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GamesCom 2015 Dal 05/08/2015 al 09/08/2015

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Provato Just Cause 3

Siamo andati a trovare lo scatenato Rico Rodriguez alla Gamescom di Colonia per scoprire come procedono i lavori sul nuovo action game open world di Avalanche Studios. E' esploso tutto...

provato Just Cause 3
Articolo a cura di
    Disponibile per:
  • Pc
  • PS4
  • Xbox One
Sergio Pennacchini Sergio Pennacchini Giornalista freelance, scrive di videogame da troppo tempo per ricordarsi esattamente quando ha iniziato. Vive a Londra ma non è un cervello in fuga perché mancano le basi, cioè il cervello. Lo trovate su Facebook e Twitter.

C'è chi preferisce lo Xanax, chi magari utilizza il Valium. Altri ancora sono soliti disperdere lo stress accumulato durante il giorno con una passeggiata, una corsa nel parco, un'ora in palestra o una bella tisana. Noi, invece, da oggi abbiamo un nuovo rimedio: una bella partita a Just Cause 3. Perché il nuovo capitolo della saga creata dal team Avalanche Studios non è soltanto un promettente action in terza persona, non è solamente un vero open world dove potremo distruggere tutto e fermare i piani dell'ennesimo dittatore folle di turno. No, Just Cause 3 è un perfetto rimedio contro lo stress. Andrebbe utilizzato a scopo terapeutico, perché non c'è niente di più rilassante che lanciarsi da un elicottero, scendere in picchiata e aprire all'ultimo il paracadute per risalire su, mentre con un preciso colpo di lanciarazzi tiriamo giù una torre radio alta cento metri che frana addosso a un edificio vicino facendolo saltare in aria con luci e colori che nemmeno al capodanno cinese. Just Cause 3 è un'ode alla distruzione gratuita, un invito a una festa davvero speciale dove sei pregato di far saltare in aria tutto quello che ti si para davanti, altrimenti ciao, puoi anche tornartene a casa. E proprio questo suo spirito caotico e casinista lo rende uno dei titoli più interessanti in arrivo: un approccio unico e decisamente più sbarazzino a un genere ormai molto diffuso, dove è difficile riuscire a proporre qualcosa di realmente nuovo. Just Cause 3, sia chiaro, ci riesce benissimo.

La bellezza della distruzione

Ci bastano pochi minuti passati insieme a Rico Rodriguez durante la Gamescom di Colonia per capire che in Just Cause 3 la distruzione non è fine a se stessa: ci vuole stile, classe e fantasia. Solo allora avrete davvero capito lo spirito del titolo Avalanche Studios. L'obiettivo è quello di diventare dei veri artisti delle esplosioni, il tutto grazie a un sistema di controllo che appare complesso ma necessario per dare al giocatore la necessaria libertà di movimento e di scelte. Sulle prime, insomma, controllare Rico non è affatto semplice. Si può usare il rampino, elemento fondamentale che non solo consente di raggiungere sporgenze più elevate, ma anche di collegare tra loro diversi oggetti e creare combo potenzialmente devastanti. Poi c'è il paracadute che, in combinazione con il rampino, permette di volare verso punti più alti, oppure di cogliere i nemici di sorpresa con un attacco dalle nuvole. C'è anche la wing suit, la tuta alare, per volare letteralmente sopra l'arcipelago di Medici e magari aprire il paracadute all'ultimo per un arrivo da veri signori sul campo di battaglia. In tutto questo, bisogna considerare che in ogni momento potrete anche prendere la mira e sparare con una delle tante armi a disposizione, oppure lanciare una granata o l'esplosivo, che ricordiamo in Just Cause 3 sarà infinito perché se bisogna distruggere tutto non c'è tempo per andare in giro a raccogliere munizioni. Insomma, non stupitevi se all'inizio ci capirete poco, perché per padroneggiare al meglio Rico e trasformare la vostra distruzione in arte, ci vorrà un po' di tempo. La demo a Colonia non permetteva di provare la campagna single player, ma solo alcune delle attività secondarie che potremo affrontare in Just Cause 3. Attività secondario però è un termine forse inesatto. Come ci spiega il ragazzo del team Avalanche che ci introduce alla demo, in realtà in Just Cause 3 le sfide e le missioni secondarie saranno l'unico modo, o almeno quello principale, di sbloccare nuove armi e migliorare le abilità di Rico. Non è chiaro quali bonus e abilità potremo ottenere completando le missioni della campagna principale ma una cosa è certa: le attività secondarie saranno come minimo altrettanto importanti, se non di più. Le sfide che affrontiamo a Colonia sono di due tipi: frenzy e wingsuit. Le prime sono delle prove di distruzione in cui abbiamo a disposizione una sola arma e un periodo di tempo limitato per fare più punti possibile. I punti si ottengono buttando giù edifici, con la possibilità di creare delle combo. Se sarete abbastanza bravi da tenere il contatore delle combo attivo, anche se il cronometro della prova arriverà a zero potrete continuare a fare punti fino a quando la combo non finirà. In generale, il motore grafico di Just Cause 3 permette di buttare giù qualsiasi cosa. Ci sono però delle eccezioni: nel caso della nostra prova, delle enormi torri radio si poteva distruggere solo la parte in alto e non la base. Utilizzando il paracadute il lanciarazzi RPG, unica arma disponibile per la prova, il segreto era nel riuscire a volare abbastanza in alto per passare da una torre all'altra senza perdere troppo tempo. La seconda prova Frenzy invece era più semplice, perché si svolgeva principalmente a terra, a bordo di uno dei tantissimi veicoli che potremo guidare in Just Cause 3. In questo caso si trattava di un veloce carro armato con cui abbiamo sparso il panico in una specie di centrale elettrica, facendo saltare in aria tutto quello che ci capitava a tiro. Più semplici le prove con la wingsuit, la tuta alare. Ricordano per certi versi le prove di abilità con il paracadute di GTA V: bisogna scendere giù da grandi altezze cercando di centrare dei cerchi che rappresentano anche i checkpoint della gara. Più passerete vicino al centro del cerchio, maggiore sarà il punteggio. Sembra una prova banale ma in realtà volare con la tuta alare richiede una certa attenzione con il sistema di controllo: bisogna cercare di essere dolci e precisi nelle correzioni, altrimenti si rischia di finire velocemente fuori traiettoria. Interessante la possibilità di scegliere diversi percorsi. Davanti a voi avrete una serie di cerchi che corrispondono ad altrettanti tracciati di discesa, che di solito terminano con un cerchio verde in prossimità della superficie. Ogni prova speciale e sfida secondaria avrà una classifica con i migliori punteggi. È l'unica componente multiplayer di Just Cause 3 che, come ricordiamo, sarà un titolo che si concentrerà unicamente sul gioco in singolo.

Spettacolo pirotecnico

Il team svedese di Avalanche Studios ha deciso di fare tutto in casa per Just Cause 3. Anche se il motore grafico utilizza alcuni tool piuttosto diffusi (come Havoc per gestire la fisica degli oggetti), tutto quello che vedrete in Just Cause 3 è stato sviluppato negli studi di Stoccolma. Il risultato è davvero sorprendente. Just Cause 3 è un titolo splendido da vedere, che offre il meglio di sé nella gestione delle esplosioni e degli effetti di luce, davvero spettacolari, e nel modo piuttosto dettagliato in cui gli oggetti distruttibili si frantumano in mille pezzi fracassandosi al suolo o esplodendo in aria. In altre parole, anche il motore grafico di Just Cause 3 è stato sviluppato principalmente per celebrare nel miglior modo possibile la distruzione.

Non tutto nel gioco sarà distruttibile, come detto. Avalanche ha fatto in modo che sia facile riconoscere cosa si può radere al suolo e cosa no tramite l'utilizzo di certi colori. Inoltre, ci saranno delle differenze tra edifici principali e secondari. Quelli delle missioni principali, come le basi del dittatore Di Ravello, il cattivissimo di Just Cause 3, una volta distrutti rimarranno tali per tutta la durata dell'avventura. Altri, invece, torneranno come prima dopo un certo periodo di tempo. Un ponte, ad esempio, verrà ricostruito per non compromettere l'utilizzo di veicoli come auto o camion. Se proprio ci tenete, potrete distruggerlo di nuovo tutte le volte che vorrete. A tutto vantaggio del vostro livello di stress. E poi dicono che i videogame fanno male.

Just Cause 3 Anche se la prova con Just Cause 3 è stata veloce e limitata alle sole sfide secondarie, l'impressione che abbiamo ricevuto del lavoro di Avalanche Studios è davvero ottima. Just Cause 3 sembra la quintessenza del concetto di sandbox: un vero parco giochi dove la trama assume un ruolo secondario e a prevalere è il senso di libertà e la possibilità di fare più o meno tutto quello che volete. In Just Cause 3 verrà premiata la vostra fantasia, con un sistema di controllo che sulle prime può risultare ostico ma che alla lunga permette davvero di fare quello che volete. Just Cause 3 ci ha fatto una buona impressione perché è un gioco onesto, che arriva dritto al punto: qui quello che vale non è la storia, la recitazione dei personaggi, l'atmosfera o il realismo. Qui, l'unica cosa che conta è far esplodere quel dannato ponte nel modo più spettacolare possibile.

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