Provato Killing Floor 2

A nove mesi dal lancio abbiamo provato approfonditamente il seguito di uno degli FPS online più apprezzati e longevi degli ultimi anni. La formula brevettata dai ragazzi di Tripwire Interactive convince già in questa sua incarnazione Early Access.

provato Killing Floor 2
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    Disponibile per:
  • Pc
  • PS4
Dario Bianchi Dario Bianchi Accanito videogiocatore dall'età di 6 anni, Dario adora le emozioni e le forti suggestioni trasmesse dal mezzo videoludico. Quando non impugna un pad si dedica alla lettura, alla birra e al rock, accompagnato dalla sua amata Fender Telecaster! Lo trovate su Facebook e Twitter.

Nato originariamente come mod per Unreal Tournament 2004, Killing Floor ne ha fatta davvero tanta di strada in poco più di dieci anni: la software house americana Tripwire Interactive si è infatti subito accorta dell'enorme potenziale racchiuso nella semplice quanto accattivante formula del divertentissimo sparatutto cooperativo, in cui un gruppo di sei giocatori è chiamato a contrastare ondate su ondate di mostri geneticamente modificati, adoperando un arsenale di tutto rispetto per varietà e caratterizzazione. Il titolo ha dimostrato una longevità incredibile, continuando tutt'oggi ad occupare ottime posizioni nelle classifiche dei "più giocati" di Steam, complice una community relativamente piccola ma molto affiatata, ed un supporto da parte dello studio statunitense che definire lodevole appare quasi riduttivo. Grande è stata quindi l'euforia che ha accompagnato l'annuncio di Killing Floor 2, seguito ufficiale destinato ad espandere e perfezionare l'anima ludica del capitolo precedente: al fine di ottenere il migliore dei risultati, ma sopratutto di soddisfare le altissime aspettative dei fan, Tripwire ha optato per una pubblicazione in "Early access", mettendo a disposizione degli utenti solo una parte dei contenuti presenti in quella che sarà la release finale, racchiusi oggi in un pacchetto tecnicamente già molto ben rifinito. A distanza di nove mesi dal lancio e dopo due corposi upgrade che hanno sensibilmente aumentato l'offerta (ancora incompleta) del prodotto, ci siamo fatti largo tra le fila delle orrende creature partorite dall'incoscienza e dagli sciagurati esperimenti della Horzine Biotech, constatando la bontà del lavoro sin qui svolto, seppur non senza qualche piccolo inciampo.

"Money, money, money!"

Killing Floor poneva il giocatore nei panni di uno dei tanti, strambi, personaggi disponibili, personalità fuori di testa ritrovatesi loro malgrado nel bel mezzo di una vera e propria apocalisse originatasi nel Regno Unito, ed il suo seguito non è da meno. Questa volta però l'epidemia sembra essersi estesa oltre la Manica, raggiungendo i nostri cari "cugini" francesi, costretti ad interrompere bruscamente la loro squisita cena a base di baguette ed escargots per poter scampare alle fameliche grinfie degli Zed, creature da incubo assetate di sangue. La scelta del personaggio continua a non rivestire un ruolo di fondamentale importanza; i tanti alter ego disponibili nella schermata di selezione equivalgono di fatto a "skin" tra le quali optare. Ciascun protagonista è però differenziato non solo dal suo aspetto fisico ma anche da un carattere ben definito, che emergerà durante le serratissime sparatorie attraverso le numerose battute e linee di dialogo registrate dai programmatori; un aspetto molto caro ai fan del titolo originale, rimasti completamente stregati dallo humor nero e dall'accento tipicamente british offerti in passato. In tal contesto Killing Floor 2 replica i successi precedentemente maturati, e decide di concedere ai giocatori nuove opzioni di personalizzazione grazie ad una serie di accessori che possono essere associati al nostro folle combattente: cappelli, cravatte, maschere anti-gas e occhiali da sole sono solo alcuni degli elementi coi quali è possibile interagire, così da presentarsi sul campo di battaglia con la giusta mise. Molto più importante si rivela invece la scelta del "perk", di fatto la classe da impersonare, ciascuna caratterizzata da specifici punti di forza e debolezze: attualmente Killing Floor 2 permette di poter scegliere tra sette differenti configurazioni, alcune recuperate dal precedente episodio, altre completamente inedite. Se adorate lanciarvi nella mischia con indomito coraggio allora il Berserker farà certamente al caso vostro: equipaggiare questo specifico perk consentirà di ottenere bonus relativi alla difesa e agli HP totali, richiedendo nel contempo di fare particolare affidamento sulle armi da mischia, il cui danno verrà massimizzato. Il "Support" è invece specializzato nell'uso dei fucili a pompa, oltre a godere di una resistenza fuori dal comune, grazie ai suoi bonus relativi all'armatura, e di un'innata capacità nel sigillare le porte delle varie mappe da gioco, strategia perfetta per rallentare l'avanzata dell'orda nemica.

Il "Gunslinger" costituisce la prima introduzione completamente inedita, offrendo la possibilità di specializzarsi nell'uso di pistole di vario genere, aumentando danni e precisione delle suddette bocche da fuoco, oltre a poter usufruire di tempi di ricarica notevolmente ridotti. Il team americano ha lavorato duramente per migliorare quanto di buono espresso in passato, ed i risultati sono decisamente tangibili: ciascuna classe può infatti accumulare punti esperienza e scalare i venticinque livelli con un'immediatezza e una naturalezza del tutto assenti nelle lunghissime sessioni di grinding selvaggio dell'episodio precedente. Accumulare esperienza richiede ancora tanto impegno e dedizione per ultimare i livelli più elevati, ma il rinnovato sistema implementato tende a premiare con maggiore puntualità coloro che sfrutteranno a dovere i punti di forza del proprio perk, assicurando così una progressione molto più fluida e godibile. Potenziare la propria classe assicurerà ulteriori soddisfazioni grazie ad una serie di abilità sbloccabili ogni cinque livelli, offrendo di fatto degli inediti skill tree grazie ai quali modificare profondamente il proprio stile di gioco, in una costante ricerca di equilibrio tra doti offensive e difensive, che supportino con maggiore efficacia l'intero team o semplicemente il nostro avatar. Ciascun match è costituito da un numero predefinito di "ondate" di difficoltà crescente alle quali il gruppo di giocatori dovrà resistere: la varietà delle creature raggiunge i buoni livelli già offerti in passato, grazie a mostri aracnoidi, zombie cyborg armati di lanciafiamme e orride Siren, senza dimenticare i temibili Scrake e le loro letali motoseghe, così come gli inarrestabili e sadici Flesh Pound. Tra un assalto e l'altro il team avrà a disposizione un breve periodo di "tregua" durante il quale dirigersi verso il mercante di armi: qui potrà essere speso il denaro accumulato uccidendo gli avversari, rimpinguando le proprie scorte di munizioni e granate, optando per l'acquisto di un bel giubbotto antiproiettile che funga da armatura oppure di qualche bocca da fuoco ancora più potente con cui eviscerare i propri aguzzini.

Terminato lo shopping sfrenato la mattanza avrà nuovamente inizio, e si concluderà solo con il tanto atteso scontro con il boss di turno. L'ultimo update ha recentemente proposto il ritorno dell'amato quanto letale Patriarca, super cattivo capace di ritagliarsi un posto speciale nel cuore dei fan storici, affiancato da una new entry altrettanto pericolosa, ovvero l'orribile Dottor Hans Volter, ex dipendente della Horzine rimasto a sua volta vittima dei folli esperimenti condotti. I due boss risultano sin da adesso ben diversificati nei vari pattern d'attacco che li caratterizzano, richiedendo approcci completamente differenti per essere affrontati al meglio, accomunati comunque dalla necessità di coordinare il proprio team con grande attenzione, specialmente alle difficoltà più elevate.

"Loads of (real) money!"

Con Killing Floor 2 Tripwire sembra voler puntare sul sicuro, senza stravolgere la formula che tanto successo ha riscosso nell'ultimo decennio, assicurando ai giocatori un capitolo potenziato e migliorato in tutti i suoi aspetti. A tal proposito è impossibile non notare l'enorme progresso compiuto dal comparto tecnico, grazie all'utilizzo di una versione profondamente modificata dell'Unreal Engine 3, capace di restituire scorci emozionanti (come quelli della mappa "Burning Paris"), giochi di luce di ottima qualità, animazioni sensibilmente migliorate e una mole poligonale dei vari modelli di tutto rispetto. A raffreddare gli entusiasmi della community sono però arrivate le sempre tanto temute microtransazioni, nella forma della Zed-conomy. In questo vero e proprio negozio in-game i giocatori possono acquistare con valuta reale skin inedite per armi e personaggi, accessori con cui rendere ancora più stilosi i propri combattenti, chiavi con le quali sbloccare alcune valigette ottenute randomicamente al termine dei vari incontri (e piene di loot), oltre a poter vendere eventuale merce indesiderata. Per quanto l'avvento delle microtransazioni abbia contribuito ad instaurare un senso di giustificabile malcontento ed insicurezza nella fanbase, dobbiamo però ammettere che gli sviluppatori sono rimasti fedeli ai presupposti con cui hanno presentato questa nuova feature, di fatto vero e proprio shop dedicato ad oggetti che non impattano in alcuna maniera sul gameplay di Killing Floor 2, limitandosi ad offrire soluzioni alternative di carattere esclusivamente estetico.

Killing Floor 2 Le circa 35 ore trascorse in compagnia di questa versione "work in progress" di Killing Floor 2 ci hanno lasciati decisamente soddisfatti. Il titolo promette di sviluppare e perfezionare le tante, ottime idee presentate dal precedente episodio, limandone i difetti grazie ad una progressione molto più godibile e ad una rinnovata profondità del gameplay affidata agli inediti skill tree che caratterizzano ogni classe. Lo stato attuale della build consente di poter usufruire di un buon numero di contenuti, grazie a sette differenti perk tra cui scegliere, sei mappe, due boss e un numero spropositato di armi, tutte ottimamente riprodotte, come da tradizione Tripwire. Sensibili miglioramenti da registrare anche nel comparto tecnico, finalmente al passo coi tempi, seppur non rivoluzionario. Le nostre perplessità risiedono piuttosto nella presenza delle microtransazioni, tutt'altro che invadenti al momento ma potenzialmente pericolose per lo sviluppo futuro del gioco, qualora il valore attribuito a questa feature cresca nel tempo. Occorre inoltre lavorare ancora sul bilanciamento delle varie classi, e non possiamo nascondere un po' di delusione nel constatare come i ranghi dell'orda nemica non presentino mostri inediti da combattere allo stato attuale (esclusion fatta per il nuovo boss). Attendiamo allora fiduciosi la release finale, attesa su PC per un indefinito "2016", sperando che lo studio statunitense riesca a bissare l'inatteso successo del capitolo precedente, senza rovinare tutto con una gestione scellerata della Zed-conomy ed assicurando quell'incredibile supporto che ha saziato la fame della community per quasi dieci, lunghi anni.

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