Final Fantasy XV: i cambiamenti a un mese dal lancio

A un mese dal lancio Square Enix cambia diverse meccaniche di Final Fantasy XV, siamo volati a Londra per vedere tutte le novità del caso.

Final Fantasy XV

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Final Fantasy XV
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    Disponibile per:
  • PS4
  • Xbox One

Pensavamo di esserci fatti ormai un'idea chiara di Final Fantasy XV, dopo la nostra prova di qualche settimana fa: a tal punto da dare per scontato che il titolo, considerando i pochi mesi che ci separano dal lancio e nonostante il rinvio, non sarebbe potuto cambiare più di tanto. Quando Square ci ha quindi invitati nei suoi uffici di Londra per vedere lo stato dei lavori pensavamo di tornare con poche informazioni inedite, e di aggiornarvi eventualmente su qualche piccola miglioria tecnica o qualche dettaglio in più sulla trama. Mai previsione fu più errata. Dalla precedente build sono cambiati alcuni elementi importantissimi del gameplay, tali da influire pesantemente sul sistema di gioco e sul combattimento. Vediamo insieme tutte le novità.

Armiger o Spade Reali?

Appena lanciato il gioco ci si accorge subito dei netti miglioramenti del comparto tecnico. Le texture sono state rese più nitide, il numero di elementi a schermo è aumentato in maniera considerevole e persino la vegetazione è ora più rigogliosa. Il vento fa ondeggiare arbusti ed alberi e la pioggia bagna i vestiti dei protagonisti, che si asciugano poi con il tempo se restiamo al riparo. Tanti piccoli dettagli che fanno capire quanto Square-Enix si sia impegnata per rifinire un prodotto a cui tiene moltissimo, conscia della passione che i fan dimostrano da anni per questa storica saga. Final Fantasy XV non è però un titolo dedicato esclusivamente agli appassionati di lunga data, ma anche ai tantissimi nuovi giocatori che potrebbero avvicinarsi per la prima volta proprio grazie a questo capitolo. Le intenzioni insomma sono chiare: creare un universo in linea con quelli passati, per quel che riguarda atmosfere e immaginario, ma presentarsi sul mercato con un prodotto dotato di un sistema di gioco più semplice, immediato, studiato per strizzare l'occhio anche ai novizi. Da questa scelta giunge così la deriva action della produzione, con un combat system generalmente poco complesso e facile da metabolizzare. Potrete quindi caricare a testa bassa i nemici che compaiono nel'immensa mappa di gioco, e farli a pezzi utilizzando spade a due mani, lance, daghe e persino armi dalla distanza, con il supporto ovviamente dei vostri tre fidi alleati controllati dall'IA, che vi accompagneranno per tutto il corso dell'avventura. Non vogliamo entrare troppo nei dettagli della trama, e ci guarderemo bene dallo svelarvi le vicende vissute nei cinque capitoli che abbiamo avuto modo di provare: vi basti sapere però che l'invasione di Duscae da parte dell'Impero è solo la punta dell'iceberg, e che intrighi, tradimenti e colpi di scena (alcuni dei quali un po' prevedibili) saranno all'ordine del giorno.
Il panorama globale è comunque quello di una minaccia troppo grande da affrontare per il principe Noctis ed i suoi alleati, e la ricerca delle Armi Ancestrali, lame leggendarie dalla potenza devastante, sarà uno dei nodi cruciali della vostra missione. Abbiamo citato le Armi Ancestrali perché uno dei cambiamenti più grossi relativi al sistema di combattimento le riguarda da vicino. Nella precedente build trovare uno di questi equipaggiamenti ci permetteva unicamente di brandirlo in battaglia e di sfruttare il suo potere distruttivo; adesso invece falciare gli avversari con queste lame porta anche forti svantaggi. A quanto pare gli sviluppatori hanno voluto evitare che i giocatori potessero abusare del loro potere, e per farlo hanno ben pensato di implementare un meccanismo che consuma velocemente l'energia vitale di Noctis per ogni colpo sferrato. L'uso delle Armi Ancestrali andrà insomma dosato meticolosamente, onde evitare che la stessa ferocia di Noctis lo porti velocemente in uno stato di crisi e ad un conseguente game over.

Le novità non finiscono qui. Non appena il principe entrerà in possesso di una reliquia sarà possibile generare una speciale barra aggiuntiva in battaglia, posta attorno al selettore delle armi, la quale, una volta caricata, ci consentirà di entrare in uno status alterato chiamato Panoplia: a questo punto Noctis potrà saltare velocemente da un nemico all'altro, attraverso una catena di Warp Strike. La cosa molto interessante è che il danno causato dalla Panoplia aumenterà esponenzialmente per ogni Arma Ancestrale in vostro possesso, premiando di fatto chi si dedicherà anima e corpo alla ricerca di ogni più piccolo segreto nella regione di Duscae.
Riattivando una seconda volta la Panoplia in rapida successione, infine, si eseguirà uno spettacolare attacco di gruppo, con conseguenze devastanti per il bersaglio (l'attacco corale, tuttavia, svuoterà immediatamente tutta la vostra barra speciale). Final Fantasy XV, insomma, nasconde sotto la superficie meccaniche più ricercate, e abbiamo riscoperto una difficoltà piuttosto elevata, nonostante i salvataggi presenti ci avessero fornito personaggi di un livello ben superiore a quello dei nemici da affrontare. Purtroppo parte di questa difficoltà deriva anche da un sistema di combattimento nel suo complesso molto impreciso, dove i comandi per la parata vengono spesso confusi dal sistema con quelli della schivata (si utilizza infatti lo stesso tasto per entrambe), un lock-on confusionario e da una telecamera che, soprattutto nelle sezioni al chiuso, ha davvero dei serissimi problemi.

L'ascensione

Il combattimento non è l'unico elemento che ha subito un cambiamento radicale: persino l'evoluzione di Noctis, Gladio, Ignis e Prompto è stata completamente stravolta rispetto a qualche mese fa. La struttura è ancora basata come sempre sul guadagno di esperienza e AP derivanti dal completamento delle missioni e dall'uccisione dei mob. ma l'intero sistema Ascension è ora stato ridisegnato. Sono spariti completamente i vari rami dedicati interamente ai diversi personaggi, e ora al loro posto troviamo un bel numero di abilità, tra nuove azioni offensive di gruppo, di supporto e cura. I punti spesi ci permetteranno anche di indossare un maggior numero di accessori, o ancora perfezionare il sistema magico. Spulciando tra le varie abilità abbiamo inoltre notato alcuni bonus passivi grazie ai quali guadagnare AP in maniera costante, semplicemente eseguendo specifiche azioni (come lanciare un'ampolla elementale, ad esempio): una feature che permetterà a chiunque di riempire completamente tutti i rami senza costringere pensare attentamente a build particolari. "Accessibilità", insomma, è ancora una volta la parola d'ordine.

Non è cambiato invece il sistema di magie, basato ancora sulla raccolta delle essenze elementali da mischiare tra loro o con gli oggetti, così da ottenere incantesimi monouso da sfruttare in battaglia. Il danno delle magie ci è parso aumentato in maniera considerevole, ma troviamo che le meccaniche di cast siano piuttosto noiose e speriamo vivamente che qualcosa si sblocchi nelle fasi avanzate di gioco, per portare un po' di varietà a una feature che fatica a convincerci.
Quel qualcosa potrebbe essere rappresentato dalle evocazioni, provate in questa occasione per la prima volta in assoluto. Final Fantasy XV propone numerosi boss da sconfiggere che potranno poi essere richiamati in battaglia in nostro soccorso. Per il momento abbiamo avuto modo di vedere Ramuh e Titan in azione, ma sappiamo che Bahamuth, Shiva, Leviathan, Carbuncle e Ifrit saranno inclusi, più ovviamente diverse sorprese che ci attenderanno nella versione completa del gioco. Per conquistare la fiducia dei Sei (così sono chiamate le summon in Final Fantasy XV), dovremo completare alcune quest che li vedono coinvolti: a volte si tratterà semplicemente di raccogliere degli oggetti per il mondo mentre in altri casi, come da tradizione, dovremo sconfiggere i titanici esseri che vogliamo portare dalla nostra parte in combattimenti particolarmente lunghi e articolati. Quello con Titan ad esempio era diviso in diversi stage, gli stessi che avete visto in azione all'E3, durante i quali dovevamo evitare i colpi che arrivavano dal colosso per poi contrattaccare dopo un breve QTE. Una cosa è assicurata: la spettacolarità non manca alla produzione e anche la varietà dei mostri ci è sembrata piuttosto buona. Sparsi per il mondo ci saranno poi boss e creature segrete da scovare grazie a specifiche quest secondarie di caccia, che vi terranno impegnati per un monte oreimpressionante.

Missioni per tutti i gusti

Le quest secondarie, al contrario di quanto si può pensare, non sono esclusivamente riempitive, ma rappresentano momenti unici in Final Fantasy XV e la loro varietà è notevole. Ovviamente ci sono le solite missioni che ci chiedono di uccidere un determinato numero di mostri o raccogliere oggetti specifici, ma alcune nascondono sotto-trame molto interessanti e ricompense indispensabili per proseguire agilmente nel gioco. La caccia al vecchio Occhio Fosco ad esempio, un Behemoth gigantesco con un occhio solo, vi farà accedere agli allevamenti di Chocobo, che sbloccheranno a loro volta gare con i pennuti e la possibilità di cavalcarli liberamente per il mondo di gioco. Potrete addirittura cambiarne il colore e personalizzarli esteticamente.

La struttura delle missioni, seppur lineare, è generalmente eterogenea. Alcune vi chiederanno di ripulire un intero dungeon e sconfiggere il boss finale, mentre altre volte potrete sfruttare le vostre abilità di teletrasporto per eliminare i soldati imperiali in silenzio senza essere scoperti. Final Fantasy XV incontra infatti in alcuni frangenti gli stealth game più comuni, chiedendoci di stare lontano dalle luci di sorveglianza, dalla linea di vista delle guardie, di disabilitare cancelli laser e combattere persino robot molto simili ai Metal Gear di Konami. Per scoprire però come tutto questo si legherà insieme dovremo attendere qualche settimana, sperando che nel frattempo Square non decida di stravolgere nuovamente la quindicesima fantasia finale.

Final Fantasy XV Con Final Fantasy XV Square-Enix, vuole dare un colpo al cerchio ed uno alla botte, tentando di accontentare i vecchi fan ma anche di attirare al contempo nuove leve verso la sua saga più importante. Il risultato è un titolo capace di mostrare buone cose ma che scopre il fianco in certi frangenti. Il combat system ci è sembrato l'elemento più approssimativo, a causa di una telecamera imprecis, un sistema di magie poco convincente, e la tendenza al button mashing negli scontri più semplici. La struttura nel suo complesso è invece solida, con quest secondarie importanti, missioni eterogenee e una storia che potrebbe però regalare qualche sorpresa. A novembre, quando il titolo arriverà sugli scaffali, ne sapremo di più, sperando che uno dei giochi più attesi dell'anno non deluda le nostre aspettative.

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