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Provato GoD Factory: Wingmen

Un MOBA spaziale a base di dogfighting

provato GoD Factory: Wingmen
Articolo a cura di
    Disponibile per:
  • Pc
Francesco Serino Francesco Serino ha videogiocato tanto e a tutto, posseduto due diversi Tamagotchi e abbandonato un Furby in autostrada. Mentre cresceva i pixel rimpicciolivano, mentre leggeva ha iniziato a scrivere. E ora eccolo qua, dopo un salto nello spaziotempo atterra su Everyeye, ma già da tempo è su Facebook, su Twitter e su Google Plus.

Lo spazio sta tornando alla grande, e questa cosa qui è fantastica, almeno per me e per quelli come me, che amano battagliare e perdersi tra le stelle, nel tepore di un astronave assemblata pezzo per pezzo con le proprie mani. Serve ancora un giocone che tagli il traguardo, visto che sono tutti in pesante sviluppo. Ma il ritorno di Braben (Elite Dangerous) e Roberts (Starlancer), insieme a una valanga di nuovi sviluppatori al lavoro, sono la prova che il futuro sarà tremendamente galvanizzante. E di questi titoli in sviluppo non ce ne è uno che non supporti la realtà virtuale, quindi oh: tanta, tantissima roba. God Factory Wingmen è un progetto che come molti altri nasce grazie a Kickstarter, superando in scioltezza anche la prova greenlight di Steam. God Factory Wingmen, fin dal principio, è un gioco voluto dai giocatori, un'idea subito apprezzata e soprattutto già pagata. Da qualche settimana il gioco è entrato finalmente in fase beta (ora agli sgoccioli) e si prepara al grande salto che lo porterà nelle vetrine degli e-store più popolari. Ma andiamo a vedere di cosa si tratta...

4VS4

Gli sviluppatori dicono di essere già al lavoro su un nuovo gioco della serie, questa volta incentrato completamente sul single player,: questo perché God Factory Wingmen è puro e semplice multiplayer tattico. Non c'è trama, non c'è bivio e non c'è esplorazione. In questo gioco ci si danno gli schiaffi in frenetiche battaglie quattro contro quattro, dove ogni squadra ha un unico obiettivo: distruggere la nave madre avversaria (che è un mostro da svariati chilometri di lunghezza, zeppo di torrette che sparano -e spesso e volentieri colpiscono- duro).

God Factory Wingmen concentra il gameplay sue due diversi aspetti: la libertà di customizzazione e la profondità dei sistemi di manovra. Vincendo e guadagnando punti, il giocatore potrà assemblare nel tempo la propria nave spaziale dei sogni, con l'obbligo di scendere a patti con il consumo di energia, la qualità dei sistemi di raffreddamento e il peso totale, che andranno a modificare radicalmente la risposta ai comandi e il bilanciamento tra le armi. Esistono oltre cento parti diverse, suddivise in base alla tecnologia a disposizione delle quattro razze disponibili (Umani, Guantri, Arblos e Chorion). Scegliere due di queste razze sarà la prima cosa che vi chiederà di fare il gioco, ma non temete, accumulando esperienza potrete successivamente accedere anche alle altre due, moltiplicando di conseguenza le parti che potrete acquistare.

COCKPIT HOUSE

È possibile giocare a God Factory Wingmen sia con telecamera sui propulsori (“da dietro”), sia con quella interna, che vi mostrerà in tutto il suo splendore il cockpit della vostra nave da battaglia. C'è però una grave lacuna: non c'è freelook, quindi non ci si può guardare liberamente in giro, riducendo di un bel po' l'agilità visiva che garantisce invece Oculus Rift, qui pienamente supportato, e in grado di farvi ammirare le stelle e cercare i vostri avversari semplicemente muovendo il collo. Senza dubbio una grave mancanza, ma fortunatamente c'è ancora tempo per rimediare. Discorso a parte merita l'ampia scelta di manovre che è possibile eseguire a bordo di un nave spaziale: è qui che la cura con cui avremo assemblato il nostro caccia si farà sentire di più, ed è qui che dovremo dare davvero il massimo, per non farci trovare impreparati nelle mille più situazioni in cui obbligatoriamente ci troveremo impelagati.

Serve furbizia per avere la meglio nello spazio di God Factory Wingmen, dove le munizioni non sono infinite ed è possibile inseguire o cercare di seminare gli avversari in molti modi diversi. C'è lo sprint, che si esegue portando al massimo i motori, ed è possibile anche inchiodare improvvisamente. Importantissime sono le virate strette, effettuabili in tutte le direzioni. Queste virate speciali aprono anche ad altre manovre: mantenendo premuto il pulsante apposito, è possibile sfruttare l'inerzia generata dalla manovra per continuare a galleggiare lentamente nella direzione scelta, e sfruttare il movimento blastare parti specifiche di un avversario con grande precisione. Ognuna di queste mosse speciali consuma parte dell'energia a disposizione, che però si ricaricherà da sola in pochi secondi

EPICENTRUM

La battaglia vera e propria si svolge in un vasto quadrante di spazio, in mezzo alle navi madre delle due squadre (che sono appunto composte da quattro giocatori ciascuna). Lo scopo è distruggere la nave madre avversaria, e per farlo esistono diverse tattiche e molte altre ancora ne nasceranno nel tempo. L'idea è quella di dare la possibilità ai team di vincere sia attaccando che rimanendo in difesa. Questo è possibile perché le due navi madre, oltre a cercare di mettere fuori gioco i singoli partecipanti, si scambieranno colpi anche tra di loro, e a volte con estrema efficacia. Ogni nave madre è composta da diversi ponti, ognuno casa di una particolare struttura che una volta abbattuta potrà cambiare radicalmente il corso della battaglia. Bombardare con successo la torre radio interromperà le comunicazioni tra nave madre e giocatori, impedendo loro di sapere da dove arriverà la successiva minaccia. Ma è possibile distruggere anche elementi più pratici, come l'armeria, impedendo agli avversari di riempire i propri caricatori per un periodo di tempo più o meno lungo. Per avere la meglio è necessario avere un ottimo equipaggiamento, utilizzare al meglio i comandi, ma soprattutto giocare di squadra. Parlare direttamente con i propri compagni non è soltanto consigliato, ma è la prima cosa che bisogna fare una volta in partita. Il bilanciamento tra le squadre è tutto, anche per questo è impossibile entrare a guerra già iniziata.


GoD Factory: Wingmen God Factory Wingmen è a tutti gli effetti un MOBA spaziale dalle eccellenti potenzialità. Serve però una struttura per spingere un gioco del genere, altrimenti il rischio è quello di sparire dai radar degli appassionati in tempi relativamente brevi. Infatti i dubbi che permangono dopo alcune partite, non sono sul gioco vero e proprio, ma sulle reali capacità degli sviluppatori di creare attorno ad esso una community attiva. Allo stato attuale rimangono ancora alcune incertezze che sicuramente verranno limate nel tempo: come caricamenti troppo lunghi, e una mancata ottimizzazione generale. Come tutti i MOBA anche God Factory Wingmen è alquanto scevro di modalità. Nel gioco è presente un tutorial di circa venti missioni, il pulsantone “quick match” e la possibilità di organizzare partite da zero. Gli sviluppatori però promettono l'inclusione di una modalità con Bot in tempo per la release date, che però è ancora avvolta dal mistero. L'arrivo di God Factory Wingmen è previsto entro la fine dell'anno, e il prezzo dovrebbe galleggiare attorno ai 20 Euro. Potrebbe farcela, e se lo meriterebbe pure.

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