Provato Freedom Wars

Su Playstation Vita arriva un action game distopico

provato Freedom Wars
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  • PSVita
Nicolò Pellegatta Nicolò Pellegatta va matto per il chinotto, i fumetti europei (anche quelli francesi), non sopporta le code. Ha un debole per i videogiochi giapponesi, ma Kojima proprio non gli sta simpatico. Apprezza i giochi di breve durata, ma poi finisce sempre per iniziarne uno da 40 ore! Dissuadetelo su Facebook, Twitter o su Google Plus.

Il Panopticon è una vecchia idea settecentesca, un progetto di carcere circolare in cui un solo osservatore controlla centinaia di detenuti. In tempi recenti questo concetto è stato poi applicato al potere invisibile di controllo del Governo sui suoi cittadini, ma sopratutto all'odierna possibilità che un unico cervello centrale informatico monitori la vita di milioni di cittadini, le loro comunicazioni e la loro vita privata. Panopticon è anche il nome della città dove si ambienta Freedom Wars, il nuovo action game di Sony Japan Studios per Playstation Vita. Un salto temporale verso un'imprecisata era dove un regime militare oppressivo non lascia tregua ai pochi esseri umani e li etichetta quasi tutti come criminali. Oltre all'affascinante trama si cela un gameplay modellato sui Monster Hunter, ma capace di un buon numero di guizzi creativi e degno rappresentante delle potenzialità dell'hardware portatile. Il Giappone sta accogliendo in questi giorni il titolo, già previsto in Europa nel corso del prossimo Inverno. Di fronte alla penuria di prodotti first party dobbiamo fingerci occhi a mandorla e digerire una line-up composta perlopiù da cloni di Monster Hunter. Fortunatamente Freedom Wars ne è uno degli esponenti maggiormente riusciti...

Cento occhi che osservano

PT Era 102013 è la fantasiosa datazione temporale in cui si svolgono le vicende di Freedom Wars. Gli sviluppatori hanno volutamente proposto una nuova linea del tempo per giustificare una Terra ormai ridotta allo sbando: il tasso di crescita è nullo, l'eugenetica suddivide equamente i nuovi nati tra maschi e femmine, le telecamere sono dieci volte tanto quelle attualmente installate nelle metropoli del pianeta ed i pozzi di petrolio prosciugati hanno scatenato una cruenta guerra civile tra esseri umani. I carceri sono affollati, i processi sono sommari e le pene aspre per mantenere l'ordine; le macchine da guerra iper-tecnologiche setacciano le ultime colonie in cerca di fuggiaschi e non c'è alcun velo di ottimismo sui volti dei superstiti. L'obiettivo del giocatore è guadagnarsi la libertà ed abbandonare il carcere. Attorno a questa idea ruota l'intero gioco, dal momento che ogni missione completata riduce di un tot gli anni di pena, mentre ad ogni risposta insolente durante i dialoghi con il secondino se ne aggiungeranno degli altri. Ma quanti sono esattamente gli anni da scontare in carcere? Pochini...1 milione! Consola il fatto che sia il single player che il multiplayer andranno a ridurre il monte anni, mentre resta avvolto nel mistero cosa accada quando il numero di anni di prigionia scenda a zero...

Una frusta per girare il mondo

Le missioni giocabili nella demo presente sul Playstation Store giapponese sono purtroppo alquanto semplici. Esse svolgono sì la funzione di tutorial, ma quando le cose cominciano a farsi interessanti si blocca di colpo. L'interessante è possibile assaggiarlo purtroppo solo per una manciata di minuti nel prologo dove si affronta un gigante alto quanto un palazzo: mentre i nostri compagni guidati dalla CPU lo fiancheggiano e lo indeboliscono alle articolazioni, spetta a noi il compito di estrarre la frusta ed appenderci al suo scheletro massiccio per colpire ripetutamente alla testa. La frusta rappresenta l'arma meno convenzionale e più originale tra quelle presenti in Freedom Wars: può essere usata solamente in coppia con un'arma da mischia, costringendo quei giocatori che preferiscono imbracciare un fucile a mantenersi il più distante possibile dal nemico e con un ruolo di mera copertura. È sufficiente sfiorare la superficie posteriore di Playstation Vita per estrarre la frusta e indirizzarla contro una zona sensibile del nemico o anche solo una parete. L'avatar è in grado così di scalare palazzi e raggiungere in men che non si dica piattaforme soprelevate, dalle quali sferrare un attacco dall'alto e nuove strategie altrimenti impossibili all'interno di un Monster Hunter. La navigazione tramite frusta è ben implementata nei livelli ed il suo utilizzo è abbastanza intuitivo nonostante una telecamera fin troppo ravvicinata (negli angoli arriva addirittura ad essere in prima persona) che non sembra consente un puntamento efficace.
Per il resto Freedom Wars è abile nel portare il sistema di gioco action e cooperativo dei Monster Hunter ad un livello superiore sfruttando un hardware superiore a quello Nintendo, ma non si discosta più di tanto dalle risicate meccaniche esplorative e dall'enfasi sui soliti boss dalle dimensioni troppo grandi per un singolo contendente.

Freedom Wars Freedom Wars rappresenta la punta di diamante del 2014 di Playstation Vita. Ciò vale sia per i giocatori giapponesi ormai totalmente assuefatti a questa tipologia di action game, ma anche per quelli occidentali a fronte di un totale disinteressamento da parte di Sony verso la sua console portatile. Per fortuna Freedom Wars è un buon titolo, nato dalla collaborazione tra Sony Japan Studios (il team di Patapon ad essere precisi) con Shift, la software house dietro i due God Eater: merito di una trama dalle premesse distopiche ed affascinanti, di un gameplay all'altezza delle specifiche hardware con arene e boss sviluppati in verticale, dell'introduzione di un'arma come la frusta tramite la quale navigare liberamente tra le diverse altezze. Nulla di particolarmente originale, né creativo, ma le diverse novità risulteranno almeno gradite per gli appassionati del genere.

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