Provato Forza Horizon 2

Voliamo a Londra per provare una versione quasi completa del corsistico Open-World

provato Forza Horizon 2
Articolo a cura di
    Disponibile per:
  • Xbox 360
  • Xbox One
Francesco Fossetti Francesco Fossetti scrive di videogiochi -fra una cosa e l'altra- da più di dieci anni, e non ha ancora perso la voglia di esplorare il mercato con vorace curiosità. Ammira lo sviluppo indie e lo sperimentalismo, divora volentieri tutto il resto. Lo trovate su Facebook, su Twitter e su Google Plus.

Forza Horizon 2 comincia proiettandovi sulle suggestive strade di un paesino che sembra uscito dalla Costa Azzurra, e lasciandovi correre fra i tornanti tortuosi verso il luogo in cui si svolgerà l'enorme festival che dà il titolo alla produzione.
Il team di sviluppo riesce a creare sin da subito un'atmosfera festosa, vibrante: sarà la bellissima introduzione “live action” (che è una vera e propria apologia della velocità ed un inno al divertimento spensierato), oppure questo clima di incanto estivo che inebria il giocatore, grazie ai colori sgargianti delle carene e della campagna circostante. I primi minuti di gioco sembrano pervasi da un fervore sincero, dall'esaltazione per il canto dei motori e per la bellezza delle suggestioni paesaggistiche di chiaro stampo europeo. Poi, davanti a noi si apre libera la smisurata mappa di gioco, popolata dai Drivatar che schizzano sulle strade; ed è in quel preciso momento che scocca la scintilla.
Siamo volati a Londra per provare, assieme ad altri due “big” della Line-Up Microsoft, il corsistico open-world sviluppato da PlayGround Games, presente all'evento in una versione sostanzialmente definitiva. Ecco le nostre impressioni.

Guida senza costrizioni

Forza Horizon 2 è soprattutto libertà. La mappa di gioco è titanica: un intreccio di stradine di campagna che convergono verso tre città principali, in cui risaltano architetture che saranno sicuramente familiari a noi italiani. Il team non fa mistero di essersi ispirato ai panorami della Toscana, agli scorci della Provenza e poi alle suggestioni visive della costiera amalfitana, fino a salire verso la Costa Azzurra. L'approccio, geograficamente parlando, è un po' spiazzante, perché tutti questi paesaggi sono “accatastati” nell'area di gioco, ma la resa è francamente meravigliosa, e insomma gli ambienti di gioco sono una cornice perfetta per chi crede che la passione per l'auto non possa prescindere da un ricercato gusto estetico. Insomma, i “quadri digitali” dipinti da PlayGround Games sono convincenti, risolvendosi in ambienti sempre ben caratterizzati, pronti ad accogliere qualsiasi “scorreria” del giocatore, che gode magari a tuffarsi a tutta velocità fra filari di viti come ad inerpicarsi su tortuose strade costiere.
Anche a livello tecnico il lavoro sulle ambientazioni è più che buono, sebbene ancora si veda un po' di Pop-Up delle texture quando si schizza a tutta birra in campo aperto. Il problema si riduce moltissimo non solo quando siamo in città (forse perchè è più difficile raggiungere la “velocità di punta” della nostra vettura), ma anche selezionando la visuale dall'abitacolo, sicuramente quella d'elezione per molti giocatori. L'inquadratura dall'interno riesce per altro a veicolare in maniera più convincente le sensazioni di guida, anche se poi nessuno vorrà perdersi lo splendore della silhouette di una Lamborghini Huracan che si staglia contro il rosso di un tramonto senese.
Il sistema che regola i cambiamenti di luce a seconda delle ore del giorno soddisfa quanto la simulazione degli eventi atmosferici, che può addensare una nebbia fittissima e far apparire nuvole scure all'orizzonte, fino a far piovere ed inzuppare le strade. A tal proposito, la qualità degli shader che riproducono l'effetto bagnato sull'asfalto non ci è sembrata proprio entusiasmante.
Per il resto, invece, il “look” di Forza Horizon 2 colpisce, grazie anche alla risoluzione di 1080p ed ai 30 fps che, nel corso di un'ora di gioco, non hanno tentennato neppure un po'.
C'è sempre una grande differenza fra la qualità delle auto visualizzate nei menù di gioco (qui i modelli sembrano presi di peso dal Forzavista di Turn 10) e quelle con cui invece si corre; ma complessivamente è difficile lamentarsi, se si considera il buon algoritmo di anti-aliasing e -soprattutto- una “draw distance” più che soddisfacente.

Sul fronte del modello di guida, Forza Horizon 2 propone ovviamente un feeling più arcade rispetto a quello del suo collega. Più che stare attenti all'aderenza ed allo spostamento dei carichi è sufficiente parzializzare il gas, o eventualmente toccare il freno con estrema delicatezza, senza preoccuparsi troppo di sbandate e testacoda. Attenti però: sono tanti gli aiuti in-game che possono essere disattivati. Rimuovendo controllo della trazione e addirittura l'ormai onnipresente rewind si possono guadagnare punti esperienza aggiuntivi, ma soprattutto avviarsi verso un modello di guida un po' meno permissivo.
Sulla profondità del driving system, infatti, il team non transige: “nel primo Horizon avevamo rimosso molte opzioni per il tuning delle vetture” - ci racconta Ralph Fulton, Creative Director - “ma i nostri fan hanno chiesto a gran voce che ci fossero più possibilità di personalizzazione della propria esperienza di guida. Così li abbiamo accontentati”. Ed ecco che nei menù di gioco spuntano quindi una marea di indicatori, che permettono di accorciare o allungare le marce, e addirittura di modificare la pressione degli pneumatici.
C'è anche un sistema di modifica delle parti meccaniche, un po' meno intrigante rispetto a quello visto in The Crew e -anche al netto della presenza di tantissime componenti- abbastanza “asettico” (più si spende, più si ottimizza la vettura grazie ad alettoni, trasmissione, ribassamenti sportivi).
Complessivamente però non mancano le chicche per “smanettoni” e meccanici virtuali, e insomma siamo stati davvero colpiti di trovarle in un titolo dal feeling apparentemente disimpegnato. Bisogna ovviamente capire quanto le “regolazioni di fino” influenzino il comportamento del mezzo (la nostra prova è stata troppo fugace per farsi un'idea precisa), ma PlayGround Games sembra aver allargato di molto il suo prodotto.

E' ovviamente sul fronte della attività che Forza Horizon 2 non vuole farsi mancare davvero nulla. Arrivati al Festival si sceglie una fra le tre vetture a disposizione (BMW Z4 Sdrive 35IS, Chevrolet Camaro SS Coupe o Toyota Supra RZ), e poi si parte in direzione dei primi “campionati”. La progressione si articola in eventi composti da una serie di gare, ma non manca di coinvolgere l'utente in tutta una serie di attività collaterali che ormai fanno parte del DNA dei giochi di guida open-world. Anche qui ci sono autovelox da far impazzire e veicoli speciali da trovare sulla mappa, che sbloccano prove di abilità particolarmente complesse.
Sul fronte delle tipologie di evento, oltre a quelle classiche troviamo il “Cross Country”, che ci spinge a spericolati fuoripista, facendo slalom fra gli alberi di qualche boschetto oppure infilandoci nei campi di fieno. Il punto di forza del titolo è però la possibilità di acquistare punti esperienza indipendentemente dagli eventi della “campagna”: ogni curva, ogni derapata, ogni rettilineo percorso a tutta velocità ci farà avanzare, in un sistema che - per ammissione del team - si ispira ai Kudos di Project Gotham. Qui, per ogni Level-Up, sbloccheremo uno Skill Point da assegnare ad una abilità: con queste potremo migliorare l'accumulo di “exp”, oppure avere piccoli bonus negli eventi competitivi (come Infected o King, che tornano dal precedente capitolo).
Salire di livello permette anche di girare una sorta di “slot machine”, con cui vincere crediti o nuove vetture, in un sistema che riesce ad “acchiappare” il giocatore, portato ad esplorare con estrema curiosità la mappa di gioco.

Chiudono il quadro di una produzione eccezionalmente imponente, la presenza dei Drivatar (qui rivisitati per adattarsi al contesto free-roaming), e la possibilità condividere la strada con altri utenti. Non abbiamo ancora avuto modo di provare il multiplayer, mentre prima di sbilanciarci sulla qualità dell'IA (che si è rivelato, col senno di poi, uno dei migliori aspetti di Forza Motorsport 5) preferiamo testare più attentamente il prodotto, fermo restando che nell'economia di una produzione del genere, le performance degli avversari virtuali contano un po' meno che in pista.

Forza Horizon 2 Forza Horizon 2 è pronto per ammaliare tutti i possessori di Xbox One, recuperando le qualità del primo capitolo per traghettarle nella next-gen. Lontano dalle doti simulative del suo collega Motorsport, propone una mappa molto vasta, suggestioni paesaggistiche da urlo, e una progressione non inquadrata, che mescola l'amore per la guida con quello per la libertà. Ben accolte le aggiunte fatte sul fronte del “tuning”, i cambiamenti climatici, i nuovi eventi Cross Country: tutto confluisce in quello che ha i tratti di un racing game solidissimo e visivamente d'impatto.

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