Provato Gears of War Ultimate Edition

Abbiamo provato, per una settimana, la beta dell'incredibile remake sviluppato da The Coalition. Un fluidità inchiodata sui 60fps, nuovi sistemi di illuminazione e texture hi-res: quasi un altro gioco!

provato Gears of War Ultimate Edition
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    Disponibile per:
  • Pc
  • Xbox One
Matteo Mangoni Matteo Mangoni è un grande amante della tecnologia e, soprattutto, del medium videoludico. Programmatore di giorno e gamer incallito di notte (o viceversa), ha avuto fra le mani la sua prima console all'età di 6 anni, e da allora per lui niente è più stato lo stesso. Soprattutto le bollette della luce. Lo trovate su Facebook e Twitter.

Dopo tanto penare, i rumor sono stati finalmente confermati: la remastered di Gears of War uscirà, e lo farà molto presto. A poco meno di due mesi dalla data di lancio di questa riedizione (che potremo trovare nei negozi a partire dal 28 Agosto) siamo riusciti a provare la beta relativa al comparto multigiocatore del titolo, trovandoci tra le mani un titolo modificato nella forma ma completamente invariato dal punto di vista del gameplay. Una scelta che farà estremamente felici i fan di vecchia data della saga e, forse, potrà avvicinare molti nuovi giocatori ad un gameplay competitivo sempre attuale e peculiare. Pur non avendo avuto modo di osservare da vicino la componente single player, sulla quale verosimilmente potremo mettere le mani soltanto al lancio, ci siamo tuffati senza indugio nella complessa struttura multigiocatore della Gears of War: Ultimate Edition, venendo sommersi in pochi istanti da un mare di ricordi legati alle serate passate sul gioco nei suoi primi mesi di vita. Per ritrovare gli automatismi e la dimestichezza che avevamo acquisito in mesi e mesi di gioco, invece, a quanto pare dovremo attendere ancora un po'. Comprensibile, data la complessità che si nasconde dietro ad un gameplay così ricco di sfaccettature.

Uomini contro Locuste

Durante questa settimana di gioco abbiamo potuto cimentarci in due modalià: il classico team deathmatch e la difficilissima King of the Hill, modalità ad obiettivi in cui dovremo conquistare e controllare un punto d'interesse mobile (che apparirà casualmente sulla mappa) nel tentativo di raggiungere un determinato punteggio prima della squadra avversaria. Il tutto su cinque mappe rivedute e corrette, rese disponibili progressivamente durante la settimana. Abbiamo potuto tornare a calpestare il terreno di Gridlock, Courtyard, Goldrush, War Machine e Canals. Dal punto di vista del gameplay, il gioco è rimasto completamente inalterato.
Discorso ben diverso invece per quanto riguarda il comparto tecnico, interessato da ritocchi importanti e immediatamente evidenti per chiunque abbia avuto modo di vedere in azione la versione Xbox 360. Le texture sono nettamente migliorate e la risoluzione è ovviamente aumentata, arrivando ai tanto agognati 1080p nativi; ma questo è niente, se confrontato con i cambiamenti che hanno interessato il sistema d'illuminazione e l'impatto avuto sul gioco dall'aumento del framerate, ora inchiodato sui 60 fotogrammi al secondo. L'opera di restyling ci è sembrata fin da subito degna di nota: va a ritoccare praticamente tutti gli aspetti del comparto tecnico dell'ormai sorpassato capitolo originale. Oltre alle migliorie sopracitate, in Gridlock troviamo modifiche evidenti al mare che fa da sfondo alla mappa, il quale adesso presenta un moto ondoso prima completamente assente, non del tutto convincente se guardato da vicino ma comunque apprezzabile durante la frenetica azione di gioco. Anche gli edifici e i rottami che si trovano nella zona centrale della mappa hanno cambiato pelle, ed ora risultano più credibili e belli da vedere. Allo stesso modo, tutte le mappe hanno qualche tocco di classe che le distingue da quelle originali. A sorprenderci maggiormente è stata Canals, quella in cui le differenze ci sono sembrate più marcate e facilmente riconoscibili. Le texture nel terreno non sono soltanto più definite, ma spesso risultano completamente nuove; anche molti edifici hanno cambiato completamente aspetto, così come la gestione dell'acqua, ora molto più simile ad una versione potenziata di quella vista negli ultimi capitoli della serie (soprattutto per quanto riguarda l'interazione fisica con i corpi che la attraversano). Anche il sistema di gestione dell'illuminazione in questa mappa riesce a dare il meglio di sé, forse anche per merito dell'ambientazione notturna, capace di fornire un elevato contrasto tra le zone buie ai lati della mappa e i suoi stretti corridoi centrali, timidamente illuminati da luci giallastre (completamente assenti nell'originale) dal grande impatto visivo.

War Machine e Goldrush, invece, ci sono sembrate leggermente sottotono, forse proprio perché, a causa di esigenze legate all'ambientazione, sono le uniche a non trarre particolare beneficio dal nuovo sistema di gestione delle luci. Entrambe le mappe in questione sono piuttosto scure, non troppo varie e in linea di massima poco ispirate. L'ultima rimasta, Courtyard, è sicuramente una di quelle dal respiro più ampio. Ripescata direttamente dalla versione PC (e già approdata anche su console grazie ad un suo remake presente in Gears of War 2), è sicuramente la più grande e intricata del pacchetto di mappe presente nella beta; senza ombra di dubbio quella in cui abbiamo trovato maggiore difficoltà a giocare. Si presta molto bene ad accogliere partite di King of the Hill, decisamente meno al Team Deathmatch.
Al di là delle qualità delle singole mappe, è chiarissimo quale sia stato l'approccio del team a questa riedizione. I ragazzi di The Coalition hanno preso gli asset, il concept ed il character design del gioco originale e li hanno stravolti completamente. Il risultato è davvero bello da vedere: a tratti sembra davvero di trovarsi di fronte ad un titolo nuovo.

Molto più di un Remake

Nel corso del recente E3 abbiamo potuto dare un'occhiata anche agli interventi operati sulle cinematiche, completamente ricostruite con nuovi modelli poligonali e con più moderni sistemi di luce e particellari. Il risultato è impressionante, e basterebbe la mimica facciale dei protagonisti per cambiare il modo in cui la storia è raccontata, adesso molto più coinvolgente, spettacolare e immersivo.
Gli interventi di restauro grafico non sono comunque gli unici operati da The Coalition. Nel gioco troveranno posto infatti contenuti mai visti su console, recuperati dalle edizioni PC. 5 capitoli della storia, 3 mappe, un totale di 6 modalità. Sicuramente un bel pacchetto!

Ci sono effetti completamente inediti, una complessità ed un dettaglio medio degli scenari sensibilmente maggiore; per non parlare poi del miglior filtro anti-aliasing e della maggiore fluidità, che oltre a migliorare la resa del gioco garantisce un'impeccabile precisione di movimento. Il "camera shake" che si attiva durante la corsa, elemento caratterizzante della serie fin dalle origini, non è mai stato così efficace e bello da vedere. Al di là della notevole opera di svecchiamento del comparto tecnico, per l'epoca mostruoso ma ormai abbastanza desueto, il team sembra aver riservato al titolo un trattamento molto conservativo, che non andasse ad intaccare in alcun modo gli equilibri consolidati della serie: per quello, eventualmente, ci sarà Gears 4. Purtroppo sembra essere rimasto anche qualche piccolo problemino di lag, particolarmente fastidioso in un gioco come Gears che vive anche - e soprattutto - di fulminei scontri ravvicinati a base di shotgun e "one shot". E in quei casi, anche un vantaggio di pochi millisecondi a favore di un giocatore può essere in grado di rovinare completamente il match a causa della latenza. Ma non si tratta di un problema con l'online del gioco, bensì con la sua impostazione generale e con la distanza nei confronti degli altri giocatori: il netcode è ottimo e ben supportato anche da un matchmaking così ben fatto da far invidia a molti altri congeneri. A fare da contorno al gioco online vero e proprio, a quanto pare, troveremo un sistema di leveling piuttosto classico, che dovrebbe però sbloccare soltanto nuove skin per i personaggi. L'idea che ci siamo fatti è che il team, da questo punto di vista, abbia intenzione di incorporare in questa "Ultimate Edition" tutte le migliorie arrivate con i capitoli successivi della serie, andando ad aggiungere alle sessioni di gioco online duro e puro un'intelaiatura più moderna e al passo con i tempi.

Gears of War Ultimate Edition La Gears of War Ultimate Edition sembra destinata a non essere una riedizione qualunque. I classici miglioramenti dal punto di vista della fluidità e della risoluzione delle texture ovviamente non mancano, ma a sorprendere davvero è tutto il resto. Palazzi completamente diversi, mappe in cui compaiono pericolose crepe nel terreno dove prima potevamo ammirare soltanto una banale texture in bassa risoluzione; un sistema di illuminazione completamente rivisto, sistemi di gestione dei fluidi e dell'illuminazione tutti nuovi. In questa - parziale e limitata - prova sul campo non abbiamo trovato quasi niente fuori posto. Il gameplay resta quello storico della serie, vestito a festa in occasione di queste prove tecniche di salto generazionale. Un buon modo di celebrare - con un po' di anticipo - l'ormai imminente decimo compleanno della serie. Per i fan di vecchia data del multiplayer di Gears of War, questa remastered rappresenterà con tutta probabilità un appuntamento quasi immancabile con il proprio passato videoludico, per gli altri un buon modo per avvicinarsi alla saga in attesa del nuovo capitolo, questa volta sviluppato completamente dai ragazzi di The Coalition.