Electronic Entertaiment Expo 2016
Electronic Entertaiment Expo 2016 Dal 14/06/2016 al 16/06/2016

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E3 2016

Provato Here They Lie

Here They Lie è un horror psicologico sviluppato da una nuova startup con il supporto tecnico di Santa Monica Studio, in arrivo su PlayStation VR.

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provato Here They Lie
Articolo a cura di
    Disponibile per:
  • PS4
Francesco Fossetti Francesco Fossetti scrive di videogiochi -fra una cosa e l'altra- da più di dieci anni, e non ha ancora perso la voglia di esplorare il mercato con vorace curiosità. Ammira lo sviluppo indie e lo sperimentalismo, divora volentieri tutto il resto. Lo trovate su Facebook, su Twitter e su Google Plus.

Prima dell'E3 eravamo un po' preoccupati riguardo alla Line-Up di PlayStation VR. Oltre al misterioso Golem, i progetti in grado di risaltare erano sicuramente pochi, e né BattlezoneRush of Blood ci avevano dato l'impressione di poter sostenere il lancio della nuova tecnologia. A Los Angeles, finalmente, Sony ha invece mandato un messaggio chiaro e deciso: Robinson The Journey, Rigs, Farpoint, sono prodotti davvero perfetti per vivacizzare i primi mesi di vita del caschetto. C'è anche un altro progetto, a cui non è stato dedicato troppo spazio, che è riuscito in qualche modo ad incuriosirci. Si tratta di Here They Lie, un horror psicologico sviluppato da una promettente startup con il supporto tecnico di Santa Monica Studio (che, al momento, deve aver messo da parte i lavori sul ben meno esaltante The Modern Zombie Taxi Co.). L'abbiamo provato brevemente, scoprendo atmosfere destabilizzanti, in un'esperienza molto lineare ma sicuramente evocativa.

Incubi Surreali

Allo stato attuale dei fatti, Here They Lie decide di ridurre ai minimi termini la componente spiccatamente ludica, per trasformarsi in una sorta di racconto interattivo. Non ci sono oggetti da raccogliere o enigmi da risolvere come in Resident Evil 7, né una componente survival davvero sviluppata. Non cercateci, insomma, l'ansia di Outlast o quella dei tradizionali horror in prima persona, perché l'obiettivo del team di sviluppo è ben diverso. Nella demo dell'E3 ci siamo trovati ad esplorare una serie di ambienti decisamente disturbanti, rassicurati dal flebile cono di luce proiettato da una torcia. Il movimento del protagonista è gestito tramite pad, e ovviamente si muove la testa per direzionare il suo sguardo. É comunque possibile orientare il fascio luminoso spostando il Dualshock, per illuminare aree specifiche della schermata, magari soffermandosi su un dettaglio particolarmente macabro. L'atmosfera insalubre e malsana è infatti il punto di forza di Here They Lie, che nell'arco di pochi minuti vi mette di fronte ad un catalogo di scene e situazioni davvero ansiogene. Il team di sviluppo gioca costantemente con le aspettative dell'utente, trasforma l'ambiente per scardinare le sue certezze, mettendolo nella situazione di non essere mai sicuro. Sciami di insetti che all'improvviso invadono stanze apparentemente tranquille, nascosti orrori striscianti pronti ad uscire dagli angoli bui, architetture surreali ed escheriane: tutto sembra pensato per trasmettere una snervante e ineliminabile sensazione di disagio. In un paio di occasioni il titolo sfrutta anche qualche soluzione un po' meno sottile, ma comunque d'impatto. Può succedere, ad esempio, che l'atmosfera si tinga improvvisamente di rosso, ed un minaccioso killer armato di una spranga, con indosso una maschera da maiale che sembra uscita da Hotline Miami, cominci a seguirci all'interno di una stanza chiusa. In nessun caso il ritmo si gioco aumenta in maniera sostanziale: si indietreggia lentamente aspettando l'inevitabile, ma i movimenti sono sempre compassati, e questo riduce in maniera drastica anche il rischio di Motion Sickness. Non sappiamo se situazioni del genere, nella versione finale del gioco, saranno scriptate come ci sono sembrate nella demo, oppure se si verifichino casualmente durante l'esplorazione. Un'altra situazione sicuramente suggestiva si è verificata poco dopo, quando ci siamo trovati intrappolati in una sorta di corridoio infinito, che continuava ad allungarsi mentre tentavamo di raggiungere l'uscita. Nell'attimo in cui ci siamo voltati per cercare di tornare sui nostri passi, l'aria è tornata a farsi infernale, ed un lungo figuro dinoccolato, completamente avvolto dalle fiamme, si è materializzato all'improvviso uscendo da una parete. È in momenti come questo che l'adrenalina sale e assieme ai battiti cardiaci, confermando come la Realtà Virtuale possa amplificare non solo l'immersività, ma anche certe sensazioni, riscrivendo in una certa misura il rapporto dei giocatori con certi generi videoludici.

Purtroppo, per quanto efficace sia stata la demo messa in piedi dal team, ad oggi Here They Lie non è nulla più che un fascio di suggestioni, una serie di disturbanti fascinazioni apparentemente irrelate. Il colpo d'occhio, la qualità del dettaglio e lo stile funzionano alla grande, ma ci sarebbe bisogno di una struttura più esplicita. Potrebbe benissimo trattarsi, s'intenda, di una struttura lineare e calcolatissima, legata ad un racconto trascinante: ma allora la trama deve mostrarsi in maniera più netta e decisa. Il rischio, senza un gameplay solido e in assenza di una sceneggiatura d'impatto, è altrimenti quello di trovarsi di fronte ad un titolo puramente spettatoriale, frammentato e disorganico. Un thriller psicologico senza sequenzialità. Il team sembra molto sicuro di sé, e ci promette che i lineamenti del progetto si faranno più chiari nei prossimi mesi. Quello che abbiamo visto, d'altra parte, testimonia un ottimo uso del linguaggio della Realtà Virtuale, ed una non comune capacità di scuotere l'utente. Le basi, insomma, ci sono, e per centrare il bersaglio non serve molto: scopriremo assieme se Here They Lie riuscirà davvero a farlo.

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