradizionalismo di gameplay che - nel bene o nel male - non gli consente di divenire un vero "episodio di rottura", sebbene la distanza dalla scorsa edizione resti decisamente elevata. In casa EA, per vincere lo scudetto, si ricorre così ad uno schema di gioco già ben rodato, con qualche "sostituzione" di rilievo che riesce a stravolgere il ritmo del match senza snaturarlo. Occorrerà attendere lo schieramento definitivo della formazione di Fifa 18 prima di capire a fondo come reagiranno i tifosi più accaniti difronte al "nuovo" volto della loro squadra del cuore.

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