Provato Homefront: The Revolution - Single Player

Abbiamo nuovamente provato lo sparatutto di Dumbuster Studios, questa volta concentrandoci esclusivamente sulla componente singolo giocatore, la quale alterna gli immancabili scontri a fuoco a inaspettate fasi stealth.

Homefront: The Revolution

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Homefront: The Revolution
Articolo a cura di
    Disponibile per:
  • Pc
  • PS4
  • Xbox One

Quando un gioco viene rimandato a lungo, la conseguenza più ovvia è scoprire come molte delle sue idee siano state già fagocitate e assimilate dai giocatori. Proprio questa è stata la nostra primissima impressione dopo aver provato per una lunga sessione il single player di Homefront The Revolution; una sensazione di deja vù che ci siamo trascinati per tutta la giornata. Crytek e Deep Silver però, consci del problema, hanno cercato di metterci una pezza, aggiungendo alla campagna una buona quantità di feature inedite e facendo leva su una storia con un punto di vista decisamente unico. Il futuro distopico che ci accoglie vede gli Stati Uniti ridotti alla mercé di una superpotenza Coreana, con i civili soggiogati e resi schiavi in città che altro non sono ormai che miseri campi di concentramento. L'esercito americano è ovviamente stato annientato e l'unica speranza per la popolazione risiede nella ribellione e nel giocatore. Dimenticate quindi di poter far affidamento su compagni di squadra addestrati o sulle ultime tecnologie in campo bellico: in Homefront l'astuzia e la pianificazione saranno i soli due elementi che potranno portarvi alla vittoria.

A ruoli invertiti

Con un background narrativo così interessante, che vi ricordiamo non avere collegamenti con il capitolo precedente che vadano al di là dell'ambientazione, sarebbe stato semplice sviluppare una storia lineare che potesse guidarci passo a passo in uno shooter di stampo classico: ma Crytek (e Dambuster Studio che ha preso solo recentemente le redini del progetto) ha deciso di scegliere un percorso diverso. Certo, i momenti fondamentali verranno come sempre narrati attraverso eventi scriptati spettacolari e scene violente, ma il grosso della campagna è strutturato come un vero e proprio free roaming. Homefront The Revolution propone al giocatore mappe piuttosto estese da esplorare, suddivise in tre aree differenti. La zona verde è solitamente il luogo dove ci verranno assegnate le missioni e la trama si svilupperà: una sorta di quartier generale della ribellione, dove acquistare equipaggiamenti e potenziare il nostro alter ego per affrontare le zone più ostiche. Ad alternare queste aree tranquille ci pensano invece le Zone Rosse, sezioni in cui la KPA -la forza militare Coreana- ha il controllo totale. Qui gli scontri a fuoco saranno intensi e coinvolgeranno non solo il protagonista Ethan, ma anche gran parte degli altri membri della ribellione (che potremo per altro assoldare e utilizzare come scorta personale).

Possiamo paragonare queste aree a quanto visto negli ultimi capitoli della serie di Far Cry, con avamposti da conquistare, quest di vario tipo da completare per portare vantaggi alla nostra fazione e una minaccia costante pronta ad assalirci ad ogni nostro passo. Certamente non è il luogo adatto per una scampagnata, e l'utilizzo della moto, unico mezzo pilotabile che abbiamo avuto modo di provare, si rivela la soluzione più veloce e indolore per muoversi da un punto all'altro della location. Peccato solo che la guidabilità non sia delle migliori e che anche la fisica, così come eventuali impatti con i soldati della KPA, non riescano a restituire un feedback realistico e soddisfacente.

Il problema di questa struttura di missioni è purtroppo la ripetitività, che nel nostro caso si è palesata già dopo poche ore di gioco, facendoci sperare in un'evoluzione del sistema di combattimento che purtroppo non è mai arrivata. La responsabilità della noia che ci ha assalito va quasi tutta all'IA, che al momento non brilla, praticamente inerme e lenta a reagire ma soprattutto fin troppo prevedibile. Speriamo che quanto detto sia relativo solo alla versione provata, o potremmo davvero trovarci di fronte a un prodotto zoppicante. Homefront The Revolution non è però solo un titolo in cui unicamente si corre, ci si muove da un riparo all'altro -con un sistema di coperture solo abbozzato- e si spara, ma introduce anche meccaniche stealth per le cosiddette aree Gialle. Queste sezioni presentano civili resi schiavi dalla KPA e vedono il giocatore impegnato ad aiutare la popolazione a ribellarsi. Qui il ritmo di gioco rallenta in maniera vistosa, dovendo per forza di cose sfuggire allo sguardo delle telecamere di sicurezza onde evitare di venire accerchiati e crivellati dalle sentinelle. Gli scontri a fuoco non sono mai la scelta migliore, soprattutto se consideriamo che non esiste la rigenerazione automatica della vita, ed è consigliato assalire alle spalle silenziosamente gli agenti avversari e poi scomparire rifugiandosi nei cassonetti o nei vicoli bui, per far scendere il livello d'allarme. Non mancano anche in queste aree le solite missioni ripetitive che richiedono di spaccare parabole KPA o trovare documenti nascosti: un modo fin troppo abusato per allungare la longevità del titolo.

Armi a non finire

Come dicevamo nell'incipit ci sono però diverse cose interessanti in questo Homefront, prima su tutte la questione inventario. La KPA utilizza armamentari impossibili da equipaggiare per la ribellione grazie a speciali sensori biometrici. Con questo escamotage gli sviluppatori hanno potuto dare vita a un bocche da fuoco uniche per il giocatore, da costruire con un sistema di crafting rapido simile a quello visto in Splinter Cell.

Sostanzialmente, una volta trovata un'arma, o comprata dal rivenditore della ribellione, potremo smontare il calcio e riassemblarla come equipaggiamento differente. La pistola può dunque diventare una mitraglietta dall'alto rateo di fuoco, così come un lanciafiamme si trasforma in pochi gesti in fucile a pompa o in un lanciagranat devastante. Per ottenere le parti necessarie a comprare e migliorare i vostri strumenti dovrete girare la mappa distruggendo droni e veicoli della KPA, o semplicemente massacrare tutto ciò che respira e trafugare dai cadaveri ciò che vi serve. Oltre alle classiche armi da impugnare abbiamo poi un buon ventaglio di granate, gadget per mettere fuori controllo le telecamere e strumenti per far perdere le nostre tracce, oltre ovviamente ad una fida lama in acciaio per eseguire rapidamente le uccisioni stealth. In questa particolare circostanza, Homefront The Revolution mette in mostra un buon comparto tecnico e animazioni violente e curate, in contrapposizione con le semplici animazioni di movimento dei soldati durante gli eventi non scriptati. Il colpo d'occhio è comunque più che soddisfacente, con una Philadelphia riconoscibile grazie ai suoi landmark più noti anche se non particolarmente varia in termini di architettura nelle normali sessioni di gioco. Buoni al momento gli effetti di luce e le animazioni delle fiamme, così come interessante è la possibilità di migliorare il rendimento in battaglia tramite l'acquisto di vestiario con perk e migliorie passive che renderanno le nostre ore su Homefront decisamente più piacevoli da passare.

Homefront: The Revolution Homefront The Revolution è un progetto che è stato rimandato più volte e la nostra paura più grande è che molte delle idee presenti all’interno del titolo stiano arrivando su un mercato già saturo. Tutte le nostre speranze sono quindi riposte nell’amalgama delle feature presenti e di una storia che, finalmente, pone un punto di vista differente dal solito strapotere americano. Vi lasciamo infine con una chiccha di quelle da leccarsi i baffi, dato che abbiamo trovato all’interno del gioco un curioso easter egg: un cabinato grazie al quale giocare alcuni livelli di Timesplitters 2. Un valore aggiunto che metterà l’acquolina in bocca ai nostalgici.

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