Provato Just Cause 3

Ci siamo recati a Milano per mettere le mani sul nuovo capitolo della serie targata Avalanche Studios: grazie ad una campagna principale meglio rifinita e al suo gameplay ormai consolidato, la serie sembra davvero migliorata sotto tutti i punti di vista.

provato Just Cause 3
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    Disponibile per:
  • Pc
  • PS4
  • Xbox One
Angelo De Martini Angelo De Martini è un famelico appassionato di videogiochi, dategliene uno di qualsiasi genere e ne farà un boccone in compagnia del suo fidato PC. Se potesse scapperebbe con lui in Giappone, continuando ad amare la scrittura e a videogiocare come un matto. Lo potete trovare su Facebook.

Grazie all'invito di Koch Media e Square-Enix, ci siamo recati a Milano per prendere parte ad un evento completamente dedicato a Just Cause 3, l'attesissimo nuovo capitolo della serie free-roaming targata Avalanche Studios, e previsto per l'1 dicembre su PS4, Xbox One e PC. Il nostro lungo hands-on, della durata di circa due ore e mezzo, ci ha permesso di mettere finalmente le mani su alcune delle missioni che comporranno la campagna principale del titolo, cogliendo anche l'occasione per scambiare quattro chiacchiere con Hamish Young, Lead Vehicle Designer presso Avalanche Studios. Sono bastati i primi secondi della sequenza introduttiva di Just Cause 3, accompagnata, tra l'altro, da una meravigliosa cover di Firestarter dei The Prodigy, per sentirci immediatamente a casa. Rico è in piedi sul tettuccio di un piccolo Cessna lanciato in picchiata verso terra, lo sguardo è beffardo come un tempo, l'adrenalina scorre nelle vene (nelle nostre, sia ben chiaro, per lui è solo una semplice routine), mentre tutt'intorno la contraerea nemica esplode in mille pezzi sotto i colpi del suo letale lanciarazzi; gli manca solo un sigaro tra i denti, così, per rendere il tutto un po' più epico. Insomma, tutto sembra fatto apposta per sbatterci in faccia la verità più importante: Rico Rodriguez è tornato, e sprizza testosterone da tutti i pori. Eppure, nonostante le immagini ricordino con chiarezza -nelle esplosioni, nell'uso del paracadute e nelle modalità di fuoco- alcune delle dinamiche ludiche ampiamente saggiate a Panau (l'isola che ha fatto da ambientazione a Just Cause 2), lo stacco generazionale enfatizzato dal quadretto visivo a schermo è davvero di grande impatto, capace di comprimere e risputare fuori in un istante i cinque lunghi anni che sono intercorsi tra questo Just Cause 3 e il suo predecessore. Inoltre, in quella spettacolare planata verso le Isole Medici, che per certi versi assume i tratti di una discesa negli inferi, si assiste alla celebrazione del ritorno in patria dell'eroe Rico Rodriguez, pronto a sbarazzarsi del regime dittatoriale del generale Di Ravello e a riabbracciare gran parte di coloro con cui condivide i ricordi migliori del suo passato. Ma scopriamo insieme quali sono gli aspetti più interessanti del prossimo Just Cause.

Il grande ritorno

La meravigliosa repubblica di Medici, composta da vaste isole forestali e da incantevoli arcipelaghi dal sapore tipicamente mediterraneo, rappresenta l'opportunità di una vita per il generale Di Ravello. Nel suo sottosuolo, infatti, riposa uno dei più vasti depositi naturali di Bavarium, sostanza altamente magnetica che, se raffinata, è in grado di trasformarsi in un potentissimo esplosivo. Ecco che quindi Di Ravello, da perfetto dittatore con la smania di conquistare il globo, è riuscito finalmente ad impossessarsi dell'arma letale definitiva, costringendo ai lavori forzati l'intera popolazione, così da estrarre il Bavarium in quantità tale da poter dichiarare guerra alle nazioni circostanti ed espandere il suo dominio tentacolare. Il generale di Ravello, tuttavia, perso in quell'esplosivo delirio d'onnipotenza, non ha tenuto bene in considerazione il più fondamentale dei dettagli: le Isole Medici sono anche la terra natia di Rico Rodriguez, un uomo che più di una volta si è dimostrato poco propenso a lasciare spazio ai folli piani di un dittatore pazzo, men che meno a quelli che prevedono lo sfruttamento delle persone a lui care. Inutile dire che l'intera vicenda graviterà proprio intorno allo scontro di questi due fuochi, anche se per mettere i bastoni tra le ruote del generale servirà ben più che un'iniezione di fiducia. I ribelli di Medici, infatti, sono completamente allo sbando, incapaci di opporsi -con piccoli gruppi isolati e con armi rudimentali- al dispiegamento massivo di Di Ravello. Hanno bisogno di qualcuno che suoni loro la carica, che li riunisca sotto un'unica bandiera, e che gli mostri la via più efficacie per colpire i nervi scoperti dell'avversario, e Rico è certamente la persona più indicata per il ruolo. Ad aiutarlo in questa odissea troveremo naturalmente i suoi vecchi amici (come Mario e Dimah), persone che, come lui, conservano a Medici i loro legami più importanti. Grazie al loro prezioso aiuto, che sia per orientarsi sul territorio o per entrare in possesso di risorse particolarmente utili alla causa, e grazie soprattutto al contesto che lo coinvolge, Rico riuscirà a fare emergere oltre alcune sfaccettature della sua personalità che in passato si erano viste poco, passando da momenti di affetto e riconoscenza, a quella di furia cieca quando il generale proverà a colpire ciò che ha di più caro al mondo. Ovviamente, non dovete aspettarvi chissà quale incidenze emotive a modificare il leitmotiv da sempre espresso dalla saga; stiamo pur sempre parlando di Just Cause e del machista Rico Rodriguez. Il principale scopo dei ragazzi di Avalanche Studios, infatti, sarà proprio quello di alimentare il braciere della narrazione con un ampio uso di humour, sfruttando l'abbondante terreno fertile offerto dai rapporti d'amicizia che intercorrono tra Rico e i suoi compagni, regalandoci momenti di assoluta ilarità.

Free, free, free-roaming

Una volta sciorinate le intenzioni narrative, Just Cause 3 ci metterà finalmente alla guida della "reconquista", sfogandosi in un gameplay davvero molto familiare per la serie, ma comunque migliorato sotto molti punti di vista. La Repubblica di Medici, così come la Panau di Just Cause 2, sarà suddivisa in isole di svariata dimensione, passando da quelle più grandi, ricche di cittadine e porti, fino a raggiungere i piccoli arcipelaghi marini, composti da svariate isolette e circondate dalla vastità del mare. Come da tradizione, per riuscire ad ampliare la "zona d'influenza" della ribellione dovremo seminare il caos, distruggendo le infrastrutture del regime (identificate con delle strisce rosse) e conquistando gli obiettivi sensibili del dittatore, ottenendo in cambio un buona quantità di dollari sonanti e davvero tanta soddisfazione.

La prima priorità, comunque, sarà quella di imparare ad orientarci verso gli obiettivi sparsi per la mappa. Trattandosi di un free roaming piuttosto canonico, la navigazione sarà affidata all'uso dei classici waypoint, che ci forniranno -attraverso un'apposita segnaletica sul manto stradale- la direzione da intraprendere per raggiungere il più velocemente possibile la nostra destinazione. Nel caso volessimo optare per qualcosa di meno "tradizionale" rispetto ai numerosi veicoli a nostra disposizione, anche in questo nuovo capitolo verremo stimolati ad affidarci alla sofisticata dotazione di Rico. All'inizio dell'avventura riceveremo da Dimah una versione aggiornata del celebre rampino, oltre che una nuova giacca capace di trasformarsi all'occorrenza in una fantastica tuta alare. Per avanzare, come sempre, dovremo utilizzare lo slancio fornito dal rampino (agganciandolo alle pareti verticali o al terreno), per poi aprire il paracadute a mezz'aria, rilanciare il rampino e prolungare la nostra planata. In prossimità degli strapiombi, invece, potremo sfruttare la wingsuit per lanciarci in picchiata a tutta velocità, coprendo distanze più lunghe in un tempo decisamente inferiore. Dovremo imparare ad analizzare la conformazione del territorio circostante, così da alternare intelligentemente l'uso dell'attrezzatura di Rico e spostarci il più rapidamente possibile tra i vari obiettivi; godendo anche di scorci suggestivi altrimenti inosservabili. Siamo stati piacevolmente sorpresi nel constatare che il sistema di controllo duranti le fasi aeree è stato perfezionato, facendo dei notevoli passi avanti rispetto a quello -terribile- saggiato in Just Cause 2. Il paracadute e la tuta alare si gestiranno con estrema naturalezza e, in generale, la manovrabilità in volo sarà responsiva ed efficace; ci sarà comunque una breve missione tutorial a fornirci tutte le istruzioni del caso. Venendo alle missioni, durante la nostra prova abbiamo avuto modo di affrontare un paio relative alla distruzione e conquista degli avamposti di Di Ravello. Nella fattispecie abbiamo affrontato la liberazione della cittadina di Manaea (distruggendo megafoni, cartelloni pubblicitari e statue del dittatore) e la conquista della centrale militare di Vic Elettra (in questo caso gli obiettivi erano silos di gas, parabole di comunicazione e turbine). Davvero interessanti si sono rivelati gli espedienti utilizzati per rendere più interattiva la distruzione delle strutture. Ad esempio, per distruggere le turbine di Vic Elettra, è stato necessario recarsi prima presso l'apposita console di comandi per disattivare i sistemi di sicurezza ed esporre -per un tempo limitato- le turbine, per poi spostarci come funamboli tra una turbina e l'altra (sparse per la base) per distruggerle con una sonora scarica di proiettili. Dal punto di vista della difficoltà, pur trattandosi di una delle primissime missioni di gioco, la liberazione di Vic Elettra è stata lunga e faticosa, soprattutto a causa della strenua resistenza dell'esercito nemico, sempre pronto ad accerchiarci e farci cambiare costantemente posizione sul campo di battaglia per non rimanere uccisi. Completata la distruzione di tutte le strutture sulla lista, l'avamposto passerà immediatamente sotto il controllo della ribellione, che lo ricostruirà e ripopolerà al meglio, dandoci anche accesso a veicoli, equipaggiamenti e nuove sfide.

Rico Rodriguez come Chuck Norris

Per quanto riguarda il combattimento nudo e crudo, anche in Just Cause 3 potremo utilizzare il rampino durante gli scontri con i soldati nemici. Questa volta, però, grazie alle migliorie apportate da Dimah, sarà possibile sospendere -agganciandoli tra due elementi dello scenario o tra due oggetti- fino a due cavi contemporaneamente. Inoltre, e questa è probabilmente la chicca migliore di questo nuovo capitolo, dopo aver collegato due oggetti tra di loro sarà anche possibile attirarli l'uno verso l'altro con la semplice pressione di un tasto, generando situazioni del tutto imprevedibili ed estremamente divertenti. Ad esempio, potremo collegare un nemico ad una parete, per poi schiantarlo a tutta velocità contro di essa, oppure potremo agganciare un veicolo ad una serie di silos, che dopo un paio di urti esploderanno, scaraventando il mezzo come se fosse una palla infuocata. Con lo slancio offerto dal rampino, inoltre, potremo slanciare Rico contro il nemico (dopo averlo opportunamente agganciato), esibendoci in un incredibile calcio volante con abbattimento immediato; si tratta di una soluzione decisamente efficacie (vista l'utilizzo a ripetizione di cui gode), e che ci tirerà fuori dai guai più e più volte.

Dal punto di vista del gunplay, Just Cause 3 sarà caratterizzato da un'impostazione arcade del tutto simile a quella del capitolo precedente. Non ci sarà alcun tipo di copertura dinamica, costringendoci costantemente a sparare in movimento per farci beffa dei numerosi avversari che tenteranno di accerchiarci. In generale, comunque, grazie anche alla mira assistita, per sbarazzarci degli avversari ci basterà semplicemente avvicinare il mirino alla loro sagoma e fare fuoco; una soluzione decisamente arcade, ma sicuramente funzionale. Per quanto concerne il loadout, avremo a disposizione davvero un'infinità di bocche di fuoco, potendone portare con noi fino a due ad una mano (pistole e mitragliette), una a due mani (shotgun, fucili d'assalto e di precisione), un arma speciale (bazooka, mini-gun) e svariate granate. Gli esplosivi, invece, saranno illimitati, e ci serviranno per far saltare in aria in un attimo le infrastrutture più grosse (ponti sospesi e torri) in un tripudio di cemento e metallo.

Challenges Everywhere

Anche in Just Cause 3 buona parte del gameplay sarà destinato al completamento delle sfide sparse per tutta la mappa di gioco, che ci serviranno per sbloccare una quantità astronomica di talenti per Rico, e ci permetteranno anche di gareggiare nelle leaderboard ufficiali con i nostri punteggi più alti. Durante la nostra prova abbiamo avuto occasione di provare un buon numero di sfide, tra cui quelle relative all'uso della wingsuit, dove dovremo planare seguendo un percorso fatto di numerosi checkpoint, cercando di attraversare i cerchi rossi al loro interno per ottenere il punteggio più alto. Il design di queste sfide ci è sembrato davvero buono, con la presenza di più percorsi da affrontare, alcuni dei quali saranno nettamente più difficili e pericolosi, ma ci garantiranno un punteggio finale più elevato.

Altre sfide saranno quelle relative al cosiddetto "Destruction Frenzy", dove, a bordo di svariati velivoli (elicotteri ed aerei), avremo un minuto e mezzo di tempo per distruggere il maggior numero delle strutture presenti in una base nemica, persino quelle già conquistate. Ad esempio, una delle sfide ci ha permesso di distruggere nuovamente la base militare di Vic Elettra, questa volta trivellandola a bordo di un elicottero dotato di mini-gun; in questa tipologia di sfida, tra l'altro, avremo un moltiplicatore di danni che aumenterà infliggendo numerosi danni in successione, dandoci anche modo, se rimarrà attivo, di continuare la sfida anche terminato il minuto e mezzo a disposizione. Al termine di ogni sfida si potranno ottenere -in base al punteggio realizzato- fino a 5 ingranaggi da spendere nella varie categorie di "mod" disponibili. Esse spazieranno tra gli esplosivi, le armi, i veicoli di terra e di mare, fino al rampino e alla wingsuit. Tra quelle da noi provate ce n'erano alcune utili a migliorare la mira o la manovrabilità della wingsuit in planata, oppure alcune per sbloccare il nitro su alcuni veicoli. Insomma, le opzioni di personalizzazione sono veramente tantissime e ben differenziate.

Appetite for destruction

Se c'è una cosa che salta subito all'occhio una volta messo piede sulla giostra scintillante di Just Cause 3, quello è sicuramente il comparto tecnico realizzato dai ragazzi di Avalanche Studios. Le prime note positive vanno spese per la modellazione del territorio, al quale è stata conferita una notevole verticalità senza sacrificare l'ampiezza delle aeree di gioco, così da permettere alla wingsuit di essere usata praticamente ovunque. I panorami delle isole Medici, inoltre, sono meravigliosi, con ampi appezzamenti ricoperti dalla tipica macchia mediterranea, e capaci di svariare dalle spiagge fino alle zone più rocciose, passando anche per centri abitati dall'architettura tipicamente europea; proprio l'Italia è stata una delle grandi muse ispiratrici per la realizzazione delle ambientazioni. Dal punto di vista puramente grafico, tenendo presente che la nostra prova si è effettuata su PC di fascia alta, abbiamo notato una draw distance degli scenari capace di distinguersi con un rendering molto buono, con qualche piccolo fenomeno di popup riscontrabile nella vegetazione e negli elementi più distanti. La pulizia complessiva dell'immagine è buona, anche se va segnalata la presenza di un po' di aliasing nella scena.

Davvero ottima è la gestione della luce ambientale e dei riflessi sulle diverse superfici, con una cura particolare per i contrasti tra le zone d'ombra e quelle illuminate. Ciò che però rende magica l'atmosfera di Just Cause 3 sono le esplosioni, curate sia dal punto di vista effettistico che sonoro, in grado anche di generare delle onde d'urto che sbalzeranno il povero Rico (rischiando addirittura di ucciderlo). Avremo modo di vedere intere strutture frantumarsi in un festival di fiamme, fumo e detriti, per poi lasciare spazio agli effetti ben visibili della catastrofe appena compiuta. I silos di gas, ad esempio, una volta rimossi saranno sostituiti dalle fuoriuscite del gas infiammabile, restituendo l'affascinante sensazione di una demolizione perfettamente riuscita. Per quanto riguarda il supporto alle mod, durante la chiacchierata con Hamish Young ci siamo sbilanciati chiedendogli se quelle realizzate su PC (saranno sicuramente tantissime) verranno rese disponibili anche su console, ricevendo una risposta sfuggevole (ma comunque possibilista).

Just Cause 3 La nostra lunga prova in compagnia di Just Cause 3 ci ha lasciati decisamente ben impressionati. Il salto generazionale operato dai ragazzi di Avalanche Studios si avverte in ogni aspetto del titolo, che qui raggiunge l'assoluto perfezionamento di tutte le dinamiche che in Just Cause 2 soffrivano di qualche imprecisione di troppo. Anche il lavoro di caratterizzazione dei personaggi ci ha piacevolmente colpiti, a partire dalle sfaccettature della personalità del buon Rico, capace di donare più slancio e profondità alle missioni della campagna principale, da sempre ritenute un aspetto secondario rispetto alle meccaniche di gioco. Dal punto del vista del gameplay, Just Cause si riconferma un titolo arcade votato alla distruzione senza limiti, capace di stimolare la creatività del giocatore con semplici strumenti ludici ben realizzati, come il rampino. Tecnicamente parlando, Just Cause 3 è un titolo che mostra senza indugi tutti i benefici portati dal salto generazionale, con una rinnovata veste poligonale ed un'effettistica davvero ben riuscita, soprattutto nelle esplosioni. Non ci resta che attendere la versione definitiva di questo promettente free roaming di Avalanche Studios, atteso su PS4, Xbox One e PC per l'1 dicembre.