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Provato Gears of War 4 - Multiplayer

Siamo volati a Londra per scoprire in anteprima il comparto multiplayer del quarto episodio Gears of War, sviluppato da The Coalition in collaborazione con lo studio Spalsh Damage.

Gears of War 4

Videoanteprima
Gears of War 4
Articolo a cura di
    Disponibile per:
  • Xbox One
Francesco Serino Francesco Serino ha videogiocato tanto e a tutto, posseduto due diversi Tamagotchi e abbandonato un Furby in autostrada. Mentre cresceva i pixel rimpicciolivano, mentre leggeva ha iniziato a scrivere. E ora eccolo qua, dopo un salto nello spaziotempo atterra su Everyeye, ma già da tempo è su Facebook, su Twitter e su Google Plus.

Rispondo al telefono. "Ci sarebbe l'opportunità di andare a provare il multiplayer di Gears of War a Londra; vai tu?". Rimango in silenzio per qualche secondo. Il Gears in questione è Gears 4, il nuovo capitolo della serie in uscita a ottobre su Xbox One. L'occasione mi intriga, rispondo di sì e qualche ora dopo sono già in aereo, analogico libro in mano e succo di pomodoro spolverato di pepe sul tavolino davanti, fresco, corroborante. Nonostante le raccomandazioni del meteo, per l'occasione mi sono vestito leggero: dicono che fa sempre freddo e freddissimo, ma poi sudo sempre troppo per trovarmi a mio agio. La strategia funziona: in Inghilterra trovo sole, caldo e un autista che insieme a due youtuber del profondo nord mi aspetta all'uscita. Insieme ci imbarchiamo nel lunghissimo viaggio che ci porterà da Heathrow (Gate 5) all'evento organizzato da Microsoft. Dopo mille ore di traffico, la nostra macchina ci lascia davanti a uno strano parcheggio in cui fa bella mostra di sé un carrello per miniere originale e una dozzina di container impilati come in un porto di GTA. Mi preparo a una sparatoria, ma non ce n'è bisogno. Uno dei container è aperto su un lato, ci sporgiamo lentamente per vedere se conduce a qualcosa di interessante e notiamo una scalinata in ferro al suo interno, circondata da lamiere, ciuffi d'erba e odore di cantina. Il benvenuto al sapore di thriller si trasforma in una discesa agli inferi, breve ma intensa, che ci teletrasporta dopo pochi passi all'interno di un magazzino. Uno di quei posti come se ne vedono tanti a Londra, uno di quei ruderi ben tenuti provenienti dall'industrializzazione selvaggia di inizio secolo. Se ne volete sapere di più, sono certo che troverete qualcosa sui libri di storia. L'interno è decisamente confortevole, la location intrigante, e si sposa a meraviglia con lo stile per cui Gears of War è divenuto così famoso: come lo chiamava Cliff Bleszinski? Ah sì, "destroyed beauty".

Irresponsabile Hate Anthem

I ragazzi di The Coalition, il team di sviluppo impegnato in questa sorta di revival, parlano del gioco con enorme passione. Niente a che vedere con i People Can Fly, responsabili del flop Judgment, che avevano ben altro approccio e quasi si vedeva che un po' gli dava fastidio lavorare su un progetto per così dire stanco, come effettivamente era Gears of War a fine trilogia. I The Coalition invece sono arrivati proprio nel momento in cui la sete per un nuovo capitolo della serie ideata da Epic è tornata a salire, che il destino vuole essere anche il primo Gears ad arrivare su Xbox One. Attorno a questo gioco c'è attesa, speranza, e voglia di tornare a divertirsi proprio come "un tempo". Dopo un paio di hamburger spettacolari, l'evento entra nel vivo. L'obiettivo dei The Coalition per il multiplayer di Gears 4 è quello di rimanere il più possibile fedeli alla trilogia originale, ma con qualche piccola ma intrigante differenza. Del gioco di un tempo, i The Coalition ammettono di non apprezzare quei momenti, a volte troppo frequenti, in cui due giocatori, accovacciati nella medesima copertura ma su parti opposte, iniziano a spararsi alla cieca anche per interi minuti. La soluzione a questo stallo un po' ridicolo è stata trovata aggiungendo una nuova serie di azioni che ci permetteranno di scavalcare e attaccare l'avversario in un'unica spettacolare mossa, che potrà finire con un calcio che stordisce, una cruda coltellata mortale e la tipica battaglia a suon di motoseghe e scintille che ha reso Gears of War il gioco che tutti conosciamo. Le novità più importanti apportate al multiplayer di Gears però non si vedono tanto "in azione", ma piuttosto "a riposo". Più che la battaglia, è la struttura che gestisce il tutto ad essere stata rivoluzionata. Sembrano quasi tramontati del tutto i tempi della crescita continua e del prestigio, la formula introdotta da Call of Duty pensata per premiare chi gioca di più e non il più meritevole. Per il multiplayer, Gears 4 si affida intelligentemente al passato, dividendo i giocatori in cinque diversi ranghi a seconda della loro bravura. Solo vincendo ripetutamente sarà possibile salire di rango, e conseguentemente trovare avversari più abili da battere. Una scelta che io apprezzo dal profondo del cuore, fatta soprattutto per avvicinarsi ulteriormente al mondo degli e-sports, su cui i The Coalition puntano molto, ma anche per evitare che i giocatori occasionali vengano ripetutamente "asfaltati" dai migliori. C'è anche un'altra cosa che Microsoft e i The Coalition hanno capito in pieno, e per cui io stesso ho spesso combattuto là dove mi è stato possibile (soprattutto durante le interviste): se i DLC dividono la community non sono più una risorsa, bensì un problema. A questa annosa questione, Gears 4 rimedia inventando un sistema particolare ma che già su carta promette di funzionare molto bene: tutte le mappe aggiuntive saranno gratuite, e verranno automaticamente incluse nelle playlist pubbliche. Se un giocatore vorrà utilizzare una delle nuove mappe in privato, potrà acquistarla garantendosi anche l'hosting su server dedicati. Da sottolineare il fatto che solo chi crea la partita dovrà possedere la mappa extra, tutti gli altri potranno partecipare alla partita liberamente, senza sborsare un Euro in più. Una soluzione che sembra accontentare tutti. Se così sarà davvero, potremo definirla in un solo modo: eccezionale.

Untitled 10

Gears 4, come scoprirete nell'imminente beta pubblica, è un tuffo nei ricordi, e la conferma che giochi come questo non ce ne sono più stati. Il recente The Division è infatti l'unico e proporre qualcosa di simile, anche se con dei ritmi completamente diversi. Gears rimane l'esperienza in terza persona più brutale di tutte, un carnaio da grand guignol dentro il quale si sopravvive solo se abilità col pad andrà di pari passo a una buona strategia di squadra. In questo quarto episodio si torna al 5 vs 5 già visto in Gears of War 3, ma questa volta reso più prezioso dai 60fps che però non abbiamo avuto ancora modo di vedere in azione: la versione da noi provata era ancorata ai 30fps della campagna.

Le due mappe su cui abbiamo potuto farci le ossa ci hanno anche mostrato parte del lavoro svolto dalla Splash Damage, una seconda software house (che dopo il flop Brink è scomparsa dai radar) su cui i The Coalition si sono appoggiati per sviluppare parte della modalità multiplayer. Il lavoro svolto è tutto sommato buono, anche se ci troviamo nuovamente alle prese con le tipiche mappe speculari "alla Gears". Ma d'altronde una delle parole chiave di questo nuovo gioco è "horizontal patformer", che spiega molto bene il concetto di sfida alla base non solo di Gears 4, ma di tutti i capitoli della serie: una sfida che deve essere chiara fin dal principio, ottimamente bilanciata, e che non si disperda per colpa di un design delle mappe troppo complesso. Certo il look è cambiato, e molto. Devo dire che la comparsa dei colli sui protagonisti del gioco (che un tempo avevano arti così grandi che le gambe spesso rimanevano in piedi anche se il resto del corpo esplodeva) mi ha lasciato un po' l'amaro in bocca, come anche questo nuovo stile visivo di cui è intriso il gioco. Dalla "destroyed beauty" della vecchia generazione, Gears 4 è a passato a una bellezza post conflitto, una bellezza in ricostruzione insomma. I The Coalition mi confidano che è stata proprio l'Italia la maggior fonte di ispirazione durante la creazione del mondo di Gears 4, ed effettivamente si vede, si vede molto e a volte troppo: mi manca il vecchio stile, lo trovavo così puro, drammatico ma anche ironico, supermuscoloso. Durante la nostra prova abbiamo provato due diverse modalità: il classico Escalation mode e la nuova modalità Dodgeball, davvero molto divertente.

A dispetto del nome, non si gioca con la palla, ma sempre armati fino ai denti. La particolarità delle regole di questa nuova modalità di Gears 4 si nasconde nei respawn: ogni volta che una squadra uccide un avversario, recupera un elemento ucciso in precedenza. Tra le nuove armi troviamo il Dropshot, una sorta di mina volante che avanza fino a quando si preme il grilletto e ricadendo a terra può decapitare chi si trova nelle vicinanze, e il Buzzkill, i cui colpi rimbalzano letali sui muri per colpire anche i nemici nascosti meglio (pensando al bilanciamento questo un po' mi spaventa).

Gears of War 4 Gears 4 giocato è una solida conferma, anche se le differenze col passato non sono poi molte. Il sistema di ranking può sicuramente essere determinante, infondendo nuova linfa vitale a un gioco che potrebbe apparire un po' datato, già visto. Graficamente non ha nessuna voglia di essere rivoluzionario, ma se il multiplayer andrà davvero a 60fps, ci sarà da divertirsi. Probabilmente la beta del 18 aprile (aperta a coloro che hanno provato la Gears of War Ultima Edition) e quella del 25 (quest'ultima aperta a tutti gli abbonati Live Gold) saranno basate sulla stessa identica versione provata da noi a Londra. Se così fosse, aspettatevi una buona pulizia generale come pure qualche sbavatura. In ogni caso non preoccupatevi, è normale: gli sviluppatori, entrambi gli sviluppatori, hanno ancora qualche mese per dare gli ultimi ritocchi al codice. Buon divertimento, e ricordatevi che non è il Lancer l'arma più figa di Gears, ma l'Arco Torque!

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