Provato Final Fantasy XV

Esploriamo approfonditamente la regione di Duscae

provato Final Fantasy XV
Articolo a cura di
    Disponibile per:
  • PS4
  • Xbox One
Andrea Porta Andrea Porta è un fanatico, divoratore (e occasionalmente critico) di videogame, serie TV, cinema, letteratura sci-fi e fantasy, progressive rock, comics, birre belga, rolling tobacco e molto altro ancora. Lo trovate su Facebook, su Twitter e su Google Plus.

Dopo la nostra recente prova anticipata della demo di Final Fantasy XV, torniamo a parlare di Episode Duscae grazie alla prova diretta di questo primo assaggio del lavoro di Hajime Tabata. Anche dopo aver speso qualche ora in più in compagnia della versione di prova (la quale, lo ricordiamo, viene distribuita insieme alla copie del remake in alta definizione di Type-0), il nostro verdetto è ancora una volta speranzoso, con qualche riserva. A monte, naturalmente, c'è la necessità di mettersi al passo con un capitolo che taglia da certi punti di vista drasticamente i legami con il passato, sia dal punto di vista del combat system, ormai vicinissimo a logiche action, sia da quello stilistico-narrativo. Soprattutto la strada intrapresa in quest'ultimo aspetto finirà per fare da spartiacque, tra coloro che accetteranno volentieri il carattere spiccatamente emo conferito a Noctis e compagni, e chi invece faticherà ad avvicinarvisi. Al di là di queste considerazioni puramente concettuali, in ogni caso, la demo apre una interessante finestra su un gameplay che sa regalare risvolti interessanti, ma sottolinea anche la necessità di molte rifiniture sotto diversi fronti.

Open World

A caratterizzare sin dai primi istanti il gameplay di Final Fantasy XV c'è senza dubbio la sua natura open world. Rimasti bloccati in seguito al guasto della loro macchina, il principe Noctis e i suoi amici non possono fare altro che trovare un modo per racimolare la grossa cifra necessaria per le riparazioni, un problema che sperano di risolvere in una maniera tutt'altro che facile. Il piano è quello di sconfiggere il Behemoth che minaccia la regione, attirandolo in una complessa trappola. Prima di arrivare a questo scontro, il quale si svolgerà in più fasi, c'è comunque modo di familiarizzare con l'esplorazione, che avviene in terza persona e a piedi, e con la gestione dei combattimenti facoltativi di base. Esplorando la mappa di gioco sarà infatti molto facile notare i piccoli gruppi di creature avversarie che la popolano, i quali, qualora ci si spinga sufficientemente vicino, cominceranno ad attaccare. Il tutto avviene in maniera molto fluida e senza soluzione di continuità, e si apprezza la facilità con cui è possibile evitare di entrare in combattimento, o addirittura fuggire da uno in corso in caso vi si sia incappati per errore. Per quanto la demo non permetta di sbloccare nuove abilità, appare comunque evidente come questi scontri facoltativi rappresentino il modo migliore per accumulare esperienza e oggetti da rivendere presso i negozi.

Quanto al sistema di combattimento, questo potrebbe apparire inizialmente come frutto di una rilettura di meccaniche action molto classiche, con un tasto deputato agli attacchi in sequenza (i quali si concatenano automaticamente in combo), e uno da tenere premuto per schivare, con la successiva possibilità di rispondere tramite contromossa. In realtà, il sistema presenta diverse particolarità con le quali è bene familiarizzare sin da subito, pena il rischio di sentirsi molto impacciati già dopo pochi istanti. Tutte le meccaniche di combattimento ruotano infatti alla riserva di MP, ossia i punti azione. Questi ultimi sono necessari per l'utilizzo delle abilità e per le schivate, ma non solo: una volta esaurita la riserva, Noctis faticherà addirittura a tenersi in piedi, perdendo buona parte della rapidità nei movimenti. Va da sé che durante un combattimento la scorta di MP dovrebbe essere sempre mantenuta, così da evitare pericolosi momenti di totale impotenza. A ricaricare la scorta ci pensano gli attacchi di base, generando dunque un sistema dove l'equilibrio tra l'utilizzo di abilità d'attacco speciali, schivate e fendenti standard diventa fondamentale per avere la meglio sui nemici. Per quanto il tutorial sia piuttosto dettagliato, per ottenere buona dimestichezza con il sistema occorrerà comunque qualche tempo, così da abituarsi a non staccare mai gli occhi dalla riserva di MP disponibile, da ricaricare tempestivamente in caso si avvicini allo zero. Tutto questo si abbina a combattimenti molto dinamici e affollati, nei quali abbiamo il pieno controllo del personaggio e della telecamera. Al fine di mantenere ordine anche nelle schermaglie più accese, troviamo un pratico sistema di lock del bersaglio, perfetto da abbinare a un attacco speciale che permette di teletrasportarsi istantaneamente di fronte al nemico selezionato (naturalmente, anche quest'ultimo presenta un suo costo in MP). Nonostante la telecamera, purtroppo ancora molto approssimativa quanto a rifiniture, spesso fatichi a inquadrare correttamente l'azione, superato l'impatto iniziale il combat system di Final Fantasy XV si fa padroneggiare con discreto piacere, soprattutto nei suoi interessanti aspetti di gestione delle risorse. Alla necessità di utilizzare con attenzione la scorta di MP si affianca un'ulteriore caratteristica, rappresentata dalla possibilità di cambiare l'ordine d'attacco delle armi a disposizione di Noctis. Queste ultime vengono evocate all'istante, e cambiandone la progressione è possibile modificare alcune statistiche, come la quantità di MP recuperati ad ogni fendente. Si tratta di un sistema originale e passibile di molti approfondimenti, che conferma ancora una volta come la svolta action sia comunque accompagnata da una profondità strategica di tutto rispetto.


Caccia al Behemoth

Per quanto la demo offra ampie possibilità esplorative, la missione principale rimane dare la caccia al colossale nemico, scoprendo una main quest tutto sommato molto guidata, e divisa in più momenti. In queste fasi, Final Fantasy XV prende letteralmente il giocatore per mano, togliendogli la libertà esplorativa e tracciando un percorso da seguire pedissequamente. Il primo scontro con la bestia, preceduto da una sessione stealth davvero poco riuscita, fallirà in corso d'opera, lasciando ai protagonisti un'unica possibilità per scappare prima che sia troppo tardi, riorganizzarsi e tentare nuovamente. Più per caso che per altro, Noctis e soci si troveranno successivamente a esplorare una caverna infestata di creature maligne, la quale tuttavia restituirà un prezioso alleato al protagonista. Ramuh, spirito del fulmine, concederà la propria grazia a Noctis, concedendo al giocatore la possibilità di vedere all'opera la prima Summon di Final Fantasy XV. A fronte di una realizzazione estetica notevole, quest'ultima presenta una caratteristica particolare, dato che può essere attivata solo quando il protagonista esaurisce la propria riserva vitale. Ancora non sappiamo se questo varrà anche per le altre evocazioni, o se ognuna richiederà condizioni particolari per essere attivata: per il momento, possiamo confermare come nel caso di Ramuh la Summon rappresenti una sorta di salvataggio in extremis in caso la situazione si sia messa al peggio, e venga accompagnata da una penalizzazione in caso la si attivi durante un combattimento con creature standard, le quali non restituiranno esperienza né oggetti di alcun tipo. Una volta ottenuta la Summon, sarà possibile affrontare nuovamente il Behemoth, il quale naturalmente cadrà sotto i temibili colpi di Ramus. Complessivamente, questo assaggio di missione principale ci ha convinto molto meno degli aspetti legati alla libera esplorazione e al combattimento con le creature di base: sin troppo guidata, sia nelle fasi esplorative sia nei ripetuti scontri con il boss, la quest finisce per mancare di ritmo e convinzione, accompagnata tra l'altro da uno stile narrativo molto stringato. La speranza, naturalmente, è che Final Fantasy XV non rischi un domani di presentarsi al pubblico caratterizzato da due anime ben distinte, con una componente free roaming ricca e interessante, e una main quest troppo lineare e costellata di momenti poco interessanti. Trattandosi solamente di un assaggio, è naturalmente ancora troppo presto per tirare conclusioni di alcun tipo, ma la separazione tra i due aspetti del gameplay appare al momento sin troppo evidente.


Final Fantasy XV Anche a fronte di una prova più approfondita, la demo di Final Fantasy XV ci ha convinto in alcuni aspetti e meno in altri, facendoci sperare sulla capacità del team di sfruttare adeguatamente gli ultimi mesi di sviluppo. Al momento attuale, le note positive sono tutte per la libera esplorazione e per l'originale sistema di combattimento, che abbina piacevolemente un'anima action alla necessità di gestire con grandissima attenzione le poche risorse disponibili. A lasciarci diversi dubbi in più è stato invece l'assaggio di missione principale, sin troppo lineare, trascinato e caratterizzato da una narrazione poco convinta. In altre parole, a patto di accettare la caratterizzazione dei personaggi, Final Fantasy XV ha delle chance per portare qualcosa di davvero nuovo nella saga, a patto però di trovare elementi trascinanti lungo la trama, con la quale speriamo di tornare a contatto molto presto.