Provato Little Battlers eXperience

Dopo un'approfondita prova sul campo possiamo finalmente darvi qualche anticipazione su questo peculiare mecha action-RPG che sta per approdare sull’ultimo degli handheld targati Nintendo.

provato Little Battlers eXperience
Articolo a cura di
    Disponibile per:
  • 3DS
Giovanni Calgaro Giovanni Calgaro è avvocato per sbaglio, ma tuttologo per passione, cresciuto a pane e videogiochi sin dalla più tenera età. Allevato da un commodore 64 non ha mai smesso di stupirsi per l'immensità della forma d'arte videoludica, tanto da sentire molto presto il bisogno di sfruttare l'amore per la scrittura per raccontare, far conoscere ai più e condividere questa meravigliosa passione. Potete sempre trovarlo su Facebook e Twitter, sempre che non sia in qualche aula di tribunale.

Chi non ha mai sognato, almeno una volta nella vita, di trovarsi al controllo di un mecha? Magari immaginando le gesta viste in quegli anime che per un certo periodo, a cavallo tra gli anni '70 ed '80, hanno appassionato una generazione con prodigi del calibro di Daitarn 3, Mazinga, Goldrake.
Sarà per via del fascino intramontabile dei robottoni antropomorfi, quelli armati fino ai denti, che l'ufficializzazione insperata della release occidentale di Little Battlers eXperience (di cui si era persa ogni traccia dal 2012) ha risvegliato il nostro interesse. Se si considera poi che questa "novità" (tale è da considerarsi per il mercato nostrano) porta la firma e l'estro creativo di una software house del calibro di Level-5, la curiosità e la voglia di provarlo con mano non potevano che farsi sentire. Il franchise, nato inizialmente sulla cara PSP, è stato peraltro fatto oggetto di ogni sorta di derivazione, tra cui modellini in scala ed un adattamento televisivo giunto anche in Italia e trasmesso l'anno scorso sul canale K2. Dopo un'approfondita prova possiamo finalmente darvi qualche anticipazione su questo peculiare mecha action-RPG approdato sull'ultimo degli handheld targati Grande N.

Robottini e scatole di cartone

Le vicende narrate in Little Battler eXperience prendono corso nell'anno 2050. In questo scenario futuribile la multinazionale Tiny Orbit spopola grazie agli LBX, robottini giocattolo con cui è possibile imbastire movimentate battaglie. In breve tempo gli LBX hanno conquistato proprio tutti, grandi e piccini: la produzione è alle stelle, nuovi modelli vengono distribuiti a cadenza regolare, e la "LBX mania" è diventata talmente incontenibile che ad ogni angolo di strada è possibile trovare un avversario che freme per affrontarvi. L smania di personalizzare il proprio robot per vederlo primeggiare ha raggiunto il parossismo: i rapporti sociali, le discussioni ed ogni altra questione viene risolta sempre e comunque estraendo il proprio LBX ed affrontando l'avversario di turno. Il nostro giovane alter ego è Van Yamano, ragazzino delle medie pesantemente in fissa per gli LBX. Conosce ogni piccolo segreto di questo hobby; l'unico problema è che il poveretto non ne possiede nemmeno uno. Un po' per il fatto che ci vogliono un mucchio di soldi per coltivare le proprie passioni, un po' perché "la mamma non vuole", e per un motivo ben preciso. Un giorno come tanti, però, mentre sta rincasando, Van riceve da una sconosciuta una misteriosa valigetta e, sorpresa, all'interno c'è proprio un modello di LBX nuovo fiammante: l'AX-00. Da quel momento in avanti il giovane, assieme ad un fitto stuolo di comprimari, viene travolto da una valanga inarrestabile di incredibili eventi, decisamente poco adatti a dei bambini delle medie. La sceneggiatura, in linea con quella di tanti cartoni animati avventurosi, non impressiona nelle prime ore di gioco, risultando a tratti infantile e molto consueta. Se conoscete le tecniche narrative messe in piedi dai Level-5 in altri prodotti concettualmente simili (come la serie Inazuma Eleven), potete avere un'idea di quali siano i toni dell'avventura.

LBX mania!

Il comparto narrativo, insomma, non ci sembra nascondere troppe sorprese, anche se dobbiamo verificare la "presenza scenica" dei personaggi e giocare la seconda parte dell'avventura. Anche il gameplay, a dire la verità, potrebbe risultare abbastanza consueto per i conoscitori del team nipponico. La struttura di gioco rimane praticamente la stessa vista nel già citato franchise calcistico degli undici di Inazuma. In questo senso, come al solito, il personaggio può muoversi liberamente attraverso i molti (e, al momento, abbastanza diversificati) ambienti tridimensionali della mappa cittadina, esplorandoli, portando a termine un sacco di missioni secondarie, parlando con gli NPC ed eventualmente sfidandoli per guadagnare esperienza, oggetti, o pezzi di equipaggiamento da installare sul nostro potente "AX-00", altrimenti conosciuto come Achilles. L'avanzamento rimane chiaramente costellato dagli immancabili e fondamentali scontri (facoltativi o legati ad esigenze di trama) che scandiscono in modo costante il ritmo di gioco.
Le battaglie avvengono in tempo reale: dopo una fase di preparazione, in cui si possono apportare variazioni nella configurazione del robot ed eventualmente fare un po' di manutenzione allo stesso, assumiamo il controllo del fido mini-mecha. L' obiettivo è sempre quello di mettere K.O. il combattente di turno. Nel corso della battaglia, però, oltre all'avversario (o agli avversari), bisogna prestare attenzione ad alcuni fattori strategici e a power-up sparsi in giro per l'arena, che contribuiscono a variare le tattiche di gioco. E' necessario sfruttare con cognizione di causa i molti attacchi speciali a disposizione, e tenere sempre d'occhio la batteria, che si scarica progressivamente nel corso della battaglia: se questa raggiunge lo zero, il robot subisce danni maggiori e non è più efficace come prima. La mappatura dei comandi, non si presenta troppo complessa, anche se i tasti virtuali situati sul touch molte volte ha dato più di qualche grattacapo, soprattutto durante le fasi più concitate. Fortunatamente, gli scontri, della durata di una manciata di minuti, si sono rivelati abbastanza divertenti (forse leggermente caotici nel caso dei match 3 vs 3) grazie anche alla varietà delle ambientazione ed alla caratterizzazione dei robot antagonisti. Sono proprio questi dettagli che dovrebbero ipoteticamente tenere alto e vivo l'interesse del giocatore sino alle fasi avanzate.

Tuning estremo

La parte, però, che ha destato il nostro incuriosito interesse (anzi, la nostra anima da collezionisti patologici, tanto che siamo andati immediatamente a controllare - così,per curiosità - il costo reale dei modellini distribuiti in Italia dalla Giochi Preziosi) è stata sicuramente la sezione dedicata alla personalizzazione del nostro fedele robottino. Non poteva esser altrimenti, dato il particolare tema preso in cosiderazione. I Level-5, che non sono certo degli sprovveduti, sanno bene come toccare le corde giuste ed ecco, dunque, una valanga di armi, pezzi di equipaggiamento, kit di manutenzione, set di armature, processori, cpu e batterie per potenziare e rendere il nostro compagno metallico un vero "badass", sia dal punto di vista meramente estetico, sia sul fronte dei consueti parametri "ruolistici". La parte più simpatica ed impegnativa è stata, in effetti, proprio questa.

Trovare, acquistare, o guadagnarsi sul campo nuovi pezzi per completare particolari set personalizzati dà una soddisfazione che non ha prezzo. Non abbiamo ancora testato sino in fondo quanto possa esser ingente la quantità di oggetti a disposizione ma, ad occhio e croce, non ci sarà certo da preoccuparsi per la varietà e la longevità del titolo.
L'aspetto forse meno forte di Little Battler eXperience rimane invece il comparto grafico. Nessuna sorpresa comunque, dato che la versione 3DS del titolo ha sul groppone ormai qualche anno. Nonostante l'età, il titolo porta la marcata impronta dei ragazzi di Level-5, con tutti i pregi che ne derivano in termini di caratterizzazione, inventiva ed estro stilistico.

LBX - Little Battlers eXperience Una corposa anteprima era d’obbligo, per un titolo sparito dai nostri radar da circa tre anni ed improvvisamente riapparso in questa rovente estate, per la felicità di chi non ci sperava più. Per noi europei Little Battler eXperience è un'IP “nuova”, tutta da scoprire. La firma indelebile di Level-5, tuttavia, si riconosce in molti aspetti, limitando le sorprese in certi ambiti. Primo fra questi il comparto narrativo, all’inizio abbastanza standardizzato, che fa il paio con una struttura di gioco ampiamente collaudata. Di sorprese ne ha riservate, invece, il gameplay, con scontri divertenti e ottime possibilità legate alla personalizzazione del nostro fido robot da combattimento. Set, armi ed oggetti di equipaggiamento non si contano, e mirano non solo ad estendere la longevità del titolo, ma anche solleticare con decisione le corde da collezionisti presenti in ognuno di noi. Questo fa ben sperare per il prosieguo dell’avventura di Van Yamano e del suo potente “AX-00”.