Mario Party Star Rush, provato su 3DS

La banda di Mario tornerà a far festa su Nintendo 3DS il prossimo 7 ottobre con una ricetta fresca e straripante di modalità.

provato Mario Party Star Rush
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  • 3DS
Andrea Fontanesi Andrea Fontanesi sceglie (in)consapevolmente di votarsi al videogioco fin dalla più tenera età, quando, negando alla madre il piacere popolare della prima parola dedicata, pronuncia un “Ma” pregno di speranza assieme a un “rio” assai meno poetico. Crescendo si lascia sedurre dal fascino della scrittura per infine realizzare, dopo ben ventisei anni, che le due passioni, quando si compenetrano, sono in grado di donargli enormi soddisfazioni. Strenuo sostenitore dello sperimentalismo audiovisivo, nutre da sempre un sano interesse per il cinema d’animazione, ed è inoltre profondamente legato all’arte del doppiaggio, che pratica tutt’ora a livello amatoriale.

Habitué delle feste in casa Nintendo, siete ufficialmente invitati a un evento che si terrà su 3DS tra pochi, pochissimi giorni. Anticipato di circa un mese rispetto a quanto inizialmente annunciato, Mario Party: Star Rush è infatti pronto ad aprire i cancelli del suo parco giochi già dal prossimo 7 ottobre, giornata che, altresì foriera dello sgargiante Paper Mario: Color Splash, farà toccare il cielo con un dito ai tanti fan del famoso idraulico di rossoblu vestito. Qui su Everyeye, non ve lo nascondiamo, c'è già chi è riuscito ad accaparrarsi un biglietto d'ingresso, così da potervi dare il suo parere finale sulla qualità del titolo prima dell'inizio ufficiale delle danze. Ci teniamo comunque a raccontarvi qualcosa fin d'ora, di ritorno da una presentazione specificatamente volta a mostrare tutte le game mode in rapida carrellata. Scopriamo quindi cos'ha escogitato l'azienda di Kyoto per fare di nuovo baldoria tutti assieme e, di rimando, rovinare per sempre qualche bella amicizia.

Di Toad e dintorni

È già noto come con Star Rush Nintendo si sia impegnata a snellire il più possibile la formula di gameplay tipica del brand, agendo su tutti quei fattori che, nella serie di Mario Party come nella maggior parte dei board game in circolazione, tendono naturalmente a smorzare l'incedere delle partite. Ecco allora che in Lotta dei Toad, sfida pensata per un massimo di quattro utenti connessi in locale nonché cardine dell'odierna iterazione, tutti i tempi morti dovuti all'attesa tra il turno di un giocatore e quello del successivo sono stati sostanzialmente azzerati. Gli accorgimenti operati per conseguire tale risultato sono svariati, a cominciare dalla sostituzione del tradizionale tabellone da simil-Gioco dell'Oca con veri e propri setting dalle caselle liberamente percorribili in base al punteggio ottenuto con il lancio dei dadi. Ne consegue che, così strutturate, le mappe diano modo ai giocatori di muoversi simultaneamente ognuno sullo schermo della propria console e senza che gli altri contendenti possano scrutarne le mosse, in maniera tale non solo da poter nascondere agli altri qualsivoglia strategia, ma soprattutto da velocizzare considerevolmente i ritmi di avanzamento. La modalità in oggetto, il cui scopo è di guidare il proprio Toad colorato e i personaggi da lui reclutati alla conquista di un numero di Stelle sufficiente a superare quello dei rivali, è soprattutto imperniata sulla sfida contro i tradizionali villain dell'universo di Super Mario, dai Goomba alle Piranha Plant in formato gigante, da Bowser Junior a Kamek e via discorrendo. Ne possono apparire da due fino a cinque per stage, il primo dei quali si palesa sulla griglia ogni volta nella medesima posizione, con gli altri che poi spawnano in punti casuali così da rendere le mosse difficili da pianificare a tavolino. Sconfiggere i "boss" fa guadagnare al miglior performer una delle preziose Stelle, tenendo a mente che chi per primo riesce a raggiungere la loro postazione ha sempre diritto a iniziare lo scontro prima di tutti, con gli altri costretti a premere ripetutamente il pulsante A per raggiungere il campo di battaglia quanto prima. Anche le boss fight traggono beneficio dal generale intento di snellimento dell'in-game, e in egual modo gli immancabili e più canonici minigiochi che spuntano randomicamente lungo il quadro sotto forma di palloncini. In tutte queste occasioni, infatti, le lunghe regole scritte saranno consultabili in modo facoltativo prima del match, dunque solamente nel caso in cui i partecipanti, di comune accordo, lo ritenessero necessario. Lotta dei Toad, che v'invitiamo ad approfondire ulteriormente nella nostra precedente anteprima, si configura insomma come la vera anima della festa, peraltro condivisibile via wireless con gli amici sprovvisti di una copia del titolo tramite funzione Download Play, in quella che è a tutti gli effetti una consueta versione parziale dell'offerta.

Detto questo, Mario Party: Star Rush non rinuncia a proporre una pletora di modalità aggiuntive che ci sono parse davvero gustose, sbloccabili accumulando punti esperienza elargiti dal software dopo aver giocato un certo numero di partite in modalità principale. Prima fra tutte Monethatlon, che sfrutta i due schermi del 3DS per imbastire una corsa a piedi della durata di un minuto - monitorabile su touchscreen - dove l'avanzata dei concorrenti dipende, com'è intuibile, dalla raccolta graduale di monetine, che avviene nel corso di tre minigame posti sullo schermo superiore della console. Abbiamo poi Corsa Palloncini, prova a dadi e minigame più vicina a Lotta dei Toad ma caratterizzata dall'assenza di boss battle e da un focus maggiore sull'accumulo di monete, poi da convertire nelle solite Stelle utili alla vittoria. Ancora, Tipi da Concerto è un piccolo rhythm game atto a replicare gli storici theme di Super Mario che pare funzionare discretamente se esperito in multigiocatore, mentre Blocchi Boo è l'equivalente del classico Match 3 con le icone dei beniamini del Regno dei Funghi. La carrellata continua con Avanti e Indietro, competizione per un massimo di due giocatori dove viene chiesto di lanciare i dadi e spingere gradatamente la propria pedina "mariesca" fino al lato opposto di un tabellone orizzontale. Chiudiamo con Fulmina-Torre, sfida single player che altro non è se non un Campo Minato in formato verticale, con Mario chiamato a scalare una colonna cilindrica a caselle e a non incappare in quelle che celano gli infidi Amperini, pena il game over istantaneo. Eccezion fatta per quest'ultima, tutte le modalità sopra descritte prevedono tanto la possibilità di godere l'offerta in solitaria contro l'IA quanto di farlo in multiplayer.

Per vivere l'esperienza in compagnia senza per forza dover disporre di due, tre o quattro cartucce, Nintendo ha inoltre pensato di abbinare Mario Party: Star Rush a un'esclusiva companion app per smart device denominata Party Guest, che permette di spartire con gli utenti accolti circa il 60% del gioco completo tramite semplice scansione di un codice QR presente nella confezione. L'applicazione risulta particolarmente interessante, specie perché consentirà agli ospiti di salvare progressi e punteggi acquisiti e di riversarli in futuro all'interno della propria copia personale - ovviamente nel caso in cui decidessero di acquistarla. Specifichiamo, per finire, che quest'ultimo episodio handheld sarà compatibile con le serie amiibo di Super Smash Bros. e di Mario Party, quest'ultima ormai prossima ad accogliere ben sette nuove statuette. L'uso delle figure conferirà bonus al giocatore o malus agli avversari a seconda della modalità in cui verranno sfruttate; altri vantaggi esclusivi, inoltre, si otterranno nel caso in cui le statuine contenessero dati salvati da Mario Party 10. La carne al fuoco è insomma parecchia e l'odore che si propaga dal banchetto è di quelli davvero invitanti: capiremo meglio in sede di recensione se il nostro fiuto ci abbia tradito o meno.

Mario Party Star Rush Senza rinunciare al suo carattere di party game allegro e coloratissimo, il brand di Mario Party tenta stavolta di rendere l’esperienza di gioco quanto più asciutta e movimentata possibile grazie a una serie di accortezze all’apparenza molto indovinate. Nel contempo questo Star Rush non pare voler sacrificare in alcun modo i propri contenuti, che, alla nostra prima prova effettiva, si esibiscono in un pacchetto dalla gamma di modalità e minigiochi vasta e variegata, succulento passatempo autunnale per chi ancora abituato al gaming casalingo in compagnia. È soprattutto a quest’utenza, oltre - ovviamente - agli irriducibili della serie, che il titolo potrebbe dare grandi soddisfazioni. Per saperne di più non vi resta che portare ancora un pizzico di pazienza: il nostro giudizio finale è ormai a uno schiocco di dita. O a un lancio di dadi, se preferite.

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