Provato Heroes of the Storm: Beta

Il MOBA di Blizzard entra in Closed Beta

provato Heroes of the Storm: Beta
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Lorenzo Morlunghi Lorenzo Morlunghi gioca ormai da oltre 20 anni a quasi tutto e adora parlare di videogiochi e farci video sopra, soprattutto per ridere. Nel tempo libero guarda anche film e legge qualche fumetto, ascoltando per lo più musica elettronica. Lo trovate su Facebook.

Il 13 gennaio scorso è stato un giorno molto importante per tutti i giocatori di Heroes of the Storm, celeberrimo moba di Blizzard distribuito su invito per una serie di Closed Alpha. Non solo, infatti, il titolo è entrato in fase di Closed Beta, ma ha anche subito un corposo aggiornamento che ne è andato a mutare alcuni elementi strutturali e marginali. Scopriamo quindi insieme quali migliorie e aggiunte sono state introdotte con questa patch, che proietta il gioco stesso verso un pubblico più ampio e, potenzialmente, più esigente rispetto a quello avuto sinora.

LEGHE, ORCHI E FARAONI

La prima e forse più attesa novità della Closed Beta è l’introduzione della Lega Eroi, un sistema di graduatorie in base al quale organizzare il matchmaking del team nella sua scalata al successo. Il sistema è simile a quello già visto in Hearthstone, con una miriade di rank da risalire progressivamente in solitaria, in gruppo parziale o in full team, a seconda delle esigenze. Partendo dal livello 50 sarà necessario collezionare vittorie su vittorie per poter passare ai piani alti della classifica, con la clausola di possedere alcuni requisiti particolari, nella fattispecie il livello 30 di giocatore e almeno 10 personaggi acquistati (escludendo quelli della rotazione settimanale). Se da un lato questa restrizione può sembrare una semplice precauzione nei confronti di giocatori poco esperti, e quindi inadatti a un tipo di match competitivo, in realtà la questione diventa molto più semplice osservando il sistema di selezione dei personaggi pre-partita.
Le due squadre devono scegliere i propri eroi una alla volta, rendendo matematicamente necessaria la disponibilità da parte di tutti di almeno 10 eroi (5+5), onde evitare possibili situazioni in cui un giocatore si ritroverebbe fisicamente impossibilitato nella selezione. Il matchmaking stesso risulta negli intenti il più equilibrato possibile, con un sistema di bilanciamento che cerca di accoppiare squadre strutturate in maniere simili (ad esempio 2+2+1 e 2+2+1), così da evitare che un team di 5 amici ben coeso si scontri con 5 giocatori singoli che non si conoscono. All’atto pratico, tuttavia, almeno in fase di Closed Beta, questo sistema funziona parzialmente, in quanto la mole di giocatori non è sufficiente a coprire tutte le esigenze di tutte le leghe. Sarà quindi necessario attendere un ampliamento del pubblico giocante per avere un riscontro effettivo sull’efficacia dell’algoritmo in questione.

Un nuovo eroe è stato introdotto al già discreto numero disponibile: Thrall, il capoguerra dell’orda, strappato all’universo di Warcraft. Disponibile al non proprio modico prezzo di 15.000 monete d’oro (o 9.99€), Thrall è un assassino da mischia, arricchendo le file dei già tecnici Illidan, Kerrigan e Zeratul e, proprio come nel caso di questi ultimi, non è un personaggio da scegliere con troppa leggerezza. Per poter domare efficacemente il suo martello saranno necessarie non solo le vostre abilità di giocatore, ma anche essere supportati da un team fedele e organizzato, in quanto il “micraggio” delle skill richiederà il costante aiuto dei vostri alleati nel mezzo della battaglia. Se avete qualche esperienza con Illidan allora potrete già avere una vaga idea di cosa può attendervi.
La terza grande novità riguarda il comparto mappe del gioco, con un nuovo livello, denominato Tempio Celeste, che farà la gioia degli amanti del design egiziano e dei deserti. Strutturata sulle classiche 3 corsie, la mappa (come tutte le altre) presenta un nuovo evento da tenere sotto controllo per la buona riuscita del match. In questo caso, ogni 90 secondi si attiveranno dei templi (fino a uno per corsia) che, se conquistati dal team, inizieranno a sparare dei raggi laser verso le difese nemiche, ma a mettere i bastoni tra le ruote agli eroi della tempesta arriveranno anche dei guardiani (somiglianti a degli Anubi giganti) che interverranno per interrompere il rito della distruzione avversaria. I team dovranno, quindi, non solo scegliere come distribuire le proprie forze, posizionarsi strategicamente al termine del countdown e combattere i rivali, ma saranno tenuti a contrastare degli NPC che, soprattutto ai bassi livelli, si riveleranno letali. Il tutto condito da una completa ritexturizzazione dei modelli dei minion e dei mercenari in chiave “Ramsete II”.

AGGIORNAMENTI E BILANCIAMENTI

La nuova patch porta con sé, inoltre, alcuni cambiamenti generali al gioco, in linea con il sistema di feedback degli utenti riguardo alcune questioni spinose del gameplay. Innanzitutto il sistema di cloaking, che permette di diventare automaticamente invisibili dopo alcuni secondi di inattività, è stato rivisitato con un allungamento del tempo minimo da 2 a 3 secondi, nerfando di fatto l’elusività dei due personaggi che facevano di questa skill il proprio cavallo di battaglia: Zeratul e Nova. In secondo luogo i MULE, i droni per la riparazione automatica delle proprie difese, sono stati aggiornati nel loro sistema di intelligenza artificiale, con un nuovo sistema di priorità di scelta delle strutture da risanare. In questo modo non sarà più necessario posizionarli con precisione millimetrica per permettergli di riparare determinati edifici.
Infine è stata rimossa l’abilità di livello 20 Ripresa della Tempesta, disponibile praticamente per tutti i guerrieri, che permetteva la resurrezione istantanea laddove l’eroe non fosse morto da almeno 3 minuti. Questa scelta è stata dovuta al fatto che un team con una maggioranza di eroi guerrieri avrebbe potuto, nelle fasi avanzate della partita, tentare delle strategie kamikaze ai danni degli avversari resuscitando dopo soli 5 secondi e potendo tornare immediatamente all’attacco. Questa abilità, seppure in una forma moderata, rimarrà quindi un tratto distintivo del solo Diablo, con la Pietra Nera delle Anime.

Molti personaggi sono stati ribilanciati, ma alcuni hanno subito delle modifiche fondamentali che ne cambiano l’importanza e il ruolo ricoperto all’interno del match:
Abathur è stato rivisto pesantemente per la seconda patch di fila. Gli è stata aggiunta una seconda mossa finale (Mostruosità) che gli permette di prendere il controllo di una locusta o di un minion facendolo ingrandire a dismisura e, parallelamente, è stata depotenziata l’altra finale che permetteva di clonare un personaggio alleato. Nel dettaglio, ora Abathur non può più eseguire la mossa finale di un personaggio duplicato, in quanto, secondo Blizzard, si era diffusa l’abitudine di utilizzare questa abilità in maniera poco strategica e puramente come doppia esecuzione istantanea e combinata. Il cooldown dell’abilità è stato comunque abbassato, per poterne permettere un uso continuativo, ma meno intensivo.
Falstad è stato nerfato a sua volta con la rimozione del talento Inversione, che gli permetteva di azzerare i tempi di cooldown delle abilità di base (impedendogli ora di utilizzarle a raffica) e con la sostituzione di una mossa finale, diventata ora Folata Possente. Quest’ultima respinge e rallenta i nemici per un breve periodo, mentre anche l’altra mossa finale, Esplosione dell’Entroterra, è stata ridotta di ampiezza.
Li Li è stata potenziata, in quanto poco utile nelle versioni precedenti. Ora a livello 20 ha a disposizione un talento che velocizza i cooldown delle sue abilità quando è attivo il suo tratto distintivo, permettendole di fuggire dalla mischia velocemente e ricaricare allo stesso tempo le proprie abilità. Le sono stati anche aggiornati i talenti relativi alla cura principale e la dinamica dell’abilità Serpe delle Nubi, che ora potrà sempre essere agganciata a un alleato, ma sparerà automaticamente ai bersagli vicini (e non solo a quelli attualmente attaccati dall’eroe designato).
Chen ha subito una modifica abbastanza importante per la sua mossa finale Tempesta, Terra e Fuoco, con l’introduzione di un cooldown di 1 secondo e la possibilità di annullamento dell’abilità in questione. Molti giocatori utilizzavano questa skill come una seconda vita per buttarsi nella mischia e poi uscirne indenni dopo essersi sdoppiati nei 3 cloni, ma dalle dichiarazioni di Blizzard sembra esserci la volontà di sfruttare questa mossa finale in maniera più aggressiva che difensiva. La necessità di non essere interrotti per un intero secondo costringerà infatti i giocatori di Chen a attivarla in maniera precauzionale solamente prima di entrare in battaglia.

Heroes of the Storm Con questa nuova patch Heroes of the Storm si lancia in un mondo più vasto e lo fa nel modo giusto. Rendere un MOBA sempre perfettamente bilanciato non è un compito semplice e lo sforzo incrociato di team di sviluppo e community deve dimostrarsi costante e perenne nel tempo se si vogliono ottenere buoni risultati. In quest’ottica Blizzard sta facendo un buon lavoro, in quanto, nonostante vada ricordato che il titolo è ancora in una fase di Closed Beta, il sistema sembra funzionare piuttosto bene, senza eccessivi sbilanciamenti a livello di scelte di personaggi e talenti (per quanto su internet i forum già impazzano nel tentativo di dare forma alle build e al team “perfetto”). Nonostante non sia stata ancora rivelata una data ufficiale d’uscita o, molto più modestamente, la data di una beta disponibile a tutti, questi costanti aggiornamenti di contenuti e feature ci fanno ben sperare per il futuro del gioco, che non dimostra incertezze e risulta solido anche in queste fasi preliminari. Del resto non possiamo aspettarci niente di meno da Blizzard, poiché sappiamo tutti bene quanto la concorrenza nei moba diventerà spietata quando gli Eroi della Tempesta sfideranno da un lato gli “Antichi” e dall’altro le “Leggende”.

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