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Provato La Terra di Mezzo: L'Ombra di Mordor

L'ultimo incontro con il gioco prima della recensione

provato La Terra di Mezzo: L'Ombra di Mordor
Articolo a cura di
    Disponibile per:
  • Xbox 360
  • Ps3
  • Pc
  • PS4
  • Xbox One
Nicolò Pellegatta Nicolò Pellegatta va matto per il chinotto, i fumetti europei (anche quelli francesi), non sopporta le code. Ha un debole per i videogiochi giapponesi, ma Kojima proprio non gli sta simpatico. Apprezza i giochi di breve durata, ma poi finisce sempre per iniziarne uno da 40 ore! Dissuadetelo su Facebook, Twitter o su Google Plus.

Ne La Terra di Mezzo: L'Ombra di Mordor tutto è generato randomicamente. Significa che non appena si inaugura un salvataggio, sulla scacchiera si depositano 4 livelli di Orchi, dai semplici capitani ai comandanti, i bracci operativi di un Sauron prossimo alla rinascita concretizzatasi nella trilogia del Signore degli Anelli. Questi hanno una raffinata intelligenza artificiale che li fa reagire immediatamente alle azioni compiute dal giocatore, le sue vittorie e le sue sconfitte, determinando così gli equilibri all'interno della società orchesca.
Come è noto il videogioco in uscita il 30 Settembre su PC, Xbox One e Playstation 4 si ambienta interamente nelle lande di Mordor, a cavallo degli eventi descritti ne Lo Hobbit (versione Peter Jackson ) e la successiva epica della Compagnia dell'anello.
Per supportare il suo titolo più importante dell'autunno, Warner Bros ha organizzato un evento stampa nella cornice "medievale" del Castello Sforzesco di Milano: nei suoi sotterranei abbiamo assistito ad una lunga presentazione tenuta dal Lead Designer di Monolith Soft, prima di provare con mano la componente free-roaming.

Le armate di Sauron

La trama di L'Ombra di Mordor si snoda tra il tempo attuale e la Seconda Era, quella della forgiatura degli Anelli e della prima sconfitta di Sauron. C'è una dualità di prospettive sin dal personaggio principale: Talion, un ranger di Gondor a cui gli orchi hanno sterminato la famiglia, incluso lui stesso, ed un etereo salvatore che gli ridona la vita e lo incarica di una missione piuttosto importante. Quest'ultimo non è altri che Celebrimbor, il mitico forgiatore degli Anelli durante la Seconda Era costretto da Sauron a creare l'Unico Anello per comandare tutti gli altri.
Nelle intenzioni degli sceneggiatori, tra cui svetta Christian Cantamessa che aveva già scritto la trama di Red Dead Redemption, sia Talion che Celebrimbor hanno sentimenti di rivalsa ed uniranno le forze in una missione in solitaria all'interno di una Mordor che tutti credono ormai selvaggia e territorio di orchi allo sbando, ma che Sauron sta pian piano ricongiungendo sotto il suo potere. Nel corso del gioco incontreremo più volte Gollum, il quale svilupperà un rapporto particolare con il ranger di Gondor, che è definito simile a quello tra Frodo e Sam, ma non è ancora ben chiaro le ragioni profonde.
Purtroppo i dettagli narrativi terminano qua e con nostro grande disappunto anche a questo appuntamento milanese non abbiamo avuto modo né di carpire maggiori dettagli, né di giocare direttamente una missione della campagna. Warner Bros intende stupirci con la componente free-roaming e la raffinatissima intelligenza artificiale che muove l'Armata di Sauron, lasciando da parte gli aspetti maggiormente narrativi: siamo, però, fiduciosi che la penna di Cantamessa saprà bilanciare le missioni più story driven con la libera esplorazione del mondo, un po' come avvenuto nel capolavoro western Rockstar.

Perchè la caccia ai capitani e comandanti di Sauron non segue alcuno script, ma genera casualmente sia i nomi che le fattezze di ciascun orco, la loro posizione, le loro forze e debolezze, nonchè i rapporti di potere all'interno della società orchesca. Il sistema è molto flessibile e tende ad evolvere con il tempo e ad ogni azione del giocatore: ci è stato ad esempio spiegato come dopo due giorni di inattività (leggasi gioco/console spenta), la gerarchia può cambiare e vedere un orco prima capitano ora nella posizione che era di uno dei bracci destro di Sauron. Ciò ha serie implicazioni per il giocatore: bisogna sfruttare quanto possibile gli odi tra le diverse fazioni, lasciare che si uccidino a vicenda, perchè qualsiasi azione compiuta in prima persona indebolisce o elimina un orco, ma quasi sicuramente ne rafforzerà un altro.
Possiamo anticipare sin da ora che il gioco è tutto fuorchè una passeggiata di salute. Le lande di Mordor sono infide benchè verdeggianti, i pericoli sono molteplici e più volte nel corso del gioco sarete costretti a rivedere la vostra strategia perchè il mondo attorno a voi è in continua mutazione, quasi mai prevedibile. Tuttavia aiuta avere un sistema di combattimento mutuato da Assassin's Creed con un sistema di schivate tale e quali ai Batman Arkham (premere croce o triangolo quando un orco ci sta attaccando), nonostante l'utilizzo dei pulsanti sia pressochè totale per utilizzare le armi fisiche (spada, pugnale ed arco) oppure le rune, magie ereditate da Celebrimbor che permettono di stordire, dominare o manipolare le menti degli avversari. Almeno nei primi istanti di gioco avrete alcuni problemi ad abituarvi ad un sistema di controllo che fa uso di tutti i tasti del Dualshock e richiede spesso combinazioni tra dorsali o la simultanea pressione di due tasti frontali per eseguire una determinata combo.

Una Mordor differente

La Terra di Mezzo: L'Ombra di Mordor è previsto sia per i sistemi next gen che quelli old gen. Ciò ha un naturale impatto sulla qualità grafica: sebbene Monolith sia direttamente responsabile solamente delle versioni PC, Xbox One e Playstation 4, anche in quest'ultime la mole poligonale e la varietà degli ambienti non svettano come punti di forza. Il frame rate per fortuna si dimostra abbastanza fluido e non cala quasi mai sotto i 30 fps, ma avremmo voluto una maggiore diversificazione della flora di Mordor, così come una più elaborata architettura di torri e castelli, quasi sempre accennati con la scusa del mondo in rovina. Il timore è che di fronte ad un buco narrativo, letterario e cinematografico, il team di sviluppo non si sia sforzato più di tanto nel donare un tocco più originale e personale a quelle terre allora non così desolate; ci sarebbe piaciuto intravedere fortini più massicci e qualche torre ancora in piedi, non tanto per un gusto estetico, quanto per avere punti di riferimento inequivocabili in occasione dell'esplorazione delle terre di gioco.

La Terra di Mezzo: L'Ombra di Mordor Ad una manciata di settimane dalla release La Terra di Mezzo: L'Ombra di Mordor riconferma i buoni propositi degli ultimi mesi. Di fronte ad una stagione autunnale con poche novità next gen perchè tutte rimandate al 2015, Warner Bros potrebbe stupire molti giocatori con un tie-in interessante sul profilo narrativo, ma ancora di più su quello ludico grazie al mondo free-roaming ed alla complessa Intelligenza Artificiale, flessibile e dinamica. Quest'ultimo aspetto rappresenta un forte elemento di originalità e dona nuovi significati ai termini procedurale e randomico. Tra pochi giorni saremo in grado di proporre la recensione del titolo: il nostro augurio è che il filone inaugurato da La Guerra nel Nord e L'Ombra di Mordor possa diventare una serie apprezzata ed in grado di muoversi sulle proprie gambe tanto quanto quella di Arkham per Batman.

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