Nioh (Patch 1.06) Adesso online

Vi mostriamo le nuove missioni di Nioh!

GamesCom 2016

For Honor - Il Multiplayer

Ancora prima che la fiera tedesca abbia aperto i battenti, a Colonia abbiamo avuto un incontro ravvicinato con For Honor di Ubisoft.

For Honor

Videoanteprima
For Honor
Articolo a cura di
    Disponibile per:
  • Pc
  • PS4
  • Xbox One
Francesco Fossetti Francesco Fossetti scrive di videogiochi -fra una cosa e l'altra- da più di dieci anni, e non ha ancora perso la voglia di esplorare il mercato con vorace curiosità. Ammira lo sviluppo indie e lo sperimentalismo, divora volentieri tutto il resto. Lo trovate su Facebook, su Twitter e su Google Plus.

Ancora prima che la fiera tedesca abbia aperto i battenti, qui a Colonia abbiamo avuto un incontro ravvicinato con uno dei titoli più allettanti della Line-Up Ubisoft. Stiamo parlando ovviamente di For Honor, feroce action all'arma bianca che ha attirato la nostra attenzione sin dal suo annuncio, e che mostra oggi tutto il suo indiscutibile potenziale. Rispetto a come l'avevamo visto due anni fa, il titolo sviluppato dalla divisione di Montreal ha compiuto passi da gigante, tanto da schizzare in vetta alla nostra personale wishlist del 2017. Brutale, schietto e diretto, accessibile ma al contempo tecnico, quello di For Honor è un multiplayer diverso dal solito, che sarà sicuramente capace di scuotere una larga fetta di utenti. Rompete quindi ogni indugio: allenate l'urlo di guerra e preparatevi a scendere sul campo di battaglia più selvaggio e spietato del mondo videoludico.

Il brivido della guerra

Il pilastro che tiene in piedi tutta la struttura di For Honor è il suo combat system, pensato per replicare le sensazioni di uno scontro all'arma bianca, rimanendo al contempo immediato e abbordabile. Il titolo, insomma, non ha la pretesa di simulare meticolosamente l'andamento delle battaglie medievali, come provano a fare ad esempio il celebre Mount & Blade o il (soporifero) di War of the Roses: anche chi non ama le lungaggini e vuole scendere in battaglia potrà finalmente dar sfogo alle proprie pulsioni belliche, imbattendosi in un titolo che è sì più tecnico della media dei congeneri, ma risulta anche molto accessibile. Sulle prime, affrontando i fanti controllati dalla CPU, che affollano le mappe di gioco risultando ottima carne da macello, sembra quasi di essere di fronte ad un action di quelli spiccioli e canonici, con due attacchi (rapido e potente) che permettono di falciare facilmente interi manipoli di uomini. Quando si arriva però allo scontro con altri giocatori cambia tutto. Entrati in posizione difensiva, è necessario gestire la guardia, scegliendo se spostare la spada a destra, a sinistra o sopra la testa. Supportato da animazioni credibili e realistiche, il nostro guerriero si prepara a difendere i fianchi o a coprirsi dai fendenti verticali, e pure la direzione dei colpi che sferreremo dipenderà dal posizionamento dell'arma. Per avere la meglio sul nemico, insomma, bisogna studiare le sue mosse, aspettare che tenti di colpirci, parare il colpo e cercare di ribattere. E' anche possibile lavorare sulla distanza, cercando di mandare a vuoto l'attacco dell'avversario di qualche centimetro: quel tanto che basta per avvicinarci e sferrare a nostra volta un fendente a segno. L'emozione di eseguire un colpo potente mentre si indietreggia, vedere la spada del nostro rivale scivolare a un passo dalla nostra testa, ed avvertire il brivido della vittoria mentre l'attacco già caricato sfonda la sua armatura, è davvero impagabile.
For Honor è pieno di momenti così: che sia una violentissima esecuzione oppure uno scontro in cui riusciamo a gestire due nemici in barba all'inferiorità numerica, il titolo Ubisoft è davvero galvanizzante. Per i più abili c'è anche la possibilità di eseguire un colpo che spezza la guardia del nemico, seguito da una spallata che lo spinge indietro. Ammesso che l'avversario non sappia come controbattere, si può così tentare di indirizzarlo verso un dirupo, e vederlo precipitare senza appello. La danza di morte di For Honor regala insomma momenti di pura esaltazione guerriera: ed il bello è che il sistema di controllo si basa sull'utilizzo di due soli tasti. Simulazione e semplicità, insomma, possono andare a braccetto. Qui alla Gamescom, Ubisoft ha svelato per altro che il titolo si presenterà al lancio con una discreta mole di contenuti. Come saprete saranno tre le fazioni coinvolte: Vichinghi, Samurai e Cavalieri. Ognuna di esse avrà a disposizione quattro classi, ciascuna con un'arma ed un moveset specifico. CI saranno classi bilanciate, altre improntate sulla difesa, e altre ancora invece pensate per massimizzare l'attacco, oltre ad una classe speciale per ogni fazione che avrà una serie di attacchi particolari. I samurai, tanto per fare un esempio, potranno contare sulla lama degli Orochi. Questi guerrieri rapidissimi sono fragili e non infliggono troppi danni, ma possono risultare davvero letali se usati con attenzione. La loro particolarità è quella di non rimanere bloccati in una delle tre stance come succede a tutte le altre classi: tengono invece la spada in posizione neutra, e la spostano solo per qualche istante nella direzione indicata dallo stick analogico destro. Riuscendo ad eseguire questo spostamento nell'attimo in cui l'avversario ci sta attaccando, possiamo deflettere automaticamente il colpo, invece di pararlo come avverrebbe regolarmente. Questo basta per avere una finestra d'attacco in cui infilare il nemico.

Se si preferiscono classi più tradizionali, possiamo orientarci sui Razziatori vichinghi, capaci di eseguire un colpo caricato prevedibile ma impossibile da parare, oppure di caricare il nemico a testa bassa per sollevarlo e sbatterlo contro qualche ostacolo. I classici Samurai sono invece in grado di eseguire combinazioni che terminano in un colpo imparabile, mentre i Guardiani medievali hanno a disposizione una versione potenziata della spallata, che allontana il nemico di qualche metro. La varietà di approcci, insomma, è garantita, e gli stili di combattimento che potremo utilizzare sono eterogenei e ben diversificati. Non temete inoltre per il bilanciamento, perché Ubisoft sembra aver svolto un lavoro certosino. Il team di sviluppo ha persino rimosso le killstreak, per evitare che l'andamento dei match ne fosse troppo influenzato. Al loro posto troviamo invece dei "tratti" con cui è possibile "equipaggiare" il nostro guerriero, e che vanno risvegliati durante lo scontro. Abbiamo visto abilità passive (come la possibilità vita quando si uccide un avversario), skill attive (una sorta di lama avvelenata dall'effetto piuttosto prevedibile) e persino qualche gadget (come dei Kunai da scagliare contro un nemico). Equipaggiarli nel menù pre-partita, tuttavia, non significa potersene servire: per utilizzarli vanno appunto attivati durante lo scontro, accumulando punti grazie ad azioni efficaci e scontri ben condotti. Una soluzione molto intelligente, che non risulta troppo invasiva e lascia che a decidere l'andamento degli uno-contro-uno siano sempre e comunque le abilità del giocatore. Opportune anche le altre rifiniture apportate dal team di sviluppo, come la possibilità di curare i compagni caduti prima del respawn, e l'introduzione di una sorta di modalità "Furia", con cui gestire l'inferiorità numerica (che resta comunque molto penalizzante, a meno di non saper gestire bene gli spazi).

Lupi (Quasi) Solitari

For Honor avrà anche una campagna per singolo giocatore, che abbiamo avuto modo di provare qualche mese fa in quel di Los Angeles. Le sensazioni scaturite dal playtest ci hanno ricordato quelle vissute con Ryse, ma a supportare la progressione - in questo caso - c'è anche l'ottimo combat system architettato dai ragazzi di Ubisoft Montreal. Una buona notizia, arrivata proprio qui alla fiera tedesca, è che la campagna potrà essere giocata anche in cooperativa, in modalità split-screen.

A livello di modalità, qui a Colonia abbiamo potuto provare "Dominio". Le premesse sembrano molto tradizionali: troviamo infatti, sulla mappa di gioco, tre postazioni da controllare. Una volta conquistate, queste permettono di accumulare punti per riempire una barra visualizzata nell'angolo superiore dello schermo che, al suo completamento, ci darà la possibilità di "rompere" il morale dello schieramento avversario. L'effetto sarà quello di impedire il respawn dei nemici, che potranno essere in questa maniera massacrati impunemente per porre fine alla partita. Attenti però: basta che solo un avversario resti in vita, e magari riesca a sottrarci il controllo di una zona, per interrompere il momento di vantaggio, riportando in vita tutti i compagni e dando al proprio team l'occasione di ribaltare le sorti del conflitto. L'azione è valorizzata anche dalla conformazione della mappa, che ad una zona centrale abbastanza aperta alterna torrioni più facili da difendere e rovine in cui gli spazi si stringono, replicando sia le emozioni degli scontri campali che le meccaniche più tattiche e ragionate degli assedi. Ubisoft, in ogni caso, ha già annunciato che potremo trovare modalità molto più "intime", fino a degli incredibili duelli 1 contro 1 di cui potremo parlarvi fra qualche settimana.

Sul fronte tecnico, il gioco ci è sembrato incredibilmente pulito, almeno per lo stadio di sviluppo in cui si trova. L'uscita è prevista per il 14 febbraio, ma già adesso i modelli dei combattenti risultano bellissimi da vedere, ottimamente caratterizzati e traboccanti di dettagli. La dimensione contenuta delle mappe di gioco ha permesso al team di spingere sulla risoluzione delle texture, sugli effetti di post-processing e sulla qualità degli effetti speciali, per un titolo che scorre fluido e spettacolare senza troppi problemi (su console, ovviamente, a 30 fps).

For Honor Ubisoft è davvero sulla strada giusta con For Honor. Chiave di volta dell'intera produzione, il combat system è un vero gioiello, capace di valorizzare la campagna in single player così come gli scontri online. Il gameplay si adatta alle battaglie campali e risalta durante i duelli più “intimi”: tecnico e preciso, richiede prontezza di riflessi, tattica, varietà. Bisogna studiare l'avversario, trovare soluzioni imprevedibili, cercare di sorprenderlo per evitare di infrangersi sulla sua guardia e perdere istanti preziosi. Già con cinque guerrieri a disposizione, la varietà di strategie che è stato possibile utilizzare in battaglia ci ha convinto, e non vediamo l'ora di poter provare tutti e dodici le tipologie di guerrieri che faranno la loro comparsa nel gioco finale. Restate quindi su queste pagine per qualche interessante sorpresa, e preparatevi alla beta di metà settembre: siamo sicuri che resterete positivamente impressionati dal coraggioso action del publisher francese.