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Provato Final Fantasy Type-0 HD

Un nuovo contatto con il remake del fu Agito XIII

provato Final Fantasy Type-0 HD
Articolo a cura di
    Disponibile per:
  • Pc
  • PS4
  • Xbox One
  • Psp
Alessio Ferraiuolo Alessio Ferraiuolo è cresciuto a pane, cinema e videogame. Scopre in giovane età la sua passione per la tecnologia, che lo porta a divorare tutto quello che il mercato ha da offrire, dall’hardware per PC agli smartphone, senza mai sentirsi sazio. Nel tempo libero adora suonare la chitarra, andare in palestra e guardare tonnellate di film e serie TV. Lo trovate su Google+ e su Facebook.

La riscoperta del passato è un trend in piena espansione, che non sembra conoscere sosta. Dalla moda al cinema, passando anche per il product design, sono diversi i settori in cui si guarda indietro per realizzare nuovi prodotti. Alcuni di questi rivoluzionano i propri predecessori, altri invece preferiscono ripresentarli in chiave moderna, migliorandoli senza stravolgerli. Final Fantasy Type-0 HD appartiene proprio a questa categoria, visto che si tratta del remake di un titolo uscito tre anni fa su PSP, anche se non è mai arrivato ufficialmente nel vecchio continente. Anche se in molti potevano aspettarsi una versione rivista e corretta per PsVita, che avrebbe per altro arricchito il catalogo della console portatile Sony, Square-Enix ha puntato più in alto, approdando direttamente nelle console Next Gen e traducendo finalmente il titolo nel nostro idioma, almeno per quanto riguarda i sottotitoli. I fan della Fabula Nova Crystalis saranno certamente felici di poter riprendere sul grande schermo il plot di questo filone narrativo, anche se forse saranno ancora più felci di mettere le mani sulla corposa demo di Final Fanatasy XV, che dovrebbe durare circa tre ore, concessa in esclusiva a chi acquisterà questo titolo.

Corsa a tre

Come ogni titolo della Fabula Nova Crystalis, la struttura narrativa prevede l’innesto di temi e personaggi nuovi, uniti però da un contesto mitologico comune anche agli altri capitoli della serie. Gli avvenimenti si svolgono nel mondo di Oriens, dominato da quattro fazioni, ognuna delle quali è in possesso di un cristallo che conferisce grandi poteri, seppur in ambiti diversi. È proprio per il possesso di questi cristalli che Oriens è sconvolta dalla guerra, i cui orrori sono ben rappresentati sullo schermo dalle atmosfere cupe che dominano il terreno di battaglia. In questo contesto il giocatore è chiamato a prendere il controllo della Classe Zero del Peristilio di Suzaku, che avrà il compito di porre fine alla guerra per il dominio dei cristalli.

Ovviamente, incipit e sviluppo della trama sono i medesimi visti su PSP, rappresentando forse il vero punto forte del gioco, vista la qualità della narrazione. Anche il gameplay è il medesimo e prevede un numero ragguardevole di nemici da abbattere, che vengono falciati in tempo reale e in grande quantità dai tre membri del party guidato dal giocatore, senza turni a fornire pause dal combattimento. La frenesia degli scontri non favorisce certo un’oculata gestione del party in battaglia e spesso si finisce a menar mazzate a destra e a manca, senza badare troppo agli altri membri del gruppo. Molto importante è il tempismo con cui si esegue un attacco, visto che i nemici metteranno in bella mostra i propri punti deboli; stessa cosa per le schivate, fondamentali per conservare l’energia del proprio personaggio, soprattutto negli scontri contro i boss.
In definitiva, tutto è rimasto identico alla versione PSP, e rispetto all'ultima volta in cui l'abbiamo provato (qui il resoconto del playtest al TGS), meglio dunque concentrarsi maggiormente sullo stato attuale di sviluppo, anche per capire cosa aspettarsi con la versione finale.

Questione di telecamera

Prima di tutto, è bene precisare che la demo provata necessita ancora di ottimizzazioni da diversi punti di vista. Bisogna poi tenere conto del fatto che il test è avvenuto in una saletta dedicata, utilizzando un proiettore e osservando il tutto da una distanza considerevole.
Una volta avviata la partita, siamo stati accolti dalle consuete cutscene a cui Square-Enix ci ha abituati, lunghe e di qualità filmica elevata. Trattandosi di un porting PSP, era lecito aspettarsi una qualità grafica molto al di sotto degli standard attuali. Terminata la sequenza introduttiva e osservando il titolo scorrere sotto i nostri occhi, il risultato finale non sembrava poi tanto male. I modelli dei protagonisti e quelli dei boss hanno subito un deciso restyling, niente di impressionante ma hanno comunque raggiunto livelli accettabili. Interessanti anche gli effetti speciali, come i riflessi visibili all'inizio del secondo capitolo all’interno della scuola, che donano, per qualche istante, un tocco di modernità.
Avvicinandosi al telo di proiezione tuttavia sono venuti fuori tutti i limiti delle texture, la cui risoluzione si è rivelata davvero bassa, pur con qualche eccezione dove gli sviluppatori hanno deciso di migliorare la loro resa. Avanzando nell’avventura poi, anche i modelli dei personaggi si sono rivelati altalenanti: nel secondo capitolo, ad esempio, è capitato più di una volta di osservare, durante i dialoghi, modelli che non hanno goduto dello stesso restyling dedicato a quelli dei protagonisti, con il risultato di far passare lo spettatore, in base all’inquadratura, da un picco visivo positivo a uno negativo nel giro di pochi istanti. Bisogna dire che eravamo stati avvisati che il secondo capitolo era ancora indietro nelle stato di sviluppo, per cui nella versione finale molti dei difetti saranno certamente corretti.

Decisamente al di sotto degli standard anche gli ambienti, i nemici e il level design, che risentono abbastanza della conversione e del tempo trascorso dall'uscita del titolo originale. In generale, le strutture che compongono i livelli, salvo qualche rara eccezione, sono abbastanza semplici, evidenziando come la loro realizzazione sia stata pensata per PSP. I nemici comuni non hanno goduto della stessa attenzione rivolta ai personaggi principali, con modelli poligonali che poco si addicono al 2015. A questo si aggiunge un level design molto semplice, che non rende merito all’ottimo contesto narrativo che introduce i luoghi visitabili.
Certamente, chi acquisterà questo titolo non lo farà per la grafica, preferendo immergersi nelle atmosfere create da Hajime Tabata. Purtroppo, come durante la prova fatta al Tokio Game Show, permangono i problemi alla telecamera: durante gli scontri l'inquadratura finisce spesso per rendere più caotico del necessario lo svolgersi dei combattimenti, facendo perdere spesso il filo delle battaglie. Se dal punto di vista tecnico si può anche chiudere un occhio, soprattutto per i fan della serie, i problemi alla telecamera andranno sistemati il prima possibile, per non compromettere l’esperienza di gioco.

Final Fantasy Type-0 HD Allo stato attuale è davvero difficile dare un giudizio su Final Fantasy Type-0 HD. Da un punto di vista tecnico i limiti dello sviluppo su PSP vengono ovviamente a galla, anche se alcuni elementi sono stati rivisti e migliorati. Un titolo di questo tipo però non viene certamente acquistato solo per la grafica, per cui il problema più grave è, allo stato attuale, dato dalla telecamera, che troppo spesso ha perso di vista il fluire dei combattimenti. Uno volta sistemata, i fan della serie potranno certamente apprezzare le atmosfere cupe di questo gioco, che riescono bene a trasmettere gli orrori della guerra. La presenza della demo di Final Fantasy XV inoltre rappresenta un valore aggiunto non da poco, che consentirà di mettere le mani in anticipo sulla prossima produzione Square-Enix.

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