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Horror Night in compagnia del nuovo survival horror Capcom

E3 2015

Provato For Honor

Dopo la presentazione sul palco della conference Ubisoft abbiamo messo le mani sul titolo sviluppato dallo studio di Montreal, immergendoci in una cruenta battaglia ai tempi dei crociati.

For Honor

Videoanteprima
For Honor
Articolo a cura di
    Disponibile per:
  • Pc
  • PS4
  • Xbox One
Francesco Fossetti Francesco Fossetti scrive di videogiochi -fra una cosa e l'altra- da più di dieci anni, e non ha ancora perso la voglia di esplorare il mercato con vorace curiosità. Ammira lo sviluppo indie e lo sperimentalismo, divora volentieri tutto il resto. Lo trovate su Facebook, su Twitter e su Google Plus.

Questo For Honor è un sogno bagnato per gli appassionati di combattimento all'arma bianca. E' pur vero che su PC esistono alternative certamente più simulative, ma chi non riesce a sopportare il look asettico di Mount & Blade o il combat system a tratti soporifero di War of the Roses potrà finalmente dar sfogo alle proprie pulsioni belliche, imbattendosi in un titolo che è più tecnico della media dei congeneri ma molto accessibile, e non sacrifica quella dose di violenta spettacolarità così apprezzabile in tempi di Game of Thrones.
Dopo la presentazione sul palco della conference Ubisoft abbiamo messo le mani sul titolo sviluppato dallo studio di Montreal, immergendoci in una cruenta battaglia ai tempi dei crociati. E' stata una lotta dura, serrata, che vi ha visti uscire vittoriosi, insozzati dal sangue dei nostri nemici.

Combattiamo per l'onore

Nonostante sia stata confermata la presenza di una campagna, la demo dell'E3 si concentrava interamente sulla modalità competitiva a squadre, che al di là delle velleità narrative di For Honor sembra essere il fulcro portante della produzione.
Strutturalmente parlando il game mode che abbiamo provato non si distingue per originalità: "Stand & Fight" segue la scia di una classica modalità "Zone", disponendo sulla mappa di gioco tre postazioni da controllare. Una volta conquistate, queste permettono di accumulare punti, per riempire una barra visualizzata nell'angolo superiore delle schermo che, al suo completamento, ci darà la possibilità di "rompere" il morale dello schieramento avversario. Per farlo basterà mantenere il dominio su due zone: l'effetto sarà quello di impedire il respawn dei nemici, che potranno essere in questa maniera massacrati impunemente per porre fine alla partita. Attenti però: basta che solo un avversario resti in vita, e magari riesca a sottrarci il controllo di una zona, per interrompere il momento di vantaggio, riportando in vita tutti i compagni e dando al proprio team l'occasione di ribaltare le sorti del conflitto.
Un po' complicate da spiegare, queste regole ci sono sembrate abbastanza efficaci, soprattutto nel caso in cui l'abilità dei due schieramenti avversari sia bilanciata: sul finale è facile assistere a continui ribaltamenti di fronte, che tengono altissima la tensione del match. L'azione è valorizzata anche dalla conformazione della mappa, che ad una zona centrale abbastanza aperta alterna torrioni più facili da difendere e rovine in cui gli spazi si stringono, replicando sia le emozioni degli scontri campali che le meccaniche più tattiche e ragionate degli assedi.

Il vero punto di forza di For Honor è in ogni caso il suo combat system. Affrontando i nemici controllati dalla CPU sembra quasi di essere di fronte ad un action di quelli spiccioli e canonici, con due attacchi (rapido e potente) che permettono di falciare facilmente interi manipoli di uomini. Quando si arriva però allo scontro con altri giocatori cambia tutto. Entrati in posizione difensiva, è necessario gestire la guardia, scegliendo se spostare la spada a destra, a sinistra o sopra la testa. Supportato da animazioni credibili e realistiche, il nostro guerriero si prepara a difendere i fianchi o a coprirsi dai fendenti verticali, e pure la direzione dei colpi che sferreremo dipenderà dal posizionamento dell'arma. Per avere la meglio sul nemico, insomma, bisogna studiare le sue mosse, aspettare che tenti di colpirci, parare il colpo e cercare di ribattere (ovviamente dopo aver spostato la spada). E' anche possibile lavorare sulla distanza, cercando di far andare a vuoto l'attacco dell'avversario di qualche centimetro: quel tanto che basta per avvicinarsi e sferrare a nostra volta un fendente. L'emozione di eseguire un colpo potente mentre si indietreggia, vedere la spada del nostro rivale scivolare a un passo dalla nostra testa, ed avvertire il brivido della vittoria mentre l'attacco già caricato si infrange sulla sua, è davvero impagabile.
For Honor è pieno di momenti così: che sia una violentissima esecuzione oppure uno scontro ben diretto in cui riusciamo a gestire due nemici in barba all'inferiorità numerica, il titolo Ubisoft è a dir poco galvanizzante.
Per i più abili c'è anche la possibilità di eseguire un colpo che spezza la guardia del nemico, eventualmente seguito da una spallata che lo spinge indietro. Ammesso che l'avversario non sappia come controbattere, effettuando a sua volta un'altra spallata, si può così tentare di indirizzarlo verso un ostacolo, farlo inciampare e poi dargli un colpo di grazia.
Non abbiamo avuto il tempo di sperimentare a fondo queste tecniche avanzate, ma la danza di morte di For Honor ci ha regalato bei momenti ed una pura esaltazione guerriera: ed il bello è che il sistema di controllo si basa sull'utilizzo di due soli tasti. Simulazione e semplicità, insomma, possono andare a braccetto di tanto in tanto.
Segnaliamo che la strada per la vittoria passa anche dall'uso di qualche abilità speciale che si carica uccidendo i nemici. Ma non spaventatevi: non è niente di troppo esagerato. C'è un colpo di catapulta che può servire per ripulire un'area (ma dovrete conquistarlo grazie all'uccisione di ben quattro avversari), uno status in cui si recupera vita uccidendo i soldati controllati dalla CPU, ed un grido di battaglia che alza il morale delle nostre truppe, rendendole un po' più aggressive.
Nonostante For Honor abbia ancora bisogno di qualche ottimizzazione tecnica (soprattutto in fatto di aliasing), grazie ad un comparto animazioni quasi impeccabile, ad una telecamera ravvicinata che rende l'azione molto nervosa, e soprattutto ad un bel design di bardature, armi e protezioni, l'impatto visivo può già dirsi efficace.

For Honor L'obiettivo di For Honor è quello di lavorare ad un sistema di combattimento inedito, realistico e a tratti simulativo, ma che resti sempre accessibile e non si appoggi su un control scheme esageratamente complesso. Posizionato diversi gradini sopra a tanti action moderni, il titolo di Ubisoft Montreal è spietato, brutale, tecnico. Riesce a trasmettere il brivido della lotta, il peso dei colpi, la perentoria letalità di ogni fendente. Chissà che l'idea per un prodotto del genere non sia venuta allo studio canadese mentre cercava un sistema per riscrivere le regole di ingaggio dei combattimenti di Assassin's Creed. La versione finale di For Honor, in ogni caso, permetterà di giocare anche ai tempi dei Vichinghi e nei panni di letali Samurai. Siamo curiosi di scoprire se il cambio di ambientazione influirà anche sui ritmi dei colpi e sulla mobilità dei guerrieri, sostenendo una varietà indispensabile per la buona riuscita del progetto. Restate con noi per scoprirlo.

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