Provato Kirby and the Rainbow Curse

Un platform da giocare in punta di pennino

provato Kirby and the Rainbow Curse
Articolo a cura di
    Disponibile per:
  • Wii U
Alessandro Trufolo Alessandro Trufolo ha visto la sua prima schermata di Game Over in età precoce: per il trauma, è cresciuto inserendo cartucce e dischi vari in qualsiasi console o computer gli capitasse a tiro. Quando ha deciso che di videogiochi voleva anche scriverne e parlarne, il dramma si è completato. Aiutatelo a superarlo su Facebook, Twitter e Google+.

Passato in secondo piano rispetto ad altri roboanti annunci che hanno contraddistinto l'ultima Direct pre-E3 di Nintendo, Kirby and the Rainbow Curse ha stupito i giocatori assiepatisi presso lo stand della Grande N con il perfetto DNA della sleeper hit. Nonostante le code di fronte alle poche postazioni di gioco dedicategli fossero incredibilmente più ridotte rispetto a quelle di 'fratelli maggiori' come Super Smash Bros o Hyrule Warriors, la nuova avventura del paffuto eroe di casa Nintendo ha saputo portare sullo showfloor un assaggio di quel 'tocco magico' che la casa di Kyoto sembrava aver perso in questi ultimi anni; level design stratosferico ed esperienze di gioco costruite a pennello intorno alle proprie periferiche, infatti, sono da sempre marchi di fabbrica della produzione della mamma di Mario che, dopo essersi concentrata sulla propria prodigiosa console portatile, sembra ora voler finalmente riproporre i propri cavalli da battaglia anche sulla (finora) sfortunata WiiU.

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Successore spirituale del magnifico Kirby Canvas Curse per Nintendo DS, Rainbow Curse pone al centro della propria esperienza di gioco proprio i suddetti elementi: 'tocco magico', in effetti, è anche la definizione adatta per descrivere il sistema di controllo tramite il quale potremo sfruttare i poteri di Kirby a nostro vantaggio. Per buona parte ereditati dal precedente titolo portatile, i comandi di Raibow Curse posizionano nuovamente al centro dell'attenzione il bistrattato GamePad Nintendo: un tocco di pennino sul paffuto eroe e questi scatterà in avanti, mentre una qualsiasi linea tracciata in una qualunque altra porzione di schermo comporrà una piattaforma di coloratissima plastilina sulla quale la nostra graziosa palla rosa potrà sfrecciare evitando gli ostacoli sul proprio cammino. Per un elemento (il sistema di controllo) che ritorna in tutto il suo splendore, una nuova ambientazione farà il proprio debutto lungo i coloratissimi livelli di Rainbow Curse: abbandonati infatti i tratti 'pastellosi' dell'episodio portatile, i grafici di HAL Laboratory hanno preferito caratterizzare i nuovi scenari tramite un riuscitissimo, come anticipato, 'effetto plastilina'. Tutti coloro la cui infanzia è stata resa migliore (o peggiore, nel caso vostra madre la trovasse ovunque per casa) dall'utilizzo di Das, Didò e affini può dormire sonni tranquilli: la resa grafica del materiale gommoso più amato da grandi e piccini è infatti, come da tradizione Nintendo, assolutamente stupefacente.

Visto in movimento, il coloratissimo mondo di Rainbow Curse è l'ennesima riprova del fatto che, quando Nintendo vuole sottolineare la sua rinomata 'difference', la concorrenza può solamente stare a guardare, specialmente in campo platform: una ricchissima palette di colori ed una gamma di animazioni assolutamente fedele al mondo gommoso di fronte ai nostri occhi sono sicuramente due dei punti di forza di uno dei comparti tecnici più convincenti tra quelli presenti allo stand Nintendo, rendendo quasi un peccato per il giocatore il dover concentrare la propria attenzione sullo schermo meno definito del GamePad di WiiU.
Dei tre stage testabili in fiera, solamente due sono riusciti a darci un assaggio di quello che con tutta probabilità ritroveremo all'interno del gioco completo: esclusa infatti una sorta di tutorial (utile più che altro ai neofiti per impadronirsi del sistema di controllo), i livelli successivi ci hanno mostrato un Kirby alle prese con uno scenario subacqueo ed una delle sue innumerevoli trasformazioni. Proprio grazie a quest'ultima, abbiamo potuto affrontare un livello a scrolling fisso nel quale un tank-Kirby particolarmente agguerrito doveva difendersi dagli attacchi di sciami di nemici volanti e terrestri: toccando un punto qualsiasi dello schermo, infatti, dalla bocca/cannone del nostro eroe veniva scagliato un proiettile gommoso mentre, tratteggiando le consuete linee era possibile creare le classiche piattaforme arcobaleno. Il gameplay di questa sezione era quindi basato su un ottimo equilibrio tra la doverosa difesa dai nemici provenienti da ogni direzione e la classica esplorazione degli ambienti in cerca di tesori bonus e stelle. Collezionate 100 stelline, poi, tenendo premuto il pennino su Kirby per qualche secondo questi entrava in uno stato di temporanea invincibilità grazie al quale i suoi proiettili erano in grado di liberarsi più agevolmente degli avversari ed il suo solo passaggio era in grado di distruggere blocchi che custodivano ulteriori collezionabili. La particolare transizione tra le due diverse componenti del gameplay donava un ritmo assolutamente convincente e sostenuto allo stage, afflitto solo da una certa brevità (probabilmente a causa della collocazione fieristica) che verrà sicuramente rimossa dal titolo finale.

Esplorando l'area sottomarina della demo, poi, abbiamo scoperto un Kirby più tradizionale: senza alcuna trasformazione a supportarlo, questa volta il gameplay era incentrato sul corretto utilizzo di correnti marine in grado di spostare lo sferico protagonista in lungo e in largo per il livello. Tracciare linee per creare piattaforme nella giusta posizione, e con il giusto tempismo, si è rivelata la sfida senza dubbio più ostica tra quelle proposte dalla versione dimostrativa, grazie soprattutto ad una disposizione di trappole, barriere e nemici alquanto infame. In linea generale, nonostante un non meglio precisato '2015' a riempire la casella riguardante la data di pubblicazione di Kirby Rainbow Curse, da quanto testato direttamente con le nostre mani il lavoro svolto dal team di sviluppo sembra essere già indirizzato su standard qualitativi decisamente alti; in particolar modo (e manco a dirlo) per quanto riguarda un level design che, con tutta probabilità, è destinato a riproporre i fasti delle avventure portatili di Kirby anche su un WiiU dalla ritrovata vitalità.

Kirby e il Pennello Arcobaleno Tra le sorprese più inaspettate, ma al tempo stesso più gradite, di un E3 particolarmente brillante per Nintendo troviamo proprio questo Kirby Rainbow Curse. Per questa sua nuova avventura, la mascotte più trasformista di casa Nintendo non sembra volersi semplicemente adagiare sulla forza del proprio franchise, ma piuttosto riportare in grande stile su WiiU la riuscitissima struttura di gioco del primo episodio 'tattile' della serie. Nonostante uno sviluppo ancora parziale, infatti, all'interno dei tre livelli disponibili nella demo presente alla fiera losangelina abbiamo potuto ammirare alcuni dei capisaldi storici della produzione Nintendo come un level design riuscitissimo, scenari caratterizzati da una magia unica e fiabesca ed un livello di sfida in grado di impegnare anche i 'platformisti' più smaliziati. Con queste premesse Kirby Rainbow Curse non può che entrare di diritto nella lista dei titoli più attesi dai possessori della console di casa Nintendo, e chissà che da sleeper hit non si trasformi, proprio come il suo protagonista, in una deliziosa killer app.