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Provato Hyperdimension Neptunia Re;Birth 2: Sisters Generation

Universi alternativi e sorelle posticce.

provato Hyperdimension Neptunia Re;Birth 2: Sisters Generation
Articolo a cura di
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  • PSVita
Andrea Dresseno Andrea Dresseno ha iniziato a giocare alle elementari, prima a scrocco, poi si è reso autonomo. Scrive di videogiochi da quasi vent'anni, ma nel mezzo ci sono state alcune pause di riflessione: durante una di queste ha dato vita all'Archivio Videoludico, per cui ora si dedica anche alla conservazione del medium. Si dice sia nintendaro, ma non esistono prove. Lo trovate su Facebook.

All’inizio di Hyperdimension Neptunia Re;Birth 2 si fa la conoscenza di Nepgear, sorella minore della protagonista del precedente episodio, Neptune. Così, tutto d’un tratto, viene fuori che Neptune ha una sorella. Ecco, forse non c’entra niente, ma non vi riporta alla mente le Sailor Starlights di Sailor Moon? A metà degli anni Novanta, timorosa che orde di bambini diventassero omosessuali guardando tre tizi trasformarsi in donne guerriere, la psicologa Vera Slepoj - al tempo militante di Alleanza Nazionale - sbottò. Di punto in bianco la versione ufficiale cambiò: all’atto della trasformazione i Three Lights non svelavano la loro vera identità femminile, ma venivano sostituiti dalle sorelle gemelle. Sorelle posticce, insomma. Scoprire che Neptune ha una sorella ci ha riportato alla memoria questo antico avvenimento, perché non si sa da dove sia spuntata ‘sta sorella.

UNIVERSI ALTERNATIVI

La risposta è semplice: Re;Birth 2 - remake per PS Vita di Hyperdimension Neptunia Mk2 - si colloca come l’originale in un universo alternativo, che non ha reali connessioni con l’universo del primo episodio. Cambiano parte dei personaggi, cambiano gli antefatti, persino gli eventi e la geografia del mondo finzionale. Ci sarà modo, in sede di recensione, di approfondire la questione: il titolo arriverà a fine mese sugli scaffali. In ogni caso, a non cambiare è la sostanza di una serie che continua imperterrita a metagiocare con la console war. I personaggi sono personificazioni procaci dei marchi che si contendono il mercato: PlayStation, Xbox, Wii. Re;Birth 2 spinge l’acceleratore in tal senso, introducendo sorelle minori che rappresentano le console portatili e nuovi personaggi di contorno che fanno il verso a note software house giapponesi: Falcom, Cave, 5pb. Va detto, per dovere di cronaca, che le sorelle minori, le cosiddette CPU Candidates, erano state introdotte a posteriori nel primo Re;Birth, ma solo come personaggi sbloccabili opzionali. Ché è sempre meglio essere precisi, e in più vi potete fare un’idea di quanto i remake abbiano rimescolato le carte in tavola. Ma torniamo a noi.

Così come accaduto col primo Re;Birth, anche questo secondo remake portatile si pone l’obiettivo di ripulire e raffinare quanto non andava nell’originale. Tuttavia, rispetto alla rivoluzione apportata col primo remake - che di fatto rendeva più che soddisfacente un capitolo disastroso - qui le modifiche sembrano essere più discrete. Se il controverso battle system del primo Hyperdimension Neptunia era stato rivisto completamente in Re;Birth, in Mk2 gli sviluppatori avevano già fatto tesoro delle critiche e modificato il battle system. Di conseguenza, il battle system di Re;Birth 2 non è così sostanzialmente diverso rispetto a quanto visto nell’originale, per quanto faccia tesoro delle ulteriori varianti introdotte nel terzo capitolo, Victory. I personaggi possono quindi muoversi liberamente durante il proprio turno e l’accento sulla componente action regala al titolo una certa freschezza: torna il sistema di combo personalizzabili, il Lily Rank che consente di guadagnare abilità in base alla sintonia tra personaggi e tornerà anche il Remake System introdotto nel primo Re;Birth, che consentirà al giocatore di modificare dungeon, introdurre nuovi nemici in determinate aree e così via.

MENO RIVOLUZIONI, PIÙ CONFERME

L’impressione, dopo alcune ore di gioco, è che il lavoro svolto in Re;Birth 2 non abbia la portata di quanto fatto col primo Re;Birth. Se in quel caso si parlava di un gioco completamente rivisitato, qui pare di trovarsi di fronte a una semplice limatura: grafica ripulita, nuove cutscene, combat system ritoccato ma non stravolto. Proseguendo nell’avventura, in vista della recensione, avremo modo di valutare quanto l’operazione compiuta con questo Re;Birth 2 renda di fatto interessante l’acquisto di questo remake portatile per tutti coloro che abbiano già giocato l’originale. Le aggiunte non mancano, ma potrebbero non avere lo stesso peso di quanto compiuto con Re;Birth. Lo scopriremo a fine mese.


Hyperdimension Neptunia Re;Birth 2 Sisters Generation Hyperdimension Neptunia Re;Birth 2 continua sulla strada inaugurata dal precedente remake per PS Vita: prendere i capitoli originali pubblicati su PS3 e rimetterli a lucido, migliorandoli sia dal punto di vista grafico ma soprattutto dal punto di vista delle meccaniche. Ancora una volta il punto di riferimento è il combat system del terzo capitolo, Victory. Tuttavia, se nel primo Re;Birth l’operazione era stata un successo, in Re;Birth 2 rischia di non essere altrettanto efficace. Il battle system di Hyperdimension Neptunia Mk2, di cui questo Re;Birth 2 è remake, aveva infatti già compiuto passi da gigante rispetto al disastroso battle system del primo capitolo. In vista della recensione, insomma, bisognerà verificare quanto le aggiunte effettuate in questo remake possano configurarsi come un vero e proprio passo in avanti rispetto a Mk2. Una domanda che sicuramente si staranno facendo tutti coloro che hanno già giocato il capitolo per PS3. Lo scopriremo qualche giorno prima dell’uscita del gioco, prevista per il prossimo 28 gennaio.