Gwent The Witcher Card Game Oggi alle ore 16:00

Giochiamo con il gioco di carte di The Witcher!

Provato Gran Turismo Sport

Siamo volati a Londra per provare Gran Turismo Sport, ultimo esponente della serie racing ideata da Kazunori Yamauchi, in arrivo il prossimo 16 novembre esclusivamente su PlayStation 4.

Gran Turismo Sport

Videoanteprima
Gran Turismo Sport
Articolo a cura di
    Disponibile per:
  • PS4
Francesco Fossetti Francesco Fossetti scrive di videogiochi -fra una cosa e l'altra- da più di dieci anni, e non ha ancora perso la voglia di esplorare il mercato con vorace curiosità. Ammira lo sviluppo indie e lo sperimentalismo, divora volentieri tutto il resto. Lo trovate su Facebook, su Twitter e su Google Plus.

"Siamo convinti che un maggior realismo del modello di guida non significhi necessariamente una maggiore complessità". Con queste parole lo stoico Kazunori Yamauchi spiega qual è il concetto alla base del suo Gran Turismo Sport: un titolo che procede dritto per la sua strada, con la stessa incrollabile convinzione che spesso hanno le produzioni di matrice nipponica. Gran Turismo, nella visione di Poliphony Digital, va bene così, è esattamente quello che vuole essere: un gioco di guida accessibile, piacevole e leggero, lontano dalle esagerazioni di stampo arcade ma altrettanto distante dalla simulazione. Se nel nuovo racing esclusivo per Ps4, in uscita il prossimo 16 Novembre, cercate insomma le stesse sensazioni che avete trovato del rivale Forza Motorsport o nel più recente Dirt Rally, resterete irrimediabilmente scottati. Il modello di guida non è semplicistico né semplificato: bisogna come sempre tener conto della distribuzione dei carichi, dell'aderenza delle gomme sulle varie superfici, e imparare a parzializzare il gas, dosando frenate e accelerazioni a seconda del tipo di trazione delle vetture. Eppure il gioco non intende replicare in maniera inappuntabile e fedelissima il comportamento dei bolidi sull'asfalto: preferisce votarsi alla morbidezza, al piacere di guida, ad un'accessibilità più marcata. Il numero non proprio elevato di opzioni per personalizzare l'esperienza al volante (che prevedono la possibilità di attivare il controllo di trazione, di frenata e poco altro) sembra una chiara dichiarazione d'intenti su quale sia il percorso evidenziato da Yamauchi. GT Sports resta, in termini di verosimiglianza, una meravigliosa via di mezzo, una produzione che vuole parlare a chiunque, diretta e abbordabile. C'è sicuramente un valore positivo in questa risoluta aderenza al suo canone, ma altrettanta ingenuità. In qualche maniera Poliphony sembra rimanere sorda alle richieste del pubblico, continuando a disattendere certe promesse (sembra infatti che la fase beta del prodotto sia stata cancellata), e presentandosi alla prima prova diretta senza un sistema di danni credibile ("Ci stiamo lavorando!") e senza parlare di condizioni atmosferiche variabili o dinamiche. Quello di GT Sport, insomma, è un immobilismo affascinante ma doloroso: perché in certi momenti sembra che il team di sviluppo non voglia, per scelta precisa e incomprensibile, adeguarsi agli standard che pure i concorrenti meno simulativi hanno ormai adottato. Quale sia la conseguenza principale di questa scelta è chiaro a tutti ormai dai tempi di GT6: da qualche anno a questa parte, il Racing Game di Poliphony Digital ha smesso di trainare il genere, di fare da apripista. Per quanto anche questa nuova edizione metta sul piatto degli elementi inediti che testimoniano tutta la passione dei suoi creatori per il mondo dell'automotive, dal punto di vista ludico e tecnico, Gran Turismo ha smesso di dettare legge.

Car Porn

Chi gioca da almeno un decennio si ricorderà chiaramente quale fu la sensazione di meraviglia provata la prima volta che lo sguardo si posò su Gran Turismo 3. E anche il quinto capitolo, a suo modo, riuscì a replicare la stessa magia. Di fronte a GT Sport gli entusiasmi sono molto più moderati. Mettendo un attimo da parte i bellissimi screenshot pubblicati contestualmente all'annuncio, che evidenziano una qualità delle texture ed effetti di superficie completamente assenti nel codice che abbiamo visionato, bisogna ammettere che i passi avanti del motore grafico sono molto limitati. La riproduzione delle vetture è come sempre eccezionale, ma lo stesso non si può dire degli interni, che in-game appaiono poco realistici ed un po' plasticosi. Le texture dell'asfalto sono buone ma non eccezionali, e gli effetti di riflessione sulle livree sono un po' altalenanti e non sempre impeccabili. A livello di costruzione poligonale non proprio tutti gli elementi a bordo pista si possono considerare straripanti di dettagli, ed il nuovo tracciato ambientato tra le strade di Tokyo esibisce palazzi abbastanza spogli e discretamente spigolosi. Molto meglio, invece, la ricostruzione degli ambienti naturali. Considerando che lo sviluppo del gioco è ancora a metà strada, tutto potrebbe succedere, ma per il momento il colpo d'occhio lascia tutt'altro che impressionati. È migliorata molto la gestione dell'HDR: l'ingresso e l'uscita dalle gallerie è accompagnato da un credibile momento di smarrimento in cui gli occhi si devono abituare alla nuova condizione di illuminazione. Al di là di questo, fra i miglioramenti tangibili annoveriamo l'incremento del senso di velocità (con le visuali in prima persona), come sempre legato ad una fluidità che punta ai 60fps. Allo stato attuale dei fatti, tuttavia, abbiamo riscontrato diversi cali in molte situazioni: più sono complesse e articolate le piste su cui corriamo, più difficile è per l'engine di gioco mantenere la soglia critica. Sfrecciando tra le curve del Nurburgring, ad esempio, il framerate scende vistosamente (arrivando, a giudicare da un'occhiata preliminare, dalle parti dei 40 fps), mentre in altri casi i "drop" sono più contenuti (ma comunque avvertibili). Al netto di un aumento delle auto in pista, che ora sono arrivate a 20, in quasi ogni gara classica abbiamo assistito a fenomeni di tearing, mentre un po' di aliasing sporcava la pulizia del rendering. Insomma, le ottimizzazioni da fare sono molte, e visto il tempo a disposizione del team siamo un po' preoccupati riguardo allo stato di avanzamento dei lavori.

Sarebbe bello che Poliphony riuscisse ad avvicinarsi almeno un po' ai risultati ottenuti nel restaurato Photomode, protagonista assoluto della presentazione londinese. Senza girarci troppo intorno, questa opzione manderà in visibilio i voyeuristi delle quattro ruote, grazie alla presenza di mille fondali su cui posizionare i propri bolidi e scattare foto da sogno. Si tratta di "pornografia" automobilistica un po' morbosa, e forse un po' più evanescente rispetto all'altrettanto erotica Forzavista, ma ribadisce quanto profondo sia l'amore del team di sviluppo per il mondo dell'auto in tutte le sue sfaccettature.

Patenti virtuali, gare reali

L'aspetto in cui GT Sport può eccellere è senza dubbio quello contenutistico. I menù di gioco, tralasciando la possibilità di personalizzare il proprio avatar ed il profilo pilota, dovrebbero essere letteralmente traboccanti di competizioni e cose da fare. Mettendo da parte le modalità accessorie (fra le quali la classica "Museo", che racconterà le tappe principali dello sviluppo dell'automobilismo, e l'inedita Brand Central, dove trovare schede informative relative a tutte le vetture e le attività delle varie case di produzione), oltre alla classica Arcade avremo una carriera rinnovata. Qui troveremo diversi tutorial per cominciare il nostro percorso da pilota, e poi un bel numero di "Circuit Experience", che dovrebbero insegnarci tutti i trucchi dei 19 tracciati presenti nel gioco. Il livello successivo consisterà in una serie di 62 sfide che ci metteranno in situazioni particolari, mentre l'ultima tappa sarà rappresentata da 10 eventi pensati per insegnarti l'etichetta del perfetto pilota, preparandoci così all'esordio nelle competizioni online.

L'offerta della carriera dovrebbe insomma essere eterogenea e bella corposa, ma il vero fulcro portante dell'esperienza di gioco è rappresentato dal suo cuore sportivo (ed è proprio da qui che arriva il nome GT Sport). In pratica ogni settimana ci sarà un calendario bello denso di competizioni online, dalle gare monomarca alle sfide di drifting. Il tutto culminerà però nelle gare ufficiali, in pratica delle partite classificate sponsorizzate ufficialmente dalla FIA (Federation Internationale de l'Automobile). Proprio come se fossimo di fronte ai "ranked match" di uno sparatutto o di un Moba, potremo prender parte alle competizioni, scalare le classifiche con i nostri tempi ed arrivare a disputare le finali regionali, per poi vedersela con i campioni delle tre aree geografiche (Europa, Asia/Oceania, America). Ecco: se dovessimo indicare una caratteristica del prodotto potenzialmente rivoluzionaria, diremmo che questa è proprio la componente (e)sportiva: con la promessa di finali trasmesse in streaming e commentate in diretta, si tratta di una trovata davvero incredibile, che supera qualsiasi velleità "social" e rende GT Sport una piattaforma perfetta per i più competitivi. Bisogna tener conto, inoltre, che vincere le gare e ottenere buoni piazzamenti ci permetterà di conquistare dei patentini ufficialmente riconosciuti dalla Federazione, che daranno accesso alle competizioni motoristiche reali di pari livello. Considerando che la legislazione dei vari paesi non è sempre uniforme, per il momento non tutti gli stati dell'Europa sono coinvolti in questa iniziativa: l'Italia è fuori, mentre in prima linea troviamo Inghilterra, Norvegia, Belgio, Danimarca, Turchia e Islanda (è andata peggio alla regione delle Americhe, in cui solo Belize e Messico riconosceranno le patenti virtuali).

Gran Turismo Sport Ho sempre pensato che la “dedica” stampata nei titoli di testa di Gran Turismo 3 fosse una delle frasi più adeguate ad identificare la filosofia di Poliphony Digital e del suo GT. “For all of you, car lovers” si leggeva al termine del bellissimo filmato inaugurale del capolavoro uscito su Ps2. Si trattava, già all'epoca, di una dichiarazione d'intenti: che da una parte ribadiva l'intenzione di rivolgersi ad un pubblico più ampio possibile, e dall'altra portava l'attenzione dell'utente sull'amore profondo nei confronti delle auto e del mondo che ruota attorno a loro. Era il 2001, e Gran Turismo 3 era in ritardo: aveva mancato l'appuntamento con il lancio della console, lasciando i suoi fan sospesi in un'attesa ancora dolcissima. Sono passati quindici anni, ed in fondo non è cambiato nulla. GT deve fare ancora i conti con le lunghe attese, con le promesse infrante, con le sue ambizioni in parte smisurate, con l'amore trascinante e matto e disperato per l'automobile. In qualche maniera GT Sport resta un titolo visionario: il supporto della FIA, l'introduzione di un calendario di competizioni classificate su scala globale, la promessa di eventi in streaming, sono proposte mastodontiche per un racing game: che mirano - superando quella felice intuizione che è stata la GT Academy - ad assottigliare il confine fra gioco e realtà. Accompagnate poi da una serie di trovate ed opzioni che ribadiscono il valore documentaristico e quasi museale di tutte le produzioni di Yamauchi (e pensiamo al Photomode, al Brand Central, alla nuova modalità Museo). Il fascino di questa “cornice” resta incredibile e trascinante, e per molti sarà come sempre sufficiente per ritenere il nuovo GT Sport un titolo estremamente coraggioso, di cui è facile innamorarsi. D'altro canto, bisogna ammettere che sul fronte tecnico e ludico la saga ha smesso di stupire. L'engine mostra miglioramenti solo marginali, si presenta al primo hands-on con problemi di ottimizzazione, un framerate instabile, un rendering che non regge il confronto con i rivali (Dirt Rally e i suoi 60fps restano il top su console). Ma anche per quel che riguarda il gameplay gli entusiasmi sono solo moderati: GT Sport non ha i guizzi di un capitolo inedito, eredita un modello di guida piacevole ma molto noto, e si porta dietro troppi limiti (collisioni non pervenute, IA sostanzialmente “doppiata” dai Drivatar). Tutte le impressioni sono preliminari, ma GT Sport dovrà impegnarsi un bel po', per raggiungere gli scaffali un po' più in forma di come si è mostrato.

Che voto dai a: Gran Turismo Sport

Media Voto Utenti
Voti totali: 42
6.9
nd