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Last Day of June: provato il nuovo gioco degli autori di Murasaki Baby

505 Games ci ha permesso di provare a fondo il gameplay del nuovo, toccante progetto dei ragazzi italiani di Ovosonico, il team di Murasaki Baby.

Last Day of June

Videoanteprima
Last Day of June
Articolo a cura di
    Disponibile per:
  • Pc
  • PS4
Andrea Fontanesi Andrea Fontanesi sceglie (in)consapevolmente di votarsi al videogioco fin dalla più tenera età, quando, negando alla madre il piacere popolare della prima parola dedicata, pronuncia un “Ma” pregno di speranza assieme a un “rio” assai meno poetico. Crescendo si lascia sedurre dal fascino della scrittura per infine realizzare, dopo ben ventisei anni, che le due passioni, quando si compenetrano, sono in grado di donargli enormi soddisfazioni. Strenuo sostenitore dello sperimentalismo audiovisivo, nutre da sempre un sano interesse per il cinema d’animazione, ed è inoltre profondamente legato all’arte del doppiaggio, che pratica tutt’ora a livello amatoriale.

È opinione di chi vi scrive che titoli come Last Day of June rappresentino la materia più delicata e complessa da trattare per chi fa dell'analisi critica il proprio mestiere. La definizione usata sovente per descriverli, quella cioè di "emotional game", la dice infatti lunga su quanto queste esperienze siano intimamente collegate alla sensibilità di chi si appresta a viverle pad alla mano. Che è poi il motivo per cui noialtri della stampa, nei nostri scritti, dovremmo stare sempre molto attenti a soppesare ogni singola informazione al fine di svelare il meno possibile di quanto mostrato in anteprima dagli addetti ai lavori, così da non smorzare il senso di trasporto che, di tali opere, rappresenta la vera e propria linfa vitale. È difficile: estremamente difficile. Specie in situazioni come questa, che ci ha portato ad essere spettatori e attori di ben tre ore in-game del nuovo progetto di Ovosonico, il team italiano di Massimo Guarini che in tanti ricorderanno per l'ottimo Murasaki Baby.
Quel che ci semplifica il compito, in un certo senso, è che diversi tasselli preliminari della vicenda raccontata siano già stati resi di dominio pubblico con trailer e comunicati stampa dal publisher stesso, quel 505 Games che ci ha gentilmente ospitato nei suoi uffici milanesi per provare il prodotto così a fondo. Allo stesso tempo, vorremmo arginare in questa sede ogni rischio di anticipazione sui fatti di gioco successivi, preferendo fare il punto su cosa sia giusto aspettarsi dal sistema di gioco alla base di Last Day of June. E, soprattutto, sul perché, il prossimo 31 agosto, sarà splendido iniziare la nuova stagione videoludica avendo fra le mani una produzione talmente preziosa.

Drive Home

Partiamo dal già noto: Last Day of June ruota attorno a un particolare episodio accaduto a una coppia di innamorati, Carl e June, che vediamo nell'antefatto seduti su un pontile con le gambe a penzoloni, spalla contro spalla, carezzati dai riflessi dell'acqua che sta dinanzi a loro. L'inquadratura li segue da vicino, sottolineandone i piccoli gesti affettuosi; sul fondo, un orizzonte appena accennato, sfocato quasi come fosse inciso nei vetri smerigliati. Lui si alza, raccoglie un fiore dal prato retrostante e lo pone fra i capelli di lei con delicatezza. Lei ha freddo, lui cammina fino all'auto parcheggiata poco dietro e prende una coperta da posarle sulle spalle. L'azione che porta il giocatore a guidare Carl attraverso il parchetto è minimale: il personaggio dai grandi occhiali può essere mosso con la levetta del joypad, e in più gli viene richiesto di interagire con gli oggetti solamente premendo un tasto. L'amore fra Carl e June è di quelli sinceri e inscalfibili, come ci mostra subito un flashback ambientato nella villetta dei due, che svela altresì il mini-mondo di gioco, un tipico setting di campagna dai colori caldi. Scopriamo che June ha in serbo per Carl un pacchetto regalo, che ha intenzione di porgergli proprio quando saranno insieme sulle sponde del lago; soprattutto, scopriamo che lei ha la passione per la pittura, tanto da aver allestito un rudimentale atelier in una stanza al piano terreno. Quel giorno gravitavano attorno ai due altri quattro personaggi, sui quali torneremo a brevissimo. Stacco: June, sul pontile, sta per dare all'amato quel dono, ma un temporale improvviso glielo impedisce, costringendo i due a correre in macchina e inforcare la strada verso casa. Qualcosa andrà storto. Carl si sveglia di soprassalto sulla poltrona. Avvicina una sedia a rotelle: non può più muovere le gambe. Le tinte sgargianti a cui i pochi minuti di prologo ci avevano abituato hanno lasciato il posto al blu tenebra; il tappeto musicale delicato e sognante, al silenzio. È passato del tempo dall'incidente che ha fatto perdere al protagonista parte di sé, non solo a livello fisico. June, tragicamente, non ce l'ha fatta. La porta del suo laboratorio di pittura è ormai chiusa come il cuore di Carl. Ma i morsi della fame e la solitudine costringono il poveretto ad aprirla un'ultima volta per recuperare un apriscatole. Al che, il gameplay di Last Day of June comincia finalmente a farsi largo fra i momenti di pura narrazione.

Attraverso il ritratto

Nella camera di June sono infatti conservate delle tele raffiguranti i quattro personaggi che chi gioca ha già intravisto durante la sequenza di flashback a cui facevamo accenno poc'anzi, che sarà poi il perno temporale dell'avventura. Nello specifico, i quadri raffigurano un bambino, che avevamo scorto fuori dalla finestra mentre chiedeva a Carl di giocare con lui a pallone; una donna bionda che aveva porto l'apriscatole al protagonista; un cacciatore dai baffi adunchi, visto in precedenza nell'atto d'inseguire un uccellino tra le viuzze del circondario; e un anziano signore col bastone, che aveva consegnato a June la famosa confezione regalo. Toccando i ritratti, Carl realizza di poter riavvolgere magicamente il tempo fino a quel giorno, proprio qualche istante prima della disgrazia che l'ha separato dalla sua dolce metà.

I nostri cenni alla trama di Last Day of June si fermano qui, non prima, però, di chiarire il fatto che queste persone saranno tutte in qualche modo legate a doppio filo al destino della giovane, e che Carl si dimostrerà in grado di vestire i loro panni per riviverne e modificarne le singole gesta al semplice tocco del dipinto corrispondente. Le prime ore dell'opera di Ovosonico, insomma, sono una sorta di rilettura in terza persona dell'idea che ha fatto la fortuna di film come Ricomincio da capo e affini. Tornando nel passato, il giocatore rivive dapprima l'evento che ha portato sciaguratamente il personaggio di volta in volta interpretato a provocare la disgrazia. Il passo successivo è di ricominciare tutto daccapo e trovare il modo affinché quello stesso personaggio raggiunga lo scopo che stava tentando di perseguire, stavolta senza provocare l'incidente. Per farlo entra in gioco la necessità di risolvere una serie di puzzle dalle dinamiche semplici ma ben differenziate, che di base seguono i meccanismi di molte avventure grafiche della tradizione, dall'esplorazione attenta della scena - che è comune a tutti i protagonisti - alla comprensione di come utilizzare certi item tra di loro o sull'ambiente.

L'arte del dettaglio

Più che una narrativa ramificata in senso lato, insomma, Last Day of June sembra far proprio uno storytelling dalle dinamiche più prossime a quelle di un cubo di Rubik. Benché ci siano dei passaggi obbligati per proseguire in un racconto che sembra esser stato scritto per non prevedere deviazioni irreversibili, il gioco presenta parallelamente una sorta di narrazione ambientale, per cui chi avrà la pazienza di scandagliare il setting da cima a fondo potrebbe compiere micro-azioni o scorgere dettagli molto utili a una maggiore comprensione del testo, che altrimenti andrebbero perduti. Bisognerà capire in sede di recensione se e quanto alcune di queste scelte di contorno avranno un'influenza sulle fasi finali della vicenda. C'è invece molto meno di che procrastinare parlando del turbinio di stati d'animo che il titolo si è già dimostrato in grado di trasmettere. Un continuo andirivieni di spensieratezza e profondo pathos veicolato soltanto dalle musiche soavi di Steven Wilson e dai mormorii di personaggi che paiono usciti da un universo a metà tra Wallace & Gromit e un film in claymation di Tim Burton. D'altro canto, si sa: l'emozione non ha voce.

Rassettata la storyline del primo dei quattro individui si sblocca il quadro del secondo, che rivive gli stessi attimi dal suo punto di vista e sottostando ai cambiamenti ambientali che Carl ha apportato alla vicenda del soggetto precedente. Anche in questo caso è necessario metter mano agli accadimenti per salvare June dall'abbraccio della morte, benché ogni modifica alle azioni del tal comprimario possa influenzare a sua volta le linee narrative degli altri, che dunque vanno di nuovo alterate per ottenere infine la quadratura del cerchio. Potete insomma pensare al gameplay di Last Day of June come a un grosso rompicapo ad incastro, dove un piglio adventure netto trae giovamento da tanti mini-puzzle che, man mano risolti e poi riallineati a quelli di tutti i protagonisti della storia, donano progressivamente a Carl nuova fiducia di poter riabbracciare la sua bella. Un sistema di gioco molto meno lineare di quanto fosse lecito aspettarsi, che suggerisce all'utente di ragionare con calma, step dopo step, e che in più di un'occasione pone l'accento su un particolare backtracking tra i dipinti. Che tuttavia non sembra gravare sui ritmi - compassati, ma mai trascinati - dell'esperienza: anche in questo senso, Guarini e il suo team paiono aver fatto un lavoro di game design davvero oculato, snellendo le fasi di "rewind", per esempio, con dissolvenze che sfumano le cut scene fino a riportare chi gioca direttamente in prossimità dei momenti di puzzle solving più rilevanti. Il titolo, per finire, presenta dei collezionabili sotto forma di ricordi dei protagonisti sparsi in giro per la location. Non abbiamo potuto approfondire granché di questo aspetto, ma potrebbe essere un bel modo di strutturare ulteriormente il puzzle design nell'ottica di scoprire qualcosa in più sulle backstory di questo delizioso nucleo di paese, che per adesso rimangono ancora piuttosto vaghe.

Last Day of June I nostri ospiti hanno furbescamente interrotto il playtest proprio sul più bello, in un istante della narrazione che, ipotizziamo, rappresenterà un nodo importantissimo nel viaggio surreale di Carl. Lacerati dalla curiosità per il prosieguo della vicenda, non possiamo per ora far altro che constatare come Last Day of June non sia solamente una storia trasognata, commovente e artisticamente ispirata come già ci sembrò quando il nuovo progetto di Ovosonico si mostrò per la prima volta ai nostri occhi, ma anche un’avventura-puzzle di tutto rispetto. Ben più articolato di quanto pensassimo prima del nostro lungo hands-on, questo gameplay “ad incastro” non lesina di soluzioni enigmistiche interessanti e ben innestate nel tessuto narrativo, che rendono l’avanzamento molto intrigante a livello ludico, oltre che estremamente coinvolgente in puri termini empatici. Si tratta di ottimi presupposti per mantenere alta l’attenzione fino alla release date, fissata per l’ultimo giorno del prossimo mese (purtroppo non di giugno: concettualmente, sarebbe stato perfetto). Quando finalmente, potrete, e insieme potremo, tentare di capire una volta per tutte cosa saremmo disposti a fare, per salvare chi amiamo.

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