Provato Halo: The Master Chief Collection

Siamo volati a Londra per giocare la raccolta dedicata a Master Chief, e scoprire le revisioni tecniche su Halo 2 e Halo 3.

provato Halo: The Master Chief Collection
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    Disponibile per:
  • Xbox One
Francesco Fossetti Francesco Fossetti scrive di videogiochi -fra una cosa e l'altra- da più di dieci anni, e non ha ancora perso la voglia di esplorare il mercato con vorace curiosità. Ammira lo sviluppo indie e lo sperimentalismo, divora volentieri tutto il resto. Lo trovate su Facebook, su Twitter e su Google Plus.

Nel breve press tour londinese in cui abbiamo incontrato tutta la line-up Microsoft di questo caldissimo autunno videoludico, l'impatto con Halo: The Master Chief Collection è stato di quelli belli forti. Sembra difficile crederlo, dal momento che si parla a conti fatti di una raccolta, eppure l'uscita di questa “antologia” sarà un momento chiave nella strategia di Xbox One e nella definizione del carattere della console. Del resto, da sempre, Xbox è Halo e Halo è Xbox.
Dopo l'abbandono del team storico Bungie, ed in attesa di quell'Halo 5 che dovrà ribadire una volta di più il talento di 343 Industies, Microsoft aveva bisogno di mandare un messaggio di confermare non solo la presenza e la convinzione del nuovo studio, ma anche il suo grado di affezione alla saga, indispensabile per stabilire quella fortissima continuità fra la trilogia originale e quella attualmente in corso.
Ecco: The Master Chief Collection è esattamente quello che serve. Si tratta, infatti, di un fortissimo momento di riscoperta delle radici videoludiche della serie, ed al contempo di una immensa celebrazione del suo gameplay, ancora oggi solidissimo e vibrante in single come in multiplayer.

Restaurazione riuscita

343 Industries aveva promesso, oltre al “trattamento Anniversary” per il secondo episodio della saga, miglioramenti tecnici per Halo 3 e Halo 4. L'evento di Londra è stata l'occasione giusta per posare gli occhi sul terzo capitolo, nella versione “con lifting” che potremo giocare nella collection.
Ovviamente il team non ha modificato gli asset di gioco, lasciando quindi inalterati i modelli poligonali, ma il colpo d'occhio è adesso sicuramente più convincente. Halo 3 gira a 1080p, e questo aumento di risoluzione basta per smussare l'aliasing e migliorare apprezzabilmente la pienezza del rendering. La fluidità è garantita a 60 FPS, ed i ritocchi del team hanno interessato gli shader delle texture, il sistema dei particellari e soprattutto l'illuminazione dinamica. E' impossibile giudicare oggi la “tenuta” di queste rifiniture e l'impatto che avranno in tutti i livelli di gioco, ma quando abbiamo posato lo sguardo sulla lussureggiante giungla invasa da Grunt ed Elite, siamo rimasti francamente colpiti: Halo 3 non sfigura affatto sulla nuova console, facendo una figura più che degna su Xbox One.
Speriamo di poter adocchiare presto anche l'ultimo capitolo della quadrilogia, che subirà gli stessi restauri. Siamo quasi certi che, se non avete giocato Halo 4, la sua presenza potrebbe giustificare da sola il prezzo del biglietto.

Ovviamente il “pezzo forte” per i fan di lungo corso sarà la riedizione “Anniversary” di Halo 2. Abbiamo potuto giocare, oltre al multiplayer, i primi momenti della campagna, restando nuovamente impressionati dalla possibilità di passare in tempo reale dalla grafica del 2004 a quella attuale. E' questo “switch” quasi violento che denuncia il lavoro svolto da 343 Industries sulla costruzione poligonale delle ambientazioni, che è paragonabile all'impegno per creare un vero proprio nuovo gioco.
Chi ha già giocato alla versione anniversario di Combat Evolve sa di cosa stiamo parlando. Anche Halo 2, oggi, oltre a mostrare qualità sceniche sensibilmente migliorate, gira a 60fps e 1080p, con una serie di effetti di post-processing che rendono il colpo d'occhio abbastanza attuale, ed una ricostruzione integrale delle strutture e dei modelli dei personaggi.
Annuncio dell'ultima ora, è che pure i 53 minuti di Cut Scene che ci accompagnano nel corso dell'avventura principale sono stati rifatti da zero. E, badate bene, qui si parla di una qualità da lasciare basito anche qualche lungometraggio in computer grafica.
Fidatevi: Halo 2 Anniversary è, in buona sostanza, un titolo diverso da quello che ricordavate, e per gli appassionati sarà bellissimo ricordarlo così.
Vi ricordiamo comunque che se pure non avrete voglia di rigiocare l'intera saga, potrete riassaporarla “spelluzzicando” qua e là: tutti i capitoli di ciascun episodio saranno sbloccati e giocabili da subito, e 343 Industries ha persino inserito delle “playlist” in cui sarà possibile affrontare, ad esempio, tutti i capitoli in cui è protagonista il Warthdog, oppure tutte le missioni a bordo di un tank, o ancora tutti gli episodi finali di ciascun titolo. Insomma l'idea è quella di dare ai giocatori un prodotto che permetta di rivivere in maniera rapsodica i momenti salienti della storia dello Spartan.

Non abbiamo comunque mai fatto mistero che sia il multiplayer è la componente più interessante della raccolta. Troveremo infatti il multi originale di tutti e quattro gli episodi: a Londra abbiamo
rigiocato due mappe del multigiocatore (Lockdown e Zanzibar). Il design strutturale resta ancora oggi ad altissimi livelli, calcolato al centimetro e studiato in maniera meticolosa, mentre il gameplay ha una sua pulizia e precisione ancora oggi impressionante. I ritmi di gioco non sono troppo accesi, gli scontri 1 contro 1 sono tesi, ben tenuti, ed il ventaglio di strategie legato alle diverse armi disponibili permette ai giocatori di interpretare la partita in preda ad una trascinante furia bellica.
C'è poco da fare: quella magia di bilanciamento, adrenalina e atmosfera che aveva il secondo episodio è ancora un mistero per tanti FPS moderni.
Ricordiamo, prima di chiudere, che l'offerta della Master Chief Collectiona livello di Multiplayer sarà semplicemente impressionante: conterrà infatti tutte le mappe uscite, comprese quelle in DLC, per tutti i 4 giochi della saga, che superano il numero di cento playground. Sarà presente inoltre una modalità Forge (l’editor delle mappe), aggiornato e compatibile con tutti i capitoli.
Confermata anche la presenza di un sistema a livelli strutturato come quello del secondo episodio (da 1 a 50), evidentemente il più amato dalla community.

Halo: The Master Chief Collection Halo: The Master Chief Collection è un sogno ad occhi aperti per gli amanti dello sparatutto creato da Bungie e arrivato più di recente nelle mani di 343 Industries. Il passaggio di staffetta non ha affievolito affatto gli entusiasmi degli appassionati di lungo corso, che anzi hanno apprezzato le dinamiche del quarto capitolo e attendono impazientemente Halo 5: Guardians. Ecco: forse basterebbe il fatto che la “quadrilogia” in uscita questo autunno includa anche l'accesso alla beta del nuovo capitolo, per convincere quasi tutti gli estimatori del brand ad acquistarla ad occhi chiusi. Ma sarebbe riduttivo presupporre che il successo praticamente annunciato della Collection dipenda solo da questo fattore. La verità che è la raccolta messa in piedi dal team è una delle più ricche di contenuti che si siano mai viste, per altro sostenuta da un lavoro di ristrutturazione tecnica del secondo episodio che ha dell'incredibile. Se non bastasse l'edizione Anniversary di Halo 2, c'è poi tutta un'infrastruttura aperta e libera, che permette di spostare trai vari capitoli delle quattro avventure e da una mappa all'altra. The Master Chief Collection è insomma un profondissimo atto d'amore nei confronti di Halo, una sorta di “enciclopedia giocabile”, ed una porta d'ingresso che conduce in uno dei più riusciti universi sci-fi videoludici.

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