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Provato Hunt: Horror of the Gilded Age

Crytek scommette sul gioco online e dà vita ad un free-to-play dedito alla caccia di mostri

provato Hunt: Horror of the Gilded Age
Articolo a cura di
    Disponibile per:
  • Pc
  • PS4
  • Xbox One
Andrea Schwendimann Andrea Schwendimann nasce smontando un 486DX e divorando qualsiasi videogame da allora in avanti. Non ha resistito a nessuna piattaforma, appassionandosi a qualsiasi genere, pur prediligendo gli FPS, gli action-adventure, gli RPG e l'hardware da gaming in ogni declinazione. Lo trovate su Facebook, su Steam e su Google Plus.

In una gremita saletta a tema, meravigliosamente allestita da Crytek, abbiamo assistito ai primi scampoli di gameplay del nuovo brand della casa tedesca. Hunt ci mette nei panni di uno fra quattro cacciatori di mostri, in un'America ottocentesca alternativa in cui le leggende della mitologia voodoo stanno avendo il sopravvento sulla spaventata popolazione. Un Third Person Shooter co-op fino a quattro giocatori, per cacce alla strega in un universo che abbraccia un'ambientazione forse poco usata (almeno di recente) nei videogame. Quella delle maledizioni, di Intervista col Vampiro, di Sins of the Fathers e True Blood: le paludose terre del sud degli Stati Uniti pervase da non-morti, spettri ed esoteria da estirpare a colpi di winchester e pozioni create alla bell'e meglio. In uscita questo autunno per PC e non confermato per console (ma altamente probabile), Hunt sarà free-to-play e la beta inizierà a brevissimo. Fareste meglio ad avere proiettili d'argento in canna e picche sfondacuori alla cintola: vi abbiamo avvisati.

Quattro contro il male

Anche dopo aver assistito alla sessione giocata dai programmatori, restano molti i punti oscuri legati a questo titolo ed alle sue dinamiche. Eppure, Hunt sembra avere le carte in regola per entrare di prepotenza nel mercato digital delivery di qualità, grazie alla sua realizzazione tecnica ed all'iconografia. Se il team azzeccherà il modello free-to-play, potremmo trovarci di fronte al gioco che si aspettava da tempo, per partite coi propri amici all'insegna della caccia grossa di vampiri e altre mostruosità. Ci è parso di trovarci innanzi a un misto tra Monster Hunter e Diablo, con quattro classi (per ora non note) e livelli sempre differenti grazie a una randomizzazione dei tileset, che garantisce una costante varietà negli approcci. L'idea è brillante, il genere praticamente assente su PC, e gli ex-Vigil (quelli di Darksiders), acquistati in blocco da Crytek alla grande svendita THQ, dovrebbero garantire un certo standard di sviluppo.
Le quattro classi di cui si diceva, per altrettanti equipaggiamenti di base, sono solo l'inizio di un'avventura che suona come un immenso carosello di match in modalità orda, piuttosto che un'avventura in senso stretto. Delle componenti RPG ancora non si sa nulla, ma supponiamo che coinvolgano livelli, skill, e soprattutto equipaggiamenti da recuperare sulle diverse mappe cooperative. Quella mostrata era ambientata in una palude piena di fanatici umani e zombie resuscitati male, con entrambi che sbucavano dall'acqua bassa per sorprendere i quattro avventurosi. I movimenti e le mosse ambientali somigliano in maniera marcata a quelli introdotti in Resident Evil 4: telecamera volutamente scomoda sopra la spalla quando si mira, salto non disponibile, interazione ambientale ridotta all'osso e qualche finestra o traliccio oltre cui buttarsi con agile mossa precalcolata. L'arena di gioco consisteva non solo nella mefitica conformazione palustre, ma anche in un agglomerato di baracche da disinfestare di fanatici, stando molto attenti ai nemici più resistenti, dotati di mosse speciali volte a squarciarvi il muscolo sternocleidomastoideo; con tanto di cranio annesso, ovviamente.

Anche i quattro giustizieri voodoo hanno in dotazione un arsenale di tutto rispetto, tra balestre, fucili e gatling, accompagnati da pistole e altri gadget. Per un gioco improntato fortemente sulla cooperatività, dobbiamo però ammettere che ci è sembrato che mancasse di tattiche e mosse esplicitamente volte alla collaborazione col team, salvo quando lo zombie di turno non afferrava il collo di uno dei pistoleri, o nel caso in cui un amico venisse atterrato, fallendo un QTE. In quel caso avremo cinque secondi per sollevare i caduti, altrimenti ricompariranno in una cassa da morto dopo che gli altri compagni ancora in piedi avranno superato un bel pezzo di stage: una trovata più vecchia delle camere chiuse di Left 4 Dead, ma che funziona in chiave creola anche in Hunt.
Dopo una lunga battaglia all'insegna della plasticità aerea e dei proiettili vaganti, segno che i personaggi non sono proprio agilissimi a causa delle animazioni che li muovono, si è giunti all'agognato boss-fight: una strega volante che scagliava blocchi di pietra più grandi di lei verso i quattro malcapitati, con tanto di urla, grida e catene da evitare. La tattica è sembrata classica: a turno i quattro cacciatori portavano a spasso il boss, mentre gli altri lo corcavano di mazzate sul capo, tanto forti da sfondare un muro.
Insomma c'è da lavorare sulle possibilità di cooperazione tra i membri del party, perché finora al di là di un parco armi di tutto rispetto e di qualche scavalcata impavida oltre un piccolo muretto, non si è proprio visto altro. Ben lontana è l'eccellenza che Evolve mostra da questo punto di vista. Nonostante questo, se l'impianto free-to-play e la varietà di boss e mappe dovesse essere all'altezza, potremmo trovarci di fronte ad una fresca divagazione dai titoli più impegnativi della nostra libreria Steam.

Hunt: Horror of the Gilded Age Crytek scommette sul gioco online ed è forse questo che intendeva quando gli chiedemmo che cosa ne sarebbe stato del futuro della compagnia dopo Crysis 3: "online e free-to-play", ci risposero. In effetti qui a Los Angeles abbiamo visto anche Arena of Fate (l'articolo lo troverete a breve). Eppure, questa deriva F2P non toglie la verve tecnica dalle produzioni del team, che son sempre state scarse per narrazione, ma epiche per grafica offerta agli occhi del mondo. In un settore alla ribalta con nuovi prodotti ad alto budget, questo free-to-play potrebbe seriamente ritagliarsi la propria nicchia di appassionati, in attesa di capire come funzionerà la monetizzazione tramite mercatino e l'interazione fra giocatori. Dopo questa prima impressione ci sentiamo di promuoverlo con riserva. Per ora.

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