Provato Mario Golf World Tour

Camelot riporta Mario sui campi da Golf

provato Mario Golf World Tour
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  • 3DS
Francesco Fossetti Francesco Fossetti scrive di videogiochi -fra una cosa e l'altra- da più di dieci anni, e non ha ancora perso la voglia di esplorare il mercato con vorace curiosità. Ammira lo sviluppo indie e lo sperimentalismo, divora volentieri tutto il resto. Lo trovate su Facebook, su Twitter e su Google Plus.

Mario è uno sportivo d'eccezione. Calciatore, tennista, pilota di kart, l'idraulico di Nintendo non rinuncia neppure a qualche partita sui campi di golf. In verità erano un bel po' di anni che il paffuto eroe non metteva piede sul green: l'ultima volta fu addirittura nel 2004, quando uscì Mario Golf: Advance Tour, sull'indimenticabile GBA. Dopo dieci anni, allo sviluppo del Mario Golf: World Tour che uscirà il 2 maggio su 3DS, c'è sempre Camelot, storica software house che se la cava piuttosto bene fra mazze e caddie. Del resto è proprio lei che, nel 1997, ha dato i natali a Hot Shots Golf, saga-culto per i golfisti videoludici di tutto il mondo, che non manca di ricomparire su quasi ogni console Sony.
Il rilancio di Mario Golf sulla console stereoscopica di Nintendo arriva però due anni dopo l'uscita del poco convincente Mario Tennis Open: il team di sviluppo, quindi, dovrà dimostrare di aver sfruttato in maniera coscienziosa l'appeal della variegata compagnia che popola il Regno dei Funghi, approntando un gameplay interessante ed allestendo un pacchetto di modalità polposo quanto basta. A giudicare dalle prime ore passate in compagnia di Mario Golf: World Tour, l'obiettivo può dirsi sicuramente centrato.

Ampiamente sotto il Par

Come fare a coniugare un gameplay semplice e immediato, adatto ad un pubblico più eterogeneo possibile, con la necessità di “acchiappare” anche i giocatori che cercano un'esperienza di gioco più solida e strutturata? Molto semplice: Mario Golf: World Tour prevede due diversi sistemi di tiro, che si dedicano efficacemente ad entrambe le categorie di utenti. Da una parte c'è il sistema automatico: in nome di un approccio quantomai sintetico, abbandona il classico colpo “a tre tocchi” per farsi ancora più semplice. Dopo aver stabilito la traiettoria della pallina (ovviamente considerando il vento e poi le pendenze del terreno nel punto d'impatto previsto), bastano due click del pulsante frontale per esibirsi in uno swing da maestro. A patto ovviamente di fermare l'indicatore della potenza nel punto esatto segnalato dall'interfaccia sul touchscreen.
Scegliendo di colpire in questa modalità, l'esperienza di gioco di Mario Golf: World Tour è semplice e rapidissima - quasi lineare. Chi cerca un approccio un po' meno disimpegnato, ma senza pretendere le raffinatezze di un Tiger Wood, sceglierà invece di effettuare il tiro in modalità manuale.
Così le cose si fanno un po' più complesse, ma aumenta in maniera considerevole il controllo sulla parabola della pallina. Oltre alla potenza, bisogna infatti dare un terzo input che corrisponde alla precisione del colpo, e proprio prima dell'impatto è anche possibile - inclinando lo stick analogico - decidere il punto in cui la mazza toccherà la sfera. Così è possibile alzare o abbassare la traiettoria, ma anche curvala leggermente per sfruttare il vento a favore. C'è anche un sistema che permette di imprimergli un topspin o un backspin (anche un super-topsim, a dire il vero). In questo modo, una volta toccata terra la pallina comincerà a rotolare avanti e indietro sul campo: si possono così preparare giocate di classe, con rotolamenti calcolati che ci portano vicinissimi alle buche.
Ovviamente Mario Golf: World Tour non ha pretese di simulatività, ed anzi si diverte proprio ad “esagerare” sul fronte della fisica di gioco. Ma anche questo a parte della sua anima arcade.
Ad onor del vero bisogna ammettere che in modalità “manuale” tirare sfruttando pulsanti e stick analogico è un po' scomodo e non molto immediato: abbiamo preferito di molto il controllo tramite pennino, che ci permette di toccare esattamente la pallina nel punto in cui vogliamo colpirla. Dopo lo swing, quattro tasti virtuali che appaiono ai margini dello schermo permettono di scegliere che tipo di spin imprimere: una soluzione molto comoda, che sfrutta finalmente in maniera competente le specificità della console.

Fra i due sistemi di tiro, comunque, si può passare nel corso della stessa partita, decidendo magari di affidarsi a quello automatico per i primi colpi (solitamente molto regolari), per poi switchare su quello manuale quando ci si avvicina al green. Proprio nei pressi della buca bisognerà fare maggiore attenzione, studiando a fondo le pendenze e cercando di non farsi trarre in inganno dalla potenza suggerita, che non sempre è quella che basta per conquistare il “birdie”. L'aspetto forse più riuscito di Mario Golf: World Tour è che gli aiuti a schermo restano sempre un'indicazione di massima, e che per riuscire a scendere sotto il par bisogna sempre interpretare ogni tiro, esaminando con cura condizioni atmosferiche e conformazione del terreno.
Dal punto di vista delle modalità, il titolo Camelot non vuole farsi mancare proprio niente. Oltre all'opzione partita veloce, in cui è possibile scegliere vari tennisti con le più disparate caratteristiche di tiro (ci sono proprio tutti, persino Waluigi), possiamo esplorare il Castello con il nostro Mii. Qui, dopo aver efettuato 18 buche di prova per calcolare il nostro Handicap, potremo affrontare i primi tornei. Le competizioni sono inizialmente regolari, su campi non ispiratissimi a livello scenico. Superati i primi campionati, però, si incominciano a vedere le grandi potenzialità del titolo, che ci porta negli zuccherosissimi Giardini di Peach o addirittura sott'acqua, nel Lago dei Cheep Cheep.
La varietà sembra garantita, insomma, e siamo veramente curiosi di scoprire dove ci porteranno le nostre avventure golfistiche.

Segnaliamo anche la presenza di un buon numero di Sfide: si tratta di prove di abilità in cui dovremo dimostrare di avere un eccezionale conoscenza delle meccaniche di gioco. Far schizzare la pallina attraverso dei cerchi chiudendo una buca sotto al par, oppure raccogliere le enormi monete che fluttuano a mezz'aria, sono alcuni fra i compiti disponibili in questa modalità pensata per partite “mordi e fuggi”, che completa in maniera più che brillante l'offerta di gioco.
Qui, fra l'altro, si cominceranno ad usare gli swing speciali, che è possibile raccogliere colpendo apposite casse-bonus sparse per i campi. E' una fortuna che l'esperienza di gioco di Mario Golf: World Tour non si concentri troppo su questi improbabili tiri dagli effetti più disparati, e resti invece più focalizzata sui tecnicismi di base. I super-colpi rappresentano sicuramente un tocco di colore, ma avrebbero potuto sbilanciare l'esperienza di gioco. Invece vengono usati con estrema parsimonia, lasciando che sia soprattutto l'abilità dell'utente a determinare i risultati della sequenza di buche.
Chiude il quadro di Mario Golf: World Tour una serie di modalità multiplayer che proveremo più a fondo nei giorni che ci separano dalla review, ma che sembrano strutturate in maniera intelligente, con un buon numero di opzioni ed un avanzamento che elimina i tempi morti, permettendo ai contendenti di colpire contemporaneamente senza aspettare il risultato dell'avversario.

Mario Golf World Tour Dopo il parziale fallimento sui campi da Tennis, ed in attesa dell'arrivo (su Wii U) di Mario Kart 8, questo Mario Golf: World Tour sembra in grado di rilanciare la carriera sportiva del paffuto eroe Nintendo. Camelot struttura un gameplay “bicefalo”, che permette ai neofiti di metabolizzare le meccaniche di gioco, ma lascia ai più tecnici la possibilità di controllare in maniera circostanziata le traiettorie della pallina. Un buon set di modalità per tutti i gusti, che va dalle Sfide alla Partita Veloce, passando per una estesa “campagna”, sembra poter sfociare in un prodotto di grande caratura: uno di quegli arcade da non perdere.