Provato Halo 5: Guardians

Abbiamo indossato l’armatura Spartan per un paio d’ore nel centro di Londra, per provare la beta.

provato Halo 5: Guardians
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    Disponibile per:
  • Xbox One
Sergio Pennacchini Sergio Pennacchini Giornalista freelance, scrive di videogame da troppo tempo per ricordarsi esattamente quando ha iniziato. Vive a Londra ma non è un cervello in fuga perché mancano le basi, cioè il cervello. Lo trovate su Facebook e Twitter.

Ricordo tutto come se fosse ieri. Era il 1999. L’anno in cui quella inenarrabile schifezza di Star Wars: La Minaccia Fantasma invadeva i cinema di mezzo mondo, in Giappone usciva Shenmue e io passavo il tempo per lo più a giocare a Dungeon Keeper 2, al mai troppo lodato Tribes e a Sonic Adventure su Dreamcast. Avevo un fedele modem ISDN con cui andavo sul web cercando di scaricare i file mp3 che ascoltavo alla radio. C’era Eminem che cantava The Real Slim Shady e i Red Hot Chili Peppers che suonavano Californication. Erano altri tempi e stava per arrivare un gioco che mi sarebbe rimasto nel cuore: Quake III Arena. Mentre venerdì scorso a Londra mi sedevo su una comoda sedie di pelle nera per provare la beta multiplayer di Halo 5 Guardians, il primo titolo che mi è venuto in mente è stato proprio lo sparatutto “online-only” di id Software. Un gioco immediato, veloce, dove conta di più la mira che sapersi muovere in fretta, dove lo strafe laterale e i salti hanno ancora un loro valore. Halo 5 Guardians mi ha fatto tornare in mente le ore passate a giocare ad Halo 2, forse l’unico sparatutto online su console capace di ricreare lo stesso stile fatto di adrenalina e colpi al volo di Quake III Arena e Unreal Tournament. Insomma, sì, l’avrete capito, il multiplayer di Halo 5 mi è piaciuto.

Master Chief, salta!

Quella che abbiamo provato in un piccolo locale nel cuore di Londra è una parte della maxi-beta che arriverà su Xbox One a partire dal 29 dicembre e che durerà ben tre settimane. Nel corso di questi 21 giorni avremo modo di provare sette diverse mappe e tre modalità di gioco. Contenuti che saranno resi disponibili gradualmente, di settimana in settimana: la beta arriverà a poche settimane dall’uscita di The Master Chief Collection e chi avrà acquistato il titolo potrà sbloccare una serie di armature che potrà poi usare sia nella beta che nella versione finale di Halo 5. Durante circa due ore di gioco abbiamo avuto modo di provare la prima parte della beta, che sarà composta da due modalità diverse da giocare su tre mappe. Ma prima di iniziare, il team di sviluppo di 343 industries ci prende da parte e, un po’ con lo stile di un sergente dei Marines, ci spiega tutte le novità del gameplay di Halo 5. Che sono tante. La prima è nell’aggiunta di una serie di piccoli motori a reazione nella tuta dei vari Spartan: questi permettono una serie di movimenti per un stile di gioco simile a quello di Titanfall. Si può fare un doppio salto, si può rimanere sospesi in aria per alcuni secondi, oppure fare schivate laterali improvvise, anche a mezz’aria, per evitare i colpi dei nemici.

Tramite un funzionale sistema di animazioni, basta avvicinarsi a una piattaforma per vedere il nostro Spartan allungare le braccia per arrampicarsi, con un movimento sempre molto fluido, rapido. Ci sono anche un paio di mosse speciali: la prima è la possibilità di “sprintare” (raggiungendo una velocità superiore alla normale corsa) e caricare i nemici di fronte o alle spalle. Prendendoli davanti gli leverete immediatamente gli scudi, alle spalle invece sarà una kill assicurata. Attenzione però, perché i vostri scudi non si ricaricano se state facendo uno sprint: starà a voi decidere quando vale la pena continuare a correre oppure se è meglio fermarsi e ricaricare gli scudi. La seconda invece è una carica dall’alto: basta premere la leva destra e mirare sul terreno per piombare sui nemici. Attenzione, cercate di mirare bene altrimenti potreste rimanere esposti al fuoco degli avversari.

Questione di feeling

Tante novità nei comandi richiedono un paio di partite per essere assimilate, ma già dopo venti minuti eravamo in giro a saltellare felici mentre provavamo la prima delle due modalità della giornata: multiplayer a squadre. Divisi in due team da quattro soldati ciascuno, questa modalità è molto classica. L’unica variazione sul tema è che nella mappa è segnalata la posizione di dove compariranno le armi più potenti, come lanciarazzi, fucile da cecchino o spada Covenant. C’è anche un timer, così saprete esattamente quando si materializzeranno e potrete decidere se vi conviene attaccare solo all’ultimo oppure provare a difenderlo fino a quando non comparirà sulla mappa. La prima mappa su cui abbiamo giocato era ambientata in cima a un grattacielo, con diverse piattaforme e zone all’aperto e al chiuso. La seconda invece era una struttura che ricordava le navi aliene dei Covenant, con superfici curve e colori lucidi. Ed è qui che mi è tornato un forte senso di déjà vu, tra un Quake III Arena e Unreal. Halo 5 Guardians, in multiplayer, è un’evoluzione di quel genere di sparatutto online, dove il ritmo di fuoco è più rilassato, ma dove è meglio correre e saltare sempre, dove conta di più la mira che conoscere a menadito ogni mappa.

Scontri più rapidi, intensi, che si concludono in pochi minuti. Una sensazione che diventa ancora più forte quando affrontiamo la seconda modalità, Breakout. Si tratta di un deathmatch a squadre, quattro contro quattro, senza respawn: se venite uccisi siete fuori fino al prossimo round. La mappa è piccola, raccolta, ha un look alla Tron fatto di colori accesi e geometrie secche, basilari. È una grande spianata con in mezzo piramidi, parallelepipedi, quadrati che possono fungere da riparo oppure da punto perfetto per tendere un imboscata alla squadra avversaria. La partita inizia con il team che viene letteralmente catapultato nella mappa: bisogna essere rapidi, velocissimi nel raggiungere quelle posizioni che per voi sono di vantaggio. A quel punto si combatte, fino a quando tutta la squadra nemica non sarà eliminata. Chi per primo si aggiudica cinque round, vince la sfida. La modalità funziona, è avvincente e ha un grande merito: è estremamente immediata, facile, non serve essere dei super esperti per divertirsi.

Buon natale a tutti

Insomma, la sensazione che Halo 5 ci ha lasciato, almeno per il comparto multiplayer, è molto positiva. Sarà un ottimo natale per gli appassionati della saga, che avranno ben tre settimane per mettersi alla prova nella beta. Certo, chi si aspettava qualcosa di davvero nuovo potrebbe rimanere deluso, ma se invece volete una valida alternativa ai classici esponenti del genere, Halo 5 potrebbe essere quello che state cercando. Dal punto di vista tecnico, il gioco si muove fisso a 60 frame al secondo, con un motore grafico che colpisce soprattutto per gli effetti speciali come luci e riflessi. Non abbiamo purtroppo avuto modo di controllare le possibilità di personalizzazione del personaggio, che sicuramente ci saranno nella beta.

Sarà possibile scegliere l’equipaggiamento iniziale, anche se Halo non è un titolo alla Call of Duty dove si può decidere prima il tipo di personaggio che volete essere: qui, fondamentalmente, le armi migliori le potrete raccogliere solo sul campo di battaglia e, anzi, ai livelli più competitivi sarà assolutamente necessario sapere dove sono le armi migliori e andare a prenderle per prima. Ci sarà comunque la possibilità di scegliere le armi iniziali, l’armatura (che ha effetti solo estetici) e decidere logo e colori. Ci saranno sicuramente altre novità, ma le scopriremo solo più avanti, quando la beta diventerà disponibile.

Halo 5: Guardians Halo 5 Guardians è ancora molto lontano, ma l’impressione è che il team di sviluppo si stia prendendo davvero tutto il tempo necessario per realizzare un titolo all’altezza di un marchio così importante. Non è un caso se hanno deciso di far uscire la beta a così grande distanza dall’uscita del titolo: vogliono essere sicuri di aver preso la strada giusta, e vogliono avere tutto il tempo per fare eventuali modifiche, anche sostanziali, al gioco. In attesa di poter finalmente mettere gli occhi e le mani sulla parte singleplayer del ritorno di Master Chief, la prova, per quanto breve, del multiplayer ci ha lasciato sensazioni molto positive. Non sarà un titolo innovativo, ma anzi sembra fortemente ancorato alla tradizione online di Halo, in particolar modo del secondo capitolo (da molti ritenuto come il gioco che ha portato il multiplayer online negli sparatutto su console, offrendo servizi e soluzioni simili a quelle del mondo pc). Un modo di essere sparatutto immediato, lontano dai ritmi degli shooter militari che hanno segnato la scorsa generazione. Un’offerta quindi diversa, magari non particolarmente innovativa, ma sicuramente una valida alternativa ai titoli più diffusi come Titanfall e lo stesso Call of Duty.

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