GamesWeek

Provato Little Big Planet 3

Amici per la pezza!

provato Little Big Planet 3
Articolo a cura di
    Disponibile per:
  • Ps3
  • PS4
Luca Chiappini Luca Chiappini è un divoratore del web, studioso e appassionato di cinema e serie tv, di tecnologia e in generale di tutto ciò che è nerd. Ama viaggiare il mondo attraverso i festival: è stato in giuria della sezione Classici al festival di Venezia nel 2013 e, fra gli altri, è stato ai festival di Tokyo, Berlino e Cannes. E’ anche videomaker e programmatore di siti web, a tempo perso. Cercatelo su Facebook, Twitter, Google+ e LinkedIn.

Sackboy sta per tornare! Avete sentito la mancanza dei dolci pupazzi di pezza di Media Molecule? Niente panico, perchè Sumo Digital ha preso in mano il brand e LittleBigPlanet 3 uscirà il 26 novembre su PlayStation 3 e PlayStation 4, e molto migliorato! Siamo stati alla conferenza stampa alla Games Week di Milano, e nella stessa occasione abbiamo provato una nuova demo. Oggi vi raccontiamo cosa ne pensiamo del gioco dopo i pochi morsi che gli abbiamo dato, ma una cosa è certa: lo slogan “Play, Create, Share” del gioco sembra davvero perfetto per accompagnare anche il nuovo capitolo, che promette di conquistare nuovi giocatori e di mantenere salda la brand affinity col proprio seguito di fan.
La principale caratteristica del gioco resta infatti la creazione di nuovi livelli da parte degli utenti, che avranno a disposizione un kit di strumenti completo per scatenare la propria creatività al massimo. La buona notizia è che i livelli creati finora coi capitoli precedenti (in totale più di 9 milioni!) saranno disponibili e compatibili col nuovo titolo, e dotati di un motore di ricerca per facilitare la consultazione di questo sterminato database. Per quanto riguarda la giocabilità in senso stretto, la prima novità è invece l’aggiunta di nuovi personaggi. Diamo un’occhiata da vicino.

AMICI PER LA PEZZA

Questa volta Sackboy non sarà solo nella propria esplorazione del mondo: tre nuovi amici si aggiungono in questo colorato e ilare gioco. C’è Toggle, forse il più tenero di tutti, un pupazzetto capace di assumere due dimensioni: quella grande (e più pesante, che servirà ad attivare meccanismi ed ingranaggi) e quella piccola, più leggera, adatta ad infilarsi nei pertugi. Oddsock è un quadrupede, sembra una via di mezzo fra un cane e una lucertolina, e la sua caratteristica è la velocità (può correre molto velocemente) e l’agilità: può camminare sulle pareti e fare salti con più destrezza. Swoop è un bell’uccellino che ha richiesto livelli ad hoc disegnati per lui (dal momento che, potendo volare, può aggirare facilmente gli ostacoli dei livelli classici). Infine il main character Sackboy, che può arrampicarsi e avere un maggior controllo dei tweak (i comandi per gestire leve, pulsanti e bottoni). I personaggi ci sono stati presentati con costumi stravaganti: nel corso del gioco si potranno infatti personalizzare, cambiando i tessuti di cui sono fatti (si può vestire da carta da pareti, per esempio, o da supereroe, alligatore, ecc) e aggiungendo caratteristiche di tutti i tipi. Nel corso del gioco si sbloccheranno nuovi tessuti e possibilità di personalizzazione.
Ma quella sui personaggi è forse la personalizzazione minore: vedremo più avanti cosa LBP3 è capace di fare a livello di creazione personale.

Un accenno anche agli strumenti, tra cui novità come il Pumpinator che soffia getti d’aria per muovere oggetti e ingranaggi, ma anche un casco con cui si potrà scorrere lungo rotaie aeree e la Blink Ball per istantanei e brevi teletrasporti, utili per sfuggire ai nemici, mentre i Boost Boots sono stivali chiesti dalla community per compiere salti che permettono di “rimbalzare” nello spazio. Proprio la presenza di questi nuovi gadget è una delle novità che ci ha sorpreso di più alla GamesWeek: il team di sviluppo ha scelto proprio l'evento italiano per rivelare la grande varietà di situazioni legata a questi oggetti. Pensate che adesso, in Little Big Planet 3, c'è addirittura una sorta di Weapon Wheel che serve per selezionare il gadget con cui equipaggiare il nostro Sackboy: questo significa in buona sostanza che la struttura dei livelli potrà variare da un momento all'altro, per sezioni ben diversificate e vivaci. C'è anche da sottolineare che il level design, adesso impreziosito dalla presenza di ben 16 livelli di profondità, sembra concentrarsi moltissimo, e addirittura più dell'ultimo capitolo, sulla componente platform: un bel ritorno alle origini.

CREATIVITY TIME!

La caratteristica che ha fatto la fortuna di LBP è naturalmente la possibilità di creare nuovi livelli, fino ai più piccoli meccanismi, e poterli condividere con gli amici. Naturalmente, quanto più è ampia la possibilità di creazione, tanto più è arduo prenderci la mano. Dato che in LBP si può personalizzare praticamente ogni cosa (comprese le funzioni dei personaggi e le loro reazioni, con la possibilità di creare nuovi personaggi con abilità inedite), può risultare difficile entrare in confidenza con gli strumenti. Nel nuovo titolo è stata creata quindi la modalità Popit Puzzles per aiutare i neofiti ad utilizzare questi strumenti: si tratta di una serie di "sfide creative" da superare spremendo le meningi.

Il Create Mode inoltre conta moltissimi nuovi strumenti: 70 nuovi tool da aggiungere a 29 strumenti mantenuti dai due capitoli precedenti e 10 dalla versione per PS Vita. In un livello mostrato dagli sviluppatori di Sumo Digital le possibilità erano sorprendenti: ciò che intriga maggiormente del livello, oltre alla costruzione dello stesso in termini di composizione e piattaforme, è la realizzazione di personaggi e addirittura il controllo molto più preciso delle loro reazioni e animazioni. Abbiamo visto ad esempio un gruppo di personaggi che, al suono della musica, si mette a ballare; o -ancor più affascinante- la possibilità di creare nuovi eroi, come un piccolo esserino con una tromba in testa: una volta assunte le sue sembianze, è possibile usare la tromba in testa per svegliare e disturbare i nemici (per esempio un grosso bullo di pezza), o per distruggere oggetti. Insomma il bello dei nuovi tool è che permettono di inventarsi nuovi sistemi per interagire con il mondo di gioco.
Oltre ad una grafica molto curata e rifinita nei dettagli, il gioco è fluido, molto movimentato e sicuramente brillante sul fronte artistico.

Little Big Planet 3 Siamo partiti un poco scettici su Little Big Planet 3, visto il cambio di staffetta, ma il platform di Sumo Digital è stato capace di stregarci. Il titolo resta accessibile, adeguato alle generazioni più giovani per il look, ma entusiasmando anche i giocatori smaliziati, per una grafica lodevole e un gameplay molto più ricco rispetto a quello del predecessore, ma soprattutto la possibilità pressoché sterminata di creazione. Molti utenti hanno creato livelli che sono autentici gioiellini, ed il team di sviluppo ha puntato molto sulla propria community (mossa astuta), permettendo la compatibilità coi livelli dei capitoli passati. La condivisione è una fase chiave di questo gioco, ed ora è possibile anche creare dei mini trailer per offrire un’anteprima del livello, in modo da aiutare un giocatore a scegliere lo stage che più lo attira. Da novembre sarà online un nuovo sito web per poter visualizzare tutti i livelli, con una head zone dedicata ai migliori. Ultima caratteristica da sottolineare per i puristi del doppiaggio originale: torna la voce di Stephen Fry. Considerando anche l'attenzione finalmente più marcata per la componente platform, cos'altro dire? E’ un gioco da non lasciarsi scappare.

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