Life is Strange Before the Storm: un viaggio nel passato di Arcadia Bay

Siamo stati a Milano per provare Life is Strange Before the Storm in compagnia di Chris Floyd, Co-Direttore del progetto.

Life is Strange: Before the Storm

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Life is Strange: Before the Storm
Articolo a cura di
    Disponibile per:
  • Pc
  • PS4
  • Xbox One

Life is Strange è stata per me una delle sorprese del 2015 videoludico. Dopo Remember Me, che in ultimissima sintesi potremmo definire con un "bene ma non benissimo", non è che mi aspettassi troppo da Dontnod, che invece ha tirato fuori dal cappello uno dei giochi dall'impatto emotivo più potente degli ultimi anni (senza tra l'altro essere eccessivamente pesante con argomenti difficili come morte o cancro), graziato da una scrittura incisiva e sopratutto mai punitiva.
Affezionarsi a Max e Chloe, a meno che non siate degli aridi senza cuore, è fin troppo facile e l'elemento fantastico della narrazione, la capacità cioè di Max di tornare indietro nel tempo, è sì importante a livello di gameplay, ma non tanto da mettere in ombra uno script davvero efficace, che è di fatto il vero protagonista del gioco. Before the Storm, annunciato allo scorso E3, è di fatto un prequel che racconta la storia di Chloe e Rachel, la quale in Life is Strange è solo una presenza che aleggia su tutta Arcadia Bay. Il titolo è sviluppato da Deck Nine Games anziché Dontnod, che si occuperà invece del seguito diretto. In occasione di una breve prova del gioco a Milano, ho avuto modo di fare due chiacchiere con Chris Floyd, co-director del gioco.

"La storia di Before The Storm è stata interamente creata da Deck Nine Games: abbiamo sviluppato la nostra Arcadia Bay, che per noi è importante tanto quanto un personaggio, e abbiamo scelto Chloe come protagonista, e da questo siamo partiti scrivendo una storia che speriamo possa piacere ai fan. La nostra base sono state le fondamenta gettate da Dontnod, e abbiamo passato tanto tempo a cercare di capirlo a fondo, per poi partire da lì. Ci sono diversi asset e ambientazioni che vengono da Life is Strange, ma tutta la storia, i dialoghi e le ambientazioni nuove sono farina del nostro sacco, creata tutta da noi". La demo che ho provato è di fatto la stessa dell'E3, e, pur nella sua brevità, è abbastanza indicativa su quanto Before the Storm mutui dal titolo principale e trasmetta comunque quella (piacevole) sensazione di familiarità. Mentre si prova a far imbucare Chloe a un concerto si può interagire con l'ambiente e gli altri personaggi esattamente come in Life is Strange, scegliendo una delle azioni contestuali che appariranno a schermo. In base alle interazione fatte, ai dialoghi selezionati e a quanto si è esplorato dell'ambiente si possono o meno attivare inedite porzioni di storia, alcune di puro contorno, altre invece più sostanziali. Nella breve demo che ho giocato c'è una singola decisione che ha diramazioni non solo nel breve periodo, ma anche a lungo termine, e pure su elementi importanti della trama. Aver perso la meccanica del salto temporale aggiunge una certa tensione ai momenti di scelta, perché qua tutto è irreversibile e immutabile.

Da questo punto di vista, Before the Storm mi ha molto ricordato Heavy Rain, e bisogna dire che una simile caratteristica aggiunge uno spirito del tutto nuovo e diverso al gioco, che ne guadagna tantissimo in termini di coinvolgimento."Ovviamente la meccanica dei viaggi del tempo era molto interessante a livello di gameplay, e ha creato un sacco di storie e un tipo di narrazione interessante. Ma quando abbiamo deciso che Chloe sarebbe stato il nostro personaggio principale abbiamo capito che i viaggi nel tempo non sarebbero stati adatti, perché semplicemente Chloe non è così, quella è Max. Il suo personaggio è più istintivo, creato dal suo passato e dalle decisioni che ha preso. Così abbiamo scelto un altro approccio, uno che prevedesse che le scelte che fai in questo gioco siano definitive, che non permettano di guardare indietro. E crediamo che questo renda il gioco da questo punto di vista più ricco".
L'approccio alla narrazione di Deck Nine Games è di fatto lo stesso di Dontnod, e cioè quel (quasi) perfetto mix di scelte individuali e trama granitica che aveva fatto la fortuna dei primi cinque episodi. Nonostante infatti ci possano essere parecchie differenze tra gli approcci dei diversi giocatori, la storia è sempre quella, e ci che cambia, semmai, è il modo di interpretarla. Sotto questi aspetti, anche Before the Storm non fa eccezione: un paio di momenti della demo avrebbero potuto differire in modo sostanziale rispetto a come li ho vissuti in prima persona, ma il risultato finale sarebbe stato sostanzialmente identico. Questa impostazione permette da un lato di lasciare al giocatore il margine necessario a far sì che ogni partita sia personale e unica, ma dall'altro di mantenere sempre il polso rigido su quello che si vuole raccontare e sugli snodi fondamentali della storia. La decisione poi di narrare una parte della vicenda che non può intaccare l'opera originale lascia ancora più margine agli sviluppatori, che da fan dell'opera di riferimento hanno voluto scrivere di persona quello che. giocando, avevano solo potuto immaginare.
"Quando giochi al prodotto originale, e senti Chloe parlare di com'era stare con Rachel, ti viene voglia di scoprire come effettivamente fosse, perché tutto sembra così ricco e vivo. Finalmente ora si può conoscere questa presenza così forte del primo gioco, che sembra quasi un essere mitico da tanto le persone ne parlavano bene. Ci siamo davvero divertiti a indagare e scavare nel passato e descrivere com'era vivere vicino a Rachel, a scoprire se era davvero perfetta come sembrava o se anche lei avesse dei segreti".
Il gioco d'altra parte è pensato e concepito per essere innanzitutto un'opera dedicata ai fan, che possono godersi Arcadia Bay per qualche ora in attesa di scoprire come evolverà anche la storia di Max. Lavorare però per i fan di una produzione così amata non è esattamente la cosa più semplice del mondo, e talvolta più che uno sprone rischia di divenire un peso.
"In tutta onestà sì, la pressione è tanta. Ci sono tantissimi fan di questo gioco che sono attaccati ad Arcadia Bay, ai suoi luoghi e ai suoi personaggi, e il desiderio di non deluderli è alto. Ma è forte anche il senso di privilegio che si ha nel poter sviluppare un mondo così amato e unico. Siamo molto orgogliosi di poter aggiungere qualcosa di nostro al mondo di Life is Strange, e prendiamo questa cosa molto sul serio. Ogni giorno riguardiamo il lavoro fatto e ci chiediamo se è fedele allo spirito originale, se le cose che aggiungiamo lo renderanno ancora più speciale. Sappiamo di avere l'attenzione di molti puntata su di noi, ma per noi in definitiva è una cosa positiva, perché sappiamo che ci sono tantissime persone che non vedono l'ora di vedere cosa stiamo sviluppando: e siamo convinti che lo ameranno".
Prima di salutare Chris però gli chiedo se anche questo prequel si occuperà di temi non esattamente facili come bullismo, lutto o dolore, nello stesso, delicato modo di Life is Strange, che rappresenta un po' la forza del titolo originale.

"Uno degli elementi forti di Life Is Strange era quello di parlare di problemi veri, problemi comuni con i quali la gente potesse identificarsi o confrontarsi, Before the Storm seguirà certamente lo stesso percorso, perché Chloe, la nostra protagonista, sta elaborando un lutto e affronterà un sacco di temi collegati a questo e alla sua adolescenza, temi nei quali tutti si possono identificare. È difficile andare a toccare questi argomenti, bisogna essere sempre molto delicati, ma al contempo è anche un onore e un privilegio poter affrontare tematiche che non sono per nulla comuni nel mondo dei videogiochi. Non vogliamo dare lezioni a nessuno, non vogliamo dire cosa è giusto o sbagliato o essere paternalistici: noi vogliamo solo rendere la nostra storia il più interessante possibile nel modo più onesto possibile".
Life is Storm Before The Storm uscirà il prossimo 31 agosto su PS4, Xbox One e PC, e sarà sviluppato da Deck Nine Games, un team che, anche se non ha creato Arcadia Bay, di sicuro l'ha studiata a fondo. E dal poco che ho potuto vedere, sembra anche averla capita. E questa è certamente la cosa migliore che potesse capitare a Chloe.

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