Provato Halo 5: Guardians - Beta Multiplayer

Scopriamo come 343 Industries vuole riscrivere l'online competitivo del nuovo Halo

provato Halo 5: Guardians - Beta Multiplayer
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  • Xbox One
Francesco Fossetti Francesco Fossetti scrive di videogiochi -fra una cosa e l'altra- da più di dieci anni, e non ha ancora perso la voglia di esplorare il mercato con vorace curiosità. Ammira lo sviluppo indie e lo sperimentalismo, divora volentieri tutto il resto. Lo trovate su Facebook, su Twitter e su Google Plus.

Dopo le incertezze della componente online di Halo: The Master Chief Collection, la beta pubblica di Halo 5 Guardians rappresenterà un banco di prova importante per 343 Industries, chiamata a portare avanti la saga più rappresentativa del brand Xbox. Mentre ancora tutto tace sul fronte della trama e delle novità single player, questa versione di prova (che per noi della stampa e per qualche fortunato utente si è aperta da qualche giorno, in attesa dell'esordio ufficiale il 29 dicembre) ci ha permesso di incontrare la frenetica modalità competitiva che -nel prossimo capitolo- non mancherà di far sognare i fan storici della saga. Due mappe, una modalità, ed un ritmo di gioco altissimo, che sembra quasi volersi riavvicinare a quello dei migliori Arena Shooter dei tempi d'oro degli sparatutto. Con un bel colpo di testa, insomma, Halo 5 si distanzia nettamente dall'offerta di tanti congeneri, smettendo di inseguire solo per urgenze modaiole le “conquiste” di Call of Duty e affini, e cercando invece di ripartire dalla trilogia originale, evolvendone il concept per proporci un gameplay molto asciutto e tutto concentrato nell'esaltare la pura abilità del giocatore.

Voglio tornare nell'Arena

Dimenticatevi le super abilità di Reach e le specializzazioni di Halo 4: in Guardians si torna alle origini, per un multiplayer diretto e pulito, tutto concentrato sulla rapidità.
Rispetto alla formula classica della prima trilogia le novità sono molte, e alcune potrebbero non andare a genio ai puristi. Ad esempio adesso tutte le armi dispongono dell'Iron Sight, e insomma è possibile mirare anche con il classico Assault Rifle. In verità questa opzione è stata implementata con cognizione di causa, ed in maniera che il giocatore non possa abusarne: premendo il trigger sinistro si zooma sul bersaglio (trovandosi di fronte, per altro, un'ispirata interfaccia virtuale dei mirini), ma mirare non rallenta i movimenti del soldato, e nel caso in cui si venga colpiti veniamo rispediti alla visuale regolare. Che sarà quindi quella più utilizzata, soprattutto nel corso degli scontri diretti. La mira di precisione, insomma, è più che altro un sistema per sentirsi meno sperduti nel caso in cui si voglia tentare qualche raffica dalla distanza, ma ben presto si capisce che è meglio usarla con moderazione, attaccandosi direttamente sul pulsante di fuoco per evitare tempi morti.

La conformazione delle due arene, in ogni caso, incoraggia soprattutto le schermaglie ravvicinate, lasciando a quei giocatori che riusciranno ad acchiappare i fucili da cecchino appena qualche linea di tiro interessante. Entrambe le mappe presenti nella beta, Truth ed Empire, sono di dimensioni abbastanza contenute, perfette per ospitare i “Massacri” 4 contro 4. La loro struttura simmetrica, che prevede un anello esterno e una zona centrale più aperta, si avvicina molto a quella di FPS fortemente competitivi. Quella che sembra quasi un'apertura alla purezza dell'E-Sport si ritrova persino nello stile complessivo: proseguendo la deriva già vista in Halo 4, qui si abbandona quasi integralmente l'epicità bellica che invece si respirava nella trilogia originale, per trovarsi in un contesto che sembra essere quello di un futuristico evento sportivo.
Sembra davvero una dichiarazione d'intenti: del resto anche i ritmi accesi dell'azione assomigliano davvero a quelli di un'arena shooter. La corsa, ad esempio, diventa rapidissima dopo qualche secondo, e a disposizione dei soldati c'è pure uno scatto, molto simile a quello visto nel recente Call of Duty Advanced Warfare, che permette di spostarsi velocemente e addirittura effettuare schivate all'ultimo momento.
Tutti questi cambiamenti potrebbero non far piacere a chi ha seguito e apprezzato le origini della saga: soprattutto sul fronte stilistico, bisogna ammetterlo, Guardians appare in questa sua prima apparizione un po' spuntato rispetto ai migliori capitoli di Halo, anche se è davvero difficile dare giudizi più circostanziati con così poco materiale a disposizione. Il gameplay, invece, superata la naturale soglia di adattamento, funziona benone. Di questo nuovo “scatto” non si può abusare, dal momento che ha un piccolo tempo di ricarica, ma grazie ad esso è possibile magari sfuggire da uno scontro impari, per cercare il tempo di ricaricare gli scudi e ripartire all'attacco, oppure ridurre il tempo necessario per fiondarsi sulle armi speciali, che vengono materializzate ad intervalli regolari sulla mappa.

Come sempre l'apparizione di queste bocche da fuoco (nel caso specifico, lo Sniper Rifle e la lama dell'Arbiter) influenza in maniera radicale le dinamiche degli scontri, prima spostando l'attenzione delle squadre sui “punti caldi” della mappa, e successivamente lasciando che il team che le ha conquistate si concentri sul suo utilizzo. Il vantaggio potenziale, comunque, di imbracciare un letale fucile da cecchino, va sempre concretizzato con un buon lavoro di squadra: proprio il teamwork non deve mai mancare, e questo aspetto è un altro degli elementi caratterizzanti del gameplay di Halo 5: Guardians. Muoversi all'unisono, coprire le linee di tiro e guardarsi le spalle, resta ancora la strategia migliore per avere successo.
Al netto di tante modifiche che andranno comunque assimilate e provate sulla lunga distanza (ma che per il momento ci hanno convinto, nonostante le resistenze degli integralisti), confermiamo che non è cambiato il feeling complessivo delle armi, il gunplay bilanciatissimo e sintetico, molto diretto ma mai schizofrenico. Il fatto che per uccidere un avversario si debbano prima neutralizzare gli scudi allunga non poco il “Time to Kill”, instaurando nelle zone calde dell'arena dei veri e propri duelli, nervosi e tenutissimi. Da questo punto di vista, insomma, Halo 5 non fallisce, dimostrandosi preciso e bilanciato, svelto ma sempre onesto: la chiave per vincere sta sempre nei tempi di reazione, nel calcolo delle traiettorie delle granate, nella capacità di alternare raffiche, strafe laterali e attacchi corpo a corpo al momento giusto, non appena il lampo dell'armatura ci informa che gli scudi dell'avversario sono andati. Halo 5 è puro e adrenalinico, asciutto ed essenziale, ed in certi momenti davvero esaltante.

Ancora da rivedere, purtroppo, la componente tecnica. Per questa beta il team ha deciso di “bloccare” la risoluzione a 720p, favorendo invece la fluidità, garantita in ogni situazione e ancorata ai 60 frame al secondo. Di certo 343 Industries dovrà lavorare, su questo fronte, così come sulla qualità del Matchmaking, ancora un po' incostante. Lo scarto di risoluzione, sui televisori ad ampia diagonale, si vede tutto, risultando anche in un aliasing un po' troppo marcato, che si unisce a qualche texture ancora molto “essenziale”. Per fortuna il tempo non manca.

Halo 5: Guardians La Beta di Halo 5 ci ha lasciato davvero ben impressionati. Il team di sviluppo decide di “fare pulizia”, eliminando molti elementi superflui e riportando il multiplayer competitivo di Guardians alle origini del genere. Senza perk e bonus di sorta, non resta che concentrarsi sulla rapidità, sulla prontezza, imparando a conoscere alla perfezione il feeling delle armi e le possibilità legate al nuovo sprint. Veloce ma mai schizzato, l'online di Halo 5 finisce per avere un suo carattere, distanziandosi in maniera finalmente netta e decisa da quello degli sparatutto bellici. E' davvero una bella conquista, soprattutto per un comparto che vuole definirsi, finalmente, davvero competitivo.

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