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Gamescom 2015

Provato Just Cause 3

Durante la Gamescom 2015 abbiamo avuto modo di incontrare nuovamente i ragazzi di Avalanche, e scoprire qualche dettaglio in più sulla trama che accompagnerà le nuove avventure di Rico Rodriguez.

provato Just Cause 3
Articolo a cura di
    Disponibile per:
  • Pc
  • PS4
  • Xbox One
Andrea Porta Andrea Porta è un fanatico, divoratore (e occasionalmente critico) di videogame, serie TV, cinema, letteratura sci-fi e fantasy, progressive rock, comics, birre belga, rolling tobacco e molto altro ancora. Lo trovate su Facebook, su Twitter e su Google Plus.

La Gamescom 2015 da poco conclusasi ci è valsa un nuovo incontro con i ragazzi di Avalanche Studios per parlare di Just Cause 3, e in particolare soffermarci sulla trama che accompagnerà le nuove avventure di Rico Rodriguez. Per quanto infatti il focus della produzione, così come valeva per i predecessori, sia più sulla componente free roaming e sulla distruttibilità dell'ambiente circostante, gli sviluppatori hanno voluto ricordarci che questa volta la storia che muoverà le imprese del taciturno eroe avrà dei risvolti molto personali. Questo non significa, naturalmente, che le sfide di cui la mappa sarà costellata passino in secondo piano: ancora una volta, i ragazzi di Avalanche hanno confermato come queste ultime rimarranno l'unica possibile fonte di punti esperienza utili a sbloccare nuove abilità per Rico, ma fa comunque piacere notare come ci sia una certa attenzione anche per il lato narrativo, sebbene non valga la pena di aspettarsi una scrittura più di tanto approfondita.

Questione personale

Nel nuovo arcipelago che farà da sfondo alle avventure di Rico, ossia quello di Medici, il nostro eroe ci è nato, e, in un certo senso, ha vissuto esperienze che l'hanno trasformato nella macchina da devastazione che ormai conosciamo bene. Si da infatti il caso che le belle isole di Medici (ispirate al nostro Mediterraneo) siano strette nella morsa dittatoriale del generale Di Ravello, contro il quale la sparuta resistenza locale sembra avere ben poche armi di contrasto. Proprio questa infanzia tormentata ha convinto Rico a fuggire dall'isola e a diventare un militare al soldo dell'Agenzia, cercando di liberare il mondo da altre dittature simili. Ora che il nostro ha accumulato sufficienti risorse e conoscenze belliche, si sente pronto a fare strada verso casa, per risolvere l'ultima questione rimasta in sospeso. Con l'aiuto dell'Agenzia sbarcherà quindi a Medici e cercherà di riallacciare i contatti con i leader della resistenza locale, nel tentativo di unirli e guidarli verso il rovesciamento del dispotico regime. Nella sostanza, questo contesto personale non andrà a modificare in alcun modo il gameplay di Just Cause 3 rispetto a come ce lo ricordiamo dai precedenti capitoli. Ancora una volta sarà possibile liberare progressivamente le aree in cui l'arcipelago è diviso attaccando gli strumenti di oppressione del dittatore (tra cui statue a lui dedicate, altoparlanti e manifesti di propaganda, oppure le ben più pericolose basi militari locali). Questa azione andrà a scatenare gli animi sopiti della resistenza, che spesso si unirà spontaneamente a Rico nei combattimenti, ma causerà anche una risposta da parte delle forze militari di Di Ravello, le quali cercheranno di contrastare la rivolta con ogni mezzo in loro possesso. L'intero arcipelago, mostratoci grazie alla mappa interattiva, è stato diviso in zone secondo tre colorazioni diverse, alle quali corrisponde la presenza militare del dittatore: come visto ad esempio in Prototype, le zone verdi saranno quelle meno difese, nelle gialle si incontreranno dislocamenti di media entità e quelle rosse si riveleranno le più difficili da conquistare. Una volta riottenuto il controllo di un'area, quest'ultima tornerà nelle mani dei locali, e tornandovi dopo qualche tempo il giocatore troverà un panorama ben diverso: più gente camminerà per le strade, i negozi avranno riaperto, le effigi di Di Ravello saranno completamente sparite.

La liberazione dei territori sarà parzialmente guidata, in quanto necessaria per procedere nella trama, e in parte facoltativa, con regioni esterne che potranno essere riconquistate per puro spirito di completezza. Durante l'incontro con i ragazzi di Avalanche abbiamo potuto notare come la narrazione appaia in ogni caso piuttosto curata, con filmati d'intermezzo lunghi e ricchi di dialoghi. Ad esempio, ci è stato mostrato come poco dopo l'arrivo di Rico sull'arcipelago, il malvagio Di Ravello, informato della possibile minaccia, decida di mandare un forte messaggio alla resistenza locale, bombardando una delle città principali. Tutto questo passaggio narrativo viene raccontato tramite un'elaborata cut scene, che lascia presagire un racconto quantomeno piuttosto curato nella forma.

Non mancano inoltre comprimari con i quali ci troveremo ad avere a che fare, come Mario, amico d'infanzia di Rico e ora leader di una delle principali compagini della resistenza locale. Proprio quest'ultimo diventava protagonista della sequenza di gameplay che segue al bombardamento della cittadina, dato che Rico si recherà immediatamente sul posto nel tentativo di fermare l'attacco di Di Ravello, e proprio nel bel mezzo del caos incontrerà Mario, unendosi a lui nei combattimenti. L'impressione generale è che i ragazzi di Avalanche si siano quantomeno sforzati di accompagnare la progressione degli eventi con una narrazione più o meno sensata, e certamente elaborata dal punto di vista dei dialoghi e dei filmati d'intermezzo. Di certo, non andrà a competere con trame ben più interessanti ed elaborate viste in altri action a libera esplorazione, ma può darsi in ogni caso che la storia di vendetta di Rico possa riservare qualche risvolto coinvolgente. Per il resto, la componente più interessante di Just Cause 3 risiede in ogni caso nelle moltissime Sfide offerte dalla mappa, e dalla dinamicità del contesto, che permetterà come sempre di scatenare il caos più assoluto.

Just Cause 3 Eravamo ormai quasi del tutto convinti che, così come valeva per il predecessore, la trama di Just Cause 3 fosse un elemento del tutto accessorio per la godibilità del gioco. Quel dubbio in fondo rimane, ma quantomeno abbiamo notato uno sforzo da parte dei ragazzi di Avalanche per fornire alla catena di eventi un senso compiuto. Rendere interessante una storia che parte da elementi complessivamente non certo originali non sarà affatto semplice, ma non si può dire che gli sviluppatori non ci abbiano messo un minimo d'impegno. Se i risultati non dovessero essere positivi, il terzo capitolo delle avventure di Rico Rodriguez sembra in ogni caso più che in grado di offrire un intrattenimento ben più movimentato basato sulla libera esplorazione, che certamente rimarrà la parte centrale dell'esperienza. L'uscita su PC, Playstation 4 e Xbox One è fissata al prossimo primo dicembre, e c'è dunque la possibilità che si torni a parlare del lavoro di Avalanche prima del suo arrivo sugli scaffali: rimanete con noi.