GamesCom 2015
GamesCom 2015 Dal 05/08/2015 al 09/08/2015

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Provato Hellblade

Le premesse alla base del nuovo gioco di Ninja Theory sono indubbiamente interessanti. Se c'è un punto di forza nel titolo, questo è costituito dall'atmosfera che si respira, opprimente, malsana: satura di malinconia e disperazione.

provato Hellblade
Articolo a cura di
    Disponibile per:
  • Pc
  • PS4
Dario Bianchi Dario Bianchi Accanito videogiocatore dall'età di 6 anni, Dario adora le emozioni e le forti suggestioni trasmesse dal mezzo videoludico. Quando non impugna un pad si dedica alla lettura, alla birra e al rock, accompagnato dalla sua amata Fender Telecaster! Lo trovate su Facebook e Twitter.

Hellblade non è quello che sembra. Il trailer iniziale che ha accompagnato il nostro hands-on qui alla Gamescom sembra voler mettere subito le cose in chiaro: chiunque si aspetti una storia di eroi, miti, guerrieri e magia è lungi dall'aver compreso la vera natura del titolo. Un concetto ribaditoci anche di persona da Dominic Matthews, sviluppatore del team Ninja Theory che ci ha accolto nella piccola sala in cui abbiamo potuto testare con mano l'ultimo prodotto dello sviluppatore inglese. Hellblade rappresenta piuttosto un viaggio nella psiche umana, un allucinante percorso da compiere tra i fantasmi di una mente tormentata, afflitta dalle angosce e dal malessere della psicosi. Indossate le cuffie e pad alla mano ci siamo incamminati verso l'inferno: seguiteci anche voi se siete curiosi di saperne di più. E se avete abbastanza coraggio.

Incubi e deliri

La prova comincia nel bel mezzo di una foresta, spazzata da un forte vento che piega le cime degli alberi e sparge nell'aria foglie e polvere. La nostra protagonista, chiamata Senua, dialoga con alcune voci fuori campo, fantasmi che le infestano la mente e che sembrano non abbandonarla mai, attaccandola verbalmente, umiliandola, indebolendone la già provata sanità mentale. La ragazza è però molto più forte di quanto sembri, decisa a trovare una pace che appare ancora lontanissima: una flebile luce di speranza che filtra attraverso l'opprimente vegetazione. Vi sono verità nascoste nella realtà malsana di Hellblade, briciole di certezze che la protagonista ricerca con forte insistenza, unico modo per scampare all'oblio della mente. I fantasmi della malattia non si manifestano solo attraverso le voci degli invisibili interlocutori, ma assumono anche la consistenza fisica di guerrieri demoniaci, esseri dalle fattezze apparentemente umane, desiderosi di versare il nostro sangue. I combattimenti rivestono un ruolo di primaria importanza in Hellblade, fisici e brutali nel loro rappresentare mortali scontri all'arma bianca: ci troveremo ad affrontare battaglie spietate, ma sempre contro un unico avversario. Una scelta dettata dalla volontà di aumentare il pathos e la tensione di questi momenti, così come sottolineato da Matthews. Procedendo sul nostro cammino esploriamo alcuni sentieri di montagna, in un'ambientazione discretamente caratterizzata e completamente lineare nella sua progressione. La componente narrativa riveste un ruolo primario nell'economia del titolo, ed emerge ad intervalli regolari tra uno scontro e l'altro, nella forma di brevi sequenze filmate o dialoghi con i nostri demoni personali. Avremo inoltre la possibilità di attivare l'"occhio interiore", così da analizzare alcuni elementi dell'ambiente di gioco e proseguire nella trama. La protagonista sembra avere dei conti in sospeso con il proprio passato, come testimoniato dalla più aggressiva delle due voci, che accusa Senua di aver ereditato le proprie debolezze e fragilità direttamente da una madre mai dimenticata, la quale si manifesta per brevi attimi nelle sequenze finali della presentazione, prima di scomparire risucchiata nelle tenebre. Terminato il nostro hands-on lo sviluppatore condivide con noi ulteriori informazioni sul progetto: Hellblade è il primo titolo Ninja Theory sviluppato in maniera del tutto indipendente, senza alcun publisher alle spalle.

L'obiettivo, nelle intenzioni dei ragazzi inglesi, è quello di coniare un nuovo filone di produzioni definite"Indie Tripla A": opere sviluppate nella più completa libertà creativa da un team di ridotte dimensioni (quindici persone nello specifico), che però possano ambire agli stessi livelli qualitativi di giochi ad alto budget. Per rappresentare con massima fedeltà i disagi e l'oppressione della malattia mentale, condizione esistenziale incredibilmente difficile con cui convivere, la compagnia ha lavorato a stretto contatto con specialisti del settore, docenti dell'Università di Cambridge. Il risultato finale, per quanto riguarda l'atmosfera e la componente narrativa, può dirsi assolutamente positivo, anche grazie all'ottimo voice acting. Purtroppo però il prodotto tradisce una natura low budget che sembra limitarne le aspirazioni in maniera decisamente negativa: texture a bassa risoluzione, modelli poligonali piuttosto grezzi ed animazioni poco fluide restituiscono un colpo d'occhio poco soddisfacente, sopratutto se si pensa all'engine adoperato, quell'UE4 che ha già mostrato di poter fare decisamente molto di più. Un altro aspetto che ci ha convinto poco è costituito dal sistema di combattimento: gli sviluppatori si stanno concentrando sul rendere ogni scontro brutale e intenso, ma l'obiettivo non è stato esattamente centrato. Due attacchi (uno debole e l'altro pesante), la parata e un tasto adibito alle mosse evasive sorreggono un combat system sinceramente troppo basilare e grezzo, privo di profondità, incapace di restituire al giocatore tutta l'esaltazione e il senso di urgenza tipici di una battaglia all'ultimo sangue.

Hellblade Le premesse alla base di Hellblade sono indubbiamente interessanti: se c'è un punto di forza nel titolo, questo è costituito dall'atmosfera che si respira, opprimente, malsana: satura di malinconia e disperazione. La grande cura con cui Ninja Theory si sta dedicando al mood generale trasmesso dalla propria creatura non è però egualmente riposta nel comparto tecnico e nelle dinamiche che ne compongono il gameplay, entrambi campi in cui Hellblade non sembra brillare, restituendo una sensazione di amaro in bocca difficile da scacciar via. Il tempo a disposizione per migliorare le cose è ancora molto, dal momento che la release è attesa per un generico 2016 su PC e Ps4: di lavoro da fare c'è n'è ancora tanto, e confidiamo che Matthews e soci riescano a sistemare le cose. In caso contrario Hellblade potrebbe tristemente rivelarsi un'affascinante occasione mancata.

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