Gran Turismo Sport provato su PS4 Pro

Durante un recente evento stampa organizzato a Londra abbiamo potuto vedere in azione GT Sport su PlayStation 4 Pro.

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Giuseppe Arace Giuseppe Arace ha iniziato a venerare i videogiochi e il cinema quando, a soli 4 anni, è rimasto folgorato dalla schermata d’avvio del Sega Mega Drive e dai titoli di testa di Toy Story. Nato con un pad tra le braccia, vorrebbe morire con un Oscar. Non ama molto i social network e bazzica raramente solo su Google Plus.

Gran Turismo Sport è un capitolo che si pone in un'esatta via di mezzo tra passato e futuro, proprio come la nuova PlayStation 4 Pro, sul cui hardware, durante la conferenza londinese di cui vi abbiamo già parlato, ha deciso di mostrare la sua scintillante carrozzeria. In GT Sport convivono quindi due anime: una più accessibile e l'altra più simulativa. Il primo titolo "new gen" di Polyphony esordisce, non a caso, proprio a "metà generazione", in uno storico momento di transizione, e sfrutta le potenzialità di Pro per lo più a fini grafici e visivi. L'ultima opera di Yamauchi resta quindi un bellissimo museo virtuale, una bibbia digitale delle quattroruote che soffre di un ormai atavico immobilismo nelle meccaniche di gioco ma che, sotto determinati aspetti, è sempre in grado di accelerare in curva e sorpassare l'agguerrita concorrenza. Yamauchi-San, del resto, è stato piuttosto esplicativo: GT Sport, grazie principalmente al potere di PRO, intende dettare nuovi standard tecnici, tirando letteralmente a lucido la scocca del suo bolide da corsa.

Gran Turismo in Technicolor

La presentazione dedicata a PRO ha lasciato spazio ad una lunga, intensa ed "illuminante" dissertazione sui vantaggi squisitamente estetici di cui Gran Turismo Sport potrà godere sulla nuova console. In modo molto icastico e deciso, Yamauchi ha ribadito che i traguardi primari che prevede di raggiungere sono il 4K, l'HDR, i 60fps, il Wide Colour e la VR. Queste quattro notevolissime feature, anche solo prese singolarmente, offrono ai giochi un incremento prestazionale di ampio spessore: se unite tutte insieme, però, all'interno di un unico titolo che le mescola, le alterna e le riassembla tra di loro, quel che ne deriva è un innalzamento visivo da lasciare estasiati. Il primo upgrade riguarda, com'era prevedibile, proprio la risoluzione in Ultra HD da ottenere utilizzando il checkerboarding con rendering nativo a 1800p, tentando di mantenere - per quanto possibile - stabili i 60 fps.
L'aumento di nitidezza e di definizione dell'immagine non passa di certo inosservato: sullo schermo top di gamma Sony ZD9 la qualità era da capogiro, con dettagli infinitesimali che potevano facilmente intravedersi a bordo pista, sull'asfalto, sui cerchioni delle ruote. Credeteci quando sosteniamo che Pro, in tal senso, compie un piccolo miracolo: la differenza tra il 4K nativo e quello upscalato tramite diverse tecniche di rendering (a libera scelta dei singoli sviluppatori) è quasi impercettibile ad occhio nudo. GT Sport ne è la conferma perfetta: sebbene alcune sequenze non fossero effettivamente in game (ma comunque realizzate col motore di gioco), la cura maniacale di ogni quadro ha sorpreso anche i più scettici tra il pubblico.
Con un po' di sana spocchia mista ad orgoglio, allora, Yamauchi ci ha invitati ad avvicinarci allo schermo ad un palmo dal naso per cercare sgranature o pixel fuori posto: anche ad una distanza molto ravvicinata, tuttavia, la scena non ha perso un grammo della pulizia che la contraddistingueva. Eppure, la colossale distanza visiva con la versione standard è dovuta soprattutto alle magie dell'HDR: l'ultimo Gran Turismo non si accontenta di dare un esempio dei questa "brillante" tecnologia, ma si spinge addirittura oltre, con l'obiettivo di ottenere una luminosità pari a 10.000 nits (il "nit" è l'unità base di misura della luminanza).
Perché tutti possano comprendere le distanze che intercorrono con una TV tradizionale, basti sapere che il formato SDR (standard dynamic range) sfrutta 100 nits, mentre i film in HDR "solo" 1000 nits. Con il gaming, dunque, Polyphony è convinta di poter settare nuove vette in termini di contrasto e gamma cromatica mai raggiunti prima d'ora. Osservando uno schermo high-end, l'effetto è sensazionale: sui paraurti la luce si infrange con una maggiore tridimensionalità, accecando lo sguardo e magnificandone i colori, che acquisiscono più profondità e vigore, percettibili specialmente quando si cambia la verniciatura. Non appena si esce da una galleria si viene altresì inondati da un fulgore inusitato, e tutto, intorno al circuito, si ravviva: gli alberi propongono un ventaglio di colorazioni colmo di diverse sfumature di verde, e persino il grigio del guard rail si accende di rinnovato vigore. Il ritorno alla visione "base" dell'immagine equivale ad un foglio di carta velina posto dinanzi alle iridi: tutto si fa più scuro, spento, blando, banale.

A questa inedita esplosione cromatica, immaginate di unire anche il tone mapping ed il Full Wide Colour Space, che dona ben il 64% in più dello spazio colore di sRGB usato dalle HDTV, servendosi del formato BT.2020. Eccezion fatta per l'HDR, che non sembra impattare molto sulle performance, le restanti caratteristiche appesantiscono non di poco le capacità di calcolo dell'hardware. I più minuscoli e mirabolanti effetti grafici possono essere, poi, ammirati nell'immancabile photo mode, nella quale divertirsi a scegliere gli sfondi estrapolati da ogni più affascinate parte del mondo e poi posizionarvi una o più macchine di propria scelta per scattare una fotografia di gran classe.
Visibilmente divertito da questa modalità, Yamauchi ha giocato con la tonalità delle foto, col contrasto, con la diversa illuminazione: sono molti i parametri che possono essere ritoccati e che, oltre a mettere in mostra le capacità grafiche dell'HDR, ci fanno anche rendere conto dell'estrema verosimiglianza delle automobili riprodotte digitalmente, quasi del tutto indistinguibili dalle controparti reali.
Il CEO di Polyphony, poi, era talmente sicuro della sua nuova creazione da aver messo a disposizione della stampa un paio di postazioni per provare il gioco su PS4 Pro: volante alla mano, GT Sport ci è parso fluido e graficamente molto migliorato, eppure ancora troppo ancorato a dettami ormai vetusti, senza sostanziali migliorie rispetto al nostro recente incontro col corsistico giapponese, in cui abbiamo descritto nel dettaglio sia la giocabilità sia l'offerta contenutistica che l'opera intende proporre ai fanatici delle autovetture. Sebbene ci sia un discreto numero di settaggi personalizzabili per customizzare lo stile di guida che più ci si addice (dalla trazione, all'assistenza, alla sensibilità del force feedback), il gameplay continua a farsi "doppiare" dai congeneri a causa di un sistema di danni inesistente (speriamo che venga davvero implementato come promesso) e di una fisica poco credibile che in parte stona col realismo visivo.

Bellezza che, lo ribadiamo, seppur ancora sporca di aliasing sugli elementi lontani e sugli spalti, riesce a manifestarsi all'interno di quei circuiti, come Nurburing al tramonto, che dispensano filtri di luce e riflessi abbacinanti. Ecco: provate ad immaginarvi gli sgargianti arcobaleni di colori che avvolgeranno i vostri occhi, e raffiguratevi mentalmente l'esatto opposto dopo aver indossato il visore VR. Texture dalla risoluzione blurrata, scalettature spigolose su quasi ogni superficie, un'orizzonte visivo limitatissimo e la spiacevole sensazione di non aver aderenza sul circuito ma di star fluttuando a mezz'aria in costante bilico: la versione di GT Sport per realtà virtuale finisce, a nostro avviso, pericolosamente fuori pista. Abbiamo allora chiesto a Yamauchi-San quali fossero le migliorie grafiche apportate all'edizione VR grazie alle specifiche di Pro: con un sorriso stampato sulle labbra, ci ha spiegato che GT Sport in realtà virtuale sarà un'esperienza a parte, un'opera irrelata rispetto al gioco originale, e ha poi glissato amabilmente sulla domanda riguardo gli aggiornamenti tecnici, limitandosi a ribadire che la sua priorità, al momento, è rappresentata dal 4K, dall'HDR e dal Wide Colour. Dopo aver avuto un assaggio del sogno in technicolor di Yamauchi, vorremmo davvero lasciarci investire totalmente dall'inedita palette cromatica di Gran Turismo.

Gran Turismo Sport L'intervento di Kazunori Yamauchi nel corso della conferenza dedicata a PlayStation 4 Pro è stato impeccabile, poiché è riuscito a bilanciare entusiasmo e concretezza, aspettative e certezze, progressi e obiettivi ancora lontani dal raggiungimento definitivo. Senza concentrarsi sul gameplay dell'ultimo episodio della sua serie storica, quindi, Polyphony ha dato un assaggio della potenza non solo di Pro, ma anche del nuovo Gran Turismo, fornendoci un prospetto credibile del target grafico che il gioco potrebbe centrare sulla neonata di casa Sony. GT Sport, forse più di ogni altro titolo presente allo Showfloor, ha infatti dimostrato davvero quale sia il margine di distacco tra SDR e HDR, tra Full HD e 4K (anche se ottenuto tramite checkerboarding). È vero che senza motore una carrozzeria da sola non basta, e che quindi il gameplay ed il sistema di guida rimarranno gli aspetti fondamentali per giudicare il vero valore dell'opera: tuttavia, in un evento adibito quasi esclusivamente alle ultimissime feature grafiche e tecniche, GT Sport, rispetto a tutti gli altri rivali, taglia ancora il traguardo per primo.

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