Provato Magicka 2

La furia degli elementi

provato Magicka 2
Articolo a cura di
    Disponibile per:
  • Pc
  • PS4
Francesco Fossetti Francesco Fossetti scrive di videogiochi -fra una cosa e l'altra- da più di dieci anni, e non ha ancora perso la voglia di esplorare il mercato con vorace curiosità. Ammira lo sviluppo indie e lo sperimentalismo, divora volentieri tutto il resto. Lo trovate su Facebook, su Twitter e su Google Plus.

E' stato il primo Magicka che ha fatto uscire Paradox dalla nicchia in cui l'azienda svedese si era abilmente collocata. Lontano dai ritmi compassati dei Grand Strategy, il titolo sviluppato dai ragazzi di Arrowhead era brillante e originale, ed ebbe la fortuna di uscire in concomitanza con la grande esplosione del mercato indipendente.
Pervase da una strana frenesia dovuta con tutta probabilità alle vendite fuori proporzione del titolo, le alte sfere della software house hanno preso, negli anni successivi a questo inatteso “boom”, a pubblicare di tutto: da Game of Dwarves a Dungeonland, da Showdown Effect (sviluppato dagli stessi Arrowhead) a Lead & Gold.
Non tutti i progetti sono però andati alla grande, tanto che adesso Paradox ha “tirato i remi in barca” e deciso di ridurre in maniera sostanziale l'impegno per la distribuzione di IP di cui non detiene i diritti (è rimasto solo l'incredibile Pillars of Eternity). Proprio i diritti su Magicka sono rimasti in mano all'azienda, che non si fa scappare l'occasione di proporre, su PlayStation 4 e PC, un seguito ufficiale del titolo tanto apprezzato. Alla conduzione del progetto, però, non c'è più Arrowhead, che ha preso le distanze in maniera abbastanza seccata dai progetti del publisher nordico, e si è messa al lavoro su Gauntlet e Helldivers. Allo sviluppo troviamo invece la misconosciuta Pieces Games, che pure ha lavorato ai (peggiori) DLC del primo capitolo. Per notare la differenza bastano pochi minuti con il pad in mano: qui alla convention annuale di Paradox abbiamo provato Magicka 2, scoprendo un prodotto con armi sicuramente meno affilate rispetto a quelle del suo predecessore. Anche se gli elementi di gioco sono gli stessi, insomma, è la formula ad essere meno convincente: Magicka 2 è un titolo esplicitamente derivativo e, dal punto di vista del colpo d'occhio, delle atmosfere e del sistema di controllo, tutt'altro che brillante.

Quattro maghi all'orizzonte

Magicka 2 eredita integralmente il suo gameplay dal primo capitolo. Si tratta insomma di un action con visuale isometrica pensato per il gioco cooperativo: nei panni di altrettanti “maghetti”, fino a quattro giocatori devono avanzare in aree zeppe di avversari, divertendosi ad inventare le più improbabili magie grazie alla combinazione dei poteri elementali di cui dispongono.
Come nel predecessore ci sono otto elementi, che possono essere combinati in sequenze di cinque e trasformati in incantesimi. Fin da subito l'esperienza con la versione Ps4 di Magicka 2 non è delle più esaltanti. Il sistema di controllo, nonostante il team di sviluppo spergiuri che persino il primo episodio fu pensato per essere giocato con il pad, è scomodo all'inverosimile. I tasti frontali permettono di utilizzare quattro elementi, e gli altri quattro possono essere selezionati dopo aver premuto il dorsale sinistro. E' abbastanza difficile metabolizzare questa meccanica, che rende estremamente complessa la realizzazione di alcune combinazioni.

Una volta scelta la combinazione, sarà possibile decidere la modalità di lancio della magia: con la levetta analogica destra potremo scagliare un proiettile elementale, mentre con i trigger e i dorsali avremo modo di esibirci in un incantesimo ad area, di infondere il potere elementale nella nostra arma, oppure di lanciare l'incantesimo su noi stessi (utile quasi solo per le magie di cura e quelle difensive).
Il concept di gioco, pur avendo perso la sua originalità, mantiene ancora oggi una discreta freschezza. Il merito è soprattutto della creatività del team di sviluppo (originale), che ha pensato alle più disparate combinazioni ed agli imprevedibili effetti di certe “ricette”. Combinando rocce e fuoco è possibile scagliare incandescenti lapilli, mentre mettendo insieme fiamme e acqua possiamo produrre getti di vapore ustionanti. Attenti a non cercare di lanciare magie del fulmine quando siete bagnati, dal momento che potreste farvi parecchio male: meglio asciugarsi lanciandosi addosso un incantesimo di fuoco; e perché non sfruttare la stessa meccanica per bagnare i nemici con un getto d'acqua apparentemente innocuo, ma che poi amplificherà i danni delle vostre saette?

Combinare gli elementi con un incantesimo protettivo vi renderà immuni ad un certo tipo di magia (attenti però a non diventare insensibili alle “spell” di cura dei vostri compagni!), e insomma le possibilità di questo sistema sono tante e già messe alla prova dal vecchio episodio. Magicka 2, purtroppo, non introduce nessun nuovo effetto o nessuna combinazione inedita, rinunciando del tutto all'impegno creativo, ma si appoggia su un sistema ancora oggi efficace. Il problema vero, oltre ad un sistema di controllo troppo complesso da metabolizzare, riguarda il caos che si genera spesso e volentieri sullo schermo. Già il primo episodio rischiava di essere a tratti confusionario, e con il friendly fire costantemente attivo era richiesta una perfetta coordinazione del gruppo di maghi. Su Ps4 il problema si intensifica a causa dello stile super deformed scelto dal nuovo team e dell'inquadratura forse un po' troppo ravvicinata. Questa patina “cartoon” che si è depositata su protagonisti e ambientazioni, nel maldestro tentativo di sottolineare l'ironia di fondo della produzione, rischia invece di complicare le cose e rendere la scena meno leggibile. La telecamera troppo vicina al gruppo di maghi fa sì che la scena risulti quasi sempre molto “ingolfata”, e insomma nel corso delle partite sono parecchie le morti che si contano a causa di problemi non direttamente imputabili al giocatore.
Dopo qualche decina di minuti si riesce a muoversi con più cognizione di causa, utilizzando le skill speciali (assegnate alle direzioni del D-Pad) per resuscitare i propri compagni incappati in una fine ingloriosa, aumentare la velocità di movimento oppure scagliare potenti magie ad area. Eppure il divertimento appare leggermente smussato proprio dalle magagne in fase di progettazione, e per via di un'interfaccia invasiva e non sempre leggibile.

Su Ps4, poi, abbiamo assistito anche a diversi cali di framerate (sebbene il team prometta una fluidità inchiodata sui 60fps, ad una risoluzione -per ora non raggiunta- di 1080p): singhiozzi francamente inspiegabili a giudicare dalla mole poligonale e dalla qualità del colpo d'occhio.

Magicka 2 Il cambio alla guida del progetto non ha fatto troppo bene a Magicka 2. Il titolo recupera integralmente le dinamiche del suo predecessore, senza apportare nessuna novità di rilievo. Si potrebbe pensare che sia un bene: non fosse che poi il nuovo stile grafico risulta molto meno personale ed anzi abbastanza insipido, rendendo più confusa una scena già di per sé abbastanza caotica. Il problema principale della versione Ps4 riguarda però un sistema di controllo spinoso e scomodo, un'interfaccia invasiva, e parecchi inciampi sul fronte della stabilità. Il titolo ha ancora oggi un suo fascino, ma la “formula” di Pieces Games non è riuscita quanto quella che fu di Arrowhead.

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