Provato inFAMOUS: Second Son

Passeggiata con intervista insieme a Ken Shramm, Brand Manager @ Sucker Punch

provato inFAMOUS: Second Son
Articolo a cura di
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  • PS4
Francesco Serino Francesco Serino ha videogiocato tanto e a tutto, posseduto due diversi Tamagotchi e abbandonato un Furby in autostrada. Mentre cresceva i pixel rimpicciolivano, mentre leggeva ha iniziato a scrivere. E ora eccolo qua, dopo un salto nello spaziotempo atterra su Everyeye, ma già da tempo è su Facebook, su Twitter e su Google Plus.

Che vi interessi o meno, InFamous Second Son è uno dei titoli più attesi del momento. Fortunatamente il tempo sta per scadere, e il gioco arriverà finalmente nei negozi tra pochissimi giorni. Anche noi stiamo aspettando diligentemente il cosiddetto “codice finale”, ma per ingannare meglio l'attesa Sony ha ben pensato di offrirci due grandi opportunità che naturalmente abbiamo colto al volo. D'altronde ci vuole fegato a rinunciare a una nuova passeggiata lungo la splendida Seattle virtuale di questa esclusiva PlayStation4. Specialmente se questa volta, la passeggiata possiamo farla al fianco di Ken Shramm, il Brand Manager di Sucker Punch, di passaggio a Roma proprio per presentare questo nuovo InFamous, prodigio di grafica (basta vedere le immagini per non avere dubbi al riguardo) e di coraggio (ce ne vuole per sfidare al botteghino un juggernaut come Titanfall).

All'ombra dello space Needle

La pioggia battente che ha nascosto la città per ore spara le sue ultime cartucce all'imbrunire. I muri dei palazzi brillano umidi, viscidi, strisciano riflessi lungo le pozze d'acqua raccolte dal caso lungo le strade. Delsin sgambetta comodo nelle sue sneakers e si ferma soltanto per assorbire neon dall'insegna di un locale, nei pressi di una piazza che poggia su uno specchio d'acqua sovrastato dall'iconico Space Needle, la famosa torre della città. Ken Shramm indica lo skyline, per raccontarmi la genesi di Second Son: “siamo passati da Empire City, una città inventata, a New Marais, ispirata da New Orleas. Quando abbiamo iniziato a pensare quale ambientazione dare a Second Son, ci siamo guardati e... perché continuare ad utilizzare nomi di fantasia, perché non ambientare il gioco in una città vera?”. Ken Shramm si infiamma, entra nel dettaglio: “ma è stata una scelta naturale, Seattle è la nostra città, e nel momento in cui abbiamo ricostruito lo Space Needle e l'area circostante, non ci siamo più fermati. Volevamo approfondire, e così siamo entrati ancora più nel dettaglio, per arrivare a ricostruire tutte le aree più importanti della città, dallo Space Needle a cose più piccole come il Toe Truck”. Ken si alza per dirigersi verso la grande immagine del gioco che ricopre la parete alle sue spalle, dove Delsin si erge su una grande piazza illuminata da un altrettanto grande monumento, per riprendere a parlare: “non è una riproduzione 1:1 della città, ma se vai su Google Maps e ti posizioni proprio dove si trova Delsin in questa foto, beh, hai la sensazione di esserci stato davvero. In più, anche se non troverete McDonalds e Starbucks, i negozi più iconici della città come il famoso Sonic Boom Records sono presenti anche nel gioco, e nelle giusta posizione”.

Con il pad tra le mani lanciamo Delsin contro un palazzo; potere al neon imbastito e pronto all'uso, a un metro o poco meno dallo spatasciarsi il naso contro il muro il ragazzo splende e risplende, di una luce che è propulsione e lo aiuta a inerpicarsi a grandi falcate lungo la parete: sette piani più su, fino al tetto. La Seattle di InFamous Second Son è bella, ma non ribolle di vita; è ricca di dettagli, ma non reagisce come dovrebbe. La Seattle di inFamous Second Son non è qui per fare la co-protagonista -come le città di un tipico gioco Rockstar- ma per svolgere un ruolo più particolare, più sottile, ma non meno incisivo: “la nostra Seattle è in fondo una sorta di grande parco giochi in 3D, quello che noi chiamiamo Jungle Gym”.
E Jungle Gym è un termine che ci piace perché sì, rispecchia in pieno quello che abbiamo giocato, e non promette meraviglie che forse una software house tutto sommato piccola come Sucker Punch non avrebbe nemmeno saputo realizzare. Bisogna darsi delle priorità, e gli sviluppatori sembrano aver imboccato la strada giusta. InFamous Second Son permette passeggiate immersi in un'ambientazione da urlo, ma è e rimane un gioco d'azione a base di spettacolari superpoteri, legati indissolubilmente alle scelte morali che vengono man mano messe davanti al giocatore: “le scelte morali sono una delle colonne del nostro gioco, fanno parte del suo gameplay, la versione che hai provato inizia proprio così, con una scelta. In Second Son, scegliere se fare i buoni o i cattivi cambia radicalmente quello che si andrà poi ad affrontare. Per vedere tutto ciò che Second Son ha da offrire è necessario giocarci almeno due volte”.

Nella versione di InFamous presente, effettivamente scegliere se sfruttare o distruggere la rete criminale porta a due diverse missioni, con ambientazioni e nemici quasi totalmente diversi. Ma lo stesso vale per i poteri? Ken Shramm risponde che “in una singola partita otterrete tutti i tipi di poteri disponibili, il problema sono gli upgrade: per sfruttare tutti i poteri oscuri o di luce sarà necessario che prendiate delle scelte fino in fondo, altrimenti non potrete accedere a nessuna delle due estremità”. Ma Ken non la racconta tutta: molto del gioco non è stato mostrato e lui non vuole parlarcene fino a quando non potremo sperimentare di persona tutte le sottigliezze del gameplay, e il modo in cui i vari poteri verranno introdotti (sappiamo già che dovremo assorbirli da altri personaggi).
La nostra camminata tra la Seattle di Second Son viene interrotta da un gruppo di soldati armati fino ai denti. Appena ci vedono riversano su di noi una violenta pioggia di proiettili, i più coraggiosi si avvicino fino ad essere a tiro di destro, destro, gancio e poi sinistro. I poteri a nostra disposizione sono ancora molto basilari, ma riusciamo comunque a spargere un po' di distruzione grazie a quelli del fumo, assorbiti poco prima da una macchina in fiamme. Lo scontro è feroce, abbiamo la meglio e nel silenzio riprendiamo per la lunga strada illuminata appena imboccata.
Il silenzio del gioco ci indispettisce, ma come? Seattle e il grunge, superpoteri e corse a manetta e non c'è nemmeno uno straccio di schitarrata; Ken, che succede? “In questa versione sono presenti solo gli effetti sonori, ma naturalmente nel gioco completo ci sarà. È una colonna sonora originale creata dal “Music Team” interno a Sony, ed è molto in linea con le sonorità grunge che ci si aspetterebbe di trovare in Seattle e in Second Son”.

Il silenzio della versione da noi provata non è soltanto musicale, è anche strutturale: nelle poche ore passate sul gioco non abbiamo trovato lo straccio di una missione secondaria. Sarebbe un peccato ritrovarsi a vivere in una città tanto bella e non avere nulla da fare, se non missioni principali. Giriamo il dubbio a Ken Shramm che dice di non preoccuparci (ma d'altronde è il suo mestiere, non potrebbe fare altrimenti): “Questo è un grande problema del mostrare i giochi open world: tutti vogliono vedere tutto e il prima possibile, ma nel caso della versione qui presente noi ci siamo limitati a metterci dentro due missioni affrontabili in entrambi i modi, ci siamo limitati a questo perché è questo quello che ora volevamo mostrare. La città è oppressa dalla DUP e liberarla è parte delle attività secondarie. Sono presenti anche altre attività e anche dei collezionabili da raccogliere”.
Insomma è ancora tutto da vedere, speriamo che il gioco sappia darci anche un po' di respiro: ce lo meritiamo noi e se lo merita la città in cui è ambientato.

inFAMOUS: Second Son Mentre il tempo a disposizione sta per finire, giriamo a Ken Shramm l'ultima domanda (ma siamo paraculi ed è composta in realtà da tre diverse domande): Perché non Cole? Perché uno zuccotto in testa? E perché un doppiatore come Troy Baker? Ci siamo messi noi nella posizione di non utilizzare più Cole, un mondo di soli Conduit? Dai su, facciamo i seri. Lo zuccotto perché... basta guardare qualsiasi ragazzo nei dintorni di Seattle per trovare la risposta. E scegliere Troy Baker è stato piuttosto facile, appena fatto il casting: boom! Era lui, nessun dubbio, era Delsin. Tra Troy e il personaggio che interpreta c'è quell'alchimia che... è come se nella vita reale fossero amici, sembra che si conoscano davvero. InFamous Second Son uscirà in Italia il 21 marzo 2014, e la prossima volta che ne parleremo sarà quella definitiva.