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Horizon Zero Dawn: una nuova prova alla Games Week di Milano

Torniamo a parlare di Horizon Zero Dawn grazie alla demo portata alla Games Week di Milano. Riuscirà Guerrilla a sfondare nel mondo degli Open World?

provato Horizon Zero Dawn: una nuova prova alla Games Week di Milano
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  • PS4

Non ha l'eco della teutonica Gamescom, e neppure il potere mediatico dell'E3, ma la piccola Games Week di quest'anno ha saputo regalare al pubblico una buona dose di futuro videoludico, portando alcune esclusive di spessore e la realtà virtuale a tutti i suoi visitatori. Per i coraggiosi che hanno saputo attendere pazientemente le lunghe ore di coda è stato possibile provare un paio di titoli davvero niente male, e pure noi di Everyeye.it siamo riusciti a toccare nuovamente con mano Horizon Zero Dawn, uno dei titoli più promettenti della line up Sony. Un appuntamento speciale, quello con Guerrilla Games, soprattutto perché ad ogni incontro Horizon mette in mostra qualità inaspettate. Dopo venti minuti di playtest, insomma l'hype per Horizon continua ad attestarsi su livelli altissimi.

Tra le braccia di Aloy

Horizon Zero Dawn colpisce il giocatore in mille modi differenti: lo fa anzitutto con l'ambientazione, magnetica e affascinante, ma poi condisce il tutto anche con una storia che sembra ben narrata, e soprattutto un impatto grafico travolgente. Come ultimo coronamento, troviamo persino un gameplay interessante e ben studiato. Tutto, di Horizon, sembra ricamato ad arte per non lasciare al caso nemmeno il più piccolo elemento. Muovendo i primi passi con Aloy, la rossa protagonista dell'avventura, non si può fare a meno di restare a bocca aperta davanti alle immense vallate innevate, a quei colori autunnali che saturano lo schermo e che alternano i gialli e gli arancioni al bianco che si intravede sulle cime delle montagne che ci circondano.

Ovunque si giri lo sguardo si resta rapiti dal panorama, e ogni fermo immagine potrebbe diventare una foto da cartolina. In questo specifico caso Horizon girava sulle Playstation 4 standard e, con l'upscale in 4K garantito da Playstation PRO, la magnificenza dell'ambientazione verrà ancor più esaltata, per un risultato finale che non fatichiamo ad immaginare come letteralmente esaltante. Certo, se lo volessimo paragonare a quanto visto fare con The Witcher su PC, soprattutto per effetti particellari e di illuminazione, non ci sarebbe probabilmente storia, ma c'è qualcosa nel titolo Guerrilla in grado di farci apprezzare le due produzioni allo stesso, identico, modo. Forse è proprio una questione di immaginario e di stile: ad un contesto fantasy fin troppo (ab)usato, Guerrilla oppone un mondo stravagante, assemblato fondendo insieme dinosauri e robot. Nei territori di Horizon si muove una fauna curiosa e originale, caratterizzata da comportamenti sempre credibili. Le grandi alci delle praterie fuggono non appena sentono il più piccolo rumore, mentre i Watcher, simili a velociraptor cibernetici, scrutano l'erba alta in cerca di prede. Aloy si muove agile e silenziosa a piedi, può domare le bestie con una delle sue abilità e soggiogarle per sfruttarle come cavalcatura, ma può anche farsi coraggio ed affrontarle a viso aperto in combattimenti altamente spettacolari e dinamici. Qualsiasi creatura incontrata durante la nostra prova è stata in grado in qualche modo di sorprenderci e, sebbene i pattern siano piuttosto prevedibili, gli scontri richiedono colpo d'occhio, attenzione e strategia. Certo, i duelli contro le creature più piccole o gli Shell Walker raccoglitori non sono stati epici come il combattimento finale contro l'immenso Corruptor, ma sono risultati comunque stimolanti, indispensabili per riempire un mondo open world che ci è parso incredibilmente vasto.

Arco e frecce ancora una volta

Aloy è una giovane donna, inesperta e forse impaurita dall'immensità dell'avventura che la attende. Fa parte di una tribù che lotta quotidianamente contro una natura selvaggia, minacciosa e infettata da un pericoloso virus. Il giocatore si trova così per le mani un personaggio dal viso dolce, con uno sguardo coraggioso ma che lascia intravedere un'anima impaurita. È un design vincente, quello del personaggio di Aloy, che in un attimo entra nel cuore del giocatore e lo fa per restarci a lungo. Bastano pochi minuti di gioco per sentirsi in qualche modo legati alla protagonista, anche se le prime quest che abbiano affrontato non erano certo pensate per metterne in risalto il carattere. È un legame trasmesso dai semplici atteggiamenti, dai movimenti sullo schermo e da quelle brevi frasi carpite dai dialoghi. Guerrilla ha dato vita a un'eroina che potrebbe diventare iconica, anche se adesso tutto è nelle mani della narrazione: un'incognita che potrebbe rappresentare uno dei nodi a favore della produzione o rivelarsi il punto più dolente.

La prova è stata invece sufficiente per farsi un'idea ben precisa del sistema di crafting, del combat system e delle meccaniche utili a indebolire gli avversari prima di sferrargli il colpo di grazia. Aloy usa principalmente un arco, dotato di varie tipologie di frecce, e una lancia per il combattimento ravvicinato. Ogni nemico è suddiviso in molteplici zone che è possibile distruggere, evidenziabili in combattimento grazie all'uso di uno speciale sonar di cui la protagonista è dotata. Potremo quindi spaccare determinati pezzi di corazza per andare poi causare più danno, mirare direttamente ai punti deboli delle creature per una kill feroce e diretta, oppure cambiare in continuazione tipologia di freccia per adattare l'elemento di attacco alle resistenze nemiche. Potremo altresì, grazie ad uno speciale menù a ruota che rallenta l'azione di gioco, selezionare bombe di vario tipo o addirittura piazzare trappole. Non è un sistema particolarmente ricercato o originale, ma per quanto visto funziona bene, soprattutto in un gioco dove la struttura open world e l'esplorazione sembrano aver un ruolo importante, quasi al pari dei combattimenti. Prima dei duelli più complessi sarà quindi importantissimo rifornirsi di materie prime e di pozioni, così da poter costruire gadget e munizioni anche durante il pieno svolgimento dell'azione. E' l'unico modo per resistere anche agli scontri più complessi, come appunto quello che abbiamo affrontato contro un mastodontico Corruptor. Dalla demo arrivano insomma solo sensazioni positive, che speriamo di veder poi ampliate nella versione finale del titolo.

Horizon Zero Dawn Horizon Zero Dawn è senza ombra di dubbio uno dei titoli che più attendiamo della line up di Sony, se non addirittura quello più desiderato. L'ambientazione inedita, il design incredibile e un personaggio di cui ci siamo letteralmente innamorati sono solo tre piccoli ingredienti di una ricetta che pare ad oggi promettere grandi cose. Prima di poter dare un giudizio definitivo però abbiamo necessariamente bisogno di provare in maniera più approfondita il gioco ed addentrarci in una storia che, se gestita bene, potrebbe fare la differenza. Al momento non ci resta che attendere: il 28 febbraio è ancora dannatamente lontano.

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