Fight of Gods: provato il picchiaduro più irriverente del momento

Divinità in lotta per la supremazia della propria religione: Fight of Gods sarà esaltante quanto le sue premesse?

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Enrico Spadavecchia Enrico Spadavecchia è un avido collezionista ed esagitato videogiocatore dai tempi del Commodore 64 e delle sue righe colorate. Ex giocatore accanito di Counter Strike, in giovane età ha compiuto la stupidissima impresa di completare Quake II a livello hard senza scendere mai sotto i 100 punti ferita. Ostinato retrogamer e sostenitore delle produzioni indipendenti, non disdegna le offerte del mercato attuale, soprattutto FPS e avventure grafiche. Lo trovate su Facebook, su Twitter e su Google Plus.

Eccolo lì, maestoso, nella nostra collezione di Steam, il titolo che incuriosisce innumerevoli astuti anagrammisti residenti onorari del comune di Codroipo, cultori del trash e della blasfemia gratuita, bestemmiatori rabbiosi che hanno saltato oltre la staccionata del politically correct per correre nudi verso il tramonto del buon senso, ma anche indignati full time e persino quelli che "visto Grezzo 2, visto tutto".
Qualche ora sullo store e fa già parlare di sé, segnando un precedente piuttosto spiazzante, col governo malesiano che blocca l'intera piattaforma di Steam; ma questioni etiche a parte, è Fight of Gods davvero meritevole di tanta attenzione?
Gesù, Odino, Buddha, Anubi, Zeus, Amaterasu e molti altri, in lotta per la supremazia della propria religione: uno si aspetta qualcosa di epico come in American Gods, o qualcosa di leggero ma pieno di stile come Bible Fight, è invece si ritrova questo.

Immortal Kombat

Un serioso disclaimer ci accoglie al lancio del gioco, il triste font ci informa che l'opera di finzione non è intesa ad offendere o ridicolizzare alcuna religione, ma, citiamo testualmente, "è ispirata alle culture e alle storie di tutto il mondo".

Eppure, se il messia cristiano combatte con le estremità della croce ancora inchiodate ai palmi delle mani, e un ricurvo Mosè si diletta a colpire i nemici non col profondo insegnamento etico dei 10 comandamenti ma col loro freddo supporto roccioso, qualche dubbio ci assale. L'intenzione è presto chiara, quella di sollevare l'inevitabile polverone, strafogarsi di visibilità a buon mercato, e finire per abbindolare serissimi cultori del trash, con la facile promessa di fargli indossare i sacri mutandoni da linciaggio, o di farli fluttuare su uno zafu dorato per professare la non violenza a suon di schiaffoni. Ovviamente i buontemponi di Digital Crafter ci riescono con una certa facilità. Il messaggio che passa è solo "gli dei che si prendono a sberle" e si fa poca attenzione agli scattosi frammenti di gameplay che appaiono sullo schermo. I più attenti, però, qualche dubbio lo avevano già.

Dio è morto.

Veniamo agli aspetti puramente ludici: Fight of Gods è un picchiaduro che mira a distinguersi, ovviamente, per la peculiarità del roster; eppure, oltre ai grandi assenti come Satana e il Prodigioso Mostro di Spaghetti, manca tutta la compagine islamica, forse per problemi legati all'iconografia, forse perchè "je suis Digital Crafter" non suonava bene. Scherzi a parte, basta una partita o due, per rendersi conto di cosa abbiamo di fronte. Un paio di risate dopo, principalmente suscitate dall'entrata in scena e dallo stile di combattimento del nazareno, ci si ritrova di fronte ad uno dei peggiori picchiaduro dai tempi di Rise of the Robots.

Terribile. Perchè i set di mosse sono tutti uguali e innescabili tenendo conto di un input lag spaventoso, perchè il background di dei e profeti, sebbene per lo più noto, è mostrato attraverso un brutto muro di testo invece che con qualche FMV tamarro, perchè il boss finale è scopiazzato da quello di un noto picchiaduro che ha ben poco da spartire con questo; tutto, dalla grafica al sonoro, sembra uscito da una di quelle truffaldine applicazioni per piattaforme mobile, che si nascondono, insieme ad un lavoro tecnico-estetico discutibile, dietro qualche teaser d'effetto e un paio di artwork ben fatti. Però diamine, Gesù ha fra le mosse speciali la resurrezione, Mosè combatte fra le acque divise del Mar Rosso, Lady Sif ha due bocce grosse così, e c'è anche la modalità arcade (prendi questo, Street Fighter V).

Fight of Gods Non vogliamo addentrarci più di tanto nella questione etica, ma siamo quasi certi che giocare a Fight of Gods non sia sufficiente, da solo, per garantirsi un posto all’inferno, nel caso i predicatori dovessero aver ragione. È abbastanza per annoiare, dopo qualche facile risatina sullo stile di combattimento dei personaggi, e persino per mandare su tutte le furie chi di picchiaduro se ne intende, e che anche per un secondo ci ha sperato. Early access disastroso, insomma: se dovessimo dare un voto adesso, sarebbe uno e trino.

CONFIGURAZIONE PC DI PROVA

  • CPU: Intel Core i7 7700K
  • RAM: 32,0GB
  • GPU: NVIDIA GeForce GTX 1080 Ti

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