Provato Fire Emblem Fates

Nell'attesa della versione europea di Fire Emblem Fates abbiamo trascorso dieci ore in compagnia di Birthright, l'episodio del nuovo capitolo della serie che segue le gesta del regno di Hoshido, ad est del Grande Abisso.

provato Fire Emblem Fates
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  • 3DS
Alessandro Mazzega Alessandro Mazzega prende confidenza fin da tenera età con pad e tastiera e si appassiona rapidamente al mondo dei videogiochi, lavorando come giornalista sulle principali realtà online e occupandosi di sviluppo, attualmente in Forge Reply. Bassista fallito, ha ormai venduto lo strumento per passare dietro al microfono, sia per cantare che per condurre il podcast Gaming Effect. Cercatelo su Facebook, su Twitter e su Google Plus.

Fire Emblem è una delle serie più importanti di Nintendo, ma non si tratta però di un'IP tra le più famose, in quanto dedicata ad un pubblico un po' più di nicchia rispetto ai milioni di persone che amano Mario, Kirby o Yoshi.
Non stupisce quindi che siano già passati più di tre anni da Awakening, capitolo che ha dato una forte scossa alla saga, rendendola più accessibile senza però snaturarne le origini. Fates ne segue le orme, ingigantendo però l'offerta grazie a quelli che potrebbero essere considerati tre giochi in uno.
Nell'attesa della versione dedicata al mercato europeo, abbiamo trascorso una decina di ore abbondante con una copia americana di Fire Emblem Fates: Birthright, scoprendo l'incipit di una trama che si prospetta lunga ed interessante.

Il cammino della luce

Prima di parlare di Birthright è doveroso spiegare come si struttura l'intera offerta di Fire Emblem Fates.
Tale episodio è infatti solo metà di ciò che compone il nuovo capitolo, in quanto segue le vicende dal punto di vista di Hoshido, il regno ad est del Grande Abisso e che ha uno stile vagamente riconducibile a quello dei samurai del periodo Edo. Conquest inquadra invece la vicenda da un'angolazione diametralmente opposta, offrendo una trama che mostra gli avvenimenti di Nohr, la terra dell'ovest che sta proseguendo una guerra ormai logorante con Hoshido, grazie alla tenacia di una famiglia reale spietata e assetata di sangue. In tale dualismo si innesta quindi Revelation, quello che a tutti gli effetti può essere considerato come un corposo DLC, pubblicato solo in formato digitale sull'eShop di Nintendo.
Come approcciarsi quindi a Fire Emblem Fates? Chiaramente scegliendo una delle due fazioni, in modo poi da proseguire nella storia fino alla conclusione. Se poi non si è ancora sazi è possibile giocare con la fazione opposta, andando infine a completare Revelation, in modo da aver vissuto la vicenda dei due regni da tutte le angolazioni possibili.
Si tratta però di una scelta che non dipende solo dalla versione del gioco che si possiede, su cartuccia o in digitale che sia, in quanto sia Birthright che Conquest iniziano allo stesso modo, narrando il passato e il presente di un principe, nato nel regno di Hoshido ma cresciuto a Nohr. Tale nobile, che andremo ad impersonare scegliendone anche le fattezze, si ritroverà quindi ad un bivio e dovrà decidere a quale delle due fazioni rimanere fedele, facendo quindi proseguire la storia verso una delle due versioni del gioco. La scelta non è immediata, non solo perché permette di giocare due prodotti simili ma molto differenti in termini di trama e personaggi, ma anche perché non è posta all'inizio del gioco ma solo al capitolo sesto della storia. Che si scelga di iniziare Birthright che Conquest, quindi, sarà necessario giocare alcune ore prima di prendere la propria strada in maniera definitiva, con l'opportunità quindi di scaricare la versione del gioco che non si possiede nel caso si sia iniziato con una fazione ma poi si decida di cambiare idea. Si tratta di una scelta affascinante e coraggiosa, soprattutto in termini di modello di business, in quanto difficilmente un gioco pone davanti a delle decisioni che possono influire così tanto non solo sulla trama, ma anche sul gioco che si è deciso di acquistare.

Sempre intorno al capitolo sei viene anche sbloccato il Dragon's Gate, locazione che dà accesso alle mappe aggiuntive, acquistabili e scaricabili sotto forma di piccoli DLC sempre dall'eShop. Ecco quindi che il quadro è completo: Fire Emblem Fates accompagna un passo alla volta il giocatore nel proprio mondo, si prende il suo tempo per coinvolgerlo e poi mostra la sua vastità di contenuti dopo alcune ore, permettendo di scegliere come proseguire. La struttura è quindi ricca ma inedita e il fatto che Nintendo l'abbia approvata significa che il lavoro di Intelligent Systems è stato giudicato molto solido. Difficilmente altrimenti si sarebbe data così tanta libertà al giocatore, al punto ad esempio da spostare i contenuti aggiuntivi così in avanti, in completa antitesi con modelli di business come il sempre più diffuso free to play, che punta da subito a far spendere soldi all'utente anche senza aver svelato fino in fondo la natura del gioco al quale sta dedicando il proprio tempo.

Evoluzione, non rivoluzione

Contenuti e tipologia di offerta a parte, dal punto di vista del gameplay Fire Emblem Fates non si discosta troppo da Awakening: molti sono i rimandi al capitolo precedente, dallo stile dell'interfaccia dei menu fino alla transizione che permette di passare dalla rappresentazione del campo di battaglia con le unità in 2D alle sequenza animate di uno scontro tra truppe. Chi ha giocato ad Awakening si troverà quindi a proprio agio, mentre i novizi della serie potranno compiere i primi passi grazie ad un tutorial molto ricco e dettagliato, che spiega sia come gestire la parte narrativa che le vere e proprie battaglie. Ci sono anche parecchi aspetti che sono stati migliorati, come la gestione delle relazioni tra i personaggi già vista in passato. L'equilibrio tra i propri compagni si inizia a delineare già dopo pochi capitoli, andando a formare una fitta rete di simpatie, rivalità, passioni e amori.

Le relazioni tra due personaggi possono influenzare alcuni dei parametri in battaglia, ad esempio se facciamo muovere insieme due unità o se queste si trovano a combattere in caselle adiacenti. Alla stessa maniera da queste relazioni dipende parte narrativa, in quanto in molti casi è possibile sbloccare dialoghi che permettono di migliorare (o logorare) rapporti interpersonali in perenne evoluzione.
Un altro aspetto migliorato è la gestione della propria base operativa, che ora nasconde un vero e proprio gioco nel gioco, nel quale costruire edifici adibiti ad usi specifici, espandendo esponenzialmente il gameplay: i campi coltivati permettono di produrre materie prime, da cucinare poi nella locanda per sfamare le proprie truppe, ottenendo dei boost temporanei di alcune statistiche; la prigione permette di catturare alcune truppe nemiche, grazie a dei personaggi speciali, procedendo poi a interrogatori o corruzioni in modo da scoprire informazioni segrete sulla fazione nemica; la sede della lotteria permette di estrarre un premio al giorno, offrendo quindi un motivo per giocare alcuni minuti anche se non si ha il tempo di dedicarsi ad un capitolo intero.
Si tratta di esempi, ma rendono l'idea della quantità di opportunità che Fire Emblem Fates offre, espandendo notevolmente la base del vecchio episodio.

Fire Emblem Fates Le prime dieci ore in compagnia di Fire Emblem Fates danno l'impressione di un titolo massiccio, pieno di contenuti e con una durata di tutto rispetto. Le aggiunte non pesano e, anzi, arricchiscono una formula ormai rodata, che non si trasforma ma evolve, soprattutto in virtù della struttura inedita del gioco, spezzata praticamente su tre prodotti che concorrono a creare il Fire Emblem più compiuto (e completo?) della storia. I fan dovrebbero quindi prendere in considerazione l'acquisto della versione speciale su cartuccia, che include Birthright, Conquest e Revelation in un unico pacchetto. Chi non ha mai provato un episodio prima potrebbe invece provare Birthright, in quanto è molto accessibile senza risultare troppo facile, e accompagna l'utente un passo alla volta, stregandolo già dopo poche ore.

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